venerdì 27 settembre 2013

E il venerdì... PIZZA!

E già, perchè sarò anche a dieta ma una bella pizza non me la leva nessuno, specialmente se è prevista dal menu' Light'n Easy!

Eccola, ancora da montare:

base per la pizza, formaggio e intruglio di peperoni, olive e pollo (sempre con questa mania di mettere il pollo sulla pizza!).

 A chi si stesse facendo la domanda: no, non è una mano gigante...

2 minuti e 30 nel micronde

 ahhhhhhhhhhhhhh, che profumino!

non mi resta che portarmela in mensa e far sbavare i colleghi!  Per fortuna nessuno mi ha chiesto di assaggiarne un pezzo.
E siccome Ligh'n Easy pensa a tutto, c'era anche un bel biscotto casomai dopo la pizza mi fosse rimasto un posticino nella pancia.

Ah, non vi ho detto la cosa più importante: dopo 7 giorni di fame, ehmm, di dieta, ho perso 1,8 kg!
Totale -4 kg in 3 settimane (1 settimana senza carboidrati,
1 settimana insalate e 1 Light'n Easy).
Ora sono rientrato sotto la soglia di attenzione (73) ma  qualche chilo in meno non farà male in previsione delle mangiate nella settimana in Italia a fine ottobre, quindi ho fatto un secondo ordine da 1200 calorie per un'altra settimana. Magari poi prendo quello da 1500 o 1800 calorie così faccio un atterraggio morbido sul mio obiettivo (70 kg). 

E oggi ci ho pure buttato dentro 10 km di corsa, -800 calorie, me ne restano 400.


Questa volta non ho corso il rischio che si scongelassero i surgelati dopo la consegna: ho messo una webcam puntata sulla porta di casa.


E quando dall'ufficio ho visto che era arrivata la scatola ho fatto un salto a casa per mettere la pappa nel frigorifero.

E anche ieri pranzo all'italiana: "Spaghetti Bolognese". Certo le porzioni sono sempre limitate, dalla foto non si capisce la dimensione della vaschetta ma se fate una proporzione con gli spaghetti capirete che è l'equivalente di 4 forchettate, però buona.








giovedì 26 settembre 2013

il mio pubblico

guardo spesso le statistiche di accesso al blog e le trovo interessanti. Tranquilli, nessuna possibilità di risalire ai singoli, ci sono solo dati anonimi e aggregati!

Queste ad esempio le statistiche di accesso di ieri:
Curiose le 3 visite dall'Equador, non conosco nessuno là, anche perchè il blog non è elencato e non ho interesse a pubblicizzarlo al di fuori della mia cerchia di amici. Comunque niente di male, se uno lo trova interessante è benvenuto, se poi l'equadoregno vuole può mettere un commento così mi tolgo la curiosità.
Ho provato a cercare il blog su Google e ho scoperto che esiste un blog quasi identico: http://marco-goes-to-australia.blogspot.com.au scritto da un tedesco in tedesco. Beh non so il testo ma sicuramente le foto non sono all'alteza :-)


Questi i dati attorno alla mezzanotte ora italiana, qui domina l'iPad.

e questi i dati del'ultimo mese, c'è perfino un sistema operativo Symbian che credevo estinto

i dati dall'inizio del blog il primo di aprile, c'erano pure i Russi!

e quali sono i post più gettonati?

mercoledì 25 settembre 2013

La non corsa di beneficienza




Domenica si è corsa la Maratona di Sydney, percorso cittadino con arrivo all'ombra dell'Opera House. Mi ero iscritto sull'onda dell'entusiasmo prima di partire dall'Italia, poi però avevo smesso di allenarmi dopo la Maratona di Gold Coast a inizio luglio. Non me la sentivo di passare le domeniche ad allenarmi rinunciando ad andare in giro con la famiglia nelle settimane che sono stati qui. Peccato, sarebbe stato emozionante correre per quella che è la mia città da cinque mesi, ma mi rendo conto che non si può fare tutto.
Per non buttare via il pettorale ho fatto girare la voce ed è finito ad un amico di un amico che non era riuscito ad iscriversi per tempo. Ha pure concluso con un buon tempo, dando lustro al mio nome visto che figuravo io (per la cronaca 3h43m, un minuto sopra il mio personale).
Per me la cosa finiva lì, cameratismo podistico, ma lui si è sentito in dovere di sdebitarsi facendo una donazione in beneficienza a nome mio. La cosa non sorprende se si tiene conto che nei paesi anglosassoni tutti questi eventi sono sinonimo di raccolta di fondi per le varie cause e in molti casi ci si può iscrivere gratuitamente se si raccoglie un tot in donazioni. Alle volte, quando i pettorali sono limitati, raccogliere donazioni è l'unico modo per partecipare.
Funziona così: ti pre-iscrivi alla gara e scegli una delle organizzazioni caritatevoli affiliate, poi contatti quante più persone puoi per raccogliere la somma di 2000$, se la raggiungi sei iscritto altrimenti... hai comunque fatto beneficienza.
Infatti mi arrivano spesso richieste da parte di amici, perfino dall'agente da cui ho affittato la casa, gente che chiede un versamento in beneficienza per poter intraprendere una piccola impresa personale, chi la maratona, chi la 100km di camminata attorno a Sydney, etc.
Peccato che da noi, da voi, questo fenomeno sia ancora allo stato embrionale.

Apro e chiudo una amara considerazione: noi italiani di solito ci consideriamo un popolo solidale, generoso, che aggiunge un posto a tavola se c'è bisogno, pronto ad aiutare... io non so da dove nasca questa convinzione, forse dalla nostra incrollabile autostima che non ci abbandona neanche di fronte al fallimento del nostro paese, che nulla è se non un insieme di tanti "io". Abbiamo la ricetta per tutto e puntiamo il dito sui colpevoli: Schettino, Berlusconi, il PD, l'allenatore della nazionale... e nel frattempo non veniamo neanche sfiorati dal dubbio che possa esserci un qualche nesso tra la ricevuta che non abbiamo chiesto al ristorante "per non essere antipatici" e l'assurdo debito pubblico che abbiamo regalato in dote ai nostri poveri figli.
La solidarietà l'ho vista qui, colleghi che sono giunti dalla Nuova Zelanda per aiutare le ricerche del collega disperso nelle Blue Mountains, estranei che si mobilitano sul bus appena vedono una donna col passeggino, pensionati che prestano servizio per aiutare gli scolari ad attraversare la strada, ... gli esempi sono tanti. Gli italiani che si sono trasferiti qui sanno di cosa sto parlando, i sociologi la chiamano "Mateship" e "Tall Poppy Syndrome", ma l'argomento è interessante e merita senz'altro un post a parte.

Tornando alla maratona, il beneficiario della mia iscrizione mi ha chiesto di indicargli un ente per la sua donazione (ho scelto Alzheimer's Australia), e come se non bastasse ha voluto regalarmi un buono da 50$ per un negozio di sport.

I sensi di colpa per non aver partecipato? Svaniti!

martedì 24 settembre 2013

Light'n Easy

da una settimana sto provando il catering di Light'n Easy e devo dire che è una cannonata.

Cominciamo dal prezzo: 135$ (94€) per tutto il necessario per una settimana, fanno 13.5€ al giorno per colazione, pranzo e cena.

Funziona così: sul sito si sceglie la quantità di calorie giornaliere, io ad esempio ho scelto 1200 volendo perdere qualche chilo accumulato nei bagordi invernali. Poi si scelgono i piatti nel menù, si paga e si aspetta la consegna.
Eccola la scatola che ho trovato davanti alla porta tornando a casa:


All'interno del polistirolo ci sono 2 reparti: freddo e surgelato, quest'ultimo con un blocco di ghiaccio secco per mantenere il cibo surgelato fino ad 8 ore (dicono). Sì perchè la consegna avviene nell'arco della giornata e magari uno arriva a casa qualche ora dopo.
Nel dubbio la prossima volta metterò la webcam puntata sulla porta così dall'ufficio posso vedere la scatola e fare un salto a casa in 5 minuti di auto.
Tutto diviso in sacchetti col numero del giorno e con il menù settimanale da appendere al frigorifero con un magnetino.



Sì, ma la qualità?
Buona!  Ogni giorno c'è un menù diverso che combina frutta, verdura, yogurt, carne, pasta, un dolcino per lo sfizietto pomeridiano. E ogni settimana il menù cambia. Il tutto ricco di sapore ma ovviamente in piccole dosi, e distribuito su colazione, spuntino metà mattina, pranzo, merenda, cena.
Il pane, una fetta al giorno, è surgelato e si prepara mettendolo nel tostapane.
L'unica cosa che manca è il latte magro da mettere nei corn flakes e l'acqua da bere.
I surgelati si ravvivano nel micronde, impeccabilmente preciso inserendo i minuti indicati: il piatto diventa uniformemente caldo e fumante.


Avrete capito che sono entusiasta di questa formula. Secondo me arriverà anche in Italia.

I vantaggi:
  1. non perdo tempo a cucinare
  2. non ho piatti e pentole da lavare
  3. non devo fare la spesa
  4. non ho avanzi e cibi che scadono
  5. una dieta dimagrante bilanciata, impossibile sbagliare basta mangiare quello che c'è
  6. provo alimenti sempre diversi, ogni giorno è una piccola sorpresa
  7. economicamente imbattibile
Ma si dimagrisce? 
Beh, il calcolo è facile: 1200 calorie - 2800 di fabbisogno = -1600. Ora, tenuto conto che un chilo di grasso equivale a 7000 calorie, vuol dire che ogni giorno si perdono 2 etti, 1 chilo ogni 5 giorni, 6 chili al mese. Se poi si aggiunge un po' di sport...


E la fame?
Non è eccessiva, di certo manca quella bella sensazione di "pancia che tira", ma dopo qualche giorno lo stomaco impara ad abituarsi di quello che passa il convento.

E così noto che mangio lentamente per far durare di più il pasto, pulisco le vaschette con una cura maniacale fino all'ultimo chicco di riso, e quando ho finito frugo con la lingua tra i denti alla ricerca di qualche frammento!
Insomma, impari a dare tutt'altro valore al cibo.

lunedì 23 settembre 2013

Bushwalking

Quello che il resto del mondo chiama hiking qui si chiama bushwalking, sarà che da queste parti come ti giri trovi cespugli...
Era nella lista di cose da provare e quindi mi sono procurato l'attrezzatura di base, che include una tenda per poter essere libero di non dover rientrare alla sera.


La meta è il Royal National Park, un parco lungo la costa a sud di Sydney. Il campeggio è vietato al di fuori dalle due aree adibite (che però sono già piene), beh io la tenda la porto e poi vedremo.
Partiamo, io e il mio amico ragno che abita nello specchietto e da cinque mesi mi accompagna ovunque io vada.


Wattamolla è la mia meta. Parcheggio all'ingresso del parco, nello zaino tutto il necessario per 2 giorni tenuto conto che lungo il percorso non c'è nulla, quindi viveri, 2,5 litri di acqua, tenda, materassino, sacco a pelo, torce, reflex, obiettivi e treppiede.  Pur avendo scelto ogni cosa in base alla leggerezza alla fine lo zaino pesa 18 kg. L'acqua si rivelerà scarsa e ho dovuto razionarla per non finirla prima del dovuto, mi segno un appunto così lo posso ritrovare sul blog: la prossima volta almeno 3 litri/24h.


il benvenuto me lo dà un serpente che si nasconde prima che riesca a fotografarlo, cominciamo bene!

Dopo qualche ora le spalle invocano pietà, mi consolo pensando che sulla strada del ritorno lo zaino sarà più leggero di qualche chilo senza acqua e viveri.

 La costa è tutta a strapiombo con l'eccezione di alcune spiagge

E questo è il cheese rock, decisamente "formaggioso". Per farmi fare questa foto ho dovuto chiedere a 4 persone diverse, ogni volta si inventavano qualcosa: chi zommava pensando che volessi un primo piano, chi mi metteva al centro della foto pur avendo chiesto "tanto mare e poco cielo", senza contare gli orizzonti inclinati. Avevo tutto il tempo che volevo e sono rimasto lì fino ad ottenere la foto che avevo in mente.
Alcuni pescatori lungo il percorso. I cartelli prescrivono l'obbligo di giubbotto salvagente visto che le probabilità che arrivi un'onda anomala e se li porti via non sono poi cosi' remote. La natura australiana è implacabile, in ogni sua espressione, e il mare non fa eccezione. In alcune circostanze si sviluppa la rip current, o corrente di risacca, che è capace di trascinare una persona al largo. E' così che è scomparso il primo ministro Harold Holt nel 1967, mai più trovato.
 
Un lucertolone 


completamente ricoperto di squame, pure le dita
 

mi butto? 
un fiume e una pozza d'acqua, d'estate dev'essere un bel refrigerio.
Chissà che caldo deve fare qui, è appena finito l'inverno e siamo già a 27 gradi...
Cammino 5 ore, arriva il tramonto e devo trovare un posto per la tenda, evitando le zone visibili dal sentiero casomai passasse un ranger. Mi sistemo in una zona pianeggiante ai margini di un bosco, in perfetta solitudine, qui devono prendere l'elicottero per trovarmi!

col tramonto si zittiscono tutti gli uccelli, resta solo il fragore delle onde contro le scogliere in lontananza.

la luna piena illumina a giorno, là in fondo il bagliore delle luci di Sydney a 40 km

Bastano 4 pareti di tela per farti sentire a casa.
Mi preparo la cena: salame, piadina araba, tonno in scatola, crema di arachidi e dolcino finale.

notte un po' agitata: il maglione come cuscino non è molto comodo e poi di tanto in tanto sentivo dei rumori fuori dalla tenda, uno decisamente pesante ma quando ho aperto per guardare fuori era scomparso. Bah!

E al primo chiarore, alle 5, gli uccellini hanno cominciato il concerto. Temevano mi perdessi lo spettacolo dell'alba?


Smonto la tenda e decido di tornare sui miei passi avendo consumato 2/3 dell'acqua.
Una simpatica scritta

Marley beach, mi sdraio per farmi un pisolino riscaldato dalle prime luci.



Sulla spiaggia a 10 metri dal mare trovo uno bamboo shark, lontano parente degli squali veri. Non si capisce più niente... primi ministri trascinati in mare e pesci buttati sulla spiaggia...
Mi pare morto, poi vedo che respira ancora.... oggi ti è andata bene!


il pomice, una pietra che si forma durante le eruzioni quando la lava incandescente viene espulsa a gran velocità e si riempie di bolle come quando si apre l'acqua minerale. Essendo galleggiante si distribuisce sulle coste di tutto il mondo

e anche le seppie non scherzano da queste parti
 

questo un pesce palla, meno fortunato del bamboo shark e già ripulito all'interno da delle formichine. L'odore non è che fosse dei migliori...

dalle scogliere si vedono delle balene a qualche centinaio di metri, appaiono pochi secondi ogni 5 minuti e fanno il caratteristico spruzzo, questa l'unica foto che sono riuscito a fare.

Lungo la strada incrocio centinaia di persone, per lo più gente che fa un pezzetto e poi torna indietro, tranne qualcuno con lo zaino e la tenda con intenti simili ai miei. Tanti mi fermano per attaccare bottone, questi Australiani sono sempre curiosi di sapere cosa stai facendo, forse anche per via dello zaino che mi conferisce un aspetto un po' randagio. Chi mi dà consigli per altri itinerari, chi vuole sapere da quale paese vengo (rispondendo col solito "ahh, beautiful!"), chi al secondo incontro mi fa le feste al grido di "My friend!".

il tragitto, andata e ritorno