lunedì 10 giugno 2013

Lavoretti della domenica



Weekend di lavoretti, piccoli e rognosi.

Innanzitutto ho riportato al negozio quella ciofeca di amplificatore Philips (e ripeto: mai più un prodotto Philips, è una vita che mi prendo fregature attirato dal design!) e 4 accappatoi sintetici (che non asciugano), uno dei quali a dire il vero l’avevo usato dopo la doccia.... comunque mi hanno reso i soldi accreditandoli sul bancomat senza fare domande.

Alla fine ho acquistato un altro amplificatore che ho provato in un negozio di elettronica, un buon GEAR4  pagato 75$ (50€).

A proposito, oggi l’ho visto da quel ladro di BING LEE a 119$. E’ una catena di negozi, mi ha già fregato una volta quando ero appena arrivato in Australia, vendendomi un navigatore a 150$ quando poi l’ho visto in giro a 100... e quando gli ho chiesto un sacchetto mi ha detto che costava 1 dollaro e mezzo. Ma va a .......!!!!



Quello che non sono riuscito a comperare sono gli accappatoi di cotone, introvabili. Trovi un sacco di asciugamani, non dovrebbe essere difficile cucirli a forma di essere umano... boh!
Stesso dicasi per le merendine al supermercato, non esistono, evidentemente sostituite dai cereali, dai toast e dai muffin. Qualcuno dirà "poco male", in effetti non è che siano una buona abitudine alimentare.


Altri lavoretti della giornata: ho “manomesso” l’impianto dell’antenna per portare il segnale in sala, prima c’era una sola presa in cucina. Da contratto non posso neanche appendere un chiodo senza il permesso del proprietario, e avrei potuto chiedergli di mandare l’elettricista, ma ho fatto prima ad arrangarmi.

La casa è davvero fatta di niente: le pareti sono dei pannelli di legno tamburati, il pavimento ha solo uno strato di perline appoggiate su travetti, i travetti a loro volta sono appoggiati su dei pilastri di mattoni che tengono la casa sollevata di mezzo metro dal terreno, tipo palafitta, così non hanno dovuto fare l'impermeabilizzazione. Gli impianti corrono nello spazio vuoto sotto la casa, il che rende agevole modificarli. Per aggiungere la presa d’antenna è bastato forare la perlina spessa un paio di centimetri e far uscire il cavo da sotto (più 15 metri a passo del leopardo in mezzo ad ogni sorta di detrito).

Resta da risolvere il problema della dispersione elettrica: se tocco un rubinetto con i piedi nudi prendo una leggera scossa, tipo durante la doccia. Questo perchè essendo la casa di legno i tubi sono isolati dal terreno e se c’è una dispersione dallo scaldabagno si propaga sui rubinetti. Ecco, se vedete che il blog non riceve aggiornamenti vi potete fare una idea del perchè.

Oggi dopo la corsa al parco olimpico (una delle poche zone della città senza salite) sono tornato per l'ennesima volta all'Ikea. Oramai conosco tutte le scorciatoie tra i reparti, anche quelle ignobilmente nascoste, tipo questa 


e per chiudere che cosa si può dire sulla moda australiana che ha donato al mondo queste magnifiche UGGS???che poi in questo paese non fa neanche freddo... chi se li mette gli stivali col pelo?!

E domani, lunedì, è festa nazionale poichè si celebra il compleanno della Regina. Già perchè l'Australia fa parte del Commonwealth, anzi il suo nome completo è "Commonwealth of Australia". In quanto membro riconosce simbolicamente la Regina d'Inghilterra come Regina d'Australia, che poi fa gli anni il 21 aprile, ma per convenzione si festeggia a giugno perchè (almeno in Inghilterra) il clima è più propizio alle celebrazioni.
Comunque di utile da sapere c'è solo che domani è festa e che così mi riprendo il primo maggio che qui è stato lavorativo. E poi come ha commentato un mio collega australiano: "con tutti i soldi che quella ****** si prende dall'Australia un giorno di ferie è il minimo che ci spetti".






sabato 8 giugno 2013

Il cassonetto errante



Qualcuno forse ricorderà che ero stato testimone di uno strano fenomeno a casa mia: il venerdì mattina lascio i cassonetti sul bordo della strada, e alla sera torno a casa e li trovo all'interno del giardino.
Avevo ipotizzato che si muovessero da soli, del resto le rotelle ce le hanno, o che fosse merito di una mano gentile...
Beh, vi annuncio che il caso è stato (brillantemente) risolto...

 

venerdì 7 giugno 2013

il solito ospite nel mio giardino...

preso con le mani nel sacco!  


bravo, bel camuffamento, e' impossibile vederti!

sfacciato!

Buon Venerdì!

giovedì 6 giugno 2013

La vita in ufficio


Molti mi hanno chiesto come sia lavorare qui, quali le differenze e in definitiva se sia meglio o peggio dell'Italia, per lo meno per quella che è la mia esperienza avendo lavorato per la stessa azienda a Milano e a Sydney.

Cominciamo dalla mattina: verso le 9 è arrivata circa metà della gente. Nel locale caffè ci sono quotidiani, banane, mele, biscotti e il necessario per farsi un tè o un caffè.

C’è chi si scalda nel micronde le cose più disparate portate da casa, chi si fa dei toast con burro e la Vegemite*.

L’ambiente di lavoro è il classico open space, ma decisamente più silenzioso del corrispondente italiano, si parla a voce bassa o si va nelle salette riunioni (senza occuparle indebitamente tutto il giorno per ricrearsi l’ufficio privato che oramai è riservato solo al top management).

Inoltre la quantità di gente che parla al cellulare è assolutamente minima rispetto all’Italia, sia in ufficio sia per strada. La differenza è così macroscopica che cercherò di scoprire qualcosa di piu’.
In generale direi che le conversazioni al telefono, almeno quelle di lavoro, tendono a essere più brevi e pertinenti al motivo della chiamata, più pragmatiche.
La cravatta normalmente non si indossa e questo è un gran bene.
L'ambiente umano è improntato alla cordialità e alla disponibilità, fra l'altro la maggioranza dei colleghi è arrivata in Australia da divesi paesi d'origine e quindi si condivide una certa propensione al cambiamento e voglia di facilitare il nuovo arrivato.

Per il pranzo in zona ci sono molte opzioni, quella più tranquilla è il sushi o il roll (piadina), altrimenti si va verso piatti orientali piuttosto elaborati, saporiti, spesso piccanti. Tipo carne e verdure annaffiate d’olio e saltate nel wok (padella sferica).

Molti si scaldano la schiscetta per mangiare in ufficio, chi nel locale caffè, chi se la porta alla scrivania mentre si guarda qualcosa sul pc. Il problema di quest’ultima opzione è che ti arrivano odori di cibo come se fossi nella cucina di un ristorante etnico, del resto in ufficio ci sono quasi tutte le razze e ognuno si porta quello che si mangia a casa sua. Poi c’è chi si porta la peperonata, l’appoggia sulla scrivania adiacente e la mangia nell’arco del pomeriggio, prendendo una forchettata ogni tanto...  e tu sei lì di fianco che lavori con questo olezzo continuo... non sempre ma è capitato.

Attorno alle 5 gran parte della gente esce dall’ufficio, qualcuno prima, qualcuno dopo. Alle 6:30 viene spenta la ventilazione.
Del resto la settimana lavorativa contrattuale è di 37.5 ore, quindi arrivando alle 9, pranzando in 30 minuti, e uscendo alle 5 hai fatto il tuo orario, nonostante non ci sia un controllo sulle ore di presenza e ci si fermi in funzione delle necessità.  E a tal proposito non ho notato la fantozziana abitudine italiana di fare per forza tardi in ufficio man mano che si sale la scala gerarchica, per dare quello che da noi viene considerato un “esempio” a propri sottoposti, oltre che per dare la possibilità all’impiegato ambizioso di mettersi in mostra col capo facendogli compagnia (magari perdendo tempo) finchè non se ne va.

In sintesi direi che si passano meno ore in ufficio, ma ci sono anche meno distrazioni durante la giornata: meno socializzazione attorno alla macchinetta del caffè, meno sigarette nel parcheggio, meno telefonate private passeggiando per i corridoi, meno gironzolare su internet. L’ufficio non è la seconda casa e ci si ferma lo stretto necessario per lavorare, e così salta fuori del tempo libero prima della cena.  Che poi è la situazione simile a quella che ho osservato in molti paesi europei, con l’eccezione di quelli che si affacciano sul mediterraneo.
Dimenticavo di dire che spesso all'ora di pranzo incrocio dei colleghi che vanno a correre lungo il fiume nel parco nazionale che circonda l'ufficio, e si fanno la doccia al rientro. Succedeva anche in Italia, ma molto più episodico, e scommetto che qui nessun direttore si permetterebbe mai di criticare cho lo fa per aver tolto impegno al lavoro...



(*) aggiornamento sul tema Vegemite: continua la sperimentazione su pane tostato e imburrato. Decisamente gradevole se si riesce a spalmare uno strato sottile, cosa non facile perchè è piuttosto densa. E’ importante partire dal pane ben tostato in maniera che non si sfondi premendo col coltello mentre si spalma la Vegemite. Per renderla più malleabile ho provato a metterla un secondo nel micronde ma si è messa a ribollire all’istante rendendo l’aria della cucina irrespirabile. Ma non è finita qui, proverò altre tecniche.

mercoledì 5 giugno 2013

Le nostre strade da percorrere

28 anni fa ho visto il mio primo concerto, il 21 giugno 1985 a San Siro, suonava Bruce Springsteen e la E Street Band, quel giorno ho deciso che musica avrei voluto ascoltare da lì in poi.
Ieri sera a San Siro ha reso omaggio ai suoi fan di allora suonando le canzoni di Born in the USA, ripercorrendo quel concerto di cui parla spesso nelle interviste nonostante le 900 esibizioni nell’arco della sua carriera.
La cosa non dovrebbe riguardarmi nè condizionare la mia giornata a 16.500 km di distanza, ma nei fatti non è così.
La verità è che mi spiace non esserci stato, ogni canzone ha un posto preciso in mezzo agli eventi della vita ed è un po’ come rivedere il tutto alla moviola, con ricordi che affiorano sottopelle.

Non è facile da spiegare, ho superato l’età delle infatuazioni da un po’, eppure le sue canzoni sono sempre lì, magari non le ascolto per anni ma so che sono dietro la vetrinetta da infrangere in caso di bisogno.
I bloodbrothers, come amano chiamarsi i fan riferendosi a questa canzone, sanno perfettamente di cosa parli, persone che non hanno nulla in comune se non l’impulso a recarsi ad un suo concerto ogni volta che possono, finchè ce ne saranno.
L’estate scorsa l’ho inseguito come uno stalker nei suoi concerti a Milano, Barcellona e Madrid, eppure sono uno dei più tiepidi.

Ieri sera a San Siro c’era anche mia figlia Giulia di 9 anni. Non so se le si è accesa la scintilla, probabimente no, ma va bene così. Farà le sue scelte, seguirà il suo cuore e da quanto vedo sarà migliore di suo padre.
Non c'è fretta che ascolti quella canzone e poi non ho mai sentito parlare di "bloodparents".


martedì 4 giugno 2013

il mattino ha l'oro in bocca

bel mobile visto durante al corsa all'alba, ora fa bella mostra di se' in sala :-)


PRIMA


DOPO



domenica 2 giugno 2013

il giornaletto del Comune

Ho sempre pensato che le cose non migliorano perchè c'è una mano divina, e neanche perchè c'è la mano invisibile di Adam Smith, ma perchè c'è qualche rompiballe che si indigna e (possibilmente) propone un modo diverso di fare le cose.
Oggi stavo per buttare via un opuscolo del comune, per caso l'ho aperto e mi è sembrato ben fatto. Ho ripensato ai giornaletti del Comune di Concorezzo che ricevevo a casa e ho scritto al vicesindaco di Concorezzo la seguente email. E' giovane, ambizioso e fa un lavoro simile al mio, quindi dovremmo capirci. Vi saprò dire!
E se qualcuno volesse girarlo al proprio comune, copia-incolla...

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Buongiorno Capitanio,

non ci conosciamo, mi chiamo Marco Bordieri, abito a Concorezzo, ma da alcuni mesi sono a Sydney per lavoro.

Sydney è divisa in suburbs che godono di una certa autonomia, hanno un loro consiglio e un sindaco (General Manager). Io vivo nel suburb di Ryde, che conta circa 20.000 abitanti,  quindi paragonabile a Concorezzo.

Essendo residente ricevo le comunicazioni indirizzate ai cittadini, tra cui un opuscoletto che riassume il piano della amministrazione nei 4 anni che è in carica (giustamente chiamato “Delivery Plan”) e il rendiconto annuale (“Operational Plan”).

Lo può visionare a questo indirizzo: http://www.ryde.nsw.gov.au/_Documents/Ryde+City+View/RCV6-23.pdf e se crede le posso inviare l’opuscolo cartaceo per posta.

Le segnalo le pagine dalla 5 in poi:

-          1 pagina con i numeri dei servizi erogati,

-          1 pagina per entrate e uscite,

-          1 pagina per spiegare i risultati ottenuti.

Ora io non so se questa possa essere definita una best practice o meno, però so che sul giornalino comunale di Concorezzo che ricevevo a casa non ho mai trovato uno straccio di grafico che spiegasse in maniera intuitiva come vi state muovendo. Grandi menate tra amministrazione e opposizione, ognuno a rivendicare il proprio operato o a criticare l’avversario, e l’uomo della strada continua a pensare che la gestione della cosa pubblica sia “cosa vostra”, intesa in senso latino e non mafioso, per carità.


Le confesso che ho provato a cercare qualcosa di simile sul sito del comune di Concorezzo, ho scelto l’area “Trasparenza Valutazione e Merito” che mi sembrava appropriata, poi “Dati su organizzazione, performance e procedimenti”, poi “Piano delle performance 2012”, sono atterrato su un documento di 234 pagine assolutamente illeggibile da un non addetto ai lavori.

Per me trasparenza è quando la signora Maria torna a casa dal mercato del martedì, trova un opuscolo in buchetta, lo apre e su 3 pagine capisce dove sono finiti i proprio soldi per analogia con le fette della torta paesana che prepara la domenica.

Che dice, si potrebbe prendere spunto?

Grazie per l’attenzione, cordiali saluti

Marco Bordieri

Sydney


 

2 mesi

Due mesi fa a quest'ora di notte ero fuori da un McDonalds a scroccare la connessione internet per dare il primo segno di vita dalla terra dei canguri.
Rileggo quel post e mi rendo conto che alcune cose sono cambiate.


L'aria probabilmente sa sempre di mare e di bosco come ho sentito la prima sera ma ora non ci faccio più caso. Ci si abitua a tutto, ma di sicuro è un'aria poco inquinata, prova ne è che dopo 2 mesi la mia auto è pulita come quando l'ho comperata (all'esterno per lo meno, gli interni sono un altro discorso).
Probabilmente l'olfatto ragiona per differenza e se tornassi in Italia verrei sorpreso dal tanfo delle nostre metropoli.

I tramonti sono sempre spettacolari, arancioni con le nuvole colorate di rosa, niente da dire! Anche le nuvole e il cielo sono particolari, ma mi rendo conto di passare meno tempo con il naso all'insù.

L'odiosa regola di guidare dalla parte "sbagliata" della strada è quasi (quasi) metabolizzata e non impegna più il 90% della mia attenzione mentre sono al volante.

I prezzi sono sempre un po' più alti che in Italia, ma col tempo si modifica il paniere di acquisti verso quello che sembra avere un prezzo ragionevole e quindi il costo complessivo si riduce. 
Poi c'è un'altra cosa: da quando ho messo piede in Australia (1 aprile) il dollaro ha perso il 10% nei confronti dell'euro... la coincidenza è piuttosto imbarazzante  :-)  

quindi i prezzi ora appaiono un po' più bassi, in realtà il mio stipendio è in dollari quindi non mi cambia nulla, così com'era improprio valutare i prezzi traducendoli in euro come se fossi un turista.
Una pizza margherita a 17 dollari può sembrare cara, poi vedi che equivalgono a 12 euro e tenuto conto che il coperto non si paga è come se fossero 9 euro, non siamo poi così lontani.

Gli alcolici sono indubbiamente più cari, ma il ricarico dei ristoratori è più basso: la bottiglietta di birra pagata 3$ in negozio diventa 6$ al ristorante, equivalenti  a 4,5€.

A proposito, in settimana è uscito il nuovo rapporto della Organization for Economic Cooperation and Development e l'Australia per il terzo anno si è aggiudicata il primato di paese con la migliore qualità della vita
http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2013/05/28/foto/australia_il_paese_pi_felice_del_mondo-1673109/1/#media

Stavo per dimenticarmi della Vegemite alla quale devo le mie scuse... ebbene, seguendo i consigli della mia amica Francesca, una italiana che vive qui da molti anni, ho provato a fare tostare del pane, imburrarlo e poi spalmare uno strato sottile (ma sottile-sottile!) di Vegemite.... il risultato non è affatto male! Aggiunge un sapore salato che si sposa bene con il pane e il burro, l'importante è non esagerare con la quantità perchè il passaggio da buono a immangiabile è repentino


sabato 1 giugno 2013

Primo giorno di Inverno

qualcuno forse si ricorderà dei Bold&Beautiful, quel gruppo di pazzi che si trova ogni mattina alle 7 per una nuotata di 1500 metri nell'oceano, un mese fa avevo partecipato ad una uscita devastante...
Non mi sono più fatto vedere anche perchè in settimana non riesco ad andare a nuotare prima dell'ufficio però come ogni mattina hanno fatto delle belle foto, queste quelle di oggi quando in 250 hanno festeggiato il primo giorno di inverno con abbigliamenti pittoreschi, l'acqua è ancora 20 gradi e volendo si può nuotare senza muta. Cliccando qui potete vedere la loro pagina con tutte le foto, qui ne riporto alcune



e questi siete voi


questo post lo dedico a voi, che mediante gli accessi e i commenti mi date lo stimolo a raccontare le mie giornate australiane. Grazie!

 
Spagna, Svizzera, Stati Uniti, Giappone e Danimarca, continuate così altrimenti vi vengo a prendere, so chi siete!  :-)

 e questo divano vicino a casa mia...