lunedì 24 febbraio 2014

Bruce 4/4

L'ultimo sull'argomento, lo prometto!

Il luogo del concerto è un grande prato a conca davanti al palco, attorno il profilo basso delle colline e dei vigneti della Hunter Valley (che qui abbreviano e storpiano in: "the hantaaa")

il retro del palco

La zona è famosa per la produzione di vino, pur non essendo il migliore dell'Australia a detta degli esperti, è comunque abbastanza vicino ai 5 milioni di abitanti di Sydney per attirare frotte di turisti in pullman in modo che si possano ubriacare senza rischiare la patente.
Io ero lì in automobile, noleggiata al rent a car visto che il mio rottame è dal meccanico per rifare la trasmissione... ma ne riparliamo in un altro post!



molto fiero della mia nuova maglietta coi colori dell'Australia comperata al mercato di Melbourne per 10$


Ore 19:30, il concerto inizia alle ultime luci del tramonto.
Al fresco della brezza di una notte limpida d'estate, mi ritrovo indeciso se guardare Bruce sul palco o la costellazione della Croce del Sud alle sue spalle. Mai avrei immaginato di trovarmi ad un suo concerto qui in Australia.
E per di più senza smoccolare per il fumo visto che la gente non fuma nemmeno qui all'aperto, ma se proprio deve si allontana dove non disturba.

L'angolo del nerd: l'acustica era strana, il suono arrivava pulito e senza i riflessi delle arene, ma nei momenti di brezza si sfasava la propagazione e il suono fluttuava nella provenienza e tonalità.
Il concerto di sabato è stato uno dei migliori visti finora, molte canzoni diverse dai due precedenti e molti classici, tipo "The River", "41 Shots", "Waiting On A Sunny Day", "Dancing In The Dark" etc.
Molti riferimenti all'industria enologica della zona, a cominciare dalla canzone di apertura la cover di  "Drinkin’ Wine, Spo-Dee-O-Dee" con le parole modificate per rendere omaggio al luogo.
E poi le passeggiate in mezzo alla folla, un fan gli offre il capello di paglia e lo indossa per due canzoni prima di restituirglielo.
 


Un altro fan gli allunga una bottiglia di spumante, la prende, la apre non senza difficoltà usando anche i denti per togliere il cappuccio, la agita e fa la doccia alle prime file stile Gran Premio.



Verso la fine si prende un attimo di pausa e racconta che ha regalato un iPhone a sua madre di 85 anni per vedersi con la videochat, ma la madre non imbrocca mai il fuso orario giusto (beh certo non sarà facile quando hai un figlio che cambia fuso orario ogni 3 giorni).  E allora ha preso l'abitudine di mandarle una foto ogni giorno, quindi eccolo che tira fuori un cellulare per fare una foto alle 36.000 braccia protese a salutarla dal prato davanti al palco.
E a proposito di cellulari, quando arriva Dancing In The Dark fa salire una ragazza sul palco a ballare, quando finisce la canzone lo abbraccia, tira fuori il cellulare e se lo tiene lì finchè non riesce a scattarsi una foto insieme.

E poi il giorno dopo, domenica, si è ripetuto, stessa ora stesso luogo, per l'ultimo concerto di questa settimana pazza.
A dire il vero l'ultimo concerto non mi è piaciuto, troppi brani dal suo repertorio minore, dall'ultimo dimenticabile album, troppe trombette e fisarmoniche per i miei gusti.
D'altra parte non si può pretendere che cambi la scaletta ad ogni concerto e allo stesso tempo continuare a suonare i classici, anche se la gente sono quelli che vuole, lo capisci subito dal numero di persone sedute o alzate in piedi.

Ma forse è meglio così altrimenti avrei avuto la tentazione di aggiungerne un quinto.

A Bondi Beach in buona compagnia
Con un wombat

La bambina del pubblico che ha cantato Waiting On A Sunny Day sabato sera
Poco prima del concerto di sabato viene definito l'elenco dei brani  e si prova nel retro del palco





La chitarra che lo accompagna da 40 anni, lasciata suonare ai suoi fan


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