sabato 19 ottobre 2013

Test nucleari

Ho scoperto che in Australia gli inglesi hanno condotto test nucleari negli anni '50. Sapevo del Nevada, degli atolli nel Pacifico, ma questa non l'avevo mai sentita.
E' stato il governo inglese a chiedere all'Australia  di fornire un luogo adatto, ed è stato scelto Maralinga, nel pieno dell'outback. La motivazione era che il loro programma nucleare doveva tenere il passo di quello americano e russo, che avevano già svolto i loro test. Del resto anche i Francesi avevano fatto la stessa cosa a casa d'altri, in Algeria.
Maralinga è a migliaia di chilometri dalle città, pur non essendo totalmente disabitata in quanto alcune centinaia di aborigeni vivevano nella zona e sono stati spostati.
C'erano poi i cartelli per tenerli lontani dal sito dei test, ma non tutti gli aborigeni dell'outback parlano inglese e alcuni poi sono andati a dormire nel cratere dell'esplosione.  



Inoltre c'era il personale militare australiano, 8000 persone, che assisteva ai test in camicia a differenza degli inglesi che erano arrivati equipaggiati con maschere e tute.  Altri hanno dovuto pilotare l'aereo dentro la nuvola radioattiva per raccogliere campioni.


 
Il problema delle radiazioni residue è stato trascurato fino al 1980, quando è stato chiaro che la salute dei testimoni di allora era stata compromessa.
Nel 1985 una commissione ha riconosciuto che i rischi degli esperimenti erano stati sottovalutati (secondo alcuni volutamente, per poter misurare gli effetti sulle persone) ed è stato assegnato un indennizzo agli aborigeni e ai militari. C'è stato anche un programma di bonifica del territorio, rimuovendo lo strato superficiale del suolo che risultava ancora radioattivo. 
Ad oggi, dopo 60 anni, i livelli di radioattività sono ancora superiori al normale e nel raggio di 30 km dal sito è consentito il transito ma non la sosta.


Per fortuna i test sono un ricordo del passato, al di fuori della Corea del Nord che ha appena iniziato i suoi.

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