lunedì 11 novembre 2013

11-11-11


Nei paesi del Commonwealth l'11 Novembre si celebra il Remembrance Day (noto anche come Poppy Day) per commemorare le vittime delle guerre. La data coincide con la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1918, esattamente all'undicesimo minuto dell'undicesima ora dell'undicesimo mese, momento in cui vengono osservati due minuti di silenzio.
Il papavero rosso (poppy) è il simbolo di questa ricorrenza perchè cresceva numeroso nei campi in cui si combattè la Prima Guerra Mondiale e ai soldati ricordava il sangue versato nei combattimenti.
 In giro per Sydney già da una settimana si incontrano militari con degli espositori al collo. Incuriosito ne ho fermati due e mi sono fatto spiegare che cosa stessero facendo: sono della Marina Australiana e facevano i venditori ambulanti per raccogliere fondi per le famiglie dei militari in difficoltà vendendo spille e fiori di carta. 



Ho commentato che in Italia i militari stanno nelle caserme e il contatto con i cittadini avviene solo in caso di calamità o ordine pubblico, come se impegnarsi nel sociale fosse uno svilimento del loro prestigio bellico. Ma poi mi chiedo, i nostri militari cosa fanno tutto il giorno chiusi in caserma? Di esercitazioni ne fanno poche, tolti gli addetti ai servizi, tipo i cuochi etc, tutti gli altri come ammazzano il tempo?!
Qui invece li vedo spesso coinvolti nelle manifestazioni pubbliche, dando una mano o facendosi pubblicità per arruolare volontari. Un modo per mantenere il contatto con i cittadini che pagano loro lo stipendio e che si aspettano un ritorno anche in assenza di guerre da combattere.


 
Ho comperato una spilla per fare la mia parte.  Nel 2003 ero a Londra e quel giorno quasi tutti portavano un papavero di carta nell'occhiello della giacca.





L'11 Novembre alle 11 sarò in ufficio, ma ho letto che in diversi angoli del centro città ci saranno trombettieri che intoneranno "Last Post" mentre i passanti si fermeranno in silenzio fino alla conclusione. La ricorrenza viene osservata anche nelle scuole con un duplice significato: ricordare ai ragazzi che la loro libertà è frutto delle sofferenze di chi ha preceduti combattendo e seguirne l'esempio non lasciandosi demoralizzare dalle difficoltà della vita.

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