domenica 30 novembre 2014
Scuola di Polizia
Oggi pomeriggio sento suonare alla porta, essendo in pigiama mando mia moglie ad aprire e mi rifugio in cucina. Mi dice "vieni, c'è la polizia". Trovo due poliziotti, dalla casa di fianco il mio vicino osserva la scena con uno sguardo di chi "lo dicevo io...".
Passo mentalmente in rassegna i motivi per cui potevano essere venuti, non me ne venivano in mente molti, nel dubbio sorrido e faccio il saluto militare in stile Alberto Sordi da vigile. Probabilmente pensano ad una presa per il culo e poi i miei baffi non depongono certo a mio favore.
Cercano un tizio, solo che per fortuna non si chiama come me. Mi fanno vedere un foglio che hanno in mano e vedo che il numero civico è il 28 mentre io sono al 38, peccato che non si tratti del vicino che era lì a guardare se no mi prendevo una birra dal frigo e mi sedevo a godermi lo spettacolo.
Si scusano e se ne vanno.
Passano 10 minuti e mi suona il cellulare, uno sconosciuto mi informa di aver trovato il mio cane che vagabondava per strada. Per fortuna settimana scorsa abbiamo messo la targhetta a Candy col mio numero di telefono!
Lo vado a recuperare, era in braccio ad un vicino che mi dice "erano un po di anni che nessuno mi leccava la faccia cosi".
Torno a casa e trovo il cancello del giardino del retro aperto, e di certo non è stato il cane.
La spiegazione?
I Sydney Vice devono aver circondato la casa di soppiatto prima di suonare il campanello, andando sul retro per bloccare una mia eventuale fuga, e poi andandosene hanno lasciato il cancello aperto.
Tu pensa se quando hanno suonato invece che rifugiarmi in cucina fossi scappato in giardino per non farmi trovare in pigiama... per fortuna qui non hanno il grilletto facile come in America!
L'incidente di cricket
Il cricket è molto popolare in Australia come in tutti i paesi del Commonwealth.
Si tratta di una specie di baseball, con l'aggiunta di due bastoncini posti dietro il battitore.
Un amico mi ha spiegato sommariamente le regole ma come giustamente recita wikipedia "la lunghezza delle partite (possono durare dalle ore a vari giorni), i numerosi intervalli e la terminologia complicata rendono difficilmente comprensibile questo sport agli spettatori poco esperti", difatti ci ho capito poco niente.
Di cricket se ne parla molto questa settimana perchè a Sydney è morto un giocatore durante una partita, colpito dalla palla che avrebbe dovuto ribattere con la mazza.
La palla ha colpito Phillip Hughes sul collo, in una zona non protetta dal casco, e gli ha danneggiato l'arteria che porta il sangue al cervello. E' rimasto in piedi pochi secondi prima di cadere in avanti privo di sensi. E' morto dopo 3 giorni di coma.

La palla da cricket viene lanciata a 120 km/h, pesa 160 grammi ed è fatta di sughero ma rivestita di corda e di pelle che la rende dura come il legno.
L'incidente ha avuto un grande eco, su tutti i campi sportivi, di ogni sport, c'è stato un minuto di silenzio. Anche molti dei miei vicini hanno esposto in giardino una mazza da cricket.
Perfino Elton John, tifoso di cricket, ha gli dedicato una canzone mentre era in concerto a Monaco di Baviera, con un pensiero rivolto anche al lanciatore Sean Abbott che ha tirato la palla.
Si tratta di una specie di baseball, con l'aggiunta di due bastoncini posti dietro il battitore.
Un amico mi ha spiegato sommariamente le regole ma come giustamente recita wikipedia "la lunghezza delle partite (possono durare dalle ore a vari giorni), i numerosi intervalli e la terminologia complicata rendono difficilmente comprensibile questo sport agli spettatori poco esperti", difatti ci ho capito poco niente.
Di cricket se ne parla molto questa settimana perchè a Sydney è morto un giocatore durante una partita, colpito dalla palla che avrebbe dovuto ribattere con la mazza.
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| il momento dell'impatto della palla |
La palla ha colpito Phillip Hughes sul collo, in una zona non protetta dal casco, e gli ha danneggiato l'arteria che porta il sangue al cervello. E' rimasto in piedi pochi secondi prima di cadere in avanti privo di sensi. E' morto dopo 3 giorni di coma.

La palla da cricket viene lanciata a 120 km/h, pesa 160 grammi ed è fatta di sughero ma rivestita di corda e di pelle che la rende dura come il legno.
L'incidente ha avuto un grande eco, su tutti i campi sportivi, di ogni sport, c'è stato un minuto di silenzio. Anche molti dei miei vicini hanno esposto in giardino una mazza da cricket.
Perfino Elton John, tifoso di cricket, ha gli dedicato una canzone mentre era in concerto a Monaco di Baviera, con un pensiero rivolto anche al lanciatore Sean Abbott che ha tirato la palla.
venerdì 28 novembre 2014
Movember - aggiornamento 28 Novembre
E anche quest'anno è arrivato finalmente il momento in cui mi posso tagliare i baffi a conclusione della mia partecipazione a Movember.
Devo dire che sono veramente fastidiosi e non capisco come facciano quelli che portano la barba, mi viene da grattarmi di continuo...
Comunque grazie a tutti coloro che hanno donato sulla mia pagina Movember, abbiamo raccolto molto di più dell'anno scorso, ben 848$!
mercoledì 26 novembre 2014
Il fascino perverso del Golden Gate Bridge
Quando due mesi fa visitai il Golden Gate bridge di San Francisco notai molti cartelli e telefoni per un'estrema offerta di aiuto in caso di depressione, uno ogni 70 metri, tipo questo
Mi ripromisi di approfondire il discorso, ma sono riuscito a farlo solo ora.
Premetto che l'argomento non è dei piu' leggeri perchè si parla di casi di suicidio dal ponte, e che quello che segue potrebbe modificare per sempre la vostra visione idilliaca del ponte come è successo a me.
In questo blog ho sempre cercato di raccontare aspetti poco noti e questo rientra sicuramente nella categoria. A voi la scelta se proseguire o aspettare il prossimo post in cui si parlerà della crescita dei miei baffi.
Il problema che non esiste
Il Golden Gate nel 2013 ha visto quasi un suicidio alla settimana, in gran parte accaduti nella parte centrale dove il ponte è piu' alto. E' il secondo luogo al mondo come numero di suicidi, dopo il un ponte in Cina. In altre parole se passate una giornata al Golden Gate avete il 15% di probabilità di incappare in un suicida, non l'avrei mai immaginato.
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| suicidi all'anno dal Golden Gate |
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| distribuzione del punto di caduta |
Eppure di questo triste primato non troverete menzione sui media. Da 20 anni gli organi di stampa hanno smesso di parlarne per evitare che la notorietà del gesto induca proseliti.
Perfino il conteggio delle vittime si è ufficialmente fermato a 997 nel 1995, quando ci fu un'impennata di casi perchè piu' di uno voleva essere ricordato come "il millesimo". La cifra reale, dall'apertura del ponte nel 1933 è di circa 1600 persone.
In generale, e non solo in America, esiste un codice dentologico che detta le regole su come/se divulgare la notizia, sulle parole da usare e sui dettagli da occultare in modo da minimizzare il rischio di emulazioni. Se vi interessa lo trovate riassunto qui.
Il documentario The Bridge
Una clamorosa contravvenzione fu la registrazione del documentario The Bridge nel 2004. Il regista ottenne dalle autorità il permesso di puntare le telecamere sul ponte per tutti i giorni dell'anno, con la scusa di voler immortalare "the powerful, spectacular intersection of monument and nature that takes place every day at the Golden Gate Bridge".
Le reali finalità del documentario erano però tutt'altre: riprendere le persone che si lanciavano dal ponte e successivamente intervistare i parenti per approfondire le loro storie. Queste finalità furono tenute segrete fino alla pubblicazione nel 2006 per due motivi: primo perchè altrimenti non avrebbero mai ottenuto l'autorizzazione a fare riprese e secondo perchè avrebbero incentivato gli aspiranti suicidi in cerca di notorietà.
Le reali finalità del documentario erano però tutt'altre: riprendere le persone che si lanciavano dal ponte e successivamente intervistare i parenti per approfondire le loro storie. Queste finalità furono tenute segrete fino alla pubblicazione nel 2006 per due motivi: primo perchè altrimenti non avrebbero mai ottenuto l'autorizzazione a fare riprese e secondo perchè avrebbero incentivato gli aspiranti suicidi in cerca di notorietà.
Per la realizzazione del documentario per un anno i cameramen hanno puntato i teleobiettivi sulle persone che indugiavano nella parte centrale del ponte, specialmente se sole e senza macchina fotografica. In questo modo ripresero 23 dei 24 suicidi di quell'anno e nei casi meno fulminei scongiurarono 6 tentativi avvisando il personale di sicurezza presente sul ponte. Per contro pare che l'aumento dei suicidi negli anni seguenti sia riconducibile proprio al documentario e all'eco che ebbe sui media.
Ho visto il documentario per i 90 minuti della sua durata, in gran parte spesi a intervistare amici e parenti delle vittime, alternati alle immagini di gente che si butta. C'è chi passeggia a lungo avanti e indietro prima di decidersi. Chi arriva vestito da jogging, fa una telefonata, ride, poi appoggia per terra telefono e occhiali scuri e scavalca.
Nel documentario c'è anche l'intervista ad una delle 40 persone (su 1600) che sono sopravvissute alla caduta. Il ragazzo racconta di come abbia cambiato idea in quei 4 secondi di caduta e cercato di cadere in acqua di piedi.
Non vi sto a raccontare altri dettagli, chi è interessato a saperne di piu può leggere l'articolo di Wikipedia oppure cercarselo su youtube.
Le reti
Quest'anno
c'è stata una impennata di casi: 4 in un giorno di Luglio. A Marzo in
una settimana due casi e 5 tentativi bloccati in tempo. Tutto il
personale che lavora sul ponte, dai poliziotti agli imbianchini, è stato
istruito su come individuare le persone sospette e intervenire, ma vista la facilità di scavalcare il parapetto le probabilità di salvataggio sono basse.
Ma
non sono solo aumentati i numeri, ma è scesa l'età delle vittime (in
prevalenza 20-30) e la distanza percorsa per venire al Golden Gate: una
signora è venuta apposta da Londra e atterrata prese il taxi fino al ponte.
Da
decenni c'è chi propone di installare delle reti di protezione, come
quelle presenti all'Harbor Bridge di Sydney o la Torre Eiffel, ma hanno
sempre prevalso i contrari secondo la filosofia "vivi e lascia vivere"
che anima la città. I contrari sostengono che le reti ostruirebbero il
panorama e non sarebbero comunque efficaci perchè sposterebbero il
problema senza risolverlo. Eppure le statistiche dicono che degli
aspiranti suicidi che vengono bloccati dai passanti mentre scavalcano il
parapetto, a solo il 6% di loro ci ritenta in un modo o nell'altro.
Ma
le cose a breve potrebbero cambiare: nel mese di giugno è stato
approvato un progetto che prevede una rete posta 7 metri sotto il
marciapiede, che si estende per 7 metri verso l'esterno, per un costo di
66 milioni di $. In questo modo non ci sarebbe un impatto visivo nè per
chi guarda dal ponte nè da altri angoli. La rete sarebbe flessibile in
modo da far "sprofondare" una persona caduta dentro e rendere impossibile uscirne fino all'arrivo dei soccorsi.
Anche Sydney ha un logo analogo, non è l'Harbor Bridge visto che è dotato di reti, ma una scogliera alta 80 metri all'ingresso della baia, chiamata The Gap. Negli ultimi 45 anni un signore che viveva lì vicino ha salvato 164 aspiranti suicidi avvicinandoli e convincendoli a entrare in casa per un tè. Questa persona, morta nel 2012, era nota con il nome di Angelo del Gap.
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| The Gap all'ingresso del Sydney Harbor |
domenica 16 novembre 2014
Una domenica in giro per Sydney
L'estate comincia ufficialmente tra due settimane e come sempre la temperatura varia molto di giorno in giorno. Con 4000 km di deserto a ovest, l'Oceano Pacifico a Est e e l'Antartide a sud la temperatura dipende da dove tira il vento. Quindi può capitare come in questa settimana 20 gradi un giorno e 36 il giorno dopo, ma tutto sommato questa variabilità ha i suoi lati positivi: puoi correre nei giorni piu' freschi o andare al mare in quelli piu' caldi. E poi di notte rinfresca sempre, al punto che non ho neanche un ventilatore in casa e sul letto tengo il piumone tutto l'anno.
Oggi è stata una classica domenica, col sole che ti cuoce la testa ma ventilata e un'aria tersa che ti rende tutti i colori piu' vivi.
E dopo pranzo ci sta bene un gelato, non uno qualsiasi ma ... il miglior gelato del mondo!
Si tratta del vincitore del World's Best Gelato tenutosi a Rimini a Settembre, esatto una gelateria australiana che vince il campionato mondiale in Italia!
Potete leggere qui la notizia.
Da quando è finito sui giornali è un'impresa riuscire ad arrivare al bancone, oggi ci siamo fatti 25 minuti di coda, ma una volta che metti in bocca l'affogato alla mandorla che ha vinto il primo premio... sei già pronto a rimetterti in coda!
La zona attorno alla gelateria è molto particolare, sembra ferma agli anni 90, molto vivace e per nulla snob. Ne approfittiamo per un giro dai graffiti. Ci ero già stato un anno fa per un safari fotografico in questo post.
Oggi è stata una classica domenica, col sole che ti cuoce la testa ma ventilata e un'aria tersa che ti rende tutti i colori piu' vivi.
| La Jacarandra in fiore segna l'arrivo della stagione balneare |
| i mercati e le fiere da visitare nel fine settimana non mancano a Sydney, le strade vengono chiuse al traffico e si riempiono di bancarelle |
| paella |
E dopo pranzo ci sta bene un gelato, non uno qualsiasi ma ... il miglior gelato del mondo!
Si tratta del vincitore del World's Best Gelato tenutosi a Rimini a Settembre, esatto una gelateria australiana che vince il campionato mondiale in Italia!
Potete leggere qui la notizia.
Da quando è finito sui giornali è un'impresa riuscire ad arrivare al bancone, oggi ci siamo fatti 25 minuti di coda, ma una volta che metti in bocca l'affogato alla mandorla che ha vinto il primo premio... sei già pronto a rimetterti in coda!
| La coda davanti alla gelateria Cow and the Moon |
| eccolo il campione del mondo, pronto a finire nella mia pancia |
| il baffo cresce alla grande, peccato che sia metà nero e metà bianco! |
| i famosi UTE australiani, metà macchine sportive e metà pickup |
| il paraurti maggiorato anti-canguri e le antenne per le comunicazioni nell'interno dove non c'è campo non sono una novità, ma questo direi che ha preso la cosa molto seriamente |
giovedì 6 novembre 2014
Movember 2014
Avevo deciso di lasciar perdere dopo tutti i commenti negativi sui miei baffi l'anno scorso... ma poi arriva di nuovo Novembre, vieni bombardato di inviti e ti chiedi "perchè no?"
Per chi non mi avesse seguito l'anno scorso, Movember è una iniziativa che è nata in Australia nel 1999. Sta per M(oustache)+(N)ovember, ossia baffi a Novembre, e si è diffusa in molte nazioni anglosassoni, ma non ancora in Italia.
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| stato delle donazioni nei vari paesi partecipanti |
Come funziona?
Ci si
iscrive sul sito e ci si impegna a lasciar crescere i baffi nel corso
del mese di Novembre e ad attivarsi per raccogliere donazioni che vanno
alla ricerca dei tumori maschili.
La
crescita dei baffi è un modo per per suscitare la curiosità tra gli
amici e metterli a conoscenza dell'iniziativa senza bisogno di andare a
tampinarli. Usare la faccia come veicolo pubblicitario mi pare una
trovata geniale.
L'anno scorso ha partecipato 1 milione di persone e sono stati raccolti 100 milioni di $.
Il baffo 2014
L'anno scorso mi ero fatto
crescere il baffo "porn star", ma non ha riscosso molto successo, forse per mancanza del physique du rôle. Quest'anno sarà la volta del baffo da "trucker" (camionista), precisamente un baffo trucker salt&pepper visto che ogni volta che lascio crescere la peluria mi rendo conto che è sempre piu' bianca.
Come contribuire
A voi che dedicate del tempo a leggere queste mie esternazioni chiedo un contributo, in modo che tutta questa iniziativa non si riduca a un paio di orribili baffi portati per un mese, ma permetta di raccogliere qualche soldo per la ricerca e prevenzione dei tumori.
L'anno scorso grazie a voi sono stati raccolti 227$ entro la fine del mese. Avevo anche aggiunto i banner pubblicitari su questo blog per tirare su qualche dollaro da donare, ma Google me li ha disabilitati perchè ho infranto la clausola del contratto invitando i lettori a cliccare sui banner. E come punizione aggiuntiva sono stato radiato per sempre dalla possibilità di ospitare pubblicità da Google, quindi questo blog resterà per sempre libero da banner.
Se volete contribuire potete farlo fino a fine Novembre andando alla pagina
Al momento sono a 0$... donando anche solo 1$ mi consentireste di scollarmi dal fanalino di coda del team Oracle!
E ai primi 10 benefattori....
una menzione sul blog!
martedì 4 novembre 2014
Sculptures by the sea
Come ogni primavera è tornata l'esposizione di sculture che per 3 settimane all'anno movimenta le spiagge di Sydney. Qui il post dell'anno scorso.
Ed ecco le foto di quest'anno, durante la passeggiata tra le spiagge di Bondi e Tamarama, in una giornata di sole e aria limpida.
Ad un certo punto dalla scogliera ho guardato nella direzione del mare e ho visto qualcosa che si muoveva in distanza...
Ed ecco le foto di quest'anno, durante la passeggiata tra le spiagge di Bondi e Tamarama, in una giornata di sole e aria limpida.
Ad un certo punto dalla scogliera ho guardato nella direzione del mare e ho visto qualcosa che si muoveva in distanza...
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| le balene ti fanno ciao le balene passano davanti a Sydney tutti i giorni per 6 mesi all'anno |
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| e combinazione in quel punto c'è pure una statua di una balena |
| scommetto che avete trovato un'analogia con le gambe della ragazza |
| e questa... non so come sia finita in mezzo alle mie foto, forse è partita per sbaglio mente pulivo l'obiettivo |
| questo è un semplice cestino. Mi sono guardato intorno e ho fatto fatica a trovare dei mozziconi sulla spiaggia |
| anche questa non so cosa ci faccia qui |
| scultura fatta di rossetti |
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| conta le persone che ci passano sotto, nel nostro piccolo abbiamo lasciato il segno! |
| mare mosso e pochi surfisti in mare |
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| mah! |
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| il padellone |
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