Il programma del weekend prevedeva una gita alle Blue Mountains, una zona montagnosa a un'ora da Sydney, ma noie meccaniche al mezzo di trasporto hanno suggerito di stare nella zona. Sì lo so che mi sono preso una sola con la Ford Focus usata che ho comperato all'indomani del mio arrivo in Australia... qui dicono che mi sono preso un "lemon" (da internet: In American slang, a "lemon" is a car that causes more trouble that it
is worth, as in "I bought a car from that dealership, but it turned out
to be a lemon" ).
Quindi decidiamo di stare in città e andare al Luna Park, che è famoso se non altro per la posizione: ai piedi del ponte Harbour Bridge.
Costruito nel 1935, nel 1979 una della sue attrazioni, il Ghost Train, prese fuoco e 6 bambini e 1 adulto morirono. Il parco rimase chiuso alcuni anni, poi riaprì con nuove norme di sicurezza e senza quell'attrazione. Dell'accaduto resta solo una targa, nascosta chissà dove, dopo che il progetto di costruire un memorial voluto dai parenti è stato insabbiato dai gestori.... del resto non è facile conciliare esigenze diametralmente opposte.
Il parco è abbastanza ricco pur non avendo le attrazioni estreme. Ha un look retrò, mi ricorda quello che c'era alle Varesine di Milano quando ci andavo con gli amici 30 anni fa. Niente di tecnologico: ruota panoramica, giostre, ottovolante, autoscontri. Di notevole c'è sicuramente il prezzo: 150$ a famiglia per l'ingresso giornaliero!
sulla ruota
Il mitico Rotor, un cilindro che ruota, poi il pavimento si abbassa e rimani sospeso, schiacciato contro la parete dalla forza centrifuga. L'avevo fatto da bambino e me lo ricordo come una esperienza memorabile.
Chissà cos'è quell'impulso irrefrenabile che spinge un genitore a far provare ai figli le stesse emozioni della propria infanzia... forse la ricerca di una connessione tra due generazioni? Comunque Giulia è rimasta entusiasta e ha volto farlo 4 volte. Ci davamo la mano e mi sembrava di avere i suoi 9 anni, mi è mancato solo l'effetto sorpresa, ma per quello purtroppo non c'è rimedio.
e con gli scivoli non si sbaglia mai
entusiasmo alle stelle sulle montagne russe
la povera Vittoria poteva fare solo le giostre per i più piccoli, ma si è divertita lo stesso.
Dopo 6 ore di Luna Park (e una multa da 101$ per tassametro scaduto), usciamo passando sotto il ponte.
Tornati dall'altra parte del ponte troviamo un simpatico passatempo a Darling Harbour: toccando lo schermo si può colorare la facciata dei due edifici antistanti.
Qui Giulia ha scritto una M
E per finire in bellezza cena all'Hard Rock Cafè sulla baia. Un po' caro, 80$ per una cena in 4, ma i loro panini con carne angus, guacamole, cipolle caramellate, bacon, formaggio e salsine sono decisamente buoni