Molti amici mi hanno chiesto un bilancio di queste prime settimane, al di là delle notizie spicciole che pubblico sul blog.
La risposta breve: decisamente positivo.
La risposta lunga: ci sono tanti aspetti da considerare e non tutti necessariamente di segno positivo. Provo a fare un elenco, sicuramente incompleto e soggettivo, da integrare o correggere nel tempo.
Alcuni importanti, altri più di folklore, ognuno si può fare un'idea di questo curioso paese e di come potrebbe essere viverci. So che questo blog viene scrutinato da alcuni amici italiani che vivono qui da anni: i vostri commenti sono benvenuti.
Un'ultima prefazione: un bilancio oggettivo è impossibile, ognuno valuta in funzione di quello che cerca. Ad esempio la lingua inglese può essere un ostacolo indesiderabile per alcuni, altri invece la possono vedere come un'opportunità di fare un corso full-immersion gratis se imparare bene l'inglese è il sogno di una vita.
O come monetizzare il fatto che ogni fine settimana sei in vacanza in Australia? E come non pensare che dopo qualche anno il discorso si potrebbe invertire, e bramare di essere in Italia almeno per qualche periodo all'anno, così come sognano molti australiani?
DI POSITIVO
La civiltà degli automobilisti: siamo ben lontani dalla arroganza italiana! La strada è di tutti e se vedo che la tua corsia finisce ti lascio lo spazio per entrare nella mia senza aspettare di essere ai ferri corti per vedere chi dei due frena.
C’è una cura maniacale nell’evitare di intasare l’incrocio se c’è coda, quindi bisogna essere pronti a frenare se l’auto che precede frena invece di attraversare un incrocio nonostante il semaforo verde. Ciononostante è una forma di altruismo e quindi può solo essere positivo. Stessa frenata anche appena scatta il giallo, quindi occhio.
Tutti rispettano i limiti di velocità, anche perchè le telecamere sono letteralmente una dopo l’altra e non si avrebbe scampo. Persone che guidano col cellulare in mano se ne vedono pochissime, penso di averne vista qualcuna in queste 6 settimane.
Il fumo: molto meno diffuso rispetto all'Italia e i fumatori sono consapevoli di arrecare disturbo quindi quando devono fumare si isolano. Un’inversione di mentalità rispetto a “se non è vietato fumo quanto mi pare e se ti azzardi a dirmi qualcosa ti salto in testa perchè stai limitando la mia libertà”.
L’Australia è davvero dura con il tabacco, come in nessuna altra parte del mondo: un pacchetto costa 20$, deve riportare foto raccapriccianti delle patologie legate al fumo, può indicare marca e modello di sigaretta ma il layout grafico deve essere uguale per tutti, niente colori o loghi. Quindi quando vai in tabaccheria puoi scegliere tra il pacchetto con l’occhio sanguinante e quello con il piede in cancrena.
E’ vietato: in molti parchi e spiagge, nelle aree all’aperto adibite al consumo di cibi o bevande, in auto in presenza di un minorenne, alle fermate dei mezzi pubblici, a meno di 10 metri dai parchi giochi, piscine all’aperto, stadi sportivi, a meno di 4 metri da un edificio aperto al pubblico e su tutta la superficie degli ospedali.
Gli escrementi dei cani: quelli che ho visto in 170 km di corsa per le strade della città non superano le dita di una mano. In numero non in lunghezza!
La cortesia, il cedere il passo attraversando una porta o uscendo dall’ascensore, il chiedere scusa per ogni minima cosa che possa anche lontanamente aver dato fastidio al prossimo,... la lista di situazioni è lunga, ma il discorso credo sia chiaro ed e' coerente col modo di guidare.
I prezzi trasparenti (anche se alti, vedere sezione successiva).
Negli USA non ci sono mai comprese le tasse e se sei al ristorante devi aggiungere la mancia al 15%.
In Italia se chiedi il prezzo di una prestazione ti viene dato implicitamente senz’IVA, in modo da preparare il terreno per un concorso di reato al momento di pagare il conto in nero. Se invece mangi al ristorante devi aggiungere il coperto.
Qui se ordino un piatto da 15$ e mi va di bere l’acqua in caraffa, esco dal ristorante pagando 15$ e mi fanno pure i sorrisi.
Il clima: estati non eccessivamente calde e inverni miti (5-10 di minima e 15-21 di massima), aria secca e pulita, profumi della natura e del mare.
I colori: sarà il clima secco, sarà l’aria pulita, ma qui i colori sono intensi, le nuvole bianche, il cielo azzurro, i tramonti spettacolari. Rispetto alla pianura padana è come se mi avessero operato agli occhi rimuovendo il velo che mi faceva vedere tutto smorzato.
La natura: questa grande isola fino a 2 secoli fa era abitata da un numero esiguo di aborigeni, quindi la natura è rimasta pressochè intatta fino ai giorni nostri. Senza uscire da Sydney si può affittare una barca a remi e fare una gita in un fiume all'interno di una foresta, oppure esplorare le mille insenature della baia, o vedere le tartarughe facendo snorkeling con maschera e pinne, o trovare un pappagallo variopinto che ti sta mangiando i fiori dell'albero di casa tua. Questo vuole anche dire doversi guardare da alcune creature pericolose, come il ragno redback che puoi trovare mentre tagli l'erba del prato ed è potenzialmente mortale (anche se è dal 1957 che non si registrano casi letali). Questa è la natura, prendere o lasciare.
La libertà di vestirsi come pare. Sono settimane che cerco di identificare una moda, capire come vestono, ma niente, non ci riesco. In ufficio c'è buon gusto ma sempre capi comodi, poche cravatte. Nei contesti informali, per strada, capita di vedere i capi tecnici sportivi, tipo i pantaloni da ciclista per le donne e ciabatte (rigorosamente infradito). Non posso dire che la gente sia vestita male, è vestita comoda e non c’è lo sfoggio della marca che c’è in Italia. Se da noi vai in corso Vittorio Emanuele vedi tutti gli adolescenti vestiti uguali, così come è sempre stato anche ai miei tempi: il bomber, l’eskimo, il Moncler, etc. Qui sono in jeans e maglietta, come dei piccoli adulti, e nessuno ha quegli occhialoni da pirla o i pantaloni alle ginocchia.
La minore delinquenza: c’è una forte pressione immigratoria dalla vicina Asia, ma le porte si aprono solo per quelle figure che sono utili all’economia locale, quindi la disoccupazione è al 5% e non ci sono grandi tensioni sociali.
Si vedono scolari tornare a casa da soli, donne correre dopo il tramonto, navigatori lasciati attaccati al parabrezza, borse lasciate sulla spiaggia mentre si fa il bagno. Gli unici edifici con una recinzione sono le scuole elementari, per il resto è tutto aperto, stai camminando in un prato e un cartello ti avvisa che da quel punto in poi non si puo' fumare perche' inizia il terreno dell’ospedale. Certo anche qui ogni tanto c’è la sparatoria, per lo più nella periferia ovest della città dove ci sono i quartieri più degradati, e quasi sempre legati alle guerre tra bande, però nelle zone che ho visto le case non hanno recinti, le porte non sono blindate e non c'è quasi mai l'antifurto. Oggi ho girato in lungo e in largo il quartiere e casa mia è una delle poche ad avere le inferriate alle finestre e il cancello verso la strada. Il cancello in realtà è simbolico essendo alto mezzo metro, ma stasera ho deciso che lo lascerò sempre aperto (così i vicini non avranno scuse per non avermi portato la torta di mele di benvenuto)
La minore burocrazia e funzioni pubbliche efficienti: ho acquistato un'auto, richiesto la tessera sanitaria e il codice fiscale, affittato una casa, aperto un conto in banca, tutto decisamente snello. Un plauso all'idea di collocare i principali uffici pubblici all'interno dei centri commerciali, ne beneficiano sia i negozi che il cittadino.
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DI NEGATIVO
La lontananza di amici e affetti, beh questa era scontata, niente da aggiungere.
La guida a sinistra: chiaramente un problema soggettivo, dopo un po’ ci si abitua, ma non e’ certo un vantaggio. Bisogna prestare più attenzione, specialmente quando non ci sono auto davanti da imitare. Anche attraversare la strada a piedi non è del tutto semplice, chi è stato in Inghilterra ne sa qualcosa. Quello a cui non riesco proprio ad abituarmi e’ entrare dalla portiera di destra, se sono sovrapensiero sbaglio sicuramente.
La lingua Inglese: in realta’ il vero svantaggio ce lo portiamo dietro dalla nascita e non è il fatto di essere venuto qui. Resta comunque il problema di doversi sintonizzare su pronunce molto diverse tra di loro visto che questo paese vive di immigrazione e in generale trovo più facile capire l’inglese americano dell'inglese australiano, oltre ad essere foneticamente più gradevole. E le difficolta’ aumentano esponenzialmente in contesti rumorosi, ad esempio negli eventi sociali, col rischio di passare per asociale.
Non a caso gran parte degli expatriates vengono di paesi anglofoni: Inghilterra, Irlanda, Sudafrica e India.
E' indubbiamente un problema nell'immediato, però implica una grande opportunità per il futuro e credo che tra i paesi anglofoni questo sia uno dei più aperti allo straniero.
I prezzi: questo e’ un tema infinito. L'economia solida e la politica stabile attirano gli investitori stranieri, portando il dollaro australiano ad essere la quinta valuta più scambiata al mondo (nonostante i soli 23 milioni di abitanti). Questo ha fatto sopravvalutare la valuta del 62% in 4 anni e quindi tutti i prezzi ci sembrano alti se li vogliamo convertire in Euro.
Se usiamo i nostri prodotti nazionali come riferimento troviamo prezzi inaccettabili: 18-20 $ (15€) per una pizza fatta di acqua e farina o 3$ (2,30€) per un cappuccio al bar.
Ma lo stesso discorso potrebbe farlo un turco a Francoforte vedendo un kebab al doppio del suo prezzo in Turchia.
Altri prezzi: 3$ (2,30€) per una bottiglietta di birra da 375ml al supermercato (che pero’ diventano 7$ (5€) al ristorante, in propozione c’e’ meno ricarico rispetto all’Italia). Biglietto del bus 3,5$ (2,70€), cinema 3D 24$(18€), affitto di una casa media 2500$ (1900€), ... il disagio però e’ per lo piu’ psicologico, poi apri la busta paga e ti rendi conto che tutto è relativo.
Una analisi attendibile delle entrate-uscite rispetto a Milano la potete trovare qui
Ci sono poi cose che costano come o meno che in Italia: la carne, la ristorazione di livello economico, la benzina (1 euro), gli elettrodomestici. Anche l'elettronica costa meno che in Europa nonostante il $ alto, si sa che i listini per l'Europa sono sempre più alti che altrove, non ho mai capito perchè. Comunque acquistando online si trovano gli stessi numeri in $ come in Italia in €, quindi qui costano un 30% in meno. Chi vuole verificare puo' fare una ricerca su shopbot rispetto a trovaprezzi
Il costo delle case: 10 anni fa c'era il mito della casa a basso prezzo, con piscina e in riva al mare. La realtà è che ora per una casa fatta di cartone, a 1 ora di auto dal mare e senza piscina devi sborsare 1 milione di $, grazie ai cinesi che stanno investendo in Australia facendo gonfiare i prezzi del 10-20% all'anno.
Oppure stai in affitto a 600$ la settimana.
Le ferie: 20 giorni all’anno senza permessi retribuiti (in Italia 20f+13p). Il che e’ una limitazione considerando che e’ proprio nella condizione di espatriato che uno ha piu’ bisogno di ferie, per tornare in patria almeno una volta all’anno e per esplorare il paese in cui si trova. Mi risulta che anche negli USA sia cosi’, pazienza.
Se ti ammali puoi assentarti fino a 10 giorni all'anno, dopo di che' diventano permessi non retribuiti. Insomma... se hai problemi di salute oltre al danno anche la beffa, ma credo sia la tendenza di molte societa’, anche in Italia in alcuni settori. In realta' finora non mi pare di aver mai fatto oltre 10 giorni di malattia in un anno.
Come da modello anglosassone, il lavoratore ha poche tutele in caso di licenziamento, e gia’ che ci sono aggiungo che col mio visto “sponsorizzato dal datore di lavoro” se si perde il posto si deve lasciare il paese entro 28 giorni se non si trova un altro datore di lavoro disposto ad assumerti e a sponsorizzarti un’altro visto. Peraltro sia il Partito Laburista al governo, sia i sindacati, premono per un giro di vite su questi visti che a loro dire tolgono lavoro ai locali. Le aziende, specialmente nel settore IT, ribattono dicendo di non trovare gli skill sul mercato locale.
L'assicurazione dell’auto: la RC obbligatoria copre solo le spese mediche, quindi se uno ti viene addosso e devi ripararare l’auto puoi solo sperare che sia stato cosi’ solerte da fare anche la RC Danni, altrimenti non ti resta che fargli causa se non vuole pagare. Quindi se vuoi stare tranquillo devi devi fare la casco, cioe’ pagare tu per le colpe degli altri.