venerdì 29 aprile 2016

il Giappone - quarta parte


Foresta di bamboo a Kyoto

Avviso upskirting sulla scala mobile della metropolitana
Un centro commerciale promuove l'uso delle scale indicando le calorie consumate da ogni gradino, anche se farsi 6 piani di scale per 19 calorie non è proprio incentivante

night life a Osaka

night life a Osaka (BBQ koreano)

night life a Osaka


Il NY Bar, dove è stato girato "Lost in translation"
Cheers! Alle spalle si intravede la (brutta) copia dell'Empire State Building, la NTT Tower 


Fragole in confezione regalo, 40 euro la scatola


i taxi giapponesi: anacronistici, brutti come una Duna, con due grandi specchietti sul cofano, pizzo sui sedili e le porte che si aprono comandate dall'autista. Ah, e autista in divisa.
Il grattacielo Roppongi, e la vista dal cinquantesimo piano

La Tokyo Tower, un po troppo simile alla torre Eiffel


Panino a 10 strati. Per loro fortuna i Giapponesi sono magri di costituzione

quasi tutti i ristoranti presentano il cibo di plastica in vetrina
la carbonara, che nostalgia!


crepes....
tipico panorama cittadino: cavi elettrici e trasformatori appesi ai pali

Le manifestazioni di piazza
Sono incappato in un paio di manifestazioni. Grande spiegamento di telecamere da entrambe le parti, manifestanti e polizia, ne avrò contate 50. Uno scontro mediatico, dove gli schieramenti si puntano addosso le telecamere sfindandosi a comportarsi fuori dalle regole per poter denunciare l'accaduto.




  

venerdì 22 aprile 2016

il Giappone - terza parte

Non posso dire di aver avuto molte interazioni con i Giapponesi in pochi giorni di vacanza, ma di sicuro mi sono sembrati un popolo mite, mai aggressivo o rude come viceversa veniamo probabilmente visti noi occidentali.
Nella loro cultura tendono a essere sempre molto diplomatici, ad esempio non rispondono NO ad una domanda diretta se devono esprimere diniego. Temendo di scontentare l'interlocutore daranno una risposta abbastanza elaborata che avrà come ultima parola un NO, diversamente dalla cultura occidentale dove si tende a dire NO e poi eventualmente a spiegare il perchè.
Contatto oculare: altra cosa considerata inopportuna e aggressiva con uno sconosciuto. Il consiglio è di farlo durare poco e piuttosto di focalizzarsi sulla zona del collo mentre si conversa. Questo spiega perche quando si parla con un Giapponese si ha sempre l'impressione che guardi altrove, che per noi sarebbe un segno di imbarazzo o mancanza di sincerità.

Altri gesti
arrabbiato (forse in quanto cornuto ma non necessariamente)

ti chiedo scusa
 
l'inchino è l'equivalente della stretta di mano e la durata e profondità varia in funzione dell'ossequio che si vuole esprimere, per abitudine viene fatto anche se al telefono

versione femminile con le mani incrociate
"non si puo" me l'hanno mostrato quando cercavo di capire se il ristorante era ancora aperto, prima grandi discorsi per non dirmi semplicemente di no, poi visto che non capivo hanno fatto le mani a X. Stesso segno me l'hanno fatto mentre facevo una ripresa all'interno di un locale di slot machine
indicare una persona con l'indice è considerato offensivo, meglio la mano aperta
 
Dare e ricevere regali richiede entrambe le mani. Stesso discorso quando si paga: carta di credito, soldi, scontrino... tutto porto con entrambe le mani
 

mercoledì 20 aprile 2016

Il Giappone - seconda parte

I water
Sarebbe sicuramente ingiusto non menzionare i water tecnologici tra le cose sorprendenti di questo paese, presenti un po' dappertutto perfino nei gabinetti pubblici dei centri commerciali.


 

Cominciamo dal dire che la prima volta ti accomodi con una certa diffidenza, se non altro per il fatto che stai affidando i gioielli di famiglia a una macchina con istruzioni in giapponese. Il tempo di sedersi e l'asse riscaldata ti mette subito di buon'umore, cominci a pensare che forse tutta questa tecnologia non è fine a se stessa.
A proposito, che sarà mai questo pulsante "flushing sound"?!


Ah, ho capito, una astuta manovra diversiva!
Gli altri pulsanti invece attivano vari tipi di spruzzi d'acqua generati da un tubo di metallo retrattile che esce dalla parete del water quando lo si richiede. Intermittenza, delicato o alta pressione a seconda delle preferenze, un po' come l'autolavaggio fai da te.
Altri pulsanti consentono di spostare avanti o indietro la posizione dello spruzzo in modo da accontentare un po tutti.
Insomma, nel complesso ammetto che è difficile non entusiasmarsi, e da oggi mai piu' battute sui gabinetti giapponesi, massimo rispetto!

E proprio mentre stavo testando uno di questi apparecchi per i miei lettori del blog, ho avvertito un senso di disorientamento come se il pavimento si stesse muovendo. Inizialmente ho immaginato fosse un effetto psicotropo delle coccole idrauliche, ma poi vedendo che lo zaino appeso al muro stava oscillando ho capito che doveva essere uno dei famosi terremoti giapponesi.
E cosi era: 
 


Il Fugu
Anni fa vidi un documentario sul Giappone, il conduttore si recava in un ristorante per mangiare un pesce che se non pulito nei dovuti modi poteva risultare letale.
Si tratta del Fugu, o Pesce Palla, e la pericolosità deriva dal veleno presente nelle sue viscere se non vengono correttamente separate dalla carne. Per legge solo i cuochi certificati possono maneggiare il fugu, dopo un lungo tirocinio ed esami, e non è permesso servire fugu all'Imperatore per non mettere a repentaglio la sua vita.
Beh, eccolo qua, al mercato del pesce:
  

 e sulla mia tavola al ristorante:
 

Di cosa sa? Non di molto, secondo me ci sono sashimi di pesce comune molto piu saporiti. Probabilmente deve la sua popolarità all'effetto "roulette russa".

E parlando di cibo 
il Giappone presenta una gran varietà di piatti, che vanno oltre il sushi e il tempura che hanno reso questa cucina nota in tutto il mondo, e sono di regola intriganti, con sapori a cui non siamo abituati ma quasi sempre ottimi.
I nomi non me li ricordo, anche perchè spesso mi sono trovato in ristoranti con menu in giapponese e il personale che non parlava inglese al punto che non potevo neanche spiegare "portami quello che vuoi". Il piu delle volte indicavo quello che vedevo sugli altri tavoli. La cosa piu' incredibile che mi è capitata è che quando per una volta con l'aiuto di altri clienti sono riuscito a fare capire "portami quello che vuoi" mi hanno servito un "Okonomiyaki", che solo ora leggendo su wikipedia capisco che in giapponese si traduce con "ciò che vuoi"!


L'ottimo Okonomiyaki

Qui di seguito in un ristorante dove all'ingresso si ordina premendo i tasti e pagando ad una macchina automatica, poi col biglietto emesso ci si presenta dal cuoco che ti prepara quello che hai chiesto mentre sei seduto al bancone attorno la cucina. Tutto bene se sai leggere giapponese, in questo caso era con me il mio interprete di fiducia, Luca.
Ci siamo presi un ottimo ramen (zuppa), certo mangiarlo con le bacchette non è stato facile. Dal rumore degli altri commensali direi che la tecnica giusta era ingoiarlo col risucchio. Ci ho provato, ma non essendo pratico ho rischiato l'edema polmonare.


micro pesciolini e chissà che altro


molti locali hanno il bancone che si affaccia sulla cucina, qui il cibo veniva scodellato su una piastra calda e mangiato poco per volta portandoselo sul piatto


classico ristorante sushi con nastro girevole
il conto viene calcolato dal palmare che legge le etichette elettroniche contenute nei piattini impilati


domenica 17 aprile 2016

il Giappone - prima parte


Vivere in Australia cambia la prospettiva del mondo, posti che da sempre erano irraggiungibili diventano a portata di mano e viceversa. No, non è del tutto cosi.
L'Australia è veramente lontana da tutto e anche località che sulla carta sembrano vicine, come ad esempio Papua Nuova Guinea (dove per altro ci sono eccellenti relitti perchè teatro delle battaglie della Seconda Guerra Mondiale) non ci sono voli diretti e ci si impiega lo stesso tempo che andare in Italia.
Perfino il Giappone, che sulla cartina sembra molto piu vicino all'Australia, è a 9 ore di volo rispetto alle 12 da Milano.
Detto questo, per la settimana di Pasqua sono andato in Giappone approfittando della fioritura dei ciliegi che avviene in quel periodo.
All'andata non c'erano molti voli e ho dovuto optare per lo stop a Singapore, che ha esteso il viaggio a 18 ore (6 piu che da Milano). Appena atterrato ho chiesto un biglietto del bus per Shinjuku, la zona di Tokyo dove avevo l'appartamento airbnb. Un errore di pronuncia e mi viene dato un biglietto per Shin-yoko(ama). Dopo un'ora di viaggio vengo scaricato al capolinea e mi ritrovo cosi in questa località tra Kawasaki e Yokohama, apparentemente paradiso dei motociclisti ma diametralmente opposta rispetto alla mia destinazione. Vado alla stazione dei treni e mi rendo conto che le scritte sono quasi tutte in giapponese, nessuno parla inglese, non ho valuta locale e non accettano carte di credito. Questo il primo impatto col Giappone.

A Tokyo incontro il mio vecchio amico Luca, trasferito da qualche anno dopo aver sposato una giapponese, una fonte preziosa di considerazioni sul Giappone visto da dentro. 
Al di là delle attrazioni turistiche, i ciliegi, i templi, le metropoli, ci sono aspetti della cultura giapponese che mi hanno incuriosito, sollevando piu interrogativi che risposte, motivo per cui penso che valga la pena di tornarci. Questi i miei appunti di viaggio:

Gente, gente e poi ancora un po' di gente
Premesso che ho visitato solo le città, in gran parte le zone piu turistiche, e che era il periodo di alta stagione per via dei ciliegi in fiore, ma caspita.... delle volte mi sentivo sopraffatto dalla folla.
Camminare per strada significa schivare un fiume di persone, molte delle quali con la faccia nel cellulare, senza capire se bisogna tenere la sinistra o la destra. La guida è a sinistra come in Australia e Inghilterra, ma per qualche motivo sulle scale si tiene la destra, mah!
Il peggio è nelle stazioni dove si intersecano flussi di persone e evitare l'impatto richiede una certa concentrazione, senza contare che non ci si può fermare a leggere le indicazioni. Magari non ti travolgono ma la sensazione è che non ti puoi fermare se non dopo aver trovato un angolo riparato.
D'altra parte non è che si possa aspettare nulla di diverso da una citta come Tokyo: 15 milioni di abitanti (11 volte Milano).


 
 


Il Pudore e la deferenza giapponese

Da subito ti rendi conto che i giapponesi sono persone riservate e rispettose. Le PDA (public display of affection) non sono praticate, baciarsi in pubblico è tabu e raramente la gente si tiene per mano. Per contro basta prendere la metropolitana nell'ora di punta e ti trovi a fare wrestling con i viaggiatori a causa della pressione umana con cui vengono riempiti i treni. Quando sembra che il treno sia pieno, c'è ancora qualcuno che si tuffa tra le porte sapendo che alla fine ci starà.
Ma quando ti sembra di aver inquadrato i giapponesi nei canoni occidentali della pudicizia, ti ritrovi circondato da cartelloni manga che rappresentano scolarette in abiti succinti, in maniera simile a come noi utilizziamo modelle adulte per la pubblicità. I manga sono fumetti letti da persone di ogni età, dai bambini agli adulti, con contenuti piu o meno espliciti a seconda del pubblico a cui sono indirizzati, ma la presenza di protagonisti adolescenti rende questo hobby un po' oscuro per gli standard occidentali.
 

 

E poi ci sono gli inchini. Molto comuni, è una forma di saluto e ringraziamento, alle volte esci dal ristorante e i camerieri ti seguono in strada per inchinarsi. Ok, gentili!
Sei alla stazione e aspetti di salire in uno dei treni-proiettile, il personale delle pulizie sale prima dei passeggeri e dopo qualche minuto escono uno ad uno inchinandosi in segno di ringraiamento per l'attesa.
Passa il controllore e prima di uscire dallo scompartimento si gira a inchinarsi.



 A proposito dei treni....i modernissimi Shinkansen (treni proiettile) sono una bellezza da guardare. Operati da 5 diverse compagnie, hanno forme aerodinamiche e una velocità di 320 km/h.
La loro puntualità non perdona errori, se ti presenti con un minuto di ritardo il treno è già partito (puntualità media inclusi disastri naturali: 54 secondi).

 

 
  
 

... e i ciliegi in fiore!