venerdì 31 gennaio 2014

L'Australia in foto

 qualche foto da internet, buon fine settimana!
 
difficile resistere ad un selfie con l'Opera House sullo sfondo

Il Cassiovario, un grosso uccello del Queensland

Ogni giorno dell'anno, alle 3:30, a Entrance (100 km da Sydney) c'è il rito di dare da mangiare ai pellicani

Barossa Valley, South Australia, famosa per i vini


Kangaroo Island

una tartaruga torna in mare dopo aver deposto le uova

una goanna


Mante a Ningaloo

Bondi Beach, Sydney
Cattedrale S. Mary, Sydney, a Natale

addobbi natalizi... là sotto c'è la casa di qualcuno

nudibranchio

colorata di rosso per celebrare il capodanno cinese di oggi


famiglia di pellicani

cinema all'aperto, mi chiedo quanti seguano il film

Uluru

Capodanno a Sydney

dorme 22 ore al giorno e sbadiglia pure

un Emu a spasso

chi è stato in Australia sa che questi sono i colori reali del tramonto

martedì 28 gennaio 2014

Australia vs USA

Come in ogni parte del mondo, anche qui la gente si lamenta del governo e dei problemi piu' sentiti: il costo delle case, l'immigrazione, le risse del sabato sera, etc. E i giornalisti si lamentano che la gente si lamenta.
Ma una cosa di cui sono sicuro, è che tra tante lamentele agli australiani strapiace sentirsi ripetere dagli stranieri che il loro paese ha un sacco di vantaggi. Leggo negli occhi questa aspettativa quando mi chiedono come mi trovo e quando chiedono come mai la mia famiglia non sia qui con me, e io li accontento, pur facendo capire loro che la mia permanenza è il risultato di un bilancio di fattori e non una fuga dall'inferno verso il paradiso.

A proposito di bilanci, mi sono sempre chiesto come sarebbe stato vivere negli USA, voglia che ho fin da bambino, molto tempo prima che individuassi l'Australia sul mappamondo.
Degli USA sapevo tutto, vedevo i film, ascoltavo la musica, seguivo la politica, e ci andavo in vacanza appena ne avevo la possibilità. Mi sono anche appassionato alla musica country degli stati del sud e ho un'insana invidia per la vita semplice e rozza dei redneck (quando lo dico la gente pensa sia pazzo).
Il destino invece mi ha portato in Australia, terra che conoscevo solo per aver visto Uluru, l'Opera House e i canguri nelle foto di chi ci era stato. Ancora adesso ogni tanto mi chiedo come sarebbe stato vivere negli Stati Uniti, opzione che a questo punto diventa sempre piu' improbabile, e quando incontro un americano trasferito in Australia scatta l'interrogatorio su cosa lo ha spinto a venire qui.
In questi mesi ho raccolto un buon numero di pareri, sia di australiani che hanno vissuto per un periodo negli USA, sia di americani che vivono qui. Le differenze che mi hanno raccontato sono sempre le stesse, e le ho trovate ben riassunte in 10 punti in un articolo scritto da un americano che vive qui e che termina con un invito a vedere le ricchezze di questo paese al di fuori della retorica patriottica: No need to wave flags like Americans and add to the world's windiness. Just value what you have and don't give it away.
Put away the flags and enjoy your country on Australia Day
 

Con Google Translator è possibile leggere una versione tradotta in Italiano, purtroppo abbastanza approssimativa. Infatti vi si possono trovare frasi come "Obama è stato crocifisso per piccoli passi esitanti verso la sanità mentale"

Tasse e welfare
Un ultimo elemento, che rende conto delle differenze in termini di social welfare e distribuzione della ricchezza: 
  • I ricchi: negli USA per raggiungere la massima aliquota fiscale (40%) bisogna guadagnare 400k$, mentre in Australia si paga il 45% già da 180k$
  • I poveri: negli USA i redditi fino a 10k$ annui pagano il 10%, mentre in Australia non si pagano tasse fino a 18k$
fonti USA e Australia
 
Sicuramente le considerazioni da fare sarebbero tante e non si esauriscono qui, se qualche residente americano vuole commentare è benvenuto! 


lunedì 27 gennaio 2014

Australia Day

il 26 Gennaio si celebra la ricorrenza della fondazione della prima colonia australiana (1788) da parte degli Inglesi. Il giorno si chiama "Australia Day" ed è festa nazionale, se capita di domenica si sta a casa il lunedì.
Sono giorni che ci si saluta con "Happy Australia Day!" ed ero curioso di vedere come lo avrebbero festeggiato.
Ho fatto un giro in centro, era una festa di bandiere australiane, sulle magliette, sui cappellini, dipinti sui volti. Molti concerti, navi storiche nella baia, sorvoli di aerei, picnic e barbeque ovunque, fuochi d'artificio.
Non smetto di stupirmi della vitalità di questa città, ogni mese c'è una scusa per celebrare qualcosa e per organizzare eventi per la gente e per le famiglie. Penso a Milano e non mi ricordo che avesse mai organizzato grandi cose, neanche negli anni d'oro della Milano da bere. Al confronto Milano mi pare un aggregato di persone, senza personalità, commissariata. Si manda avanti l'ordinaria amministrazione ed è merito dei privati se si anima due volte all'anno per la moda e i mobili, il che è ironico considerando che vestiti e mobili credo/spero che siano in coda ai pensieri degli italiani in questo momento.

Tra le celebrazioni oggi si assegna anche il premio di "Australiano dell'Anno", vinto da un certo Adam Goodes, un giocatore di rugby aborigeno che si è distinto per le sue battaglie a favore degli aborigeni. Qualche mese fa è stato protagonista di una vicenda, quando una ragazzina di 13 anni gli ha urlato "ape" (scimmia) durante una partita. Lui l'ha fatta espellere dallo stadio e successivamente la ragazzina ha dovuto chiedere scusa.

il Primo Ministro consegna il premio a Adam Goodes
C'è da dire che non tutti gli Australiani festeggiano l'Australia Day, per gli aborigeni il giorno è considerato disonorevole e lo chiamano polemicamente Invasion Day o Survival Day per lamentarsi della confisca delle terre e dall'annientamento della loro società tribale da parte dei conquistatori Inglesi.
Una cosa che mi piace degli Australiani è che alle volte non paiono avere il senso dell'opportunità, ma fanno quello che pensano sia giusto. E così nel giorno in cui si festeggia la colonizzazione dell'Australia hanno nominato Australiano dell'Anno un aborigeno che ovviamente ha approfittato dei media per accusare i colonizzatori e la loro festa.

E si potrebbero fare altri esempi, come il deterioramento delle relazioni con l'Indonesia a causa di una storia di spie. Il premier Indonesiano ha scoperto che i servizi australiani stavano cercando di intercettare il suo cellulare e ha chiesto pubbliche scuse al governo australiano. Gli australiani hanno risposto che non intendono scusarsi visto che qualche anno prima è successo un caso analogo a danno loro e non hanno mai ricevuto scuse dagli indonesiani. Ora per ritorsione gli Indonesiani hanno interrotto la collaborazione sull'immigrazione e lasciano partire i barconi diretti in Australia. Come se non bastasse qualche giorno fa gli indonesiani hanno dichiarato che i loro aerei militari sono in grado di raggiungere il suolo australiano in caso di conflitto.

Mentre con i cinesi, i rapporti sono peggiorati da quando un paio di mesi fa il ministro degli esteri australiano ha preso posizione contro la Cina su alcune isole che la Cina rivendica come sue. Tenete presente che la Cina è di gran lunga il primo partner commerciale dell'Australia, assorbendo il 35% delle esportazioni australiane.

E non parliamo della loro politica nei confronti del fumo, la piu' repressiva del mondo: i produttori di sigarette sono obbligati a mettere foto raccapriccianti sui pacchetti (malati terminali, parti del corpo deformi, etc) per mostrare gli effetti del loro prodotto, alla faccia degli interessi della lobby del tabacco e degli intrioti erariali.

Insomma... sono tosti questi Australiani!


Qualche foto (le prime 3 mie e le altre da internet) 


per oggi era possibile fare un giro turistico a bordo di vecchi bus dismessi
questo decisamente londinese, perfino nel capolinea













sabato 25 gennaio 2014

Tamworth, la capitale del Country

Ecco, dovremmo esserci, la grande chitarra dorata mi fa capire di essere arrivato a Tamworth, eletta a Capitale della Musica Country Australiana.


  
Credevo di trovare una folla oceanica, invece il festival è concentrato lungo una via del paese senza troppa ressa, si trova perfino parcheggio nelle vicinanze.

Per ascoltare la musica ci sono tre possibilità: 
  1. i bar dove suonano dal vivo: buona musica e tanti generi diversi. Me li sono fatti tutti fermandomi dove mi piaceva e scolandomi una quantità di birre >6 (a quel punto ho perso il conto), però con l'attenuante che c'erano 40 gradi all'ombra. Ma non dico per dire, erano davvero 40!
  2. i marciapiedi dove suonano i busker di ogni età (artisti di strada), ognuno con regolare permesso, e i palchi dove si alternano gruppi diversi ad ogni ora.
  3. i teatri con ingresso a pagamento. Ne ho fatti un paio andando a caso perchè non conosco gli artisti australiani. Alcuni piacevoli, altri decisamente troppo folk per i miei gusti.
Qualche pezzo che ho ripreso:




Nel complesso è un evento piacevole, di certo non è paragonabile al Country Music Festival di Nashville che attira un pubblico 10 volte superiore, e dove c'è musica più adatta alle mie orecchie, ma sentire suonare e cantare dal vivo è comunque sempre un'esperienza, anche perchè il country si canta con il sorriso sulle labbra!

L'età media della gente per strada era piuttosto alta, intendo superiore alla mia, tant'è che nel campeggio dove mi sono sistemato ero una delle poche tende, tutti gli altri erano con camper e rulotte.
E quindi non dovrei stupirmi se ad un concerto delle "Glorie del Country" mi ritrovo vicino ad una signora che ha l'apparecchio acustico che fischia per tutto lo spettacolo!
Certo mi chiedo che futuro possa avere questo festival se non si rinnovano aprendo un po' al country contemporaneo da cui oggi si vantano di distinguersi.
  








E' sabato sera e da un'altra parte della città i bar sono pieni di giovani che si ubriacano come nel resto del paese. Ne ho visto uno portato via dalla polizia, lo hanno messo in una cella come questa
la scena era surreale, c'era questa cella senza finestrini e dalla porta aperta si vedeva l'interno bianco e soffice, irradiato da una luce al neon che lo rendeva accecante nell'oscurità della notte. Dava l'impressione di essere un luogo paradisiaco se non fosse stato per il ragazzo sdraiato con le manette dietro la schiena che si agitava inarcandosi come un pesce appena pescato.

La gente che viene al festival è decisamente Australiana, a differenza di Sydney non senti accenti e lingue straniere mentre cammini per strada, segno che il country australiano è apprezzato solo dagli autoctoni. E poi questa la devo dire: finalmente cammini per strada senza incontrare cinesi!
La società multiculturale ha i suoi pro, ma alle volte senti il bisogno di essere "a casa d'altri", di andare alla radice per trovare almeno una tradizione che si perpetua a dispetto delle orde migratorie.
In definitiva mi sono divertito: ho ascoltato buona musica e ho imparato qualcosa sull'Australia rurale. Missione compiuta.

ci vuol poco a farsi coinvolgere

acqua vaporizzata per cercare refrigerio dalla calura

musica dal vivo in tutti i bar

mai visto!

la signora che balla con la figlia sull'altro lato del corpo aveva un grosso ritratto di un cane con scritto RIP (Rest In Peace)

cantante scalza



un cinese che suona il banjo?! Però bravo!
il fascino dell'italiano...
si però basta fissarmi, pensa al violino che è meglio!
pure questa...

un'altra? Ma che succede?!
pure queste due ci si mettono



la mattina seguente una bella colazione con uova in camicia



Proprio una bella maglietta, complimenti!

negozio di cappelli

sotto al prezzo le calorie, ma gli conviene?
ps: per fortuna in Australia si usa il sistema metrico e non imperiale (miglia, piedi, once etc), ma per le calorie usano il kilojoule

borchie di tutti i tipi, anche per l'elettricista orgoglioso






la mania di girare scalzi: pure il cameramen si toglie le scarpe quando deve fare una ripresa.








questo Don Costa...  la sera prima era ospite in un concerto e l'hanno presentato come una grande star..., la mattina dopo lo trovo per strada che cerca di tirare su qualche moneta