sabato 9 novembre 2013

Sculpture by the Sea

Ogni anno in questo periodo la più famosa spiaggia di Sydney, Bondi, diventa palcoscenico di installazioni d'arte all'aperto con "Sculpture by the Sea".
Non ho ancora avuto tempo di andarci, faccio uno strappo alla regola e pubblico foto che ho trovato su Internet:



 




 




 













 


 











aggiornamento pubblicità


mercoledì 6 novembre 2013

Movember


Movember è una iniziativa che è nata in Australia (e dove se no?!) nel 1999.
Sta per M(oustache)+(N)ovember, ossia baffi a Novembre, e si è diffusa in molte nazioni anglosassoni, ma non ancora in Italia.

Come funziona?
Ci si iscrive sul sito e ci si impegna a lasciar crescere i baffi nel corso del mese di Novembre e ad attivarsi per raccogliere donazioni che vanno alla ricerca delle malattie dell'uomo, principalmente il cancro.
La crescita dei baffi è un modo per per suscitare la curiosità tra gli amici e metterli a conoscenza dell'iniziativa senza bisogno di andare a tampinarli. Usare la faccia come veicolo pubblicitario mi pare una trovata geniale.
L'anno scorso ha partecipato 1 milione di persone e sono stati raccolti 100 milioni di $.

La mia azienda ha promosso la creazione di un team e ha conferito una donazione iniziale. Mi sono iscritto anch'io e sto coltivando la peluria sotto il naso... purtroppo non è molto folta e so già che starò da schifo, ma questo dev'essere uno stimolo per voi... se non donate pubblicherò la mia faccia in ogni post!  :-)



Forza, basta 1 dollaro accedendo alla mia pagina http://au.movember.com/mospace/8772229 e pubblicherò ringraziamenti pubblici. Se donate scegliete la formula "Donate to me" così resta traccia che siete miei amici, in ogni caso i soldi vanno direttamente all'organizzazione senza passare nè da me nè dal mio team.

Altri dettagli sull'iniziativa qui

AGGIORNAMENTO 15/11, siamo a 55$ grazie a:
  • Roberto Bellasio
  • Vera Campolunghi
  • Anonimo
  • Fam. Antico
  • Nella Vanetti

 








martedì 5 novembre 2013

Melbourne Cup

Oggi a Melbourne si è svolta la Melbourne Cup, una gara di cavalli su 3.200 metri che si tiene ogni anno dal 1861.
La chiamano "la gara che ferma una nazione" nel senso che molti si radunano davanti ad un televisore per seguire l'evento alle 3 del pomeriggio. E' quello che abbiamo fatto noi a Sydney, ma a Melbourne addirittura è festa cittadina, le aziende sono chiuse e una gran folla si riversa all'ippodromo.
In verità non direi che gli Australiani siano un popolo di grandi appassionati di equitazione e la loro partecipazione è legata alle scommesse su chi vince, una tradizione popolare come la nostra lotteria di Capodanno. E non capendone niente scelgono in base al nome del cavallo.
Togliete la possibilità di scommettere così li contiamo gli appassionati di ippica!


Per dare un po' di colore a questo post ho raccolto un po' di foto da internet filtrando per vestiti eccentrici e gente ubriaca. Non è che siano tutti così, ma di sicuro all'Australiano medio non dispiace trovare un pretesto per festeggiare e mollare un po' i freni.




 
L'eterna lotta tra il bene e il male

cominciano i colpi di sonno



il guastafeste




che cravatta ipnotica!
 

ecco dov'è finito Nemo!
 

Finalmente due senza il bicchiere in mano

Questo lo conoscete, quello a sinistra intendo, non quello a destra

dell'ombello si può fare a meno...


Avranno vinto?!


 
ha esagerato con la camomilla
sembra la scena di un musical

il mitico centauro



così non vale!



e chi non ha un cavallo si arrangia come può


a proposito di gente strana...



"...e questo è per essere uscito con mia moglie"   "dai, non fare così... ero ubriaco..."




finalmente due con il vestito adatto alle circostanze

nemmeno nei miei incubi peggiori...


Si riprende



E rieccomi qui a Sydney dopo le canoniche 24 ore di viaggio.
Quando sono arrivato qui ad aprile mi era sembrato un viaggio ai confini dell'universo, ora mi metto l'anima in pace, faccio una scorpacciata di film (avro' visto 4 o 5 film che si sono fusi in un'unica trama senza senso), dormicchio e il viaggio scivola via.
Se per una maratona il peggio arriva al 30esimo km, qui la parte che non passa mai e' quella tra l'India e l'Australia: si vola per 8 ore (otto!) il simbolino dell'aeroplano e' sempre li' in mezzo al niente.
Dietro di me una signora che dormiva con la testa sul tavolino e che si è messa a urlare quando ho reclinato lo schienale. E dire che lo faccio sempre con circospezione oltre che con un filo di senso di colpa per togliere spazio vitale a chi sta dietro, tant'è che spesso evito di reclinarlo fino in fondo se proprio non è indispensabile e comunque lo raddrizzo all'ora dei pasti perchè mangiare con uno schienale piantato in fronte è disumano.
Di fianco a me un ragazzo irlandese, ogni tanto tirava fuori di nascosto una sigaretta elettronica e la fumava cercando di non dare nell'occhio visto che è vietata. A parte spiare i suoi movimenti da nicotina-dipendente ci siamo ignorati fino a quando mi ha chiesto la penna per compilare il modulo per l'ufficio immigrazione poco prima dell'atterraggio. Si stava trasferendo in Australia con un contratto di lavoro di un anno ("working holidays"), sul modulo ho visto che ha scritto "machine operator" come professione e sarà ospitato da una zia.  Era ansioso di iniziare questa avventura e mi ha fatto un sacco di domande su come si sta a Sydney.
Pensavo a 7 mesi fa quando io ero nei suoi panni, con la differenza che lui non dovrà adattarsi a parlare una nuova lingua, non ha lasciato moglie e figli a casa e ha un orizzonte di tempo definito.

La città mi ha accolto con un gran sole e un venticello fresco. Mentre aspettavo l'autobus per andare a casa ho respirato a fondo cercando di capire cosa rendesse quell'aria tanto speciale dopo una settimana di Pianura Padana. Ho concluso che era secca e pulita, e trasportava gli odori della città mantenendone i contrasti: può capitare di sentire uno scarico di un bus che passa in strada, l'odore di una sigaretta a 50 metri, l'aroma che esce dalla cucina di un ristorante orientale, il profumo di una passante, il gelsomino della aiuola. Tutto preciso e distinto, come l'aria limpida rende buie le ombre e accecanti le auto al sole.

L'idillio però è durato poco perchè 3 ore dopo l'atterraggio mi aspettavano in ufficio per una riunione e nel pomeriggio ho dovuto lottare per studiarmi un documento combattendo il calo di palpebra.
Restano da digerire le 10 ore di fuso orario, che mi hanno fatto dormire dalle 18 alle 24 ma che mi tengono qui a scrivere il blog alle 4:40 del mattino.


sabato 2 novembre 2013

Nostalgia di casa

Sul volo che mi riporta alla mia casa di Sydney faccio il bilancio di questi 7 giorni di vacanza italiana

 Cosa mi è piaciuto 
Pranzi e cene in compagnia, pizze, fritti misti, piatti tipici e Brunello di Montalcino, altro che i pasti pronti di Light’n Easy!
E' stato divertente tenere una lezione sull'Australia nella quinta elementare di mia figlia. Ho parlato della natura, degli animali e della gente, ma la cosa che li ha stupiti di piu' è quando ho raccontato delle bancarelle sulle strade di campagna che vendono frutta in self service: prendi, pesi e lasci i soldi in una fessura del tavolo. E grazie ai bambini e alle maestre che il giorno successivo mi hanno dedicato una poesia e dei disegni.


Ringraziamenti anche a Riccardo che mi ha prestato il suo T-Max (la mia Yamaha è ferma nel box senza assicurazione).   

Cosa mi mancherà 
Non poter rivedere per parecchi mesi gli affetti che ho lasciato a casa. Li vedo come persone in ostaggio, vorrei metterli su un'arca e portarli via, risparmiare loro la durezza di una società che impoverendosi diventerà ancora più ingiusta, individualista e incarognita. 

I sapori della nostra cucina. All'estero ho sempre evitato i ristoranti italiani preferendo sperimentare culture gastronomiche diverse,  e l'Australia da questo punto di vista offre tanto, ma c'è solo una cucina in grado di farti sentire "a casa".  

Cosa non mi mancherà 
Atterrato a Malpensa, la mia famiglia è venuta a predermi in auto e mi attende all'uscita del terminal. Arrivo, ma prima di partire mia figlia deve andare in bagno, quindi va con mia moglie dentro al terminal. Arriva una ausiliaria al traffico e mi chiede che intenzioni abbia. Le spiego la situazione e le dico che se ci sono problemi posso farmi un giro così lascio libero il posto. Questa guarda in auto, vede la figlia piu' piccola che era con me e dice "sì, certo, ora c'è una bambina in bagno, e scommetto che poi scapperà la pipì all'altra bambina così tra mezz'ora sarete ancora qui".  Sarà che sono stanco per 24 ore  di viaggio, ma non apprezzo quando la sincerità viene ripagata col sarcasmo. Le intimo di non prendermi in giro, le rinnovo l'offerta di spostarmi e questa se ne va scocciata. Posso capire che il lavoro che fa non le riserbi grandi soddisfazioni, ma dovrebbe rendersi conto che se fosse davvero furba come crede forse avrebbe trovato un posto migliore.   

Qualche giorno dopo vado a prendere mia figlia all'uscita della scuola elementare, parcheggio in un'area che conosco bene perchè c'è un cartello "proprietà privata - divieto di sosta". E' un cartello che hanno messo i condomini della casa antistante, in realtà mi ero interessato con vigili e ufficio urbanistica: quel parcheggio è pubblico e il cartello è illegale. Escono dal condominio due isteriche, madre figlia e nipotina di 4 anni. Mi urlano di andarmene, spiego educatamente quanto mi hanno detto i vigili e in risposta queste alzano il tono cominciando a insultare, dicendo che non gliene frega niente (voglio essere educato) di quello che dice il comune o i vigili e via con un carosello di aggressioni verbali sotto gli occhi della bambina che crescerà con l’idea che quello sia il modo giusto di comportarsi. 

Mi fermo a fare benzina alla moto in un'area di servizio della tangenziale, faccio il pieno e mentre aspetto il mio turno alla cassa (una persona davanti a me) sento uno che urla "di chi è questa moto?!" Mi giro e vedo un gentleman vicino alla mia moto, evidentemente irritato perchè secondo lui avrei dovuto lasciargli il posto prima di andare a pagare (peraltro prassi vietata dai cartelli, ma come ho imparato nel caso precedente, appellarsi alle regole non fa che aumentare l'aggressività dei prepotenti). Quindi faccio finta di non sentire, pago, prendo la moto e me ne vado con questo tizio a un metro da me che mi fissa aspettando solo un pretesto per degenerare. 

E dopo 7 mesi di guida in Australia le prevaricazioni dell'automobilista italian style sono ancora più inaccettabili: prepotenti che ti fanno scansare avvicinandosi a 1 metro di distanza (tecnicamente un tentato omicidio), che  bloccano una corsia perchè decidono di svoltare a sinistra dove è vietato, pedoni costretti a buttarsi sotto le auto per ottenere l'attenzione che meritano, e mi fermo qui. 

Dell'impatto con l'aria brianzola ho già parlato in un post precedente. Rispetto a Sydney, anche considerando il peggior giorno di inverno, è opaca, fredda, umida, stagnante e priva di odori gradevoli. Penso che il termine "grigia" sintetizzi correttamente tutte queste caratteristiche. Riesco ad apprezzarla solo guardando fuori dalla finestra di un agriturismo mentre mi gusto un piatto di risotto e un bicchiere di vino. 

E una menzione in questa categoria infamante se l’è pienamente meritata anche Telecom Italia / Alice che mi ha isolato per 5 giorni senza internet e senza telefono fisso (e senza cellulare visto che ho solo quello australiano). Tutti i giorni ho chiamato il servizio guasti solo per sentirmi ripetere "Abbiamo registrato il guasto, se domani ancora non funziona ci richiami senza problemi" ... senza problemi... ma che gentili! 

Ah, stavo per dimenticare il fumo di sigaretta, una rarità in Australia. Aspettando mia figlia nella calca all’uscita di scuola ho fatto la scorta per un anno. Chissà se questi genitori saranno mai sfiorati dal dubbio che possano dare fastidio a qualcuno?  E riusciranno mai a rendersi conto dell’avvilente esempio che forniscono agli scolari? La risposta, ovviamente, è no. Non mi resta che sperare che la natura arrivi là dove non arriva il cervello.