domenica 21 settembre 2014

Las Vegas (2)

I cacciatori di cauzioni
Girando a caso nei quartieri periferici ho capito di non essere in una grande zona quando sono incappato in numerosi uffici di bail bonds (prestiti per cauzione). I detenuti in attesa di processo alle volte possono essere scarcerati pagando una cauzione a titolo di garanzia. Può accadere che il detenuto non abbia il denaro rischiesto, in questo caso può chiedere un finanziamento ad un bail bondsman che anticipa la somma richiesta dietro il 10% di compenso. E che succede se il detenuto poi non si presenta al processo? Il bondsman può dargli la caccia, anche tramite bounty hunter, una sorta di investigatore privato che ha il compito di riportare il detenuto in cella per recuperare l'ammontare della cauzione, un po' come si vedeva nei film western.





Sposarsi a Vegas
A Vegas ci si sposa facilmente, ma perchè il matrimonio sia valido bisogna prima andare in comune per ottenere l'autorizzazione, pagando una tassa e firmando le carte. Siccome servono anche due testimoni, di solito le persone in coda si prestano reciprocamente.
Poi ci si reca in una delle tante wedding chapel, tipo quella con la cerimonia officiata da un sosia di Elvis Presley che dopo la funzione canta e balla con gli sposi.


E allora perchè non sposarsi in macchina? 
Ecco qua, un matrimonio drive-in, come passare dal casello dell'autostrada




Poligoni di tiro
ne ho contati 6, per 30$ puoi sparare con una calibro .22, con 150-300$ ti danno un assortimento di pistole e fucili automatici. 

Solo un mese fa in uno di questi poligoni una bambina di 9 anni ha ucciso incidentalmente l'istruttore di tiro perdendo il controllo della mitraglietta. Un altro esempio di come da queste parti si perda facilmente il senso della misura.

Atomic Bomb Party
Dal 1951 al 1963 vennero testate 235 bombe atomiche nel deserto del Nevada a 65 miglia da Las Vegas. Il fungo atomico era visibile dalla città, e quando avvenivano di notte si poteva ammirare la palla di fuoco che si alzava in cielo.  Nella città dove it's all about money vennero sfruttate per richiamare ulteriori turisti con quello che prese il nome di Atomic Tourism, con prezzi piu' alti per le camere d'albergo con "vista bomba". Ne capitava una ogni 3 settimane, secondo un calendario pubblico, in occasione delle quali venivano organizati gli Atomic Bomb Party. Per i piu' temerari venivano venduti cesti ("atomic lunchboxes") per andare a fare picnic il piu' possibile vicino all'esplosione.


L'entusiasmo per la bomba portò anche al concorso di Miss Atomic Bomb

Il calendario dei test teneva conto della direzione del vento, in modo da non portare il fallout nella direzione di Vegas, ma di questo face le spese il sud dello Utah che si trova dalla parte opposta. Benchè non ci siano dati ufficiali, ci sono stime di 11.000 casi di tumore tra gli abitanti della zona attribuibili all'esposizione alle radiazioni.


Bere a Las Vegas
Negli Stati Uniti vige una legge chiamata Open Container Law che proibisce di camminare per strada con una bottiglia di alcool aperta. Ma siccome gli americani sono puritani, di solito basta avvolgere la bottiglia nel classico sacchetto di carta marrone per non avere noie, in quel modo occhio non vede cuore non duole.
Vegas è una delle poche città americane dove questa legge non esiste, sostituita da regole piu' blande, come non bere a meno di 300 metri da una chiesa, scuola o ospedale, o , chissà perchè, nei parcheggi.
Ma visto che siamo a Vegas, perchè non esagerare un pochino? Perchè non girare per la strada con un cocktail in un bicchiere di plastica lungo 1 yard (90cm)?
E quando si svuota si va in un bar per il re-fill. Per comodità viene fornito con un laccio per appenderlo al collo.


Gran parte della gente che incontri per strada ha in mano un affare del genere, piu' o meno grande.


Janet Airlines
E' il nome assegnato agli aerei senza livrea dell'US Air Force, destinati a trasportare il personale tra l'Area 51 e Las Vegas. "Janet" è il loro nominativo radio, mentre l'Area 51 è la base segreta utilizzata per i test sui prototipi di aerei militari. Solo nel 2013 la CIA ne ha riconosciuto l'esistenza.



L'incendio all'MGM
L'evento piu' tragico della città avvenne nel 1980 quando il casino' MGM prese fuoco per un corto circuito e morirono 85 persone, mentre 2000 furono tratte in salvo dal tetto tramite elicotteri. L'incendio si sfuggi' al controllo perchè le norme di allora non imponevano gli sprinkler ai piani bassi essendo adibiti a casino' e ristorante, dove si pensava che un principio di incendio sarebbe stato visto e spento facilmente. A seguito di quell'incidente, MGM vendette l'edificio maledetto al casino' Bally's e ne costruì uno nuovo.

l'incendio del 1980
come si presenta oggi l'edificio, venduto al Bally's

il nuovo MGM Grand

Il Venetian
Uno dei casinò più sfarzosi ripropone una piccola Venezia, con tanto di canali, gondole e gondolieri che cantano canzoni italiane.  Il mio collega cinese che era con me dava per scontato che fosse un casino' italiano, ci ho messo un po' per spiegargli che era impossibile, primo perchè non facciamo certe pacchianate e non ci prendiamo gioco delle nostre ricchezze, secondo perchè da diversi secoli non siamo più in grado di sognare e realizzare cose in grande.

cinture di sicurezza, mai sottovalutare l'impeto del gondoliere




Il cimitero delle insegne
Sfidando i 38 gradi all'ombra ho visitato (al sole) il Neon Museum, che raccoglie le vecchie insegne dei casino'.

A proposito del caldo: camminare al sole di giorno era una impresa e così mi sono ritrovato a girare la città di notte, dormendo dalle 4 alle 10 (del mattino). Questo si è rivelato un gran vantaggio nel ritorno a Sydney visto che le -7 ore di differenza di fuso si erano in pratica ridotte a 3.  
 





E per finire...


pare che ci abbia dormito Elvis


ogni scusa è buona per bere, in questo caso perchè mancano 6 mesi alla festa irlandese di St Patrick


in questo punto nel 2009 è stata girata una scena di Hangover (Una Notte Da Leoni)

Un pezzo (7 pezzi) di Australia
all'aeroporto: un doveroso promemoria per chi parte



sabato 20 settembre 2014

Las Vegas (1)

Dopo la Silicon Valley qualche giorno a Las Vegas prima di rientrare a Sydney.

I Messicani 
La citta' era piena di turisti messicani perche' il weekend coincideva con il loro fine settimana lungo per via di due 2 eventi: la ricorrenza dei Niños Héroes e la Festa dell'Indipendenza Messicana. I Niños Héroes sono 6 ragazzini cadetti messicani che si sacrificarono durante la guerra tra USA e Messico nel 1847 per evitare che la bandiera finisse in mani nemiche. 
Non sapevo che ci fosse mai stata una guerra tra questi due paesi. Si tratto' di un'invasione americana verso sud e si concluse con la conquista del Texas e del New Mexico, ridefinendo il confine lungo il Rio Grande. Ironico come dei messicani persero la vita per non entrare a far parte degli Stati Uniti e ora i loro discendenti fanno la stessa fine nel tentativo di entrarci clandestinamente. 

I casinò 
A Las Vegas sono stato tante volte dall'84, ogni volta trovo vecchi casino' spianati dalla "wrecking ball" e sostituiti da nuovi piu' alti e luccicanti.
Le slot machine (chiamate "banditi con un solo braccio") non sono piu' meccaniche, non c'e' piu' la leva da tirare e non si introducono piu' monete. Si inserisce una carta prepagata e si premono dei tasti. La vincita e' indicata da delle musichette al posto del tintinnio delle monete che cadevano nella vaschetta.
Un'altra delusione è l'aria mefitica da fumo di sigaretta. E' sempre stato così, ma con gli anni le aspettative evolvono e quello che mi sembrava normale nell'84, 92 e 99, ora mi pare indegno di una società avanzata. Ma a Las Vegas, ancora di piu' che nel resto degli USA, it's all about the money. I legislatori del Nevada hanno preferito tutelare gli interessi del casinò evitando che i giocatori debbano interrompere il gioco per fumare una sigaretta all'aperto. Del resto da una città votata alla truffa legalizzata non ci si può aspettare molto in termini di tutela dell'interesse pubblico.
Sempre in tema di casinò, la voce che venga pompato ossigeno per eccitare i giocatori è priva di fondamento, mentre è vero che per non far percepire il passaggio del tempo non esistono orologi alle pareti nè finestre. Inoltre basta essere seduti ad un tavolo o ad una slot machine ed ecco arrivare i camerieri che ti portano tramezzini e alcool gratis. Tutto è fatto in modo da tenerti incollato al gioco, e possibilmente abbassare la tua capacità di giudizio con qualche drink di troppo.
Perfino il ricorso alle chips (o fiches in italiano) come astrazione del denaro ha una sua logica: il giocatore è piu' propenso a perdere dei dischetti di plastica che non delle banconote vere. Nel casino' come ti giri trovi un bancomat, mentre (per la cronaca) per la legge australiana devono essere posti al di fuori, ad una certa distanza dal casinò, in modo che il giocatore abbia una possibilità di ravvedersi nel tragitto che lo porta al bancomat.

Il gioco
Per un giorno sono andato in giro con un collega cinese trasferito in Australia da 8 anni, non era mai stato in città e non mi è dispiaciuto accompagnarlo a vedere le principali attrazioni. Durante gli studi ha lavorato al casino' di Melbourne come croupier e conosceva tutta la dinamica del business. Al tavolo delle carte vedevo che i giocatori si esprimevano a gesti evitando di parlare, ad esempio per chiedere una carta o dichiarare le proprie intenzioni. Il collega mi ha spiegato che i gesti servono per le telecamere che riprendono le operazioni sul tavolo e in caso di contestazioni consentono di rivedere il filmato e ricostruire l'accaduto. Sarà anche stato un esperto, avrà anche visto centinaia di clienti bruciare fortune, ma tutto questo non gli ha impedito di giocare e perdere 150$ in pochi minuti di black jack. Contento lui...
Del resto tutti i giochi d'azzardo danno ovviamente un vantaggio statistico al banco, si va dal 2% del black jack al 5% della roulette e al 25% delle slot machines. 


Il mestiere più vecchio
E sempre in tema di vizi: benchè la prostituzione sia illegale nella contea di Las Vegas, non fai passo sullo strip senza che un messicano non cerchi di metterti in mano la pubblicità di queste specialiste. Sono simili alle figurine Panini, ma con pose un po' piu' colorite che mi ricordano il pollo alla diavola, e con un numero di telefono per le visite a domicilio.  Poi ci sono quelle più intraprendenti che invece pattugliano i casinò il lungo e in largo alla ricerca dei clienti. Tacchi a spillo, abbigliamento "aggressivo", si fanno capire con discrezione dispensando contatti oculari troppo insistenti per essere incidentali e sorrisi non giustificati. Ma io sono furbo e non ci casco: questa volta non è certo merito del fascino italiano! :-)

Gran parte delle figurine finiscono sul marciapiede e mettendomi nei panni di un bambino immagino che suscitino piu' di un interrogativo. Poi ci sono i furgoni che fanno pubblicità esplicita guidando avanti e indietro sullo strip per tutto il giorno (evidentemente costa meno che noleggiare uno spazio pubblicitario). Decisamente non una città per bambini, benchè alcuni casino' abbiano vocazioni family-friendly.


Buono da morire
E parlando di peccati capitali, val la pena di citare un curioso ristorante: the Heart Attack, che si vanta di offrire il panino con maggiori calorie al mondo: il "bypass ottopluo" da 16.000 calorie per 21$, e con altri 7$ si può aggiungere il bacon (40 fette).

Allestito come un ospedale, l'infermiera tettuta all'ingresso ti spiega le regole della casa: verrai chiamato "paziente", dovrai indossare un grembiule da ospedale, verrai servito da infermiere, se lascerai qualcosa nel piatto verrai sculacciato con un'asse di legno  e infine dovrai pagare in contanti ("per tutelarci in caso il paziente morisse prima del conto"). Altre peculiarità: i clienti del peso di almeno 160 kg mangiano gratis, il vino viene servito da sacche per trasfusioni appese e (con questa passiamo il segno): all'interno del locale c'è una busta trasparente con le ceneri di un personaggio del ristorante che alcuni anni fa è morto dopo aver mangiato li.
il proprietario Jon Basso, sedicente medico, mostra con orgoglio Mr Alleman, mascotte del ristorante
Troppo, anche per me, ascoltate le regole della casa giro i tacchi e mi cerco un altro posto per pranzare in pace.



Il GPS
Con una auto a nolo ho esteso il raggio di azione al di fuori dello strip, girovagando a caso nei quartieri periferici degradati, spesso con barboni e alcolizzati.
Sull'auto della Hertz ho trovato un GPS un po' inquietante, via radio vi erano stati caricati i miei dati e aveva una telecamera puntata sulla mia faccia. Per quanto ne so io la Hertz poteva accendere la trasmissione video in qualsiasi momento e vedere la diretta dall'abitacolo. Zitti zitti un'altro petalo della nostra privacy se n'è andato.



continua...

domenica 14 settembre 2014

Silicon Valley (2)

Mancavano un paio di nomi per completare il giro delle aziende IT:

Facebook
L'indirizzo del quartier generale e' 1 Hacker Way, a testimoniare la vocazione nerd del fondatore. 
Anche qui non siamo riusciti ad entrare ma per lo meno hanno pensato a mettere una bella insegna all'ingresso per le foto ricordo.


l'insegna e' stata riciclata girandola di 180 gradi: sul retro si legge ancora Sun, barboni!

uffici veramente di basso profilo per Facebook


Oracle
Mi hanno tacciato di tradimento per aver visitato tutte le aziende della Silicon Valley, ecco quindi la sede Oracle, decisamente la piu' fotogenica.



nello specchio d'acqua il trimarano che ha vinto l'America's Cup (privo di vela)
 
un uccello ha costruito il nido sulla E


Come nelle barzellette
C'e' un italiano, un inglese e un cinese che vorrebbero fotografare l'insegna Microsoft, ma la visuale e' uscurata da un signore che mangia un panino seduto sul muretto li davanti.
Coi due colleghi abbiamo fatto un veloce consulto e ognuno ha proposto una soluzione per farlo spostare:
  • Italiano: "mettiamoci a far le foto cosi capisce che e' d'intralcio e si sposta"
  • Inglese: "chiediamogli se si puo' spostare"
  • cinese: "non facciamo niente, aspettiamo che abbia finito e se ne vada"
alla fine ha prevalso l'opzione dell'inglese, ma non ho potuto fare a meno di notare come ognuna delle soluzioni ricalcasse in qualche modo le tre diverse culture: la conflittualita' mediteranea, la cortesia anglosassone e il fatalismo cinese

venerdì 12 settembre 2014

Silicon Valley

 
Google (Mountain View)
La ricerca di una grande insegna variopinta per un bel selfie e' stata vana, la sede Google e' tutto meno che autocelebrativa, almeno vista dell'esterno.

 
E' un grande campus con diversi edifici e giardini, talmente grande che ci sono biciclette colorate a disposizione dei dipendenti. Le bici sono di tutti, se pero' vuoi fare capire che non vuoi che ti prendano quella che hai lasciato parcheggiata devi staccare il sellino e appoggiralo per terra, questo e' il segnale convenzionale di "bici occupata".


Mi sarebbe piaciuto entrare negli edifici a vedere le meraviglie che rendono questo posto uno dei migliori al mondo in cui lavorare, ma mi hanno fermato alla reception: ingresso vietato agli estranei, a meno di essere invitati da un dipendente ma su due piedi non mi e' venuto in mente nessuno che lavora qui.
E gia' la reception non e' poi cosi male, mi vedevo venire a fare un colloquio e vedere il mio intervistatore che scende dallo scivolo!

foto da internet
   

Nei vialetti un sacco di gente a passeggio o in bicicletta, sembra una bella zona residenziale. Ci sono perfino quelli che portano a passo il cane... la cosa mi ha stupito poi ho fatto una ricerca e ho scoperto che in Google si puo' portare il cane, basta tenere conto dell'eventuale allergia dei colleghi. E i gatti? No way, questo un estratto della codice di condotta aziendale:
Dog Policy  
Google’s affection for our canine friends is an integral facet of our corporate culture. We like cats, but we’re a dog company, so as a general rule we feel cats visiting our offices would be fairly stressed out.

cominciano a vedersi le auto elettriche (anche sportive come quella a sinistra) e i parcheggi con la ricarica
la famosa auto che si guida da sola, sul tetto un sensore che gira a grande velocita'.
Ho guardato dentro, ho visto due persone sedute e sono rimasto deluso... poi mi sono sentito fesso a pensare che un'auto che si guida da sola dovesse per forza circolare vuota!



Apple (Cupertino) 
A pochi chilometri trovo la Apple, anche qui nessuna insegna iconica e mi devo accontentare di questo cartello.

Probabilmente la cosa e' voluta, se ci fosse una mela gigante ci sarebbe la processione di turisti per farsi la foto e creerebbero intralci. E poi alla Apple frega che la gente vada all'Apple Store piuttosto che rompere le balle nella sede.

la sede Apple e' un conglomerato di edifici anonimi, nemmeno una insegna!



Microsoft (Mountain View)
Non e' la sede storica (Redmond) ma il centro di ricerca nella Silicon Valley. Rispetto altre altre visite di oggi devo dire che questa aveva un po' il sapore di brocantage; ci sono cresciuto insieme, prima che Google, Apple e Facebook le rubassero il palcoscenico.


Sono arrivato nel momento in cui c'era la celebrazione dell'anniversario dell' 11 Settembre, corridori con la bandiera, pubblico e musica.

 
grande o piccolo Windows 8 continua a non piacermi
e a proposito, oggi per caso sono passato davanti ad un Microsoft Store in un centro commerciale, era la copia esatta dell'Apple store... e io neanche sapevo che esistesse
continua....

mercoledì 10 settembre 2014

San Francisco (2)

Una cosa bisogna riconoscerla agli Americani, quando ci si mettono fanno le cose in grande. In questi giorni sono in un campus della mia azienda, una struttura di 23 edifici su 80 ettari che fino a 15 anni fa era un ospedale psichiatrico, poi rilevata da Oracle e ad oggi dedicata alla ricerca&sviluppo.  Sembra un albergo di lusso, con palestra, campi da pallavolo, grande mensa elegante, prati curati e palme.








Oggi sono passato da Fry's, un grande magazzino di eletronica, tipo Media World ma senza elettrodomestici. Dimensioni interne 150 metri per 100, e 80 casse. Esatto, ottanta casse!
Non ho trovato foto che rendano giustizia ma vi assicuro che c'era da rimanere a bocca aperta




E parlando di casse, sono arrivato negli USA con 3 banconote da 100$ e per giorni non ho trovato nessuno che me li accettasse per piccole spese. Pare che il contante sia passato di moda, addirittura sono stato in un grande magazino (GAP), sono andato alla cassa a chiedere che mi cambiassero 100$ in tagli piu' piccoli e la cassiera mi ha detto che ci sarebbe voluto un po' di tempo perche' doveva chiamare il responsabile del negozio per farsi dare le chiavi del cassetto con il contante, che evidentemente nessuno usa piu.


E per finire "in bellezza", ecco come vengono serviti i crostacei da The Boiling Crab, una catena di ristoranti specializzati in pesce:
gamberetti nel sacchetto di plastica, senza piatto

stessa sorte per l'aragosta (astice in realta') buttata sul tavolo nel suo sacchetto di plastica

 
come si presentava il tavolo a fine cena, sembrava fosse passato il mio cane