domenica 8 dicembre 2013

Parliamo degli squali

Settimana scorsa a poche centinaia di km a nord di Sydney Zac Young, un ragazzo di 19 anni è morto mentre faceva surf, attaccato da uno squalo.


Faceva il bodyboarding, che sarebbe il surf ma con una tavola corta, ci si appoggia col torace e le gambe con le pinne restano nell'acqua.
Zac mentre fa bodyboarding

Era in acqua con 3 amici di 14 anni, a 100 metri dalla riva aspettando l'onda giusta, quando uno squalo tigre di 3 metri lo ha attaccato staccandogli le gambe.


Gli amici invece di scappare verso la riva lo hanno raggiunto e trascinato fuori dall'acqua mentre lui diceva loro "I love you guys", ma è morto dissanguato sulla spiaggia prima dell'arrivo dei soccorsi.

Ai funerali di oggi i genitori e gli amici gli hanno reso omaggio, rigorosamente in tenuta da spiaggia, con il padre che si è messo a ballare sulle note di Celebration. Fa strano, ma come avevo già notato al funerale del mio collega alcuni mesi fa, qui in queste occasioni c'è meno ritualità e piu' spazio alla creatività, coinvolgendo amici e parenti in una sorta di spettacolo, non necessariamente lugubre.



Dopo la cerimonia 200 ragazzi sono entrati in acqua con le tavole da surf disponendosi in cerchio e battento le mani sull'acqua, tipico cerimoniale dei surfisti.


Mi sono messo a cercare informazioni sugli attacchi degli squali e ho scoperto che sono un numero limitatissimo a dispetto dal clamore suscitato.

Gli attacchi mortali in Australia sono 1 all'anno, contro 121 annegamenti (tra cui numerosi pescatori che vengno portati via dagli scogli dalle onde).
Nella vita di un australiano c'è una probabilità ogni 295.000 di venire uccisi da uno squalo, contro una ogni 3.362 di annegare.
Qui le statistiche
In diverse spiagge ci sono delle reti a protezione delle aree balneabili, ma molti dubitano dell'efficiacia anche perchè hanno una altezza di qualche metro e non arrivano comunque fino al fondo. E quando c'è un attacco, delle squadre si mobilitano per cercare lo squalo ed eventualmente ucciderlo, mentre la spiaggia viene chiusa alla balneazione, ma anche questa misura ha ben poche probabilità di avere successo visto che lo squalo si sposta.


Aggiornamento 10/12
Lo stato del West Australia ha deciso che utilizzerà delle esche posizionate a 1 km dalla costa, di fronte alle principali località balneari, con degli ami in grado di catturare i grossi squali. Un'altra misura in fase di studio è l'uso di droni con sensori in grado di rilevare la sagoma di uno squalo vicino alle spiagge.
http://www.watoday.com.au/wa-news/wa-government-unveils-shark-kill-zones-20131210-2z3m0.html
http://www.smh.com.au/nsw/nsw-government-looks-to-drones-for-shark-attack-prevention-20131210-2z44y.html

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