Sul volo che mi riporta alla mia casa di Sydney faccio il bilancio di questi 7 giorni di vacanza italiana
Cosa mi è piaciuto
Pranzi e cene in compagnia, pizze, fritti misti, piatti tipici e Brunello di Montalcino, altro che i pasti pronti di Light’n Easy!
E' stato divertente tenere una lezione sull'Australia nella quinta elementare di mia figlia. Ho parlato della natura, degli animali e della gente, ma la cosa che li ha stupiti di piu' è quando ho raccontato delle bancarelle sulle strade di campagna che vendono frutta in self service: prendi, pesi e lasci i soldi in una fessura del tavolo. E grazie ai bambini e alle maestre che il giorno successivo mi hanno dedicato una poesia e dei disegni.
Ringraziamenti anche a Riccardo che mi ha prestato il suo T-Max (la mia Yamaha è ferma nel box senza assicurazione).
Cosa mi mancherà
Non poter rivedere per parecchi mesi gli affetti che ho lasciato a casa. Li vedo come persone in ostaggio, vorrei metterli su un'arca e portarli via, risparmiare loro la durezza di una società che impoverendosi diventerà ancora più ingiusta, individualista e incarognita.
I sapori della nostra cucina. All'estero ho sempre evitato i ristoranti italiani preferendo sperimentare culture gastronomiche diverse, e l'Australia da questo punto di vista offre tanto, ma c'è solo una cucina in grado di farti sentire "a casa".
Cosa non mi mancherà
Atterrato a Malpensa, la mia famiglia è venuta a predermi in auto e mi attende all'uscita del terminal. Arrivo, ma prima di partire mia figlia deve andare in bagno, quindi va con mia moglie dentro al terminal. Arriva una ausiliaria al traffico e mi chiede che intenzioni abbia. Le spiego la situazione e le dico che se ci sono problemi posso farmi un giro così lascio libero il posto. Questa guarda in auto, vede la figlia piu' piccola che era con me e dice "sì, certo, ora c'è una bambina in bagno, e scommetto che poi scapperà la pipì all'altra bambina così tra mezz'ora sarete ancora qui". Sarà che sono stanco per 24 ore di viaggio, ma non apprezzo quando la sincerità viene ripagata col sarcasmo. Le intimo di non prendermi in giro, le rinnovo l'offerta di spostarmi e questa se ne va scocciata. Posso capire che il lavoro che fa non le riserbi grandi soddisfazioni, ma dovrebbe rendersi conto che se fosse davvero furba come crede forse avrebbe trovato un posto migliore.
Qualche giorno dopo vado a prendere mia figlia all'uscita della scuola elementare, parcheggio in un'area che conosco bene perchè c'è un cartello "proprietà privata - divieto di sosta". E' un cartello che hanno messo i condomini della casa antistante, in realtà mi ero interessato con vigili e ufficio urbanistica: quel parcheggio è pubblico e il cartello è illegale. Escono dal condominio due isteriche, madre figlia e nipotina di 4 anni. Mi urlano di andarmene, spiego educatamente quanto mi hanno detto i vigili e in risposta queste alzano il tono cominciando a insultare, dicendo che non gliene frega niente (voglio essere educato) di quello che dice il comune o i vigili e via con un carosello di aggressioni verbali sotto gli occhi della bambina che crescerà con l’idea che quello sia il modo giusto di comportarsi.
Mi fermo a fare benzina alla moto in un'area di servizio della tangenziale, faccio il pieno e mentre aspetto il mio turno alla cassa (una persona davanti a me) sento uno che urla "di chi è questa moto?!" Mi giro e vedo un gentleman vicino alla mia moto, evidentemente irritato perchè secondo lui avrei dovuto lasciargli il posto prima di andare a pagare (peraltro prassi vietata dai cartelli, ma come ho imparato nel caso precedente, appellarsi alle regole non fa che aumentare l'aggressività dei prepotenti). Quindi faccio finta di non sentire, pago, prendo la moto e me ne vado con questo tizio a un metro da me che mi fissa aspettando solo un pretesto per degenerare.
E dopo 7 mesi di guida in Australia le prevaricazioni dell'automobilista italian style sono ancora più inaccettabili: prepotenti che ti fanno scansare avvicinandosi a 1 metro di distanza (tecnicamente un tentato omicidio), che bloccano una corsia perchè decidono di svoltare a sinistra dove è vietato, pedoni costretti a buttarsi sotto le auto per ottenere l'attenzione che meritano, e mi fermo qui.
Dell'impatto con l'aria brianzola ho già parlato in un post precedente. Rispetto a Sydney, anche considerando il peggior giorno di inverno, è opaca, fredda, umida, stagnante e priva di odori gradevoli. Penso che il termine "grigia" sintetizzi correttamente tutte queste caratteristiche. Riesco ad apprezzarla solo guardando fuori dalla finestra di un agriturismo mentre mi gusto un piatto di risotto e un bicchiere di vino.
E una menzione in questa categoria infamante se l’è pienamente meritata anche Telecom Italia / Alice che mi ha isolato per 5 giorni senza internet e senza telefono fisso (e senza cellulare visto che ho solo quello australiano). Tutti i giorni ho chiamato il servizio guasti solo per sentirmi ripetere "Abbiamo registrato il guasto, se domani ancora non funziona ci richiami senza problemi" ... senza problemi... ma che gentili!
Ah, stavo per dimenticare il fumo di sigaretta, una rarità in Australia. Aspettando mia figlia nella calca all’uscita di scuola ho fatto la scorta per un anno. Chissà se questi genitori saranno mai sfiorati dal dubbio che possano dare fastidio a qualcuno? E riusciranno mai a rendersi conto dell’avvilente esempio che forniscono agli scolari? La risposta, ovviamente, è no. Non mi resta che sperare che la natura arrivi là dove non arriva il cervello.


57 a 8 (righe) ... torni là più forte.
RispondiEliminaDirei che affetti e cibo sono importanti, ma 57 righe di dispiaceri in 7 giorni ci fanno un po' vergognare ... è stato bello vederti, a presto.
Vale
E' mai possibile?!?!mi commuovo per I disegni e la poesia degli scolari...buon viaggio!a presto! Sara
RispondiEliminala letterina della classe mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. bravo marco !
RispondiElimina...IL TEMPO ERA POCO E NON CI SIAMO VISTI! NON IMPORTA, MI DISPIACE PER L'ACCOGLIENZA CHE L'ITALIA TI HA RISERVATO MA VOGLIO CREDERE CHE C'E ANCORA UN PO' DI GENTILEZZA DA NOI.. NON POSSIAMO VENIRE TUTTI IN AUSTRALIA! CIAO! LILIANA
RispondiEliminaPurtroppo la descrizione che hai fatto è la fotografia perfetta di un paese, rubo le tue parole, incattivito dalla povertà. E quest'ultima non è nemmeno una giustificazione o un alibi, poiché è in parte il risultato del malcostume dilagante che la crisi ha solo evidenziato.
RispondiEliminaTi ammiro e ti auguro che la tua famiglia voglia seguirti presto !!!
Ciao Marco, buon rientro. La letterina della classe di tua figlia è davvero molto bella e commovente.
RispondiEliminaHai pienamente ragione sulla maleducazione, inciviltà e totale mancanza di senso civico con cui dobbiamo giornalmente convivere. Ma su un aspetto non sono molto d'accordo: persone come te e come me (spero di potermici includere), ce ne sono ancora tante anche qui in Italia. Persone che credono ancora negli ideali che ci hanno trasmesso i nostri padri, nell'onestà e nell'educazione. Nel rispetto per il prossimo. Persone, anche bambini, in grado di lasciarti un messaggio col cuore come quello della tua letterina. Questo è il nostro Paese, che voglio ancora poter scrivere con la "P" maiuscola, nonostante tutto. Un caro saluto, Bruno
ciao Bruno, il mio non era un discorso assoluto e concordo sulla presenza di brave persone, però ognuno ha un livello di tolleranza, Nel mio caso non riesco ad accettare certi comportamenti, anche se relativi ad una minoranza, perchè una giornata rovinata da uno che ha cercato di speronarti non si aggiusta pensando a quanti non lo hanno fatto.
EliminaQui non tutto è perfetto, ma c'è più gente che la pensa come me e questo mi fa sentire parte di qualcosa. ciao!
Ciao Marco, grazie per la dedica :-) Il mio TMax e' a tua disposizione quando lo vorrai. Mio figlio ti ringrazia molto per i pensieri che gli hai lasciato mentre io ti ringrazio per il Vino ed il pieno di benza :-) !!!
RispondiEliminaPensavo ... la prossima volta mi sa' che ti costa meno noleggiare una moto !!!
:-)
Elimina