lunedì 14 ottobre 2013

Inizia la stagione balneare

Dopo mesi è ritornato il caldo e quindi la spiaggia. A dire il vero l'attesa non è stata così lunga, l'ultimo bagno era stato a fine maggio, diciamo quindi 4 mesi e mezzo, come se da noi si smettesse di fare il bagno a settembre e si ricominciasse a gennaio.
La temperatura dell'acqua, scesa in inverno a 16 gradi, ieri era 21, non caldissima ma accettabile. Avevo pure comperato la muta integrale, ma ho aspettato troppo a fare il bagno e ora resterà nell'armadio fino a giugno. Ieri poi c'era ancora una giornata di temperature eccezionalmente alte: 35 gradi. C'è di buono che il caldo è portato dal vento forte dal deserto quindi non si soffre. E poi l'umidità è sempre bassa, ho comperato un igrometro e non sale mai sopra i 40%.

Non so neanche se parlarvi della gloriosa Ford Focus rossa che sulla strada per la spiaggia di Manly (25 minuti da casa) ha cominciato a perdere potenza e mi sono dovuto fermare... temperatura a fondoscala e la constatazione che nel radiatore non c'era piu' una goccia d'acqua. Eppure non sono passati che due mesi da quando è andata dal meccanico per lo stesso problema... pazienza ce la riporto, le voglio dare un'ultima possibilità.



Mentre mi crogiolavo al sole tra un bagno e l'altro origliavo due ragazzi di Roma che parlavano a poca distanza. Ad un certo punto uno di loro chiama un amico/a al telefono, parlando in inglese, e dice:
  • "il vento? No, non è forte, si sta benissimo"    c'erano 50 km/h con raffiche a 70...
  • "ci stiamo divertendo con due ragazze che abbiamo conosciuto sulla spiaggia" si riferiva a due tizie in distanza sulle quali continuavano a fare commenti prosaici
  • "ora ci stiamo bevendo una birra con loro" finita la telefonata dice all'altro "io al bar della spiaggia non ci compro niente, è capace di chiederti 10$ per una birra 'sto ladro!"
mi veniva da dire qualcosa, poi ho pensato che potevo farmi i fatti miei.

Per inaugurare la stagione ho portato maschera, pinne e GoPro. C'erano le onde che si frangevano sugli scogli e l'acqua con tutte le particelle in sospensione non era limpida, le foto non sono il massimo.
Ho fatto anche un filmino, l'ho messo su youtube con il nome della spiaggia (Shelley Beach) e un istante dopo youtube mi proponeva altri video simili fatti nella stessa spiaggia, tutti più belli del mio: razze, squaletti, tartarughe... va bene, ho capito, riproverò!

 



 
 



e per finire in bellezza la domenica sono andato a vedere un film al cinema


e siccome è sempre stato il mio sogno vedere due film di seguito con un solo biglietto, e non esistendo ancora i multisala quando avevo l'età per fare queste cose... mi sono rifatto adesso andando nella sala di fianco 



domenica 13 ottobre 2013

Prodotti tipici australiani

Stivali Blundstones
sono degli stivaletti da lavoro di pelle con bande elastiche ai lati, inizialmente disegnati per gli operai e i contadini, successivamente sono diventati calzature alla moda oltre che effettivamente utili per lo stile di vita dell'australiano medio.
Sono costruiti in Tasmania dalla omonima azienda, fondata nel 1870.
Prezzo: 120AU$



 

Cappelli Akubra
 Nel 1874 un inglese si trasferisce in Tasmania e inizia a produrre capelli di feltro, perfezionando una macchina in grado di spuntare il pelo della pelliccia di coniglio da cui è costituito il feltro (precedentemente la punta del pelo veniva eliminata a mano).
Rinomati per la robustezza, inizialmente erano indossati dagli abitanti del bush (entroterra) per difendersi dal sole cocente, poi si sono diffusi in tutta l'Australia. Hanno anche accompagnto i soldati nelle due Guerre Mondiali.
Chi fosse curioso di vedere gli 11 passaggi necessari per produrre questi cappelli può dare una occhiata qui 

Prezzo: 130 AU$ 

















 Boomerang

Icona australiana, è stato utilizzato dagli aborigeni per migliaia di anni. Ci sono due famiglie di boomerang: quelli che tornano indietro e quelli che vanno dritti. I primi si usano per gioco e venivano impiegati nella caccia di uccelli. Queli che invece non ritornano, detti anche throwing sticks, servivano per cacciare grossi animali tipo i canguri.
i boomrang che ritornano sono diversi per destri e mancini, avendo un profilo alare e quindi un senso di rotazione obbligatorio.
A Sydney c'è pure un negozio che organizza lezioni gratuite, quasi quasi...
L'angolo dell'ingegnere (gli altri esentati): l'effetto di ritorno è dovuto alla portanza asimmetrica delle due ali che generano una coppia e quindi la precessione che conduce il boomerang lungo un percorso circolare. 
un video sulla tecnica di lancio


  


Didgeridoo
E' lo strumento musicale aborigeno fomato da un fusto d'albero reso cavo dalle termiti e successivamente lisciato all'interno mediante brace di carbone incandescente.
Pur essendo stato inventato migliaia di ani fa, il nome è stato dato dai colonizzatori ed è basato sul suono emesso da questo strumento, che fa più o meno daaaaaaaaaaaggeeeeeeriiiiiiiiduuuuuu



Driza-bones
Un'altra marca di abbigliamento che ha prodotto gli impermeabili per gli operai che hanno costruito questo paese e i soldati che l'hanno difeso.
Fondata nel 1898,il nome viene da Dry - Bones, perchè questi impermeabili ti tengono "asciutto come un osso", sono capi in cotone impregnati di una sostanza cerosa.
Inizialmente pensati per gli Stockmen (uomini del bestiame, parola australiana equivalente a Cowboy), i primi esemplari erano fatti col tessuto delle vele ricoperto di olio.

Costo 250AU$

I partecipanti al meeting delle nazioni che si affacciano sull'Oceano Pacifico nel 2007



Hill's Hoist
si tratta di uno stendino diffusissimo nelle case australiane, brevettato nel 1945 da Lance Hill. Mostruosamente ingombrante, largo 4 metri, si alza e si abbassa mediante una manovella, personalmente lo trovo un pugno nell'occhio e sovradimensionato per le esigenze famigliari.
Ne ho uno anch'io nel giardino ed essendo in affitto mi tocca tenerlo:


sabato 12 ottobre 2013

Telecomanda un turista (dal 9 al 13 Ottobre)

Una ragazza e un ragazzo gira a piedi per Melbourne indossando una telecamera che trasmette il video su internet http://remotecontroltourist.com/
Si può vedere in diretta cosa succede e mandare delle richieste di fare questo e quello (per le richieste bisogna fare login tramite facebook o twitter).
Ora è sabato mattina e la ragazza sta girando per bar e negozi attaccando bottone con i passanti  spiegando a cosa serve la strana attrezzatura che indossa.
Mi stavo giusto chiedendo... ah ecco, si è messa offline 5 minuti per andare in bagno.

Il servizio dura 4 giorni, fino a domenica 13 ottobre, se volete dare una occhiata tenete presente che qui siamo avanti di 9 ore.
Ve lo immaginate in Italia? Girare per una città con una telecamera, entrare nei negozi, nei ristoranti, riprendere la gente e mandare tutto su internet senza autorizzazione?!



  
a spasso per Melbourne, sulla destra le richieste del pubblico, di fianco alla mappa l'indicazione nel locale piu' vicino, in questo momento "Ciccilina, locale italiano molto popolare"
Vai dentro a mangiare una fetta di torta!

saluta due ragazze col cane e spiega che sono in diretta su internet

su richiesta del pubblico entra al ristorante Radio Mexico e saluta una cameriera

il pubblico la fa ingozzare di nachos e guacamole

offre da bere a una ragazza trovata lì, Polly
 
il pubblico consiglia cosa ordinare. In 15 minuti l'hanno già mandata in pasticceria a mangiare una fetta di torta e al messicano a mangiare chips e bere margarita, chissà come diventa ora di sera!


uno le chiede di regalare un margarita a questa signora

venerdì 11 ottobre 2013

La scomparsa di Azaria Chamberlain

Una vicenda di cui tutti gli australiani si ricordano è quella della scomparsa di Azaria Chamberlain. Leggevo un articolo che la definiva "una cicatrice per la società australiana".

Era il luglio del 1980, la famiglia Chamberlain stava campeggiando alle pendici del monte Uluru: i due genitori, due bambini e una neonata di 2 mesi, Azaria.


Arriva la sera e la piccola era stata da poco messa a dormire nella tenda mentre il resto della famiglia cenava poco distante attorno al barbeque insieme ad altri campegiatori.
Ad un certo punto si ode il pianto della bambina, la madre si reca alla tenda e vede un dingo che scappa con qualcosa in bocca. Nella tenda la bambina non c'è più.
Il dingo è un cane selvatico  che venne portato al seguito dalle popolazioni asiatiche che migrarono verso sud 3000 anni fa.
La bambina non fu piu' trovata, attorno alla tenda le impronte di un dingo che si allontanava. Settimane dopo venne trovato un golfino lacerato che la bimba indossava quella notte, a 4 km di distanza dalla tenda. Sembrava un caso semplice ma sulla base dei rilievi della polizia scientifica si fece strada l'ipotesi che la madre avesse ordito una complessa messa in scena per nascondere l'omicidio, e venne condannata.


Tutta la vicenda ebbe una grande visibilità e l'opinione pubblica si schierò contro la madre, complice il fatto che la sua reazione alla scomparsa della figlia fu considerata troppo poco emotiva e l'appartenenza ad una setta religiosa. Un processo mediatico con una condanna scritta dal pubblico prima ancora che dal giudice, sotto l'influenza di pettegolezzi privi di fondamento, come la voce che il nome Azaria significasse "Sacrificio nella terra selvaggia", e analisi forensiche clamorosamente errate: macchie di milkshake all'interno dell'auto scambiate per sangue.

E' il 1986, la madre si sta facendo il sesto anno di galera quando avviene un colpo di scena: un turista inglese muore durante la scalata di Uluru e per recuperarlo i soccorritori si addentrano in una zona inaccessibile. Lì, in mezzo alle tane dei dingo, trovano la tutina che la neonata indossava sotto alla maglia, con evidenti segni dell'accaduto (vi risparmio la foto).
Il caso si riapre, vengono controvertite le errate deduzioni forensiche e la madre viene scagionata.
La storia arriva fino ai giorni nostri perchè solo un anno fa è stata scritta la parola definitiva con la revisione del certificato di morte così come ha caparbiamente chiesto la madre per tanti anni. Qui la sentenza pronunciata dalla giudice, non senza emozione.



Leggevo che la vicenda ha avuto un forte impatto sulla società, per i sensi di colpa di essersi accanita contro una madre che aveva subito una tragedia. Ed è stato anche uno spunto per riconsiderare la validità delle indagini forensi quando si parte con una tesi precostituita.

C’e’ un qualcosa di familiare in questa vicenda, forse perche’ racchiude la paura delle fiabe che ascoltavamo da bambini e i nostri peggiori incubi da genitori.
Mi viene anche in mentre la storia di cui parlai qualche tempo fa, quella del coccodrillo e del bambino.

Hanno scritto libri e fatto film con Maryl Streep, Un Grido nella Notte e al National Museum of Australia ci sono esposti i reperti che sono stati utilizzati al processo.


 
 

giovedì 10 ottobre 2013

Se queste sono le mezze stagioni...

previsioni per domani e dopo:





Il motivo è che dietro Sydney c'è un deserto di 4000 km dove le temperature raggiungono 40 gradi anche ora che siamo in primavera, quindi basta che ci sia vento da Nord-Ovest e la citta’ ne eredita il clima. Poi magari dopo qualche ora gira il vento ed ecco il fresco dall’Oceano Pacifico.






il giorno dopo il vento gira dalla parte opposta ed ecco i 22 gradi

mercoledì 9 ottobre 2013

Fleet Review (4 e ultimo)

Domenica c'è stato l'open day delle navi attraccate nella baia di Sydney e ne ho visitate tre: una americana, una inglese e una australiana.

La giornata è iniziata molto bene: esco di casa per prendere il bus per il centro e lo vedo in arrivo, mi metto a correre verso la fermata distante un 200 metri. Il bus mi affianca, per fortuna vedo che va alla mia stessa velocità quindi dovrei farcela. Sento suonare il clacson, un colpetto, poi un altro, al che mi giro verso l'autista e questo mi fa segno di fermarmi dove sono.
Salgo a bordo e lo ringrazio, poi gli chiedo spiegazioni di questo comportamento "incomprensibile" e mi dice che nel fine settimana è regola di cortesia verso i passeggeri fermarsi dove richiesto. Ah, ok!

Invece la sera prima, dopo lo spettacolo dei fuochi, c'erano i poliziotti che gestivano gli incroci per facilitare il deflusso di persone e automobili. Ero a piedi e ho dovuto aspettare qualche minuto prima che mi facessero passare, nel frattempo li ho osservati pensando che non fosse un lavoro banale stare lì in mezzo alla strada con le auto che sfrecciavano a pochi cm (qui le auto sono intubate nelle rispettive corsie e non ci sono spazi vuoti).  Finalmente viene il turno di noi pedoni e una ragazza passando dice al poliziotto "thank you guys, you are doing a great job!". E' un dettaglio, d'accordo, ma a me non è mai capitato di sentire ringraziare un vigile in questi termini, al limite ci scappa un "grazie" ed è pure raro perchè tanto "stanno solo facendo il loro lavoro".

Le navi
Le tre navi erano attraccate ad un molo del centro di Sydney, c'era da aspettare in coda perchè il flusso era regolato in modo da non creare calca una volta a bordo, ci ho messo un buon 4 ore nel complesso. Temperatura 31 gradi con brezza, ci siamo decisamente dati il cambio con l'Italia, fino a maggio farà più caldo qui che lì da voi.
Ma l'attesa era allietata dalla banda della Marina, chi l'ha detto che devono suonare solo le marcette?



 E allora mi sono chiesto che musica suonasse la Banda della Marina Militare  Italiana e cercando su Youtube ho trovato solo La Ritirata, l'Inno dei Sommergibili e via col repertorio canonico
Si parla tanto di avvicinare le forze armate al cittadino... che c'è di male a suonare anche la musica che ascoltiamo tutti?


La coda per salire sulla nave

finalmente a bordo


La mia idea di nave militare era ferma a qualche anno fa: cannoni, mitragliatrici e il comandante in plancia a dirigere le operazioni, niente di più sbagliato!



Una moderna mitragliatrice, viene attivata e puntata dalla sala di comando che vede il bersaglio tramite una telecamera (nella sfera), il personale sul ponte serve solo per alimentarla con il nastro di munizioni

Marinaie americane, secondo me avevano messo troppo amido nelle divise, sembravano due manichini!

il personale a bordo controllava che ci comportassimo bene ed era molto disponibile a rispondere alle curiosità. Del resto mi spiegavano che fanno missioni di 6 mesi in giro per l'oceano e non capita spesso di vedere così tanta gente a bordo. Di regola fanno 3 anni sulle navi e 2 anni in incarichi a terra in modo da potersi fare una famiglia. Certo che vita, altro che la mia!

Questa nave statunitense ha base alle Hawaii ed è in giro da 4 mesi, ho chiacchierato con un marinaio che era contento che mancasse poco al ritorno a casa dalla sua famiglia (il Giorno del Ringraziamento a fine Novembre). Era anche contento di essere sceso rispetto all'Equatore dove stazionano di solito e fa un gran caldo.


poi è arrivato un indiano e ha fatto qualche domanda sulla vita di bordo,  gli ha chiesto se ci fosse un cinema e il marinaio ha risposto "sì, ho fatto una piccola parte in un film l'anno scorso, Battleship, ero una comparsa e il mio nome non è nei titoli, mi si vede sullo sfondo mentre giocano a calcio...".
Non so perchè ma godo quando sento due madrelingua inglesi che non si capiscono mi sento sollevato per tutte le volte che capita a me.

La spiegazione l'ho trovata sul vocabolario: negli USA "cinema" vuol dire fare il cinema, mentre nel resto dei paesi anglofoni vuol dire sala cinematografica (movie theatre negli USA).

Ma è così difficile prendermi tutto nelle foto?  E dire che non sono molto alto...

da quando la Navy ha aperto ai gay nulla è più come prima



e questo è il ponte della USS Chosin. Una sola torretta con cannone da 12 cm comandata dall'interno della nave. Curioso notare che la portata non è cambiata rispetto ai cannoni della Seconda Guerra, sempre 25 km determinati da limiti fisici, ma infinitamente più preciso: un computer tiene conto di tutti i parametri: pressione, vento, temperatura, inclinazione della nave, e anche il previsto spostamento del bersaglio visto che il proiettile impiega un minuto e mezzo per viaggiare per 25 km. E poi spara un colpo ogni 3 secondi, quindi non serve avere tante canne come una volta. Puo’ anche sparare proiettili/razzo dotati di GPS, in questo caso c’e’ una precisione di 15 metri fino a 100 km di distanza.


ma l'armamento più letale è nascosto sotto queste innocui tombini. 61 tubi di lancio verticali contengono 122 missili puntabili contro aerei, navi, sottomarini, missili in arrivo e bersagli a terra (con missili cruise).

questa bandiera, a prua della nave statunitense, è una delle più antiche bandiere americane (1775). La scritta recita "non calpestarmi" ed era il simbolo degli Americani durante la Guerra d'Indipendenza contro gli Inglesi. Pensare a come sono amiconi ora, viene difficile credere che si fecero guerra per 8 anni causando 80.000 morti.
Sarà un caso che a pochi metri di distanza dalla bandiera ci sia ormeggiata una nave inglese?


 sala operatoria

avrei detto che la via di fuga in una nave sia sempre verso l'alto, però in caso di battaglia è più sicuro stare sotto

la parte più interessante è la sala di comando, qui ho fatto foto finchè non mi hanno detto che era vietato.
E' una sala senza oblo', tante postazioni di combattimento dove vengono azionati cannoni e missili in base alle informazioni dei radar e delle telecamere.
Il comandante siede su una poltrona rialzata alle spalle degli addetti ai radar e da lì dirige la battaglia, non ha bisogno di stare in plancia a scrutare il mare perchè il nemico sarebbe ben oltre l'orizzonte.


questa invece l'ho fatta di nascosto dopo che mi hanno detto non farle :-)
Di sale così ce ne sono altre due ai livelli più bassi, usate solo per ridondanza casomai quella principale venisse colpita.

 la nave inglese, anche questa hi-tech, superfici lisce antiradar e antenne dappertutto


la nave australiana

e non credevo che con tutta la tecnologia moderna fosse ancora importante essere silenziosi per non farsi captare dai microfoni sottomarini
"Le navi che sferragliano perdono la battaglia"


armi leggere a disposizione del pubblico, prive di caricatore. Io ho scarrellato la pistola ma i due marinai non hanno gradito

questo signore non c'entra ma l'ho incontrato tornando a casa