Post un po' barboso, siete avvisati! :-)
Con un clima estremamente secco e senza inquinamento il cielo notturno del Western Australia è uno spettacolo di luci, piacevolmente fruibile visto che le mosche a quell'ora sono a letto.
E parlando di stelle, strada facendo siamo incappati in una grande antenna, un vero e proprio cimelio dell'età d'oro delle esplorazioni spaziali quando gli uomini andavano sulla Luna.
La tracking station
| la parabola di 30 metri, costruita nel mio anno di nascita |
Fa parte della Carnarvon Tracking Station che venne commissionata dalla Nasa e utilizzata dal 1966 al 1977 per le missioni Apollo verso la Luna. Questa tracking station dispone del radar
più preciso al mondo, realizzato in due esemplari, uno qui e uno negli
USA, in grado di localizzare con la precisione di 2 metri un oggetto a
60.000 km di distanza.
Ma a che serviva?
In quegli anni le astronavi erano piuttosto primitive e non erano in grado di conoscere autonomamente la propria posizione mancando un sistema di navigazione satellitare. E anche se avessero potuto, i computer di bordo non erano sufficientemente potenti da elaborare delle correzioni di rotta, quindi il sistema di guida era installato a Terra.
Gli "occhi" erano rappresentati da tracking stations sparse in diverse località con potenti radar in grado di tracciare la traiettoria della astronave e inviare i comandi per le correzioni, sotto forma di sequenza di numeri che l'equipaggio doveva inserire nel computer di bordo (la cui interfaccia utente assomigliava ad una calcolatrice).
Gli "occhi" erano rappresentati da tracking stations sparse in diverse località con potenti radar in grado di tracciare la traiettoria della astronave e inviare i comandi per le correzioni, sotto forma di sequenza di numeri che l'equipaggio doveva inserire nel computer di bordo (la cui interfaccia utente assomigliava ad una calcolatrice).
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| il computer di bordo dell'Apollo |
C'era poi un sistema di guida autonomo a bordo del modulo lunare ma veniva utilizzato solo quando l'astronave era dietro la Luna e quindi irraggiungibile dai radar e dalle comunicazioni.
Come mai proprio qui, in questo paesino polveroso in mezzo al niente?
Due motivi: è agli antipodi di Cape Canaveral e si trova esattamente sulla traiettoria di decollo delle astronavi dirette alla Luna, quindi è in posizione ottimale per verificare che l'astronave sia nella traiettoria corretta dopo aver effettuato una mezza orbita. E il motivo per cui la traiettoria corretta passa sopra a Carnarvon è perchè l'astronave deve entrare fin da subito in una orbita terrestre allineata con quella della Luna. La fase successiva è accendere di nuovo i motori per estendere il diametro dell'orbita fino a incontrare la Luna. Chi fosse interessato ai dettagli di questa manovra può approfondire la trans-lunar injection e un interessante documento tecnico che illustra le criticità di una navigazione verso la Luna.
Inoltre, in fase di rientro, questa era l'ultima stazione di comunicazione e tracking prima del rientro della capsula nell'atmosfera e l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico tra l'Australia e gli USA.
Questa tracking station non è che una delle tante dislocate lungo l'orbita dell'astronave, l'insieme delle quali forma il Manned Space Flight Network, con postazioni terrestri, aerei e navi.
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| ogni volta che veniva lanciata una missione Apollo 4 di queste navi si posizionavano lungo la traiettoria per colmare le zone non coperte dalle stazioni terrestri. |
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| 8 aerei EC-135 si alzavano in volo per garantire i collegamenti radio tra navi, satelliti e postazioni terrestri. Questo tipo di aereo venne anche utilizzato dall'aviazione USA negli anni della guerra fredda: durante l'operazione Looking Glass durata dal 1961 al 1990 questi aerei hanno volato per 24 ore al giorno. Avete capito bene, per 29 anni c'è stato almeno uno di questi aerei costantemente in volo pronto a coordinare il lancio di missili atomici in caso di guerra. Una curiosità: la procedura prevedeva che al livello di allerta DEFCON 2 i piloti dovessero indossare una benda su uno dei due occhi, cosi in caso di lampo accecante per lo scoppio di una bomba atomica nelle vicinanze fossero in grado di usare l'occhio sano per proseguire la missione. |
Questo aspetto dei viaggi verso la Luna mi era completamente ignoto e mi lascia ancora piu' stupito di fronte alle imprese di quegli anni. Sono passati quasi 50 anni e in questo momento la Nasa non ha neanche piu' un vettore in grado di portare astronauti in orbita...
Abbiamo finito con le antenne? Quasi...
Poco più avanti un cartello lungo la strada ci avvisa di non portare detonatori perchè potrebbero scoppiare senza motivo.
Per fortuna avevamo fatto brillare gli ultimi detonatori la sera prima e quindi abbiamo potuto proseguire senza troppi pensieri.
Piu' avanti notiamo una batteria di tralicci altissimi, che vedete nella foto
Scopriamo di essere arrivati alla Naval Communication Station Harold Holt, una base militare condivisa da Australia e USA per consentire le comunicazioni con i sottomarini.
Le antenne che si vedono in foto sono 13 tralicci che arrivano ad una altezza di 380 metri e sul terreno circostante sono interrati 390 km di cavo di rame che funge da terra.
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| la struttura dell'antenna ricorda la forma di un fiore, sorretto da 13 tralicci. |
Perchè quelle antennone?
I sottomarini sono costretti a rimanere in immersione per non rivelare la propria posizione e questo è vero sia in guerra che in tempo di pace (per poter fungere da deterrente), ma questo crea un problema di comunicazione con il comando perchè le onde radio non possono attraversare l'acqua del mare. Solo le onde radio a bassissima frequenza ci riescono, e per pochi metri, ma usarle è molto complicato.
A questo scopo vengono utilizzate frequenze di 20 kHz (VLF very low frequency), equivalenti a onde radio di 14 km di lunghezza. Di regola le antenne degli apparecchi radio devono essere lunghe una frazione esatta dell'onda che trasmettono, ad esempio un quarto, ma antenne da 3 km di altezza sarebbero impossibili da realizzare, quindi si utilizzano antenne piu' corte. Essendo molto piu' corte del dovuto hanno una bassa efficienza e quindi necessitano di trasmettitori molto potenti per compensare lo scarso rendimento.
Ecco spiegata l'altenna da 380 metri collegata al trasmettitore da 1 megawatt, il piu' potente dell'emisfero sud. Il tutto consente di comunicare con un sottomarino fino ad una profondità di 40 metri, ma solo in un senso perchè il sottomarino non ha una antenna sufficiente per rispondere. Questa stazione consente di comunicare coi sottomarini nel Pacifico, mentre una installazione simile nel Maine copre l'Atlantico.
Ed ecco spiegato anche il cartello all'ingresso della penisola, evidentemente il segnale radio è talmente forte da poter far detonare accidentalmente le spolette a comando elettrico.
E a proposito di interferenze radio, da quando la stazione radio è entrata in funzione ci sono stati degli strani fenomeni negli aerei di passaggio, tipo un volo che fece un atterraggio di emergenza quando le superfici di controllo cominciarono a muoversi spontaneamente determinando una picchiata che ferì alcuni passeggeri.
In Italia esiste una struttura simile ma in scala ridotta dedicata alle comunicazioni coi sottomarini, sull'isola di Tavolara in Sardegna, con antenne di 110 metri.
E per non dire che parlo solo di antenne, una curiosità: la base è intitolata al primo ministro Australiano Harold Holt che nel 1967 scomparve tra le onde mentre faceva il bagno in mare e non venne piu' ritrovato.
Riprendendo il discorso sulle aspettative del viaggio, ho trovato più gratificande una scoperta casuale come questa che mi ha insegnato qualcosa di nuovo, che visitare le tanto acclamate mete del Western Australia e rimanere deluso.
In definitiva: valeva la pena di fare questo viaggio? Probabilmente nel complesso non è valso i 9.000$ e 10 giorni di ferie, ma se non lo avessi fatto avrei continuato a mangiarmi le mani leggendo cose mirabolanti su questo stato.










































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