domenica 24 agosto 2014

L'Australia in foto

Qualche foto da internet
 
Gold Coast

piccolo koala

fotografando il Great Barrier Reef

piccolo di echidna

Nude Solstice Swim, Hobart Tasmania
in elicottero in cima al Edgar Ranges

Tasmania


Cape Raul, Tasmania

Yuraygir National Park, NSW

a Port Lincoln, South Australia


un vicolo di Melbourne, la piu' europea tra le città australiane
balena a Fraser Island
 
l'outback nei Northern Territories



Kangaroo Island

Pellicani in attesa del pesce a Southport QLD

Brays Beach, NSW

Ornitorinco a Eungella National Park, QLD


canguro degli alberi


Lorikeet, questi li vediamo anche in giardino

Jervis Bay, NSW

Tartaruga a Bare Sand Island per deporre le uova, NT

acqua salata alla Hutt Lagoon
West Australia



Sunshine Coast, QLD

12 Apostles, Victoria
Mt Field National Park, TAS


martedì 19 agosto 2014

La scuola per i clandestini

In questo periodo che sono caldo sul tema "scuola" mi sono letto un articolo sulla scuola italiana.  Mi incuriosiva capire se c'erano differenze nei confronti dei clandestini e ho scoperto quanto segue.

In Italia
Dal 1998 Il Testo Unico sull'Immigrazione (Legge Turco-Napolitano) stabilisce che "i minori stranieri presenti sul territorio nazionale abbiano diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani."
Traduco: una persona che vive illegalmente in Italia ha diritto a mandare i figli a scuola. E questo con buonapace di tutti i governi succedutosi dal '98 ad oggi, compresa la Legge Bossi-Fini che non ha modificato questo principio.

Dal gennaio 2013 le iscrizioni alle scuole italiane avvengono via internet. Come in tutti i sistemi informatici, ci sono alcuni campi obbligatori, tra cui il codice fiscale che identifica i cittadini italiani e gli stranieri domiciliati in Italia. 
Questo però costituiva un problema per i clandestini, che non avendo diritto a soggiornare in Italia non hanno un domicilio ufficiale e quindi un codice fiscale. Per aggirare il problema è stato quindi consentito a chi è irregolare di presentare la domanda di iscrizione in formato cartaceo, lasciando in bianco il codice fiscale.
Nel gennaio 2014 una modifica al sistema informatico ha eliminato quella che veniva denunciata come una discriminazione dalle organizzazioni per i diritti degli immigrati: ora anche i clandestini possono iscrivere i figli via internet indicando un codice fiscale fittizio.

L'altro giorno ne ho parlato con un collega australiano, ma faticava a capire che un clandestino senza il diritto a rimanere in Italia avesse quello di iscrivere i figli a scuola previa autodenuncia sul modulo di iscrizione.

In Australia
Uno straniero senza un permesso di soggiorno per lavoro, vacanza o studio (quindi un clandestino) non può neanche presentare domanda di iscrizione perchè senza un permesso valido non supera il primo step Candidatura alla Richiesta di Iscrizione

giovedì 14 agosto 2014

La scuola (vista da Giulia)

Dopo il post sulla scuola, alcuni mi hanno chiesto cosa ne pensa la diretta interessata, mia figlia Giulia.
Ci si potrebbe aspettare che l'Australia sia il sogno di ogni bambino: natura, animali, vita all'aria aperta, parchi giochi, spiagge, gente meno stressata, scuola più divertente, ... in realtà il discorso è piu' complesso e non ha molto a che vedere con l'Australia di per sé.

L'Australia è quella cosa che ha portato via il papà per un anno, che ha sradicato la famiglia dalle abitudini e dagli affetti, che ti fa sentire ignorante perchè perfino un bambino di 4 anni parla l'inglese meglio di te, che rende il futuro imprevedibile.
Non ci si può aspettare che a quella età si apprezzino le differenze in termini di opportunità di lavoro, di qualità della vita, di livello di civiltà, di sicurezza per sè e le proprie cose, i vantaggi di conoscere il mondo quando il paesello in cui si abita sembra già grande a sufficienza, il valore di entrare in contatto con altre culture quando tutto sembra semplicemente strano ed estraneo, il piacere di vedere un film con le vere voci degli attori.
Quindi, tornando alla scuola, per il momento è vissuta al pari di ogni altra esperienza che facciamo qui in Australia: negativamente.
  • La scuola non ha la mensa e i bambini devono portarsi il pasto da casa, mangiando seduti sul muretto in cortile anche nelle giornate invernali.
  • Il maestro, un ragazzo simpatico sempre sorridente, fa continuamente battute che fanno ridere tutti, cioè tutti quelli che parlano inglese.
  • Le lezioni sono blande, non ci sono nozioni da studiare a memoria, i compiti quasi inesistenti, molto tempo passato all'aperto. Dovrebbe essere il paradiso per un bambino, e invece c'è solo la preoccupazione che tornando in Italia non sarà allo stesso livello dei compagni.
  • Le piccole gare e i giochi di squadra sono visti con sospetto per il rischio di fallire e fare brutta figura, le gite sono una occasione per sentirsi fuori luogo.

Le esperienze della vita ci hanno donato una visione più chiara delle cose, a discapito della pazienza nei confronti di chi non vede ciò che a noi pare lampante. Vorremmo che non perdessero mai la loro innocenza, come quando nel classico scarabocchio osceno sul marciapiede hanno visto la proboscide di un elefante, ma ci piacerebbe che ragionassero da adulti quando cerchiamo di spiegare cosa sia bene per loro. 
Comunque sia sono fiducioso (in realtà so) che a tempo debito saranno riconoscenti al loro papà, così come è stato per me.

mercoledì 13 agosto 2014

La scuola


Giulia di 10 anni ha cominciato la scuola, eccola con l'immancabile divisa anglosassone. Purtroppo per lei il passaggio dal sistema scolastico italiano a quello australiano le ha fatto perdere le vacanze estive visto che qui siamo a metà dell'anno scolastico australiano. Il calendario prevede che l'anno inizi a fine gennaio, diviso in trimestri, ognuno dei quali fatto da 2 mesi e mezzo di scuola + due settimane di vacanza. A Natale l'anno scolastico finisce e ci sono 6 settimane di vacanze estive. Quindi invece che studiare 9 mesi ed oziare per 3, qui ogni trimestre c'è un periodo di vacanza.
Si può obiettare che il natale in piena estate abbia poco senso, ma per contro qui l'anno scolastico coincide con l'anno solare e questo semplifica i conti.

Le tasse per gli stranieri
Un aspetto fastidioso è che la scuola pubblica è a pagamento per noi Temporary Resident, un bel 5.000$ a figlio all'anno, e questo nonostante paghi le tasse come qualsiasi australiano. Fanno eccezione gli stranieri a basso reddito hanno la possibilità di chiedere l'esenzione, che viene decisa caso per caso, valutando il bilancio famigliare (reddito, figli, affitto), questo per evitare che una famiglia indigente scelga di non mandare i figli a scuola arrecando un danno a se stessa e indirettamente alla comunità in generale. Interessante notare che invece che stabilire delle soglie di reddito, qui la valutazione è discrezionale, così possono aprire e chiudere il rubinetto a volontà e senza contestazioni.
Gli Australiani sono brava gente, ma di certo non hanno l'anello al naso quando si tratta di tutelare i propri interessi economici. Anche i visti per vivere e lavorare in Australia, oltre ad essere molto difficili da ottenere, hanno un costo di svariate migliaia di dollari. Il mio visto lavorativo temporaneo di 4 anni è costato alla mia azienda alcune migliaia di $, tra un anno potrò chiedere la residenza permanente (altri 8.000$) e poi c'è la cittadinanza, anch'essa a pagamento.
L'Australia attrae persone da tutto il mondo e ne trae il massimo beneficio: il turismo ricco dei tour, quello povero dei backpackers a cui si chiede di fare lavori disagiati per 3 mesi all'anno, gli studenti figli di papà che da tutto il mondo vengono qui a divertirsi con l'alibi dello studio e infine noi immigrati attratti dalla qualità della vita di questo paese.
Prendere o lasciare, non ci si può lamentare del trattamento ricevuto nel paese che ti ospita.

Torniamo alla scuola. A parte il costo non ci sono state formalità eccessive per l'iscrizione alle quinta classe della scuola primaria. E' stata assegnata alla classe in funzione dell'età, senza tante menate. Nei mesi scorsi ci eravamo informati presso delle scuole italiane per capire come avverrebbe l'inserimento se tornasse in Italia e abbiamo ricevuto solo risposte inconcludenti: "mah, per tenere buono l'anno fatto in Australia bisogna vedere il programma, se le materie sono le stesse, bla bla bla" e alla fine un bel "vedremo". 
Grazie Italia: spocchiosa, aristocratica, complicata e provinciale, ogni volta che ti parlo mi doni un motivo per starti alla larga.

Il primo obiettivo di Giulia è imparare l'inglese, visto che l'Italia di cui sopra non l'ha messa in grado di interagire in una lingua diversa da quella parlata da meno dell'1% della popolazione mondiale. Peggio di lei i cinesi che arrivano qui senza conoscere neanche l'alfabeto.
Per superare gli ostacoli di comunicazione la maestra utilizza un ipad su cui è installata l'applicazione Google Translate. Si parla in una lingua e l'iPad pronuncia la traduzione nell'altra lingua, una cosa che solo pochi anni fa si sarebbe vista nei film di fantascienza.
A mitigare le difficoltà iniziali e un po' di solitudine, la presenza di una altra bambina italiana, qui da alcuni anni. Sono diventate subito amiche e le fa da interprete quando necessario. L'altro giorno erano entrambe a casa nostra, come compito avevano la costruzione di un vulcano in cartone da portare a scuola e da far eruttare nell'ora di scienze con aceto e bicarbonato.

Coinvolgimento
Coinvolgimento è la parola d'ordine: è un via vai di attività sportive e culturali. Incontro con un disegnatore di cartoni, lezioni di cucina e di assaggio, informazioni sulle droghe, bagnini per spiegare come fare surf in sicurezza, lezioni di nuoto, canto e musica (non il solito flauto del cavolo, ma batteria, chitarre, tastiere...).
Ogni due settimane la scuola fa una festa a cui sono invitati i genitori, gli scolari salgono sul palco per fare uno spettacolo. L'ultima volta hanno suonato le canzoni dei Queen con cori e chitarre elettriche. 
Mentre questa settimana i bambini del coro sono all'Opera House a fare lo spettacolo che riunisce 700 bambini di tutte le scuole dello stato. Questo un video di una edizione precedente. Come se a Milano per alcune mattine all'anno la Scala venisse prestata alle scuole per far salire i bambini sul palcoscenico, perchè no?!

La scuola sta costruendo un nuovo parco giochi nel prato e hanno chiesto ai bambini di suggerire dei nomi per il parco, poi si sono svolte delle votazioni e il nome con il maggior numero di preferenze ha vinto (Imagination Island per la cronaca). Piccole cose che non costano niente ma valorizzano l'iniziativa personale e l'identificazione nella cosa pubblica.

Alla fine del trimestre estivo la scuola ha organizzato una serata discoteca, dove i bambini potevano travestirsi e ballare guidati da animatori, con i genitori ammessi solo negli ultimi 10 minuti in modo che non rovinassero la festa dei bambini sgomitandosi per fare le riprese col cellulare.

serata di ballo


In quinta elementare si fa computer e si imparano i rudimenti di programmazione. Non proprio un linguaggio, ma un sistema semplificato che consente di progettare e realizzare un videogioco:

Sempre in tema di supporti tecnologici, tutte le comunicazioni con le famiglie avvengono tramite Skoolbag, una applicazione da scaricare su smartphone:

L'applicazione per le comunicazioni

Le attività della settimana


tutti in spiaggia per la lezione di surf


Giustificazione per le assenze

lezioni di cucina... giapponese

impariamo a fare una torta

"touch football", come il rugby ma invece di placcare l'avversario
basta toccarlo per farlo fermare

in Australia, imparare a nuotare può salvarti la vita

la polizia fa provare le manette a questo piccolo furfante


lezione di botanica
 
lavoro a maglia

Ogni settimana (esatto, ogni settimana) viene redatto un notiziario della scuola, alcune pagine stampate a colori e disponibili anche in elettronico. Notizie di ogni tipo: dal fidanzamento dell'insegnante, alle vacanze in Italia della preside, ai programmi scolastici della settimana, alle richieste di volontari, ai bambini premiati nello sport o nei risultati scolastici, foto degli eventi, etc.
Tutto bello ma tutto caro: oltre ai 5000$ all'anno per noi stranieri, tutti quanti pagano 100$ al mese per finanziare le gite, gli specialisti che vengono a parlare, la stampa del notiziario e perfino le licenze dei software utilizzati.

giovedì 31 luglio 2014

L'elezione di Obama

Niente a che vedere con l'Australia, ma mi pare una cosa che potrebbe interessare a qualcuno.

Oggi ho partecipato ad una conferenza sul digital marketing. Uno degli speaker ha fatto parte del team per la rielezione di Obama nel 2012 e ha tenuto un bell'intervento svelando le tecniche utilizzate nella più grande campagna di marketing di tutti i tempi. Queste tecniche sono tutt'ora studiate dalle aziende di tutto il mondo per carpirne i segreti.
Ecco una sintesi, per chi è interessato. E' inoltre possibile scaricare una bella presentazione in PDF: Inside The Cave

Nel 2011 Obama ha formato una squadra per supportare la sua rielezione. Come già successo nel 2008, ha fatto grande uso dei canali digitali: email e social media.
Tutto è iniziato creando "Obama for America", una azienda composta da 4.000 dipendenti, tra cui le migliori menti del digital marketing. A questi si sono sommati 40.000 volontari. 4 volte la squadra del rivale repubblicano Romney.
Ha indirizzato il suo interesse verso gli 11 swing states, ossia quegli stati che secondo i sondaggi erano in bilico tra Romney e Obama. In questi stati ha censito quante piu' persone poteva utilizzando gli elenchi del telefono e liste di email.
Ogni giorno venivano effettuate 9000 telefonate per fare domande che consentissero di dare 3 punteggi ad ogni elettore, in base a:
  1. Intenzione di voto per un candidato o l'altro
  2. Propensione ad andare a votare
  3. Facilità di persuasione
I piu' interessanti erano i pro-Obama che non erano sicuri di andare a votare, oppure chi era deciso a votare ma non sapeva ancora per chi, meglio ancora se classificati come facilmente persuadibili.
Queste persone e chiunque altro fosse già censito come sostenitore vennero bombardati di email, complessivamente ne sono state inviate 2 miliardi (404 invii a livello nazionale). A questo punto della presentazione nella sala si sono sollevati dei grugniti, tra il pubblico erano presenti degli americani e hanno commentato che la quantità di email che hanno ricevuto da Obama era ai limiti della sopportabilità.
Le email sono servite principalmente per raccogliere fondi per la campagna e per chiedere ai sostenitori di attivarsi nel proprio cerchio di conoscenze. 


A differenza di Romney, che contava sui grossi finanziatori, Obama ha chiesto soldi alla gente di strada, anche pochi dollari.
Il testo e la grafica delle email e' stato molto importante. C'era uno staff di 20 persone per scrivere i testi piu' efficaci, ma alla fine hanno lasciato che a decidere fosse il pubblico invece del solito consulente strapagato: mandavano 5 diverse versioni ad altrettanti campioni di destinatari e nelle 3 ore successive analizzavano le quantità di click e di donazioni generate da ogni versione, quella piu' efficace veniva mandata a tutta la nazione 3 ore dopo i test. In gergo questa tecnica si chiama A/B testing.


In uno dei test è stato misurato che la mail piu' efficace ha consentito di raccogliere 2.6 millioni di $ in donazioni, contro i 400.000$ che sarebbero stati raccolti con quella risultata meno efficace.
Curiosamente venne notato che l'oggetto della mail piu' accattivante per l'americano medio era semplicemente "Hey".

E i grandi maghi del marketing? La loro utilità fu ridimensionata visto che le loro previsioni venivano puntualmente smentite dai risultati dei test sul pubblico-campione, mentre i veri protagonisti della campagna di Obama sono stati gli scienziati di analisi dei dati e i loro modelli matematici.  
C'era comunque uno zoccolo di elettori che non erano raggiungibili perchè gli elenchi di email e di numeri di telefono non erano completi, mancavano soprattutto i giovani che usano solo cellulare e social networks.


Twitter e Facebook
Oltre alla email la strategia prevedeva l'uso massiccio dei social media, come Twitter, dove sono stati mandati 30 messaggi al giorno ai 24 milioni di followers. Inoltre gli autori piu' influenti (in termini di followers) sono stati raggiunti ad uno ad uno dallo staff del presidente.
La pagina su Facebook ha avuto 34 milioni di fans, che insieme ai loro amici costituiscono il 98% della popolazione americana. 1,2 milioni di utenti Facebook hanno scaricato l'applicazione che ha consentito allo staff di Obama di accedere alle informazioni relative ai loro amici e di raggiungerli tramite messaggi mirati, in questo modo è stato possibile stabilire un contatto con l'85% delle persone che mancavano all'appello negli elenchi di email e numeri di telefono.

la foto che ha avuto piu' condivisioni nella storia di Twitter

E le prossime elezioni?
In questi ultimi anni le email hanno perso la loro efficacia e la battaglia decisiva si svolgerà sui Social Media. Democratici e Repubblicani stanno lavorando da tempo alla piattaforma tecnologica che sosterrà i due candidati nel 2016 e questa volta si prevede una maggior parità di forze in campo.

E chi sarà il candidato per i Democratici ora che Obama non si può più presentare avendo già fatto due mandati?
Secondo lo speaker sarà.... rullo di tamburi.... 


Hillary Clinton

lunedì 28 luglio 2014

Se il cane abbaia

Pensavo che avere un cane fosse un po' piu' semplice, invece ci sono un sacco di aspetti psicologici da considerare se si vuole che il cane cresca con un buon carattere, cioè non morda per giocare, non abbai quando resta a casa da solo, e via di seguito. Per insegnargli come comportarsi bisogna che questa "programmazione" avvenga nei primi mesi di vita, prima che si formi il carattere del cane.  Tenuto conto che col suo carattere dovremo farci i conti per oltre un decennio, vale la pena di investirci un po' all'inizio.
Sabato avevamo appuntamento con un dog trainer, in grado di darci dei consigli su come gestire il cane in questa fase.
Si presenta David Marcellino, nato qui da genitori calabresi. In casa da bambino parlava il dialetto calabrese, poi ha imparato l'inglese ma di italiano non sa neanche una parola.

David Marcellino alle prese con Candy

Non vi sto a tediare con tutte le indicazioni che ci ha dato in cambio di 120$, dico solo che siamo rimasti un po' frastornati dall'elenco delle mansioni che ci aspettano. Sostanzialmente ci servivano dei consigli per gestire l'emergenza bisognini in casa, ma abbiamo scoperto che ci aspettano sessioni di training per insegnargli a non abbaiare, a camminare al guinzaglio, a non saltare addosso alle persone, etc.
Poi penso a quanti hanno il cane che vive in un cortile di qualche fattoria o aziendina nella gelida Brianza invernale, ogni tanto gli buttano gli avanzi e lui è contento, senza tante menate, però poi penso che è quel tipo di cane che passa le giornate ad abbaiare ogni volta che vede passare qualcuno nel raggio di 10 km...

Parlando di cani che disturbano abbaiando, qui prendono la cosa seriamente, ecco la procedura in 13 punti:
  1. la parte lesa deve parlare col proprietario spiegandogli che l'abbaiare del suo cane dà fastidio
  2. dopo due settimane se il problema persiste deve riparlare col proprietario, se non si trova una soluzione ci si può telefonare al Centro per la Giustizia della Comunità, un servizio di mediazione tra vicini.
  3.  Il Centro contatta il proprietario e lo invita ad un incontro dove ognuno può dire la sua e il mediatore funge da facilitatore per trovare una soluzione che soddisfi entrambi.
  4. se non si arriva ad un accordo, la parte lesa può fare un esposto online, supportato da un diario o ancora meglio da registrazioni sonore
  5. A questo punto un Animal Control Officer contatta la parte lesa per spiegargli la procedura
  6. Poi l'Officer va a visitare il proprietario del cane, lo informa dell'esposto, identifica il cane, gli fornisce consigli su come risolvere il problema
  7.  si aspettano 2 settimane
  8. se il problema non si è risolto il Comune cerca di ottenere degli elementi oggettivi chiedendo agli abitanti della zona di partecipare ad un sondaggio registrando su un modulo ogni abbaiare nell'arco di 2 settimane di osservazione.  L'identità del cane sospettato viene tenuta nascosta per non influenzare i risultati.
  9. Se i vicini non segnalano alcun abbaiare, si ritorna al punto 2
  10. Se almeno 2 vicini segnalano un abbaiare riconducibile al cane sospettato, l'Officer studia i risultati del sondaggio per capire in quali orari il cane abbaia e possibili cause, si apposta in quelle fasce orarie per ascoltare, e se tutto è confermato emette una Ordinanza di Disturbo
  11. L'ordinanza è emessa dal tribuanale presenti i testimoni che hanno fornito gli elementi nel corso dell'indagine
  12. In forza dell'Ordinanza il proprietario deve porvi rimedio, pena 880$ di multa la prima volta o 1650$ ogni successiva.
  13. Se il problema non si risolve il Comune può fare causa al proprietario


martedì 22 luglio 2014

Candy

Nello scrivere il post precedente avevo preso una scheda di un cane a caso tra le decine disponibili sul sito della protezione animali. Poi rivedendolo ci siamo resi conto che la cagnetta in questione aveva una faccia simpatica ed era disponibile in un canile nelle Blue Mountains a 90 minuti da casa... quindi vi presento Candy, il nuovo membro della famiglia



Dopo aver telefonato al canile e verificato che fosse ancora là, sabato mattina ci siamo recati sul posto, con le bambine che facevano il conto alla rovescia dei minuti che mancavano sul navigatore.
La cagnetta di 3 mesi è un Jack Russel incrociato, tipo quello del film The Mask per intenderci, con una vitalità simile a quando per sbaglio si mette la maschera magica. Era stata abbandonata fuori da un canile, in una delle gabbie messe apposta per chi vuole disfarsi del cane senza l'imbarazzo di dover dare spiegazioni. Beh, sempre meglio che lasciarlo per strada.

Non c'è voluto molto a capire che andava bene: ha cominciato a correre all'impazzata e saltarci addosso per leccarci la faccia. Sbrigate le formalità e pagati 400$ ce la siamo portati a casa e per prima cosa le abbiamo fatto un bagno per toglierle un po' di odore.
Al canile ci hanno consigliato di farla addestrare, pare che nei primi 3 mesi di vita si formi la personalità del cane e senza l'addestramento si corra il rischio di avere un cane poco socievole, spaventato o aggressivo. Sabato verrà un addestratore a darci qualche consiglio, spero anche per insegnarle a fare i bisogni in giardino visto che continua a preferire il pavimento di casa, tra l'altro costituito da moquette o parquet non verniciato (poroso).

E' simpatico avere un affarino che corre per casa, ti fa le feste quando torni a casa e sta sul divano insieme a te a guardare la televisione. Per contro è un impegno, specialmente qui dove le leggi sono applicate: ingresso vietato negli esercizi commerciali, ristoranti, mezzi pubblici, perfino nei parchi nazionali perchè disturberebbe la fauna. Deve essere sempre al guinzaglio tranne nelle aree recintate per i cani e ovviamente gli escrementi si raccolgono.
Mi viene in mente una discussione che avevo avuto al Parco di Monza qualche anno fa, stavo correndo e un grosso cane continuava a inseguirmi, quando dissi alla padrona di tenerlo al guinzaglio mi ricoprì di insulti, ma veramente pesanti, oltretutto davanti agli occhi di sua figlia di pochi anni. Scena simile tra due persone in un'area giochi per bambini vietata ai cani.  Questo mi fa pensare che alcuni padroni si sentano al di sopra delle legge in nome dei diritti degli animali, anche se di fatto si tratta di comportamenti che di altruistico hanno ben poco: sporcare la strada degli altri o prendere un cane che necessita di spazi sapendo che nella propria zona non c'è la possibilità di lasciarlo correre liberamente.
Ecco, con questa considerazione mi sarò giocato una fetta del mio pubblico!  :-)