L'isolamento del continente australiano ha prodotto specie di animali che vivono solo qui, come il canguro, l'ornitorinco e il koala. Il canguro è piuttosto facile da vedere in libertà, basta allontanarsi dalle città. L'ornitorinco è sicuramente più difficile, si muove di notte ed è molto timido. Perfino allo zoo non siamo riusciti a vederlo perchè si nascondeva! Però qualche giorno fa ce l'abbiamo fatta appostandoci davanti ad uno stagno al tramonto. Assomiglia ad una lontra col becco da papera.
Il koala è diffuso nelle foreste di eucalipto ma non è così facile da trovare. E' decisamente un dormiglione, rimane sveglio lo stretto necessario per cibarsi di foglie: 2 ore al giorno.
E' stato vicino all'estinzione 60 anni fa quando veniva cacciato per la pelle (e secondo me anche a causa di tutto quel dormire che non agevola di certo la riproduzione) ma ora si sta ripopolando. E' docile ma non è addomesticabile ed è proibito averne uno come animale domestico (che peccato!). Ci sono inoltre altre leggi che variano da stato a stato, ad esempio nel New South Wales, dove abito, solo gli addetti professionali possono tenere in braccio un koala, ai turisti è consentito solo toccarlo. Al contrario in Queensland non ci sono questi vincoli e non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di coccolarne uno. Ha proprio un bel pelo morbido!
questo invece è un wallaby, la versione ridotta del canguro
La vacanza prosegue, ci spingiamo in posti un po' meno accessibili. La copertura del cellulare non si vede da giorni ma incredibilmente ovunque andiamo troviamo degli italiani. Già, perchè non me ne sono reso conto ma siamo ad agosto.
E con gli italiani arrivano le figuracce... sì perchè ammettiamolo: uno dei piaceri di essere all'estero è fare commenti ad alta voce sapendo che non ti capiscono. Quindi un giorno eravamo in piscina, solo noi 4, ad un certo punto arriva un uomo con indosso la muta ed entra in acqua. D'accordo, l'acqua non è che fosse proprio calda, ma usare la muta in piscina mi sembrava fuori luogo. Quindi mi tuffo al grido di "I veri uomini non usano la muta!", e siccome la frase divertiva le mie bambine l'ho pure ripetuta tre volte.
Passa qualche minuto e arriva una signora che si mette a parlare col tizio... non vi dico l'imbarazzo...
Una delle sistemazioni, quella della piscina di cui sopra
qui invece una capanna sulla spiaggia
Le spiagge in questo periodo sono fruibili perchè la pericolosa cubomedusa è presente da novembre a maggio, in quei mesi bisogna nuotare all'interno delle reti nelle principali spiagge e meglio ancora indossare la muta in lycra. Come avevo già scritto precedentemente, questa medusa è molto pericolosa e in alcuni casi letale. Di qui i cartelli lungo la costa. Per quanto riguarda i coccodrilli il pericolo lungo le spiagge è praticamente nullo, se si esclude l'immediata vicinanza con l'estuario di un fiume.
Questo il cartello sulla popolare spiaggia di Palm Cove:
questo iguana l'abbiamo disturbato mentre era sulla spiaggia e si è rifugiato su una palma.
Ragni
Nei boschi abbiamo notato grandi ragnatele, che si stendevano da un albero all'altro, e ci siamo chiesti come fosse possibile che un ragno potesse tirare un filo tra i rami di alberi lontani tra di loro e a diversi metri dal suolo.
Qualche idea? Secondo mia moglie i ragni sparano i fili come Spiderman.. mah!
La verità è un'altra: questi furbetti sfruttano il vento lasciando penzolare un filo finchè non si attacca ad un'altro albero. Qui una simpatica animazione http://static.howstuffworks.com/flash/spider-web.swf
Farfalle
Qua e là capita di vedere delle belle farfalle, ma per vederle bene bisogna andare in uno zoo per farfalle, o "butterfly sanctuary" come lo chiamano qui. Oltre a passeggiare in una voliera circondati da farfalle, interessante il laboratorio dove ne curano la riproduzione e si può assistere a tutte le fasi, da bruco a farfalla. Non potrebbero essere piu' diversi tra loro, eppure sono distanziati di soli pochi giorni.
Nei pochi paesi che si incontrano si respira un'aria di altri tempi, come in questo hotel-ristorante pressochè intatto dalla sua apertura negli anni 30 ad opera di un emigrante libanese che in Australia ha fatto successo nel pugilato ed è tuttora gestito dalla sua terza generazione. Sulle pareti decine di foto che narrano la vita dell'hotel e della famiglia
e gli Aborigeni che fine hanno fatto? se ne vedono molti pochi per strada, almeno a Sydney, andando nelle zone rurali se ne vedono un po' di piu'.
Nel corso del nostro giro abbiamo attraversato una riserva di aborigeni, una zona a loro uso esclusivo un po' come quelle degli indiani d'America. I "visi pallidi" sono visti come degli intrusi quindi meglio passare dalla strada che taglia il paese senza gironzolare per le vie della loro comunità, specialmente se si hanno a bordo alcolici: questo cartella avvisa i forestieri che farsi trovare con un alcolico in macchina al di fuori delle vie consentite può avere conseguenze serie.
il viaggio continua...


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