domenica 16 giugno 2013

I vicini

I rapporti col vicinato sono ad una svolta: uscendo di casa ho visto finalmente uno dei vicini, non la signora del cassonetto, ma quelli dall'altra parte, che si intrattengono fino a tarda notte chiacchierando in una lingua dell'Est con amici in un capanno sul retro della casa, gente che mi ricorda il film Borat.
Sono andato a presentarmi, un ragazzo sulla trentina, Harry (scrivo i nomi qui perchè almeno se mi dimentico so dove venire a trovarli), poi è sopraggiunta la madre, Meggie, che ridendo si è spacciata per sua moglie.

Sono molto simpatici, insistevano che entrassi in casa a salutare il padre/marito, che è a letto da 1 anno per una malattia, ma stavo andando in ufficio e ho detto next time volentieri. Parlavano un buon inglese, secondo me sono nati nell'ex Unione Sovietica ma trapiantati qui da tanti anni. Già perchè di solito in casa si parla la lingua del luogo in cui si è nati, anche se si è qui da molto tempo.
Domenica scorsa stavo correndo al parco e ho fatto un pezzetto insieme a due famiglie di ciclisti che andavano alla mia stessa velocità. Anche loro dell'Est Europa, davanti i due papà chiacchieravano nella loro lingua, idem le due mamme, e in mezzo i loro 2 bambini a parlare inglese tra di loro.

E invece per quanto riguarda i vicini dall'altra parte, la signora che avevo beccato con la videocamera: l'altro giorno i netturbini sono passati a svuotare i cassonetti mentre ero ancora in casa prima di andare in ufficio, così sono uscito a toglierli dal marciapiede e ho fatto lo stesso con i suoi. Secondo me avrà sorriso quando se li è trovati lì.

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