lunedì 20 maggio 2013

Whale Watching



Vista la vicinanza tra casa e ufficio (2km) ne approfitto per fare colazione quando arrivo lì: caffè, banane e giornale messi a disposizione dalla premiata ditta.  Questa mattina ho letto che siamo all’inizio della migrazione delle balene verso nord e con un po’ di fortuna potrebbero essere visibili dalla costa di Sydney.






Mi sono documentato e in effetti le balene, o meglio le megattere, passano due volte all’anno davanti a Sydney.







A quanto pare trascorrono l’estate (dic-maggio) in prossimità dell’Antartico dove il mare è ricco di krill, poi quando l’acqua diventa fredda salgono a nord dell’Australia. Arrivati lì, con la pancia piena e l’acqua bella calda...si riproducono da luglio a settembre e poi ridiscendono a sud per nutrirsi. Curioso notare che la gestazione dura quasi un anno, quindi i balenotteri nascono nelle stesse acque calde in cui sono stati concepiti un anno prima.




Il motivo per cui passano vicino alla costa e non in mare aperto è per sfruttare la corrente che si forma vicino alla costa e che va nella stessa direzione del loro spostamento. Chi ha visto il film Nemo si ricorderà della EAC, la East Australian Current che viene utilizzata dalle tartarughe per spostarsi rapidamente. Esiste davvero ed è quella che sfruttano le balene nel loro viaggio di 10.000 km ogni anno.




Quindi a questo punto le opzioni sono appostarsi su un promontorio con un binocolo oppure fare una escursione con degli operatori specializzati. Ne ho trovato uno che promette balene garantite: se una uscita va a buca la si può ripetere gratuitamente.

3 commenti:

  1. Ho capito ti devo dare un po' di lezioni di enologia:
    Il tappo di sughero naturale grazie alle sue caratteristiche di impermeabilità e alla sua capacità di trattenere ossigeno, favorisce la corretta conservazione del vino in bottiglia.
    L'elasticità del sughero, inoltre, permette al tappo di svolgere la sua funzione di chiusura ermetica all’interno della bottiglia, ma anche di ritornare alle dimensioni originali nel giro di qualche minuto.
    L'estraibilità del tappo è assicurata da un trattamento di superficie o da una
    lavorazione che ne impedisce lo sbriciolamento.
    Questo tipo di chiusura a contatto con il vino viene continuamente bagnata e "nutrita”; in questo
    modo il tappo riesce a mantenersi elastico e, una volta inserito all'interno del collo della bottiglia,
    aderisce completamente alle pareti, anche se il vetro dovesse espandersi o contrarsi.
    Il tappo di sughero, grazie alla deformabilità e la configurazione delle celle del sughero, garantisce una pressione costante lungo la superficie interna del collo della bottiglia, attraverso una spinta trasversale, regolabile con la scelta opportuna tra diametro del tappo e del collo della bottiglia.
    Con il tappo a vite ovviamente tutto questo decade, lo si mette su vini di pronta beva ( leggesi al bar dei pensionati..)

    Aleseg

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  2. si vede che hai studiato a fondo il fondo di svariate bottiglie e hai messo il commento sul post delle balene :-)
    Comunque io no me ne intendo, ma secondo alcuni il tappo a vite ha una tenuta superiore al sughero, almeno nell'arco di alcuni anni dall'imbottigliamento. E poi dicono che col tappo a vite non si rischia il processo chimico responsabile del "sapore di tappo". Detto questo mi ritiro dalla diatriba

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  3. Basta, basta con tutti questi discorsi teorici ... l'unica è assaggiare l'uno e l'altro e decidere quale si è meglio mantenuto ... magari davanti a una bella bistecca di canguro!!!
    Candy

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