Martedi' mattina, 6 ore dopo l'irruzione della polizia, mi sono trovato a passare dalla zona per andare da un cliente in centro. Incuriosito sono andato a Martin Place, la zona pedonale su cui si affaccia il cafè Lindt.
La prima cosa che ho notato arrivando è stata la coda dal fioraio. E' successo che all'alba i primi passanti hanno deposto spontaneamente dei fiori, tra cui una mia amica che andando al lavoro ha deposto il primo mazzo e poi ho trovato la sua foto sui giornali, qua sotto.Alle 9 c'erano già un centinaio di mazzi e molto cronisti che intervistavano i passanti con le solite domande di rito, specialmente quelli di aspetto mediorientale.
Il cafè Lindt era pochi metri piu avanti nella piazza, ma la polizia aveva delimitato la zona anche perchè i rilievi della scientifica andranno avanti per giorni per stabilire la dinamica della sparatoria che ha ferito quasi tutti gli ostaggi rimasti e ucciso due di loro e il sequestratore.
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| Col passare delle ore la piazza si è riempita, questa una foto fatta il giorno dopo e mostra solo una delle aree dove sono stati deposti i fiori. |
| a causa della quantità di fiori hanno dovuto allestire altre due aree come questa. Incredibile anche il profumo che si sentiva per la piazza. |
#IWillRideWithYou
Questa è stata davvero interessante e mi ha consentito di fare una riflessione sui social media.
Lunedi pomeriggio, in pieno assedio, una donna a Brisbane (800km di distanza) ha pubblicato su Twitter un post che è diventato virale nel giro di qualche ora.
Ha raccontato che mentre era sul treno una donna musulmana di fronte a lei con lo sguardo triste si è levata il copricapo nel timore di rappresaglie da parte degli altri viaggiatori, potenzialmente inferociti con gli arabi da quanto stava avvenendo a Sydney.
Al che la donna del post le ha detto "Rimettiti il copricapo, non devi aver paura, io camminerò con te". E poi si sono abbracciate piangendo...
Questa la storiella che è stata pubblicata su Twitter e ricondivisa da mezzo milione di persone in tutto il mondo. Ho anche visto gente che pubblicava annunci del tipo "domani alle 9 prendo l'autobus x per andare in centro, se vuoi che ti accompagni troviamoci alla fermata y. I will ride with you!"
Insomma, mentre a Sydney si svolgeva il dramma vero con 17 persone ostaggio di un fanatico islamico che diceva di avere addosso una bomba e di aver piazzato altre bombe in giro per la città, la gente si mobilitava per difendere i musulmani da una ipotetica intolleranza nei loro confronti.
La verità è che non ci sono state ritorsioni di nessun tipo verso i musulmani, chi conosce l'Australia sa quanto siano improbabili. Certamente quando un islamico si mette a uccidere persone indifese per motivi politico-religiosi non è che faccia una bella pubblicità ai suoi simili, ma i musulmani in Australia non hanno bisogno di alcuna tutela speciale. La società è multirazziale e senza tensioni particolari, e ci sono fior di leggi per punire chi offende per motivi di razza o religione. E poi a Sydney ci sono un'infinità di mediorientali, tutta la zona ovest della città è loro, non stiamo certo parlando di una minoranza.
In secondo luogo la storia dell'incontro sul treno è una bufala, come ha poi confessato l'autrice. In realtà ha solo visto una donna in distanza che si è levata il copricapo, magari solo perchè aveva caldo o doveva grattarsi la testa, e da lì ha ricamato tutto il resto. Tutto qui.
E allora perchè dire che un islamico ha bisogno di protezione per viaggiare sui mezzi pubblici facendo passare gli australiani per razzisti violenti?
Io la risposta me la sono data, ed è la stessa dell'ice bucket challenge di qualche mese fa. La gente ha scoperto che costruirsi una buona reputazione sui media non costa nulla ed è facile: basta cliccare sul pulsante "condividi" scimmiottando quello che fanno gli altri. Condividi il post #IWillRideWithYou e ti sei guadagnato la stellina di difensore della libertà di culto senza aver fatto nulla di concreto.
Ti rovesci un secchio sulla testa, dici agli altri di donare dei soldi e hai fatto la figura del benefattore senza scucire un centesimo.
E' il peggior egoismo, quello mascherato da altruismo.
Stimo molto di piu' coloro che hanno speso soldi e tempo per deporre un inutile fiore in Martin Place. Hanno assolto un desiderio interiore senza la pretesa di aiutare nessuno. E poi per me una piazza straordinariamente ricoperta da migliaia di fiori dimostra la coesione della società australiana molto di piu' di uno stupido ashtag costruito a tavolino.

















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