Domenica sono andato a fare due immersioni con le bombole dopo tanto snorkeling lungo la costa davanti a Sydney.
L'obiettivo era Magic Point, un punto famoso per gli squali Sand Tiger Shark, quelli buoni non quelli che mordono.
Ci si arriva solo in barca, ma in realtà un giorno avevo cercato di andarci a nuoto, ma avevo dovuto rinunciare per la forte corrente che mi impediva di proseguire. Da terra non è raggiungibile essendo sotto una scogliera e bisogna nuotare lungo la costa rocciosa per 800 metri.
La visibilità sott'acqua era bassa, 6-8 metri, a causa di particelle organiche in sospensione. Pare che d'estate sia spesso cosi, per via delle alghe, mentre d'inverno quando la temperatura scende sui 17 gradi è molto piu' limpida. Vedremo.
Gli squali non sono mancati, giravano in una caverna a 20 metri di profondità, alcuni di oltre due metri, decisamente eleganti nel loro movimento in acqua.
A parte questi non c'è stato molto da vedere, e continuo a preferire le immersioni in apnea alle bombole: vai dove vuoi, non devi seguire il gruppo e se devi fare una foto ti fermi tutto il tempo che vuoi, alla fine vedi più cose. Senza contare i 175$ e le 7 ore impiegate in totale per fare 2 immersioni di 30 minuti l'una... ma non lamentiamoci!
Ecco il filmino
martedì 11 febbraio 2014
domenica 9 febbraio 2014
Il mare da due prospettive diverse
Anche in Australia hanno il problema dei barconi con i clandestini, da Nord visto che tutto è capovolto, la maggior parte si imbarcano in Indonesia.
Fino a qualche mese fa c'era in vigore un accordo di cooperazione con il governo Indonesiano, poi i rapporti si sono un po' raffreddati.
E quindi cosa fare dei barconi che si dirigono verso l'Australia?
Una soluzione l'hanno trovata: intercettare in mare le barche, trasferire i clandestini su dei battelli di salvataggio, trainarli fino alle acque Indonesiane e lasciarli andare verso riva.
I battelli di salvataggio sono tipo quelli del film Captain Phillips: imbarcazioni inaffondabili con viveri, aria condizionata, gps e motore.
Hanno 90 posti e una autonomia che consente di tornare in Indonesia ma non di andare in Australia. L'Australia ne ha comperati 12 a 200.000$ l'uno da una azienda di Singapore.
La notizia sui giornali locali (non so se il video è visibile dall'Italia).
E rimanendo in tema di mare, ieri il primo ministro Tony Abbott è stato visto a Manly Beach, dove vado spesso anch'io. Era lì a fare surf alle 7 di mattina e quando ha visto le telecamere che facevano un servizio sui campionati di Surf ne ha approfittato per farsi vedere.
In questo servizio, dal minuto 1:36, lo si vede comparire alle spalle della presentatrice come quelli che si infilano dietro per farsi vedere a casa.
Vi potete anche ascoltare un po' di accento australiano, che io continuo a trovare più buffo che gradevole. Sentite come dicono Tour (Tuaa), Water (Uotaa), Year (Iaa)
Traducendo: parlano di surf e poi delle buone relazioni con la Nuova Zelanda, il cui primo ministro è in visita a Sydney. Allora la cronista gli propone di portarlo a fare surf, ma pare che il neozelandese preferisca il golf. E poi scherzano sulla pronuncia Neozelandese, dove il Fish&Chips suona come "Fash&Chaps". Beh... parlano loro!
Fino a qualche mese fa c'era in vigore un accordo di cooperazione con il governo Indonesiano, poi i rapporti si sono un po' raffreddati.
E quindi cosa fare dei barconi che si dirigono verso l'Australia?
Una soluzione l'hanno trovata: intercettare in mare le barche, trasferire i clandestini su dei battelli di salvataggio, trainarli fino alle acque Indonesiane e lasciarli andare verso riva.
I battelli di salvataggio sono tipo quelli del film Captain Phillips: imbarcazioni inaffondabili con viveri, aria condizionata, gps e motore.
Hanno 90 posti e una autonomia che consente di tornare in Indonesia ma non di andare in Australia. L'Australia ne ha comperati 12 a 200.000$ l'uno da una azienda di Singapore.
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| questo battello è approdato in Indonesia e riportava indietro 60 clandestini |
La notizia sui giornali locali (non so se il video è visibile dall'Italia).
E rimanendo in tema di mare, ieri il primo ministro Tony Abbott è stato visto a Manly Beach, dove vado spesso anch'io. Era lì a fare surf alle 7 di mattina e quando ha visto le telecamere che facevano un servizio sui campionati di Surf ne ha approfittato per farsi vedere.
In questo servizio, dal minuto 1:36, lo si vede comparire alle spalle della presentatrice come quelli che si infilano dietro per farsi vedere a casa.
Vi potete anche ascoltare un po' di accento australiano, che io continuo a trovare più buffo che gradevole. Sentite come dicono Tour (Tuaa), Water (Uotaa), Year (Iaa)
Traducendo: parlano di surf e poi delle buone relazioni con la Nuova Zelanda, il cui primo ministro è in visita a Sydney. Allora la cronista gli propone di portarlo a fare surf, ma pare che il neozelandese preferisca il golf. E poi scherzano sulla pronuncia Neozelandese, dove il Fish&Chips suona come "Fash&Chaps". Beh... parlano loro!
domenica 2 febbraio 2014
Stasera lirica
C'è sempre l'imbarazzo della scelta per decidere cosa fare nei fine settimana, ci sono sempre eventi a cui partecipare, concerti, celebrazioni, passeggiate. E se proprio non c'è niente che interessa, nella mia lista ci sono sempre un po' di cose in coda: snorkeling, scuba, comperare una tavola da surf per decidermi a imparare, andare a fare campeggio libero nelle blue mountains, correre nel bosco del parco naturale dietro casa, ... o togliere le decorazioni dall'albero.
Stasera ho investito il mio sabato sera in un concerto in compagnia degli amici. Non proprio "my cup of tea" trattandosi di musica lirica, ma era gratis e poi si svolgeva sotto le stelle in un bel prato in pieno centro.
Noi ci siamo presentati a mani vuote e abbiamo noleggiato delle sdraio, ma la gran parte dei presenti è arrivata con borse termiche, bottiglie di vino, calici di vetro, sedie, cena.
Da un chioschetto turco ho assaggiato il primo gozleme della mia vita, si tratta di una piadina ripiena di carne, spinaci e formaggio, una delizia!
Finito il concerto ho fatto due passi per il centro. Ragazze col tacco così alto che camminano scalze e si mettono le scarpe prima di voltare l'angolo dove c'è l'ingresso della discoteca. Autobus con autista noleggiati da gruppi di amici per fare la serata da un bar all'altro e ubriacarsi senza rischiare la patente. E se al posto del bus c'è la limousine vuol dire che dentro c'è una compagnia di ragazze che fa l'addio al nubilato.
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| dopo due mesi era ora di disfare l'albero di natale. Passata l'estate, col calo della temperatura potrò piantarlo in giardino |
Stasera ho investito il mio sabato sera in un concerto in compagnia degli amici. Non proprio "my cup of tea" trattandosi di musica lirica, ma era gratis e poi si svolgeva sotto le stelle in un bel prato in pieno centro.
Noi ci siamo presentati a mani vuote e abbiamo noleggiato delle sdraio, ma la gran parte dei presenti è arrivata con borse termiche, bottiglie di vino, calici di vetro, sedie, cena.
Da un chioschetto turco ho assaggiato il primo gozleme della mia vita, si tratta di una piadina ripiena di carne, spinaci e formaggio, una delizia!
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| gozleme turco |
| gran parte delle opere erano in italiano, ma peccato che per come cantano è impossibile capire quello che dicono. Molto meglio il country! :-) |
| la Croce del Sud veglia su di noi, la vedete? |
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| visibile solo dall'emisfeto sud, per secoli ha guidato i navigatori verso queste terre. E' rappresentata anche sulla bandiera Australiana, Neozelandese e Brasiliana |
Finito il concerto ho fatto due passi per il centro. Ragazze col tacco così alto che camminano scalze e si mettono le scarpe prima di voltare l'angolo dove c'è l'ingresso della discoteca. Autobus con autista noleggiati da gruppi di amici per fare la serata da un bar all'altro e ubriacarsi senza rischiare la patente. E se al posto del bus c'è la limousine vuol dire che dentro c'è una compagnia di ragazze che fa l'addio al nubilato.
venerdì 31 gennaio 2014
L'Australia in foto
qualche foto da internet, buon fine settimana!
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| difficile resistere ad un selfie con l'Opera House sullo sfondo |
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| Il Cassiovario, un grosso uccello del Queensland |
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| Ogni giorno dell'anno, alle 3:30, a Entrance (100 km da Sydney) c'è il rito di dare da mangiare ai pellicani |
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| Barossa Valley, South Australia, famosa per i vini |
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| Kangaroo Island |
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| una tartaruga torna in mare dopo aver deposto le uova |
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| una goanna |
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| Mante a Ningaloo |
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| Bondi Beach, Sydney |
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| Cattedrale S. Mary, Sydney, a Natale |
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| addobbi natalizi... là sotto c'è la casa di qualcuno |
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| nudibranchio |
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| colorata di rosso per celebrare il capodanno cinese di oggi |
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| famiglia di pellicani |
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| cinema all'aperto, mi chiedo quanti seguano il film |
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| Uluru |
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| Capodanno a Sydney |
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| dorme 22 ore al giorno e sbadiglia pure |
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| un Emu a spasso |
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| chi è stato in Australia sa che questi sono i colori reali del tramonto |
martedì 28 gennaio 2014
Australia vs USA
Come in ogni parte del mondo, anche qui la gente si lamenta del governo e dei problemi piu' sentiti: il costo delle case, l'immigrazione, le risse del sabato sera, etc. E i giornalisti si lamentano che la gente si lamenta.
Ma una cosa di cui sono sicuro, è che tra tante lamentele agli australiani strapiace sentirsi ripetere dagli stranieri che il loro paese ha un sacco di vantaggi. Leggo negli occhi questa aspettativa quando mi chiedono come mi trovo e quando chiedono come mai la mia famiglia non sia qui con me, e io li accontento, pur facendo capire loro che la mia permanenza è il risultato di un bilancio di fattori e non una fuga dall'inferno verso il paradiso.
A proposito di bilanci, mi sono sempre chiesto come sarebbe stato vivere negli USA, voglia che ho fin da bambino, molto tempo prima che individuassi l'Australia sul mappamondo.
Degli USA sapevo tutto, vedevo i film, ascoltavo la musica, seguivo la politica, e ci andavo in vacanza appena ne avevo la possibilità. Mi sono anche appassionato alla musica country degli stati del sud e ho un'insana invidia per la vita semplice e rozza dei redneck (quando lo dico la gente pensa sia pazzo).
Il destino invece mi ha portato in Australia, terra che conoscevo solo per aver visto Uluru, l'Opera House e i canguri nelle foto di chi ci era stato. Ancora adesso ogni tanto mi chiedo come sarebbe stato vivere negli Stati Uniti, opzione che a questo punto diventa sempre piu' improbabile, e quando incontro un americano trasferito in Australia scatta l'interrogatorio su cosa lo ha spinto a venire qui.
In questi mesi ho raccolto un buon numero di pareri, sia di australiani che hanno vissuto per un periodo negli USA, sia di americani che vivono qui. Le differenze che mi hanno raccontato sono sempre le stesse, e le ho trovate ben riassunte in 10 punti in un articolo scritto da un americano che vive qui e che termina con un invito a vedere le ricchezze di questo paese al di fuori della retorica patriottica: No need to wave flags like Americans and add to the world's windiness. Just value what you have and don't give it away.
Put away the flags and enjoy your country on Australia Day
Con Google Translator è possibile leggere una versione tradotta in Italiano, purtroppo abbastanza approssimativa. Infatti vi si possono trovare frasi come "Obama è stato crocifisso per piccoli passi esitanti verso la sanità mentale"
Tasse e welfare
Un ultimo elemento, che rende conto delle differenze in termini di social welfare e distribuzione della ricchezza:
Sicuramente le considerazioni da fare sarebbero tante e non si esauriscono qui, se qualche residente americano vuole commentare è benvenuto!
Ma una cosa di cui sono sicuro, è che tra tante lamentele agli australiani strapiace sentirsi ripetere dagli stranieri che il loro paese ha un sacco di vantaggi. Leggo negli occhi questa aspettativa quando mi chiedono come mi trovo e quando chiedono come mai la mia famiglia non sia qui con me, e io li accontento, pur facendo capire loro che la mia permanenza è il risultato di un bilancio di fattori e non una fuga dall'inferno verso il paradiso.
A proposito di bilanci, mi sono sempre chiesto come sarebbe stato vivere negli USA, voglia che ho fin da bambino, molto tempo prima che individuassi l'Australia sul mappamondo.
Degli USA sapevo tutto, vedevo i film, ascoltavo la musica, seguivo la politica, e ci andavo in vacanza appena ne avevo la possibilità. Mi sono anche appassionato alla musica country degli stati del sud e ho un'insana invidia per la vita semplice e rozza dei redneck (quando lo dico la gente pensa sia pazzo).
Il destino invece mi ha portato in Australia, terra che conoscevo solo per aver visto Uluru, l'Opera House e i canguri nelle foto di chi ci era stato. Ancora adesso ogni tanto mi chiedo come sarebbe stato vivere negli Stati Uniti, opzione che a questo punto diventa sempre piu' improbabile, e quando incontro un americano trasferito in Australia scatta l'interrogatorio su cosa lo ha spinto a venire qui.
In questi mesi ho raccolto un buon numero di pareri, sia di australiani che hanno vissuto per un periodo negli USA, sia di americani che vivono qui. Le differenze che mi hanno raccontato sono sempre le stesse, e le ho trovate ben riassunte in 10 punti in un articolo scritto da un americano che vive qui e che termina con un invito a vedere le ricchezze di questo paese al di fuori della retorica patriottica: No need to wave flags like Americans and add to the world's windiness. Just value what you have and don't give it away.
Put away the flags and enjoy your country on Australia Day
Con Google Translator è possibile leggere una versione tradotta in Italiano, purtroppo abbastanza approssimativa. Infatti vi si possono trovare frasi come "Obama è stato crocifisso per piccoli passi esitanti verso la sanità mentale"
Tasse e welfare
Un ultimo elemento, che rende conto delle differenze in termini di social welfare e distribuzione della ricchezza:
- I ricchi: negli USA per raggiungere la massima aliquota fiscale (40%) bisogna guadagnare 400k$, mentre in Australia si paga il 45% già da 180k$
- I poveri: negli USA i redditi fino a 10k$ annui pagano il 10%, mentre in Australia non si pagano tasse fino a 18k$
Sicuramente le considerazioni da fare sarebbero tante e non si esauriscono qui, se qualche residente americano vuole commentare è benvenuto!
lunedì 27 gennaio 2014
Australia Day
il 26 Gennaio si celebra la ricorrenza della fondazione della prima colonia australiana (1788) da parte degli Inglesi. Il giorno si chiama "Australia Day" ed è festa nazionale, se capita di domenica si sta a casa il lunedì.
Sono giorni che ci si saluta con "Happy Australia Day!" ed ero curioso di vedere come lo avrebbero festeggiato.
Ho fatto un giro in centro, era una festa di bandiere australiane, sulle magliette, sui cappellini, dipinti sui volti. Molti concerti, navi storiche nella baia, sorvoli di aerei, picnic e barbeque ovunque, fuochi d'artificio.
Non smetto di stupirmi della vitalità di questa città, ogni mese c'è una scusa per celebrare qualcosa e per organizzare eventi per la gente e per le famiglie. Penso a Milano e non mi ricordo che avesse mai organizzato grandi cose, neanche negli anni d'oro della Milano da bere. Al confronto Milano mi pare un aggregato di persone, senza personalità, commissariata. Si manda avanti l'ordinaria amministrazione ed è merito dei privati se si anima due volte all'anno per la moda e i mobili, il che è ironico considerando che vestiti e mobili credo/spero che siano in coda ai pensieri degli italiani in questo momento.
Tra le celebrazioni oggi si assegna anche il premio di "Australiano dell'Anno", vinto da un certo Adam Goodes, un giocatore di rugby aborigeno che si è distinto per le sue battaglie a favore degli aborigeni. Qualche mese fa è stato protagonista di una vicenda, quando una ragazzina di 13 anni gli ha urlato "ape" (scimmia) durante una partita. Lui l'ha fatta espellere dallo stadio e successivamente la ragazzina ha dovuto chiedere scusa.
C'è da dire che non tutti gli Australiani festeggiano l'Australia Day, per gli aborigeni il giorno è considerato disonorevole e lo chiamano polemicamente Invasion Day o Survival
Day per lamentarsi della confisca delle terre e dall'annientamento della
loro società tribale da parte dei conquistatori Inglesi.
Una cosa che mi piace degli Australiani è che alle volte non paiono avere il senso dell'opportunità, ma fanno quello che pensano sia giusto. E così nel giorno in cui si festeggia la colonizzazione dell'Australia hanno nominato Australiano dell'Anno un aborigeno che ovviamente ha approfittato dei media per accusare i colonizzatori e la loro festa.
E si potrebbero fare altri esempi, come il deterioramento delle relazioni con l'Indonesia a causa di una storia di spie. Il premier Indonesiano ha scoperto che i servizi australiani stavano cercando di intercettare il suo cellulare e ha chiesto pubbliche scuse al governo australiano. Gli australiani hanno risposto che non intendono scusarsi visto che qualche anno prima è successo un caso analogo a danno loro e non hanno mai ricevuto scuse dagli indonesiani. Ora per ritorsione gli Indonesiani hanno interrotto la collaborazione sull'immigrazione e lasciano partire i barconi diretti in Australia. Come se non bastasse qualche giorno fa gli indonesiani hanno dichiarato che i loro aerei militari sono in grado di raggiungere il suolo australiano in caso di conflitto.
Mentre con i cinesi, i rapporti sono peggiorati da quando un paio di mesi fa il ministro degli esteri australiano ha preso posizione contro la Cina su alcune isole che la Cina rivendica come sue. Tenete presente che la Cina è di gran lunga il primo partner commerciale dell'Australia, assorbendo il 35% delle esportazioni australiane.
E non parliamo della loro politica nei confronti del fumo, la piu' repressiva del mondo: i produttori di sigarette sono obbligati a mettere foto raccapriccianti sui pacchetti (malati terminali, parti del corpo deformi, etc) per mostrare gli effetti del loro prodotto, alla faccia degli interessi della lobby del tabacco e degli intrioti erariali.
Insomma... sono tosti questi Australiani!
Qualche foto (le prime 3 mie e le altre da internet)
Sono giorni che ci si saluta con "Happy Australia Day!" ed ero curioso di vedere come lo avrebbero festeggiato.
Ho fatto un giro in centro, era una festa di bandiere australiane, sulle magliette, sui cappellini, dipinti sui volti. Molti concerti, navi storiche nella baia, sorvoli di aerei, picnic e barbeque ovunque, fuochi d'artificio.
Non smetto di stupirmi della vitalità di questa città, ogni mese c'è una scusa per celebrare qualcosa e per organizzare eventi per la gente e per le famiglie. Penso a Milano e non mi ricordo che avesse mai organizzato grandi cose, neanche negli anni d'oro della Milano da bere. Al confronto Milano mi pare un aggregato di persone, senza personalità, commissariata. Si manda avanti l'ordinaria amministrazione ed è merito dei privati se si anima due volte all'anno per la moda e i mobili, il che è ironico considerando che vestiti e mobili credo/spero che siano in coda ai pensieri degli italiani in questo momento.
Tra le celebrazioni oggi si assegna anche il premio di "Australiano dell'Anno", vinto da un certo Adam Goodes, un giocatore di rugby aborigeno che si è distinto per le sue battaglie a favore degli aborigeni. Qualche mese fa è stato protagonista di una vicenda, quando una ragazzina di 13 anni gli ha urlato "ape" (scimmia) durante una partita. Lui l'ha fatta espellere dallo stadio e successivamente la ragazzina ha dovuto chiedere scusa.
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| il Primo Ministro consegna il premio a Adam Goodes |
Una cosa che mi piace degli Australiani è che alle volte non paiono avere il senso dell'opportunità, ma fanno quello che pensano sia giusto. E così nel giorno in cui si festeggia la colonizzazione dell'Australia hanno nominato Australiano dell'Anno un aborigeno che ovviamente ha approfittato dei media per accusare i colonizzatori e la loro festa.
E si potrebbero fare altri esempi, come il deterioramento delle relazioni con l'Indonesia a causa di una storia di spie. Il premier Indonesiano ha scoperto che i servizi australiani stavano cercando di intercettare il suo cellulare e ha chiesto pubbliche scuse al governo australiano. Gli australiani hanno risposto che non intendono scusarsi visto che qualche anno prima è successo un caso analogo a danno loro e non hanno mai ricevuto scuse dagli indonesiani. Ora per ritorsione gli Indonesiani hanno interrotto la collaborazione sull'immigrazione e lasciano partire i barconi diretti in Australia. Come se non bastasse qualche giorno fa gli indonesiani hanno dichiarato che i loro aerei militari sono in grado di raggiungere il suolo australiano in caso di conflitto.
Mentre con i cinesi, i rapporti sono peggiorati da quando un paio di mesi fa il ministro degli esteri australiano ha preso posizione contro la Cina su alcune isole che la Cina rivendica come sue. Tenete presente che la Cina è di gran lunga il primo partner commerciale dell'Australia, assorbendo il 35% delle esportazioni australiane.
E non parliamo della loro politica nei confronti del fumo, la piu' repressiva del mondo: i produttori di sigarette sono obbligati a mettere foto raccapriccianti sui pacchetti (malati terminali, parti del corpo deformi, etc) per mostrare gli effetti del loro prodotto, alla faccia degli interessi della lobby del tabacco e degli intrioti erariali.
Insomma... sono tosti questi Australiani!
Qualche foto (le prime 3 mie e le altre da internet)
| per oggi era possibile fare un giro turistico a bordo di vecchi bus dismessi |
| questo decisamente londinese, perfino nel capolinea |
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