Questo weekend si è svolto il più grande evento sportivo internazionale in Australia nel 2014. Quale?
Ma sì che lo sapete, è la Bingham Cup, il Campionato Mondiale di Rugby gay
32 squadre, provenienti da Australia, USA, Olanda, Inghilterra e Nuova Zelanda. I nomi delle squadre: Armata, i Destrieri, gli Spartani, i Minotauri, I Cavalieri di Gotham, i Guerrieri Smeraldi, I Cavalli Scuri, Le Valchirie (che poi sono uomini), gli Orsi, gli Scandali.
Il torneo prende il nome da Mark Bingham, il fondatore dei club gay San Francisco Fog e Gotham Knights. Morì l'11 Settembre a bordo dell'aereo che si schianto' al suolo mentre era in rotta per Washington, dopo che lui e altri passeggeri tentarono di fare irruzione nella cabina di pilotaggio avendo sentito tramite i cellulari che altri aerei erano stati fatti schiantare contro le torri gemelle.
Il video ufficiale della manifestazione
Il primo ministro australiano annuncia che Sydney ospiterà il campionato
Tra i giocatori, un carpentiere barbuto che fino a 10 anni fa era una donna:
E chi ha vinto il campionato mondiale? La squadra di casa, i Sydney Convicts, ALEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!
In questo periodo che sono caldo sul tema "scuola" mi sono letto un articolo sulla scuola italiana. Mi incuriosiva capire se c'erano differenze nei confronti dei clandestini e ho scoperto quanto segue. In Italia Dal 1998 Il Testo Unico sull'Immigrazione (Legge Turco-Napolitano) stabilisce che "i minori stranieri presenti sul territorio nazionale abbiano diritto
all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in
ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i
cittadini italiani." Traduco: una persona che vive illegalmente in Italia ha diritto a mandare i figli a scuola. E questo con buonapace di tutti i governi succedutosi dal '98 ad oggi, compresa la Legge Bossi-Fini che non ha modificato questo principio. Dal gennaio 2013 le iscrizioni alle scuole italiane avvengono via internet. Come in tutti i sistemi informatici, ci sono alcuni campi obbligatori, tra cui il codice fiscale che identifica i cittadini italiani e gli stranieri domiciliati in Italia. Questo però costituiva un problema per i clandestini, che non avendo diritto a soggiornare in Italia non hanno un domicilio ufficiale e quindi un codice fiscale. Per aggirare il problema è stato quindi consentito a chi è irregolare di presentare la domanda di iscrizione in formato cartaceo, lasciando in bianco il codice fiscale. Nel gennaio 2014 una modifica al sistema informatico ha eliminato quella che veniva denunciata come una discriminazione dalle organizzazioni per i diritti degli immigrati: ora anche i clandestini possono iscrivere i figli via internet indicando un codice fiscale fittizio. L'altro giorno ne ho parlato con un collega australiano, ma faticava a capire che un clandestino senza il diritto a rimanere in Italia avesse quello di iscrivere i figli a scuola previa autodenuncia sul modulo di iscrizione. In Australia Uno straniero senza un permesso di soggiorno per lavoro, vacanza o studio (quindi un clandestino) non può neanche presentare domanda di iscrizione perchè senza un permesso valido non supera il primo step Candidatura alla Richiesta di Iscrizione
Dopo il post sulla scuola, alcuni mi hanno chiesto cosa ne pensa la diretta interessata, mia figlia Giulia.
Ci si potrebbe aspettare che l'Australia sia il sogno di ogni bambino: natura, animali, vita all'aria aperta, parchi giochi, spiagge, gente meno stressata, scuola più divertente, ... in realtà il discorso è piu' complesso e non ha molto a che vedere con l'Australia di per sé.
L'Australia è quella cosa che ha portato via il papà per un anno, che ha sradicato la famiglia dalle abitudini e dagli affetti, che ti fa sentire ignorante perchè perfino un bambino di 4 anni parla l'inglese meglio di te, che rende il futuro imprevedibile.
Non ci si può aspettare che a quella età si apprezzino le differenze in termini di opportunità di lavoro, di qualità della vita, di livello di civiltà, di sicurezza per sè e le proprie cose, i vantaggi di conoscere il mondo quando il paesello in cui si abita sembra già grande a sufficienza, il valore di entrare in contatto con altre culture quando tutto sembra semplicemente strano ed estraneo, il piacere di vedere un film con le vere voci degli attori.
Quindi, tornando alla scuola, per il momento è vissuta al pari di ogni altra esperienza che facciamo qui in Australia: negativamente.
La scuola non ha la mensa e i bambini devono portarsi il pasto da casa, mangiando seduti sul muretto in cortile anche nelle giornate invernali.
Il maestro, un ragazzo simpatico sempre sorridente, fa continuamente battute che fanno ridere tutti, cioè tutti quelli che parlano inglese.
Le lezioni sono blande, non ci sono nozioni da studiare a memoria, i compiti quasi inesistenti, molto tempo passato all'aperto. Dovrebbe essere il paradiso per un bambino, e invece c'è solo la preoccupazione che tornando in Italia non sarà allo stesso livello dei compagni.
Le piccole gare e i giochi di squadra sono visti con sospetto per il rischio di fallire e fare brutta figura, le gite sono una occasione per sentirsi fuori luogo.
Le
esperienze della vita ci hanno donato una visione più chiara delle
cose, a discapito della pazienza nei confronti di chi non vede ciò
che a noi pare lampante. Vorremmo
che non perdessero mai la loro innocenza, come quando nel classico scarabocchio osceno sul marciapiede hanno visto la proboscide di un elefante, ma ci piacerebbe che
ragionassero da adulti quando cerchiamo di spiegare cosa sia bene per
loro. Comunque sia sono fiducioso (in realtà so) che a tempo debito saranno riconoscenti al loro papà, così come è stato per me.
Giulia di 10 anni ha cominciato la scuola, eccola con l'immancabile divisa anglosassone. Purtroppo per lei il passaggio dal sistema scolastico italiano a quello australiano le ha fatto perdere le vacanze estive visto che qui siamo a metà dell'anno scolastico australiano. Il calendario prevede che l'anno inizi a fine gennaio, diviso in trimestri, ognuno dei quali fatto da 2 mesi e mezzo di scuola + due settimane di vacanza. A Natale l'anno scolastico finisce e ci sono 6 settimane di vacanze estive. Quindi invece che studiare 9 mesi ed oziare per 3, qui ogni trimestre c'è un periodo di vacanza.
Si può obiettare che il natale in piena estate abbia poco senso, ma per contro qui l'anno scolastico coincide con l'anno solare e questo semplifica i conti.
Le tasse per gli stranieri Un aspetto fastidioso è che la scuola pubblica è a pagamento per noi Temporary Resident, un bel 5.000$ a figlio all'anno, e questo nonostante paghi le tasse come qualsiasi australiano. Fanno eccezione gli stranieri a basso reddito hanno la possibilità di chiedere l'esenzione, che viene decisa caso per caso, valutando il bilancio famigliare (reddito, figli, affitto), questo per evitare che una famiglia indigente scelga di non mandare i figli a scuola arrecando un danno a se stessa e indirettamente alla comunità in generale. Interessante notare che invece che stabilire delle soglie di reddito, qui la valutazione è discrezionale, così possono aprire e chiudere il rubinetto a volontà e senza contestazioni.
Gli Australiani sono brava gente, ma di certo non hanno l'anello al naso quando si tratta di tutelare i propri interessi economici. Anche i visti per vivere e lavorare in Australia, oltre ad essere molto difficili da ottenere, hanno un costo di svariate migliaia di dollari. Il mio visto lavorativo temporaneo di 4 anni è costato alla mia azienda alcune migliaia di $, tra un anno potrò chiedere la residenza permanente (altri 8.000$) e poi c'è la cittadinanza, anch'essa a pagamento.
L'Australia
attrae persone da tutto il mondo e ne trae il massimo beneficio: il turismo ricco dei tour,
quello povero dei backpackers a cui si chiede di fare lavori disagiati
per 3 mesi all'anno, gli studenti figli di papà che da tutto il mondo
vengono qui a divertirsi con l'alibi dello studio e infine noi immigrati
attratti dalla qualità della vita di questo paese.
Prendere o lasciare, non ci si può lamentare del trattamento ricevuto nel paese che ti ospita.
Torniamo alla scuola. A parte il costo non ci sono state formalità eccessive per l'iscrizione alle quinta classe della scuola primaria. E' stata assegnata alla classe in funzione dell'età, senza tante menate. Nei mesi scorsi ci eravamo informati presso delle scuole italiane per capire come avverrebbe l'inserimento se tornasse in Italia e abbiamo ricevuto solo risposte inconcludenti: "mah, per tenere buono l'anno fatto in Australia bisogna vedere il programma, se le materie sono le stesse, bla bla bla" e alla fine un bel "vedremo". Grazie Italia: spocchiosa, aristocratica, complicata e provinciale, ogni volta che ti parlo mi doni un motivo per starti alla larga.
Il primo obiettivo di Giulia è imparare l'inglese, visto che l'Italia di cui sopra non l'ha messa in grado di interagire in una lingua diversa da quella parlata da meno dell'1% della popolazione mondiale. Peggio di lei i cinesi che arrivano qui senza conoscere neanche l'alfabeto.
Per superare gli ostacoli di comunicazione la maestra utilizza un ipad su cui è installata l'applicazione Google Translate. Si parla in una lingua e l'iPad pronuncia la traduzione nell'altra lingua, una cosa che solo pochi anni fa si sarebbe vista nei film di fantascienza. A mitigare le difficoltà iniziali e un po' di solitudine, la presenza di una altra bambina italiana, qui da alcuni anni. Sono diventate subito amiche e le fa da interprete quando necessario. L'altro giorno erano entrambe a casa nostra, come compito avevano la costruzione di un vulcano in cartone da portare a scuola e da far eruttare nell'ora di scienze con aceto e bicarbonato.
Coinvolgimento
Coinvolgimento è la parola d'ordine: è un via vai di attività sportive e culturali. Incontro con un disegnatore di cartoni, lezioni di cucina e di assaggio, informazioni sulle droghe, bagnini per spiegare come fare surf in sicurezza, lezioni di nuoto, canto e musica (non il solito flauto del cavolo, ma batteria, chitarre, tastiere...).
Ogni due settimane la scuola fa una festa a cui sono invitati i genitori, gli scolari salgono sul palco per fare uno spettacolo. L'ultima volta hanno suonato le canzoni dei Queen con cori e chitarre elettriche. Mentre questa settimana i bambini del coro sono all'Opera House a fare lo spettacolo che riunisce 700 bambini di tutte le scuole dello stato. Questo un video di una edizione precedente. Come se a Milano per alcune mattine all'anno la Scala venisse prestata alle scuole per far salire i bambini sul palcoscenico, perchè no?!
La scuola sta costruendo un nuovo parco giochi nel prato e hanno chiesto ai bambini di suggerire dei nomi per il parco, poi si sono svolte delle votazioni e il nome con il maggior numero di preferenze ha vinto (Imagination Island per la cronaca). Piccole cose che non costano niente ma valorizzano l'iniziativa personale e l'identificazione nella cosa pubblica.
Alla fine del trimestre estivo la scuola ha organizzato una serata discoteca, dove i bambini potevano travestirsi e ballare guidati da animatori, con i genitori ammessi solo negli ultimi 10 minuti in modo che non rovinassero la festa dei bambini sgomitandosi per fare le riprese col cellulare.
serata di ballo
In quinta elementare si fa computer e si imparano i rudimenti di programmazione. Non proprio un linguaggio, ma un sistema semplificato che consente di progettare e realizzare un videogioco:
Sempre in tema di supporti tecnologici, tutte le comunicazioni con le famiglie avvengono tramite Skoolbag, una applicazione da scaricare su smartphone:
L'applicazione per le comunicazioni
Le attività della settimana
tutti in spiaggia per la lezione di surf
Giustificazione per le assenze
lezioni di cucina... giapponese
impariamo a fare una torta
"touch football", come il rugby ma invece di placcare l'avversario basta toccarlo per farlo fermare
in Australia, imparare a nuotare può salvarti la vita
la polizia fa provare le manette a questo piccolo furfante
lezione di botanica
lavoro a maglia
Ogni settimana (esatto, ogni settimana) viene redatto un notiziario della scuola, alcune pagine stampate a colori e disponibili anche in elettronico. Notizie di ogni tipo: dal fidanzamento dell'insegnante, alle vacanze in Italia della preside, ai programmi scolastici della settimana, alle richieste di volontari, ai bambini premiati nello sport o nei risultati scolastici, foto degli eventi, etc.
Tutto bello ma tutto caro: oltre ai 5000$ all'anno per noi stranieri, tutti quanti pagano 100$ al mese per finanziare le gite, gli specialisti che vengono a parlare, la stampa del notiziario e perfino le licenze dei software utilizzati.