esperimenti scientifici! :-)
lunedì 30 settembre 2013
L'Italia vista da qui
Quando mi capita di scambiare qualche chiacchiera con uno sconosciuto, abbastanza spesso, il mio accento denota subito la mia breve permanenza nel paese. E' facile capire qualcosa dell'interlocutore già dalle prime battute, se ha un accento australiano puro probabilmente è nato qui o vi è giunto da bambino. L'altro giorno ho conosciuto un nuovo collega, ero indeciso ma avrei detto fosse Britannico e poi ho scoperto che si è trasferito 20 anni fa dall'Inghilterra.
Quindi ho elaborato la seguente formula empirica:
Accento straniero = anni vissuti all'estero/anni vissuti in Australia
che mi porta ad avere un valore di 99% , che spiega perchè le persone che incontro mi chiedono subito da dove venga. E molti mi scambiano per francese per via della mia R...
Quando poi dico di essere italiano di solito si rompono le acque e cominciano a raccontare con entusiasmo dei loro viaggi nella "Beautiful Italia". L'itinerario tipo è Roma, Costiera Amalfitana, Firenze, Venezia, qualche volta Milano e Como e poi quasi sempre le Cinque Terre. E' incredibile la popolarità delle Cinque Terre qui a 16.000 km di distanza, tutti sono stati sulla Via dell'Amore, colpita un anno fa da una frana che ha ferito 4 donne (Australiane). Peccato che il sentiero sia tutt'ora interrotto e così rimarrà fino ad almeno il 2015.
Ogni tanto mi chiedo cosa potrebbe essere il nostro paese se solo fosse gestito un po' meglio, ma allo stesso tempo mi chiedo anche se ci sia un nesso tra il casinismo italiano e la ricchezza di bellezze storiche ed artistiche... ad esempio la Germania o la Svizzera avrebbero mai concepito di costruire le case attaccate alla roccia, una diversa dall'altra?
Ieri parlavo con una collega appena rientrata da 3 settimane in Italia, anche lei ha fatto la Via dell'Amore e per superare il punto interrotto ha dovuto fare una scarpinata sulle colline. Le brillavano gli occhi nel descrivermi la sua vacanza, i luoghi e il cibo. Si ricordava ogni dettaglio del sugo della pasta che aveva mangiato in un agriturismo in Toscana due settimane fa, io che non arrivo a ricordarmi cosa ho mangiato ieri!
Ma proviamo a metterci nei panni di un Australiano medio: sono passate poche generazioni da quando i suoi avi emigrarono qui dall'Europa e il legame con la terra di origine si sente ancora.
Vive su una isola enorme, piatta e prevalentemente arida e disabitata. Per visitare il paese più vicino deve fare non so quante ore di volo.
Il manufatto più antico ha 200 anni e di quello che è successo prima, quando c'erano solo gli aborigeni, non c'è molto da dire, non erano certo gli ateniesi dell'Antica Grecia.
A parte la vicina Asia, con la quale l'affinità culturale è bassa per un caucasico, ci è facile immaginare l'attrattiva che può avere tornare alle proprie radici in Europa, passare in poche ore di auto da una nazione ad un'altra completamente diversa nel cibo, nei lineamenti, nella lingua, nell'architettura, nelle usanze e nel livello di civilizzazione.
Vedere le montagne con la punta e i laghi come li hanno visti solo nei documentari (qui non esistono).
Tante cose che noi diamo per scontate sono stupefacenti per chi non le ha mai viste.
A scanso di equivoci: non sto dicendo di aver nostalgia dell'Italia, ho fatto il pieno di quelle cose per 40 anni e ci vorrà tempo perchè il serbatoio si svuoti.
Per vedere il piu' possibile molti australiani si affidano ai viaggi organizzati in bus, tipo questo
E poi ci sono 8 ricconi che spendono 60.000$ per vedere l'Europa a bordo delle loro Ferrari, facendole trasportare in nave per 6 settimane dall'Australia all'Italia, come questi qui. Per loro visitare la fabbrica del "Prancing Horse" è come per un islamico andare in pellegrinaggio alla Mecca.
L'articolo completo su Sydney Morning Herald
Quindi ho elaborato la seguente formula empirica:
Accento straniero = anni vissuti all'estero/anni vissuti in Australia
che mi porta ad avere un valore di 99% , che spiega perchè le persone che incontro mi chiedono subito da dove venga. E molti mi scambiano per francese per via della mia R...
Quando poi dico di essere italiano di solito si rompono le acque e cominciano a raccontare con entusiasmo dei loro viaggi nella "Beautiful Italia". L'itinerario tipo è Roma, Costiera Amalfitana, Firenze, Venezia, qualche volta Milano e Como e poi quasi sempre le Cinque Terre. E' incredibile la popolarità delle Cinque Terre qui a 16.000 km di distanza, tutti sono stati sulla Via dell'Amore, colpita un anno fa da una frana che ha ferito 4 donne (Australiane). Peccato che il sentiero sia tutt'ora interrotto e così rimarrà fino ad almeno il 2015.
Ogni tanto mi chiedo cosa potrebbe essere il nostro paese se solo fosse gestito un po' meglio, ma allo stesso tempo mi chiedo anche se ci sia un nesso tra il casinismo italiano e la ricchezza di bellezze storiche ed artistiche... ad esempio la Germania o la Svizzera avrebbero mai concepito di costruire le case attaccate alla roccia, una diversa dall'altra?
Ieri parlavo con una collega appena rientrata da 3 settimane in Italia, anche lei ha fatto la Via dell'Amore e per superare il punto interrotto ha dovuto fare una scarpinata sulle colline. Le brillavano gli occhi nel descrivermi la sua vacanza, i luoghi e il cibo. Si ricordava ogni dettaglio del sugo della pasta che aveva mangiato in un agriturismo in Toscana due settimane fa, io che non arrivo a ricordarmi cosa ho mangiato ieri!
Ma proviamo a metterci nei panni di un Australiano medio: sono passate poche generazioni da quando i suoi avi emigrarono qui dall'Europa e il legame con la terra di origine si sente ancora.
Vive su una isola enorme, piatta e prevalentemente arida e disabitata. Per visitare il paese più vicino deve fare non so quante ore di volo.
Il manufatto più antico ha 200 anni e di quello che è successo prima, quando c'erano solo gli aborigeni, non c'è molto da dire, non erano certo gli ateniesi dell'Antica Grecia.
A parte la vicina Asia, con la quale l'affinità culturale è bassa per un caucasico, ci è facile immaginare l'attrattiva che può avere tornare alle proprie radici in Europa, passare in poche ore di auto da una nazione ad un'altra completamente diversa nel cibo, nei lineamenti, nella lingua, nell'architettura, nelle usanze e nel livello di civilizzazione.
Vedere le montagne con la punta e i laghi come li hanno visti solo nei documentari (qui non esistono).
Tante cose che noi diamo per scontate sono stupefacenti per chi non le ha mai viste.
A scanso di equivoci: non sto dicendo di aver nostalgia dell'Italia, ho fatto il pieno di quelle cose per 40 anni e ci vorrà tempo perchè il serbatoio si svuoti.
Per vedere il piu' possibile molti australiani si affidano ai viaggi organizzati in bus, tipo questo
E poi ci sono 8 ricconi che spendono 60.000$ per vedere l'Europa a bordo delle loro Ferrari, facendole trasportare in nave per 6 settimane dall'Australia all'Italia, come questi qui. Per loro visitare la fabbrica del "Prancing Horse" è come per un islamico andare in pellegrinaggio alla Mecca.
L'articolo completo su Sydney Morning Herald
domenica 29 settembre 2013
America's Cup
Nella Baia di San Francisco si è appena conclusa l'America's Cup con una clamorosa rimonta di Oracle sui Neozelandesi da 1:8 a 9:8.
Quaggiù la gara ha avuto un significato particolare. Primo perchè furono gli Australiani nel 1983 a strappare la coppa agli Americani dopo 132 anni di monopolio, inventando una chiglia rivoluzionaria con delle ali per mantenere l'efficienza quando la barca è inclinata.
Secondo perchè Australia e Nuova Zelanda hanno dei legami molto forti pur essendo nazioni distinte. Non a caso la loro bandiera è pressochè identica a quella Australiana:
La croce del sud è anche rappresentata al centro della bandiera Brasiliana, ma curiosamente la quinta stella, quella meno luminosa, è sulla sinistra. Com'è possibile?
Quando la disegnarono, nel 1889, rappresentava il cielo stellato di Rio alle 8.30 del 15 novembre 1889 (nascita della repubblica brasiliana), ma visto da un immaginario punto all'infinito, all'esterno del firmamento guardando verso la Terra, da lì le stelle appaiono (apparirebbero) rovesciate.
Ma dove eravamo???
Ah sì, l'America's Cup.
Stavo dicendo che la Nuova Zelanda è una nazione piccola, con solo 4,5 milioni di abitanti e ancora più lontana da tutto. Eppure vanta il primato in alcuni campi, come nel rugby con i suoi All Blacks o nella vela.
quindi prevedibile che prendessero molto sul serio la sfida alla barca americana, trattandosi di una faccenda di dignità nazionale. Ed è con un certo imbarazzo che gli australiani hanno festeggiato la vittoria del timoniere di Oracle, l'Australiano Jimmy Spithill. Da un lato celebrano il ritorno della vela australiana sulla ribalta internazionale...
...dall'altro cercano di aiutare i loro cugini neozelandesi a superare la depressione che incombe su di loro, ecco i consigli dello psicologo: "avrete la tentazione di buttarvi sull'alcool, cioccolato o spese folli, di chiudervi in casa e rimanere a letto, ma la vita continua, svagatevi e mantenetevi focalizzati su quello che dovete fare..."
Qui la traduzione in italiano
E infine un po' di orgoglio italiano avendo uno dei nostri a bordo della barca che ha vinto: Gilberto Nobili
Quaggiù la gara ha avuto un significato particolare. Primo perchè furono gli Australiani nel 1983 a strappare la coppa agli Americani dopo 132 anni di monopolio, inventando una chiglia rivoluzionaria con delle ali per mantenere l'efficienza quando la barca è inclinata.
Secondo perchè Australia e Nuova Zelanda hanno dei legami molto forti pur essendo nazioni distinte. Non a caso la loro bandiera è pressochè identica a quella Australiana:
Nuova Zelanda
Australia
La stella a 7 punte alla sinistra della bandiera australiana rappresenta i 7 territori in cui è divisa, mentre le stelle sulla destra dipingono la costellazione della Croce del Sud, visibile solo in questo emisfero, che i neozelandesi hanno stilizzato in 4 stelle invece che 5. Questa qui sotto, se riesco una sera provo a fotografarvela. La croce del sud è anche rappresentata al centro della bandiera Brasiliana, ma curiosamente la quinta stella, quella meno luminosa, è sulla sinistra. Com'è possibile?
Quando la disegnarono, nel 1889, rappresentava il cielo stellato di Rio alle 8.30 del 15 novembre 1889 (nascita della repubblica brasiliana), ma visto da un immaginario punto all'infinito, all'esterno del firmamento guardando verso la Terra, da lì le stelle appaiono (apparirebbero) rovesciate.
Ma dove eravamo???
Ah sì, l'America's Cup.
Stavo dicendo che la Nuova Zelanda è una nazione piccola, con solo 4,5 milioni di abitanti e ancora più lontana da tutto. Eppure vanta il primato in alcuni campi, come nel rugby con i suoi All Blacks o nella vela.
quindi prevedibile che prendessero molto sul serio la sfida alla barca americana, trattandosi di una faccenda di dignità nazionale. Ed è con un certo imbarazzo che gli australiani hanno festeggiato la vittoria del timoniere di Oracle, l'Australiano Jimmy Spithill. Da un lato celebrano il ritorno della vela australiana sulla ribalta internazionale...
...dall'altro cercano di aiutare i loro cugini neozelandesi a superare la depressione che incombe su di loro, ecco i consigli dello psicologo: "avrete la tentazione di buttarvi sull'alcool, cioccolato o spese folli, di chiudervi in casa e rimanere a letto, ma la vita continua, svagatevi e mantenetevi focalizzati su quello che dovete fare..."
Qui la traduzione in italiano
E infine un po' di orgoglio italiano avendo uno dei nostri a bordo della barca che ha vinto: Gilberto Nobili
sabato 28 settembre 2013
L'elettricista
ieri è passato di qui l'elettricista per sistemare alcune cose, appuntamento alle 7 di mattina, mannaggia a lui.
Qui sempre mattinieri, come al campo di golf qua vicino, alle 7 c'è già gente che gioca, si vede che fanno due tiri prima di andare al lavoro. A proposito di golf, qui è un gioco per tutti: tutto il pomeriggio nel campo a 18 buche costa 20$ (14€) senza obbligo di iscrizione.
Tra i mattinieri ci metto pure a pieno titolo quelli del gruppo podistico della zona: si trovano per correre alle 5:30... non ce la farò mai.
Il motivo per cui ho chiamato l'elettricista è che si è ripresentato il fenomeno delle scosse elettriche mentre facevo la doccia. In pratica sento una scossa quando tocco il rubinetto o il tubo della doccia, non forte ma comunque sgradevole. Avevo provato a mettere un filo elettrico per collegare il tubo dell'acqua che passa fuori dalla casa con un paletto di metallo che ho trovato piantato in terra (con la funzione di messa a terra). Per un po aveva funzionato, ma ultimamente il problema si è ripresentato.
L'elettricista si è arrivato accompagnato da una ragazza che sta facendo l'apprendista per diventare elettricista patentata. E' la prima ragazza elettricista che vedo in vita mia, peraltro molto carina nonostante l'abbigliamento antinfortunistico :-)
Mi spiegava che servono 4 anni di studi e pratica per poter avere il patentino che è necessario per poter mettere mano agli impianti elettrici. Infatti mi ricordo che nei negozi fai-da-te nel reparto elettrico ci sono cartelli che ricordano ai clienti che è vietato improvvisarsi elettricisti. Uno dei motivi è che molte di queste case sono fatte di legno, quindi facilità di incendi ma anche più rischi di prendere la scossa visto che il legno è isolante.
Prendiamo casa mia: il problema della scossa era dovuto ad una messa a terra incompleta. L'elettricista mi spiegava che ci sono 3 cose che vanno collegate tra di loro: la terra che viene dalla rete, la terra della casa (collegata al tubo di metallo piantato nel terreno) e i tubi dell'acqua che escono dallo scaldabagno. In una casa di mattoni non sarebbe necessario collegare i tubi a terra, passando loro stessi per il suolo, ma siccome qui è tutto di legno i tubi restano isolati dal terreno e se c'è una dispersione elettrica nella caldaia questa si scarica a terra attraverso il corpo di chi fa a doccia.
Tutto chiaro?
A casa mia per errore i tubi dell'acqua non erano stati messi a terra e quindi ha risolto piantando una barra di rame nel suolo e collegandola con i tubi, la stessa soluzione mia ma questa volta efficace.
Sempre parlando con l'elettricista mi ha detto che dove abita lui, 6 km più in fuori, c'è una zona di boschi e vede spesso vari animali attorno a casa. C'è un opossum mezzo cieco che gira di giorno invece che di notte altrimenti non vedrebbe niente, poi ci sono i wallaby (piccoli canguri) e degli altri animali a forma di topo ma con le zampe tipo un canguro (non mi ricordo il nome che mi ha detto). Ha raccontato che l'altra sera stava guardando la televisione in sala e ha visto una coppia di questi topi che guardavano dentro attaccati alla finestra come se volessero vedere la tv, mi è venuto in mente l'inizio di Ratatouille.
A proposito di animali, ho installato una telecamera nel mio giardino per tenere d'occhio gli opossum di notte e i pappagalli di giorno. Nei prossimi post pubblicherò un po' di filmati.
Qui sempre mattinieri, come al campo di golf qua vicino, alle 7 c'è già gente che gioca, si vede che fanno due tiri prima di andare al lavoro. A proposito di golf, qui è un gioco per tutti: tutto il pomeriggio nel campo a 18 buche costa 20$ (14€) senza obbligo di iscrizione.
Tra i mattinieri ci metto pure a pieno titolo quelli del gruppo podistico della zona: si trovano per correre alle 5:30... non ce la farò mai.
Il motivo per cui ho chiamato l'elettricista è che si è ripresentato il fenomeno delle scosse elettriche mentre facevo la doccia. In pratica sento una scossa quando tocco il rubinetto o il tubo della doccia, non forte ma comunque sgradevole. Avevo provato a mettere un filo elettrico per collegare il tubo dell'acqua che passa fuori dalla casa con un paletto di metallo che ho trovato piantato in terra (con la funzione di messa a terra). Per un po aveva funzionato, ma ultimamente il problema si è ripresentato.
L'elettricista si è arrivato accompagnato da una ragazza che sta facendo l'apprendista per diventare elettricista patentata. E' la prima ragazza elettricista che vedo in vita mia, peraltro molto carina nonostante l'abbigliamento antinfortunistico :-)
Mi spiegava che servono 4 anni di studi e pratica per poter avere il patentino che è necessario per poter mettere mano agli impianti elettrici. Infatti mi ricordo che nei negozi fai-da-te nel reparto elettrico ci sono cartelli che ricordano ai clienti che è vietato improvvisarsi elettricisti. Uno dei motivi è che molte di queste case sono fatte di legno, quindi facilità di incendi ma anche più rischi di prendere la scossa visto che il legno è isolante.
Prendiamo casa mia: il problema della scossa era dovuto ad una messa a terra incompleta. L'elettricista mi spiegava che ci sono 3 cose che vanno collegate tra di loro: la terra che viene dalla rete, la terra della casa (collegata al tubo di metallo piantato nel terreno) e i tubi dell'acqua che escono dallo scaldabagno. In una casa di mattoni non sarebbe necessario collegare i tubi a terra, passando loro stessi per il suolo, ma siccome qui è tutto di legno i tubi restano isolati dal terreno e se c'è una dispersione elettrica nella caldaia questa si scarica a terra attraverso il corpo di chi fa a doccia.
Tutto chiaro?
A casa mia per errore i tubi dell'acqua non erano stati messi a terra e quindi ha risolto piantando una barra di rame nel suolo e collegandola con i tubi, la stessa soluzione mia ma questa volta efficace.
Sempre parlando con l'elettricista mi ha detto che dove abita lui, 6 km più in fuori, c'è una zona di boschi e vede spesso vari animali attorno a casa. C'è un opossum mezzo cieco che gira di giorno invece che di notte altrimenti non vedrebbe niente, poi ci sono i wallaby (piccoli canguri) e degli altri animali a forma di topo ma con le zampe tipo un canguro (non mi ricordo il nome che mi ha detto). Ha raccontato che l'altra sera stava guardando la televisione in sala e ha visto una coppia di questi topi che guardavano dentro attaccati alla finestra come se volessero vedere la tv, mi è venuto in mente l'inizio di Ratatouille.
A proposito di animali, ho installato una telecamera nel mio giardino per tenere d'occhio gli opossum di notte e i pappagalli di giorno. Nei prossimi post pubblicherò un po' di filmati.
venerdì 27 settembre 2013
E il venerdì... PIZZA!
E già, perchè sarò anche a dieta ma una bella pizza non me la leva nessuno, specialmente se è prevista dal menu' Light'n Easy!
Eccola, ancora da montare:
base per la pizza, formaggio e intruglio di peperoni, olive e pollo (sempre con questa mania di mettere il pollo sulla pizza!).
A chi si stesse facendo la domanda: no, non è una mano gigante...
2 minuti e 30 nel micronde
ahhhhhhhhhhhhhh, che profumino!
non mi resta che portarmela in mensa e far sbavare i colleghi! Per fortuna nessuno mi ha chiesto di assaggiarne un pezzo.
E siccome Ligh'n Easy pensa a tutto, c'era anche un bel biscotto casomai dopo la pizza mi fosse rimasto un posticino nella pancia.
Ah, non vi ho detto la cosa più importante: dopo 7 giorni di fame, ehmm, di dieta, ho perso 1,8 kg!
Totale -4 kg in 3 settimane (1 settimana senza carboidrati, 1 settimana insalate e 1 Light'n Easy).
Ora sono rientrato sotto la soglia di attenzione (73) ma qualche chilo in meno non farà male in previsione delle mangiate nella settimana in Italia a fine ottobre, quindi ho fatto un secondo ordine da 1200 calorie per un'altra settimana. Magari poi prendo quello da 1500 o 1800 calorie così faccio un atterraggio morbido sul mio obiettivo (70 kg).
E oggi ci ho pure buttato dentro 10 km di corsa, -800 calorie, me ne restano 400.
Questa volta non ho corso il rischio che si scongelassero i surgelati dopo la consegna: ho messo una webcam puntata sulla porta di casa.
E quando dall'ufficio ho visto che era arrivata la scatola ho fatto un salto a casa per mettere la pappa nel frigorifero.
E anche ieri pranzo all'italiana: "Spaghetti Bolognese". Certo le porzioni sono sempre limitate, dalla foto non si capisce la dimensione della vaschetta ma se fate una proporzione con gli spaghetti capirete che è l'equivalente di 4 forchettate, però buona.

Eccola, ancora da montare:
base per la pizza, formaggio e intruglio di peperoni, olive e pollo (sempre con questa mania di mettere il pollo sulla pizza!).
A chi si stesse facendo la domanda: no, non è una mano gigante...
2 minuti e 30 nel micronde
ahhhhhhhhhhhhhh, che profumino!
non mi resta che portarmela in mensa e far sbavare i colleghi! Per fortuna nessuno mi ha chiesto di assaggiarne un pezzo.
E siccome Ligh'n Easy pensa a tutto, c'era anche un bel biscotto casomai dopo la pizza mi fosse rimasto un posticino nella pancia.
Ah, non vi ho detto la cosa più importante: dopo 7 giorni di fame, ehmm, di dieta, ho perso 1,8 kg!
Totale -4 kg in 3 settimane (1 settimana senza carboidrati, 1 settimana insalate e 1 Light'n Easy).
Ora sono rientrato sotto la soglia di attenzione (73) ma qualche chilo in meno non farà male in previsione delle mangiate nella settimana in Italia a fine ottobre, quindi ho fatto un secondo ordine da 1200 calorie per un'altra settimana. Magari poi prendo quello da 1500 o 1800 calorie così faccio un atterraggio morbido sul mio obiettivo (70 kg).
E oggi ci ho pure buttato dentro 10 km di corsa, -800 calorie, me ne restano 400.
Questa volta non ho corso il rischio che si scongelassero i surgelati dopo la consegna: ho messo una webcam puntata sulla porta di casa.

E quando dall'ufficio ho visto che era arrivata la scatola ho fatto un salto a casa per mettere la pappa nel frigorifero.
E anche ieri pranzo all'italiana: "Spaghetti Bolognese". Certo le porzioni sono sempre limitate, dalla foto non si capisce la dimensione della vaschetta ma se fate una proporzione con gli spaghetti capirete che è l'equivalente di 4 forchettate, però buona.

giovedì 26 settembre 2013
il mio pubblico
Queste ad esempio le statistiche di accesso di ieri:

Ho provato a cercare il blog su Google e ho scoperto che esiste un blog quasi identico: http://marco-goes-to-australia.blogspot.com.au scritto da un tedesco in tedesco. Beh non so il testo ma sicuramente le foto non sono all'alteza :-)
Questi i dati attorno alla mezzanotte ora italiana, qui domina l'iPad.
e questi i dati del'ultimo mese, c'è perfino un sistema operativo Symbian che credevo estinto
i dati dall'inizio del blog il primo di aprile, c'erano pure i Russi!
e quali sono i post più gettonati?
mercoledì 25 settembre 2013
La non corsa di beneficienza
Domenica si è corsa la Maratona di Sydney, percorso cittadino con arrivo all'ombra dell'Opera House. Mi ero iscritto sull'onda dell'entusiasmo prima di partire dall'Italia, poi però avevo smesso di allenarmi dopo la Maratona di Gold Coast a inizio luglio. Non me la sentivo di passare le domeniche ad allenarmi rinunciando ad andare in giro con la famiglia nelle settimane che sono stati qui. Peccato, sarebbe stato emozionante correre per quella che è la mia città da cinque mesi, ma mi rendo conto che non si può fare tutto.
Per non buttare via il pettorale ho fatto girare la voce ed è finito ad un amico di un amico che non era riuscito ad iscriversi per tempo. Ha pure concluso con un buon tempo, dando lustro al mio nome visto che figuravo io (per la cronaca 3h43m, un minuto sopra il mio personale).
Per me la cosa finiva lì, cameratismo podistico, ma lui si è sentito in dovere di sdebitarsi facendo una donazione in beneficienza a nome mio. La cosa non sorprende se si tiene conto che nei paesi anglosassoni tutti questi eventi sono sinonimo di raccolta di fondi per le varie cause e in molti casi ci si può iscrivere gratuitamente se si raccoglie un tot in donazioni. Alle volte, quando i pettorali sono limitati, raccogliere donazioni è l'unico modo per partecipare.
Funziona così: ti pre-iscrivi alla gara e scegli una delle organizzazioni caritatevoli affiliate, poi contatti quante più persone puoi per raccogliere la somma di 2000$, se la raggiungi sei iscritto altrimenti... hai comunque fatto beneficienza.
Infatti mi arrivano spesso richieste da parte di amici, perfino dall'agente da cui ho affittato la casa, gente che chiede un versamento in beneficienza per poter intraprendere una piccola impresa personale, chi la maratona, chi la 100km di camminata attorno a Sydney, etc.
Peccato che da noi, da voi, questo fenomeno sia ancora allo stato embrionale.
Apro e chiudo una amara considerazione: noi italiani di solito ci consideriamo un popolo solidale, generoso, che aggiunge un posto a tavola se c'è bisogno, pronto ad aiutare... io non so da dove nasca questa convinzione, forse dalla nostra incrollabile autostima che non ci abbandona neanche di fronte al fallimento del nostro paese, che nulla è se non un insieme di tanti "io". Abbiamo la ricetta per tutto e puntiamo il dito sui colpevoli: Schettino, Berlusconi, il PD, l'allenatore della nazionale... e nel frattempo non veniamo neanche sfiorati dal dubbio che possa esserci un qualche nesso tra la ricevuta che non abbiamo chiesto al ristorante "per non essere antipatici" e l'assurdo debito pubblico che abbiamo regalato in dote ai nostri poveri figli.
La solidarietà l'ho vista qui, colleghi che sono giunti dalla Nuova Zelanda per aiutare le ricerche del collega disperso nelle Blue Mountains, estranei che si mobilitano sul bus appena vedono una donna col passeggino, pensionati che prestano servizio per aiutare gli scolari ad attraversare la strada, ... gli esempi sono tanti. Gli italiani che si sono trasferiti qui sanno di cosa sto parlando, i sociologi la chiamano "Mateship" e "Tall Poppy Syndrome", ma l'argomento è interessante e merita senz'altro un post a parte.
Tornando alla maratona, il beneficiario della mia iscrizione mi ha chiesto di indicargli un ente per la sua donazione (ho scelto Alzheimer's Australia), e come se non bastasse ha voluto regalarmi un buono da 50$ per un negozio di sport.
I sensi di colpa per non aver partecipato? Svaniti!
martedì 24 settembre 2013
Light'n Easy
da una settimana sto provando il catering di Light'n Easy e devo dire che è una cannonata.
Cominciamo dal prezzo: 135$ (94€) per tutto il necessario per una settimana, fanno 13.5€ al giorno per colazione, pranzo e cena.
Funziona così: sul sito si sceglie la quantità di calorie giornaliere, io ad esempio ho scelto 1200 volendo perdere qualche chilo accumulato nei bagordi invernali. Poi si scelgono i piatti nel menù, si paga e si aspetta la consegna.
Eccola la scatola che ho trovato davanti alla porta tornando a casa:
All'interno del polistirolo ci sono 2 reparti: freddo e surgelato, quest'ultimo con un blocco di ghiaccio secco per mantenere il cibo surgelato fino ad 8 ore (dicono). Sì perchè la consegna avviene nell'arco della giornata e magari uno arriva a casa qualche ora dopo.
Nel dubbio la prossima volta metterò la webcam puntata sulla porta così dall'ufficio posso vedere la scatola e fare un salto a casa in 5 minuti di auto.
Tutto diviso in sacchetti col numero del giorno e con il menù settimanale da appendere al frigorifero con un magnetino.
Sì, ma la qualità?
Buona! Ogni giorno c'è un menù diverso che combina frutta, verdura, yogurt, carne, pasta, un dolcino per lo sfizietto pomeridiano. E ogni settimana il menù cambia. Il tutto ricco di sapore ma ovviamente in piccole dosi, e distribuito su colazione, spuntino metà mattina, pranzo, merenda, cena.
Il pane, una fetta al giorno, è surgelato e si prepara mettendolo nel tostapane.
L'unica cosa che manca è il latte magro da mettere nei corn flakes e l'acqua da bere.
I surgelati si ravvivano nel micronde, impeccabilmente preciso inserendo i minuti indicati: il piatto diventa uniformemente caldo e fumante.
Avrete capito che sono entusiasta di questa formula. Secondo me arriverà anche in Italia.
I vantaggi:
Beh, il calcolo è facile: 1200 calorie - 2800 di fabbisogno = -1600. Ora, tenuto conto che un chilo di grasso equivale a 7000 calorie, vuol dire che ogni giorno si perdono 2 etti, 1 chilo ogni 5 giorni, 6 chili al mese. Se poi si aggiunge un po' di sport...
E la fame?
Non è eccessiva, di certo manca quella bella sensazione di "pancia che tira", ma dopo qualche giorno lo stomaco impara ad abituarsi di quello che passa il convento.
E così noto che mangio lentamente per far durare di più il pasto, pulisco le vaschette con una cura maniacale fino all'ultimo chicco di riso, e quando ho finito frugo con la lingua tra i denti alla ricerca di qualche frammento!
Insomma, impari a dare tutt'altro valore al cibo.
Cominciamo dal prezzo: 135$ (94€) per tutto il necessario per una settimana, fanno 13.5€ al giorno per colazione, pranzo e cena.
Funziona così: sul sito si sceglie la quantità di calorie giornaliere, io ad esempio ho scelto 1200 volendo perdere qualche chilo accumulato nei bagordi invernali. Poi si scelgono i piatti nel menù, si paga e si aspetta la consegna.
Eccola la scatola che ho trovato davanti alla porta tornando a casa:
All'interno del polistirolo ci sono 2 reparti: freddo e surgelato, quest'ultimo con un blocco di ghiaccio secco per mantenere il cibo surgelato fino ad 8 ore (dicono). Sì perchè la consegna avviene nell'arco della giornata e magari uno arriva a casa qualche ora dopo.
Nel dubbio la prossima volta metterò la webcam puntata sulla porta così dall'ufficio posso vedere la scatola e fare un salto a casa in 5 minuti di auto.
Tutto diviso in sacchetti col numero del giorno e con il menù settimanale da appendere al frigorifero con un magnetino.
Sì, ma la qualità?
Buona! Ogni giorno c'è un menù diverso che combina frutta, verdura, yogurt, carne, pasta, un dolcino per lo sfizietto pomeridiano. E ogni settimana il menù cambia. Il tutto ricco di sapore ma ovviamente in piccole dosi, e distribuito su colazione, spuntino metà mattina, pranzo, merenda, cena.
Il pane, una fetta al giorno, è surgelato e si prepara mettendolo nel tostapane.
L'unica cosa che manca è il latte magro da mettere nei corn flakes e l'acqua da bere.
I surgelati si ravvivano nel micronde, impeccabilmente preciso inserendo i minuti indicati: il piatto diventa uniformemente caldo e fumante.
Avrete capito che sono entusiasta di questa formula. Secondo me arriverà anche in Italia.
I vantaggi:
- non perdo tempo a cucinare
- non ho piatti e pentole da lavare
- non devo fare la spesa
- non ho avanzi e cibi che scadono
- una dieta dimagrante bilanciata, impossibile sbagliare basta mangiare quello che c'è
- provo alimenti sempre diversi, ogni giorno è una piccola sorpresa
- economicamente imbattibile
Beh, il calcolo è facile: 1200 calorie - 2800 di fabbisogno = -1600. Ora, tenuto conto che un chilo di grasso equivale a 7000 calorie, vuol dire che ogni giorno si perdono 2 etti, 1 chilo ogni 5 giorni, 6 chili al mese. Se poi si aggiunge un po' di sport...
E la fame?
Non è eccessiva, di certo manca quella bella sensazione di "pancia che tira", ma dopo qualche giorno lo stomaco impara ad abituarsi di quello che passa il convento.
E così noto che mangio lentamente per far durare di più il pasto, pulisco le vaschette con una cura maniacale fino all'ultimo chicco di riso, e quando ho finito frugo con la lingua tra i denti alla ricerca di qualche frammento!
Insomma, impari a dare tutt'altro valore al cibo.
lunedì 23 settembre 2013
Bushwalking
Quello che il resto del mondo chiama hiking qui si chiama bushwalking, sarà che da queste parti come ti giri trovi cespugli...
Era nella lista di cose da provare e quindi mi sono procurato l'attrezzatura di base, che include una tenda per poter essere libero di non dover rientrare alla sera.

La meta è il Royal National Park, un parco lungo la costa a sud di Sydney. Il campeggio è vietato al di fuori dalle due aree adibite (che però sono già piene), beh io la tenda la porto e poi vedremo.
Partiamo, io e il mio amico ragno che abita nello specchietto e da cinque mesi mi accompagna ovunque io vada.

Wattamolla è la mia meta. Parcheggio all'ingresso del parco, nello zaino tutto il necessario per 2 giorni tenuto conto che lungo il percorso non c'è nulla, quindi viveri, 2,5 litri di acqua, tenda, materassino, sacco a pelo, torce, reflex, obiettivi e treppiede. Pur avendo scelto ogni cosa in base alla leggerezza alla fine lo zaino pesa 18 kg. L'acqua si rivelerà scarsa e ho dovuto razionarla per non finirla prima del dovuto, mi segno un appunto così lo posso ritrovare sul blog: la prossima volta almeno 3 litri/24h.
il benvenuto me lo dà un serpente che si nasconde prima che riesca a fotografarlo, cominciamo bene!
Dopo qualche ora le spalle invocano pietà, mi consolo pensando che sulla strada del ritorno lo zaino sarà più leggero di qualche chilo senza acqua e viveri.
La costa è tutta a strapiombo con l'eccezione di alcune spiagge
E questo è il cheese rock, decisamente "formaggioso". Per farmi fare questa foto ho dovuto chiedere a 4 persone diverse, ogni volta si inventavano qualcosa: chi zommava pensando che volessi un primo piano, chi mi metteva al centro della foto pur avendo chiesto "tanto mare e poco cielo", senza contare gli orizzonti inclinati. Avevo tutto il tempo che volevo e sono rimasto lì fino ad ottenere la foto che avevo in mente.
Cammino 5 ore, arriva il tramonto e devo trovare un posto per la tenda, evitando le zone visibili dal sentiero casomai passasse un ranger. Mi sistemo in una zona pianeggiante ai margini di un bosco, in perfetta solitudine, qui devono prendere l'elicottero per trovarmi!
col tramonto si zittiscono tutti gli uccelli, resta solo il fragore delle onde contro le scogliere in lontananza.
la luna piena illumina a giorno, là in fondo il bagliore delle luci di Sydney a 40 km
Bastano 4 pareti di tela per farti sentire a casa. Mi preparo la cena: salame, piadina araba, tonno in scatola, crema di arachidi e dolcino finale.
notte un po' agitata: il maglione come cuscino non è molto comodo e poi di tanto in tanto sentivo dei rumori fuori dalla tenda, uno decisamente pesante ma quando ho aperto per guardare fuori era scomparso. Bah!
E al primo chiarore, alle 5, gli uccellini hanno cominciato il concerto. Temevano mi perdessi lo spettacolo dell'alba?
Smonto la tenda e decido di tornare sui miei passi avendo consumato 2/3 dell'acqua.
Una simpatica scritta
Marley beach, mi sdraio per farmi un pisolino riscaldato dalle prime luci.

Sulla spiaggia a 10 metri dal mare trovo uno bamboo shark, lontano parente degli squali veri. Non si capisce più niente... primi ministri trascinati in mare e pesci buttati sulla spiaggia...
Mi pare morto, poi vedo che respira ancora.... oggi ti è andata bene!
e anche le seppie non scherzano da queste parti
questo un pesce palla, meno fortunato del bamboo shark e già ripulito all'interno da delle formichine. L'odore non è che fosse dei migliori...
dalle scogliere si vedono delle balene a qualche centinaio di metri, appaiono pochi secondi ogni 5 minuti e fanno il caratteristico spruzzo, questa l'unica foto che sono riuscito a fare.
Lungo la strada incrocio centinaia di persone, per lo più gente che fa un pezzetto e poi torna indietro, tranne qualcuno con lo zaino e la tenda con intenti simili ai miei. Tanti mi fermano per attaccare bottone, questi Australiani sono sempre curiosi di sapere cosa stai facendo, forse anche per via dello zaino che mi conferisce un aspetto un po' randagio. Chi mi dà consigli per altri itinerari, chi vuole sapere da quale paese vengo (rispondendo col solito "ahh, beautiful!"), chi al secondo incontro mi fa le feste al grido di "My friend!".
Era nella lista di cose da provare e quindi mi sono procurato l'attrezzatura di base, che include una tenda per poter essere libero di non dover rientrare alla sera.

La meta è il Royal National Park, un parco lungo la costa a sud di Sydney. Il campeggio è vietato al di fuori dalle due aree adibite (che però sono già piene), beh io la tenda la porto e poi vedremo.
Partiamo, io e il mio amico ragno che abita nello specchietto e da cinque mesi mi accompagna ovunque io vada.
Wattamolla è la mia meta. Parcheggio all'ingresso del parco, nello zaino tutto il necessario per 2 giorni tenuto conto che lungo il percorso non c'è nulla, quindi viveri, 2,5 litri di acqua, tenda, materassino, sacco a pelo, torce, reflex, obiettivi e treppiede. Pur avendo scelto ogni cosa in base alla leggerezza alla fine lo zaino pesa 18 kg. L'acqua si rivelerà scarsa e ho dovuto razionarla per non finirla prima del dovuto, mi segno un appunto così lo posso ritrovare sul blog: la prossima volta almeno 3 litri/24h.
il benvenuto me lo dà un serpente che si nasconde prima che riesca a fotografarlo, cominciamo bene!
Dopo qualche ora le spalle invocano pietà, mi consolo pensando che sulla strada del ritorno lo zaino sarà più leggero di qualche chilo senza acqua e viveri.
La costa è tutta a strapiombo con l'eccezione di alcune spiagge
E questo è il cheese rock, decisamente "formaggioso". Per farmi fare questa foto ho dovuto chiedere a 4 persone diverse, ogni volta si inventavano qualcosa: chi zommava pensando che volessi un primo piano, chi mi metteva al centro della foto pur avendo chiesto "tanto mare e poco cielo", senza contare gli orizzonti inclinati. Avevo tutto il tempo che volevo e sono rimasto lì fino ad ottenere la foto che avevo in mente.
Alcuni pescatori lungo il percorso. I cartelli prescrivono l'obbligo di giubbotto salvagente visto che le probabilità che arrivi un'onda anomala e se li porti via non sono poi cosi' remote. La natura australiana è implacabile, in ogni sua espressione, e il mare non fa eccezione. In alcune circostanze si sviluppa la rip current, o corrente di risacca, che è capace di trascinare una persona al largo. E' così che è scomparso il primo ministro Harold Holt nel 1967, mai più trovato.
Un lucertolone
completamente ricoperto di squame, pure le dita
mi butto?
un fiume e una pozza d'acqua, d'estate dev'essere un bel refrigerio.
Chissà che caldo deve fare qui, è appena finito l'inverno e siamo già a 27 gradi...
Chissà che caldo deve fare qui, è appena finito l'inverno e siamo già a 27 gradi...

col tramonto si zittiscono tutti gli uccelli, resta solo il fragore delle onde contro le scogliere in lontananza.
la luna piena illumina a giorno, là in fondo il bagliore delle luci di Sydney a 40 km
Bastano 4 pareti di tela per farti sentire a casa. Mi preparo la cena: salame, piadina araba, tonno in scatola, crema di arachidi e dolcino finale.
notte un po' agitata: il maglione come cuscino non è molto comodo e poi di tanto in tanto sentivo dei rumori fuori dalla tenda, uno decisamente pesante ma quando ho aperto per guardare fuori era scomparso. Bah!
E al primo chiarore, alle 5, gli uccellini hanno cominciato il concerto. Temevano mi perdessi lo spettacolo dell'alba?
Smonto la tenda e decido di tornare sui miei passi avendo consumato 2/3 dell'acqua.
Una simpatica scritta
Marley beach, mi sdraio per farmi un pisolino riscaldato dalle prime luci.
Mi pare morto, poi vedo che respira ancora.... oggi ti è andata bene!
il pomice, una pietra che si forma durante le eruzioni quando la lava incandescente viene espulsa a gran velocità e si riempie di bolle come quando si apre l'acqua minerale. Essendo galleggiante si distribuisce sulle coste di tutto il mondo
e anche le seppie non scherzano da queste parti
questo un pesce palla, meno fortunato del bamboo shark e già ripulito all'interno da delle formichine. L'odore non è che fosse dei migliori...
dalle scogliere si vedono delle balene a qualche centinaio di metri, appaiono pochi secondi ogni 5 minuti e fanno il caratteristico spruzzo, questa l'unica foto che sono riuscito a fare.
Lungo la strada incrocio centinaia di persone, per lo più gente che fa un pezzetto e poi torna indietro, tranne qualcuno con lo zaino e la tenda con intenti simili ai miei. Tanti mi fermano per attaccare bottone, questi Australiani sono sempre curiosi di sapere cosa stai facendo, forse anche per via dello zaino che mi conferisce un aspetto un po' randagio. Chi mi dà consigli per altri itinerari, chi vuole sapere da quale paese vengo (rispondendo col solito "ahh, beautiful!"), chi al secondo incontro mi fa le feste al grido di "My friend!".
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