domenica 22 dicembre 2013

La frenesia natalizia... dov'è?

Non bastavano i 36 gradi di temperatura per far sembrare il Natale fuori luogo, manca pure la bolgia natalizia!
Mi sarei aspettato traffico, negozi presi d'assalto, gente isterica... e invece tutto normale, sì forse qualche auto in piu' sulle strade, ma niente di chè.
Pensate che c'è un centro commerciale che fa una apertura non-stop di 34 ore. Sì, avete capito bene, aperto dalle 8 del mattino del 23 fino alle 6 di sera del 24. Mi verrebbe voglia di andarci alle 4 di notte per vedere le facce dei commessi e capire chi diavolo ci va a quell'ora.

Oggi ho attraversato la città per andare a fare snorkeling a sud, 45 km di strada senza ingorghi, e mentre guidavo pensavo come sarebbe stato attraversare Milano l'ultimo sabato prima di Natale.

La missione di oggi era pescare dei polpi da far trovare in tavola quando moglie e figlie arriveranno lunedì sera. Mia figlia Giulia come sempre sta dalla parte degli animali e mi aveva vietato di prenderli se non in pescheria....
Beh, per farla breve a fine giornata mi sono trovato con 5 polpi nella sacca attaccata alla cintura dei pesi, come abbiano fatto a finire lì dal bancone del pescivendolo resta un mistero, forse c'è stato la zampino di Babbo Natale.

Siccome erano troppi, sono passato da una mia collega che abita lì vicino a lasciarne 3. La madre mi ha tirato in casa e mi ha messo in mano un mango, succo di frutta, caffè e torta. Poi pensando che alla vigilia di Natale fossi da solo mi ha invitato ad andare da loro. Ho declinato ma mi ha fatto piacere, quanti di noi inviterebbero un estraneo a Natale?
E per non farmi andare via a mani vuote mi ha regalato una borsa con prodotti alimentari e una torta fatta da lei con il gingerbread (pan di zenzero)




E poi ho finalmente comperato l'albero, vero e vivo. Da bambino avevo sempre l'albero vero a Natale, forse perchè quelli di plastica non erano ancora stati inventati, e mi ricordo quel profumo che aleggiava per la sala, che le mie bambine non hanno mai potuto sentire vivendo nell'era del made in China.
L'ho trovato dai Merlino, una famiglia di origini italiane che vende alberi recisi o con vaso. Ne ho approfittato per parlare con la proprietaria, sono sempre curioso di conoscere le vicende di chi è venuto qui. Mi ha raccontato di essere arrivata qui 60 anni fa, quando ne aveva 2. La sua famiglia viveva a Lipari, il padre lavorava in Sicilia, ad un certo punto è rimasto senza lavoro e ha deciso di andare in Australia da degli amici che erano andati su al Nord, in Queensland, a coltivare la canna da zucchero. Ha preso la nave ed è andato a lavorare da loro, ma dopo un po' ha deciso di trasferirsi a Sydney, dove si è messo a fare l'agricoltore.
La moglie era rimasta a Lipari con i 5 figli mentre il marito mandava i soldi a casa. Il marito era dell'idea di mettere un po' di soldi da parte e di tornare in Italia. Per 5 anni si sono tenuti in contatto tramite lettere, finchè non hanno deciso di vivere tutti in Australia e quindi moglie e figli nel 1953 si sono imbarcati per l'Australia.
Accidenti... 5 anni a scriversi lettere e vedere le figlie che crescevano tramite fotografie... altri tempi!

Eccolo l'albero, vivo e vegeto, e poi potrò piantarlo nel giardino perchè a differenza dell'Italia qui sopravvive alle feste, non subendo lo shock termico tra esterno/interno.
 

 

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