venerdì 22 novembre 2013

La festa dei bambini

Se c'è una cosa che non manca sono le opportunità per fare volontariato, come ti giri c'è una raccolta fondi o una iniziativa.
La mia azienda collabora spesso con queste iniziative e chi vuole può aderire dedicando la propria giornata a dare una mano, impegni di lavoro permettendo. Due mesi fa mi ero iscritto per la pulizia delle rive di un fiume (bush cleaning), ma ho dovuto declinare per una riunione concomitante. Per oggi invece mi ero iscritto a fare servizio alla festa di Natale dei "bambini con necessità particolari", e a fatica sono riuscito a difendere l'impegno preso, lavorando fino a tardi per tutta la settimana per tenermi libero.

5000 bambini sono stati ricevuti in un grande padiglione a Darling Harbour in centro. Certo mancano 34 giorni a Natale.... ma ho l'impressione che qui Natale piu' che un giorno sia un intero periodo di feste.

Oggi mentre arrivavo lì non potevo fare a meno di apprezzare la zona pedonale di Darling Harbur, sembra sempre di essere in vacanza, c'è il verde, i giochi, i locali, il mare....



prati, ombreloni, sdraio e tappeti per lo svacco

28 gradi, tutti a giocare con l'acqua!
 
trova l'intruso

mah!


Ma veniamo alla festa. Mi hanno messo una maglietta rossa e sono stato assegnato alla giostra del galeone. Beh, una versione ridotta.

Le mie consegne erano di aiutare i bambini a salire a bordo, chiudere le cinture di sicurezza, tenerli d'occhio in modo che non si alzassero in piedi durante la corsa e poi sganciarli alla fine. Detta così sembra semplice, in  realtà ero sempre un po' in apprensione perchè alcuni avevano difficoltà a muoversi, invece altri erano poco prevedibili. Comunque i loro sorrisi e le loro urla sono stati decisamente più gratificanti che stare in ufficio a lavorare per qualcun altro...

 
le altre attrazioni della giornata:




continuo a non abituarmi all'idea di fare Natale in estate
cani da accarezzare, ne ho approfittato anch'io

Guardare ma non toccare nè!

i volontari collaudano l'attrezzatura prima dell'apertura


Ducati e MV Agusta (sul cavaletto)


Altalene per carrozzine

Il Taronga Zoo partecipava con una serie di animali da toccare



i Vigili del Fuoco non mancano mai

renne a parte, gli amici dei miei vicini non hanno macchine molto piu' sobrie


com'era una volta...

...e com'è adesso. Gli Australiani hanno la tendenza a taroccare le auto, pure la polizia

quando serve un motto saggio scomodano il latino: dopo la colpa segue la pena


e mentre aspettavo il bus per tornare a casa...la versione australiana delle autoreggenti!

martedì 19 novembre 2013

Mate e Mateship

Mate (pronunciato meit) e Mateship sono due termini importanti qui in Australia, non solo perchè molto ricorrenti ma soprattutto identificano lo spirito altruistico del buon australiano. Traducibili in diversi modi, per me quello che si avvicina di più è Camerata e Cameratismo, ma usando un linguaggio più corrente si può tradurre con Amico e Amicizia, benchè il significato sia piu' ampio.
 
Mateship: "a mode of conduct among Australian men that stresses equality, friendship, and solidarity"


Il concetto racchiuso dal termine è importante per gli Australiani, al punto che è stato introdotto nei test di ammissione alla cittadinanza in modo che venga perpetuato dalle nuove generazioni di migranti.  Già, perchè qui per diventare cittadini non basta aver vissuto 4 anni in Australia, ma bisogna superare dei test di lingua Inglese e di conoscenza della cultura australiana: storia (beh, quel poco che c'è), istituzioni, valori, tradizioni, cultura.
Per la preparazione al test di cittadinanza viene consigliata la lettura di questo libro, che recita:
Compassion for those in need
In Australia, there is a spirit of ‘mateship’. This means we help and receive help from each other in times of need. A mate is often a friend, but can also be a total stranger. A mate might take a meal to an elderly neighbour, drive a friend to a medical appointment or visit someone who is lonely. Because of this spirit of mateship, many individual people and groups help others through voluntary community work.
Mate viene spesso usato in forma colloquiale, ad esempio "thanks mate" è la formula tipica di ringraziamento, mentre "thank you" sarebbe considerato eccessivamente formale in gran parte dei contesti.
Come saluto, anche tra sconosciuti: "G'day mate how ya going?", al quale si risponde con "Good thanks mate. How are you?"

Ci si può riferire ad un proprio amico dicendo "he is my mate" per esprimere una profonda amicizia, mentre il corrispondente "he is my friend" suonerebbe come infantile e riduttivo, perdendo i connotati di mateship. In poche parole non esiste un'altra parola inglese con lo stesso significato. In alcuni casi mate può essere usato in forma ironica, come nel discorso del primo ministro a Saddam Hussein nel 2003: "Mate, the game's up" ("Amico, adesso basta").

E le mate?
il termine non si utilizza nei confronti di una donna, questo è il motivo per cui non è stato introdotto nella costituzione australiana poichè sarebbe risultato discriminatorio.
Per capire bisogna andare alle radici del termine.

Dove nasce
Tutto iniziò ai primi del'800, quando l'Australia venne utilizzata come luogo di deportazione di 165.000 criminali inglesi, prevalentemente uomini.
La gestione di un grande numero di carcerati in una terra lontana veniva visto con timore dalle guardie che erano molte meno. Per evitare che i carcerati formassero uno spirito di corpo e potessero organizzarsi in rivolte imposero il divieto di chiamarsi per nome. Un altro sistema era infliggere le punizioni facendo flagellare un detenuto dei suoi compagni.

Le difficili condizioni di viaggio in nave e di vita in questo continente selvaggio, senza famigliari a cui rivolgersi, fecero sì che i carcerati si dovessero aiutare a vicenda per sopravvivere. Non potendo usare il proprio nome, i detenuti iniziarono a chiamarsi col termine Mate (derivato da shipmate - compagno di viaggio in nave) che si caricò via via di significati, creando l'effetto opposto a quello sperato dai carcerieri.
A metà del '800, quando tanti stranieri giunsero qui per partecipare alla corsa all'oro, mate divenne sinonimo di digger (scavatore), poi ripreso nella Prima Guerra Mondiale per indicare la bravura dei soldati Australiani nello scavare le trincee.
Durante quella guerra fu la mateship a dare forza morale ai soldati, trasportati dall'altra parte del globo a combattere una guerra non loro.

Uguaglianza
Un altro concetto contenuto nel termine è quello di società egalitaria, in contrasto con la struttura di classe implicita nella monarchia britannica. Qui la deferenza non viene praticata; come e più del resto del mondo anglosassone ci si chiama per nome anche tra sconosciuti.
Nella cultura australiana l'ambizione eccessiva non è considerata un valore positivo, preferendo l'umiltà e il rispetto per ognuno indipendentemente dal livello. Ecco forse in questo sono diversi dai loro parenti americani.
Questa la teoria, in realtà le differenze di classe e di ricchezza ci sono come in ogni società, ma l'etica egalitaria fa sì che risultino un po' ammorbidite nella vita di tutti i giorni e non pesino nei rapporti tra le persone.

 Qualche citazione:

 As Aussies we recognise that individual achievement rarely occurs without a helping hand from others. We value independence in a community minded way. Despite our differences we all know that when adversity strikes, whether in the form of bushfires, floods or international conflict, there’ll be a fellow Aussie to help out. It’s the tradition of the digger, the character of mateship and it’s still the essence of the Australian spirit.
Glenn Davies, "On Australian Mateship"


The greatest pleasure I have ever known is when my eyes meet the eyes of a mate over the top of two foaming glasses of beer.
Henry Lawson, Australian Legend, Early 20th Century

It would take an awful lot of courage to jump on the back of a crocodile, but I suppose that's what you do for a mate.
Thursday Island Police Sergeant Graham Burridge, The Courier Mail, August 20, 1999.

I lost my mate.
Stewart Euston, on the death of a fellow miner, The Courier Mail, 28 May, 2000



domenica 17 novembre 2013

Sabato sera nella city

ieri festa di compleanno di Marion, la simpatica ragazza francese del mio amico Luca, faceva i 26 anni beata lei.
Dovevamo trovarci per giocare a green bowling, per noi sarebbero le bocce sul prato, anche se ad occhio mi pare che qui la boccia sia di dimensioni maggiori delle nostre.
Sì lo so cosa state pensando: a 26 anni il bocciofila non era la prima cosa che ci veniva in mente dovendo organizzare la festa di compleanno.... ma stiamo parlando di due cose diverse.

Aria aperta, sole, birra, musica, barbeque e piedi nudi, ci sono tutte le icone australiane!







inutile che mi cerchiate perchè non ci sono, sono foto che ho scaricato dal sito del bocciofila! La realtà è che minacciava pioggia e abbiamo cambiato programma in favore di attività indoor: il bowling.

Sono tutt'altro che astemio, quindi il mio non è certo moralismo, ma vale la pena di notare come tutti (ma TUTTI) gli eventi sociali siano costruiti attorno al consumo di alcool. Quasi come se dovendo organizzare qualcosa la domanda fosse: "con cosa accompagnamo il bere?"
Giovedì ad esempio ho partecipato ad un evento di Marketing della mia azienda in un bel locale sulla baia che è chiamata Darling Harbour (bel porto). Dovevo ricevere dei clienti e parlare dei nostri prodotti, ma il clou dell'evento era più tardi, tra le 5 e le 7, fascia oraria in cui si socializzava al bar e per due ore si poteva ordinare tutto il bere che si riusciva a mandare giù. Io però alle 4 ero già ritornato in ufficio a lavorare su una urgenza... è una cosa che mi perseguita da quando sono qui: non riesco quasi mai a godermi questi momenti di relax, c'è sempre un incendio da spegnere, c'è sempre una cosa più importante che stare lì a bere e mangiare tartine. Forse è un retaggio italiano, il non riuscire a girare l'interruttore on/off, il prendere le cose sul personale e portarsele dietro oltre l'orario lavorativo. Quale sia il motivo, spero prima o poi di australianizzarmi un po' di più, di riuscire a farmi una passeggiata in centro senza camminare di corsa facendo lo slalom tra passanti fastidiosamente lenti, senza accanirmi sul pulsante del semaforo pedonale nella speranza che accelleri il verde.
Forse è colpa dei 33 anni di vita a Milano...mah!


Tornando alla festa di compleanno, siamo in una ventina tra francesi, australiani, italiani, spagnoli, iraniani e qualcun altro che mi sto dimenticando. Man mano che arrivano noto che sono tutte coppie,
mi viene il dubbio che mi abbiano invitato per cantare "O Sole Mio" mentre cenano su tavolini a lume di candela... ma per fortuna arrivano altri ragazzi a spaiare i conti.

tempo uggioso e Babbo Natale in versione guardone a Darling Harbour

Partite di bowling a Darling Harbour e poi via sotto una pioggia tropicale per andare a Chinatown per cena. Ci vorrebbero gli anfibi, ma è sabato sera e in giro si vedono solo ragazze con trampoli e minigonne. Tra di loro è concorrenza selvaggia, una lotta alla gonna più corta e al tacco più alto, e tra grandi sorrisi, sguardi in tralice alla ricerca di imperfezioni e cellulite. Proporrei che almeno un sabato all'anno facciano una moratoria e per una volta si possano mettere abiti comodi e funzionali. Che discorso da vecchio!!!


A Chinatown ci infiliamo in un micro ristorante specializzato nei dumplings, i ravioli. Alla buona, coi tavolini di fianco alle porte spalancate sulla strada dove imperversava il diluvio e aria gelida, mi gusto un piatto di vermi fritti, ehmm, di straccetti di maiale con piadine (pancakes).

Delizioso! E solo 10$ di cena, anche grazie alle bottiglie di vino che abbiamo comperato prima al negozio di liquori. Già perchè qui molti ristoranti sono bring-your-own (BYO) nel senso che puoi arrivare con la tua bottiglia di vino e il ristorante ti porta i bicchieri. Ve lo immaginate in Italia?!
Del resto mi pare giusto che un ristorante si differenzi per il cibo e non per mettere sul tavolo una bottiglia senza alcun valore aggiunto.


E mentre sono al ristorante i miei dubbi vengono sciolti: il giovane ingegnere italiano con cui chiacchiero è fidanzato con lo spagnolo con cui continua a scambiarsi i piatti. Lo ha conosciuto lavorando in Spagna, poi si sono trasferiti in UK per lavoro, finchè incapaci di adattarsi al tempo orrido di Manchester hanno deciso di venire in Australia.


Ok, ho capito.... "Oh sole mioooooooo!!!"


Ci trasferiamo nel centro città (la city) per andare in una discoteca con i tavoli da biliardo, o una sala da biliardo con pista da ballo. All'ingresso la security chiede a tutti i documenti per verificare la maggiore età, beh... non proprio a tutti  :-(
Controllo col metal detector e poi siamo dentro. Varia umanità, gruppi di cinesi, caucasici, mediorientali, raramente assortiti.
Guardandomi attorno ho come l'impressione che la pioggia abbia ristretto ulteriormente gli abiti, specialmente alle ragazze impegnate nei tiri a biliardo.
Niente foto per il blog, avrei rischiato una rissa!






Si sono fatte le ore piccole, mi congedo dalla compagnia, girovagando per la city alla ricerca dell'autobus che mi riporterà a casa a 15 km di distanza.
Mentre lo aspetto osservo l'umanità che a quest'ora affolla le strade del centro. Ragazze che camminano sotto la pioggia con le scarpe in mano, ubriachi dallo sguardo perso, uomini che si fermano in mezzo alla strada per sfidare le automobili, urla e imprecazioni gratuite. 
E' il sabato notte della city, così diverso dal silenzio del mio quartiere di villette, dove il massimo che può capitare è una timida apparizione dell'opossum nel giardino sul retro.


sabato 16 novembre 2013

Movember - aggiornamento


e insieme ai baffi crescono anche le entrate!

  • Donazioni 55$
  • Pubblicità 31$
_______________
      TOT 86$!


http://au.movember.com/mospace/8772229

giovedì 14 novembre 2013

Kevin Rudd


Oggi si è dimesso dal parlamento un certo Kevin Rudd.
E' stato primo ministro 2 volte, per il Partito Laburista, nel 2007 al 2010, e poi per qualche mese del 2013 prima che perdesse le elezioni lo scorso Settembre.
Leggo che si è distinto per alcuni atti di cui i suoi predecessori erano stati incapaci: ratifica del trattato di Kyoto, pressione sul Giappone affinchè sospendesse la caccia alle balene, scuse agli Aborigeni per le sofferenze inflitte dai coloni Inglesi.
Nel 2010 la sua popolarità era calata e la sua vice, Julia Gillard, aveva preso il suo posto alla conduzione del paese per 3 anni, poi calati i consensi anche per lei, era tornato Rudd per traghettare il paese verso le elezioni con la speranza di vincerle.
Così non è stato, il Partito Laburista ha perso e a seguito di ciò in molti avevano chiesto un rinnovamento del partito con esponenti nuovi, oltre a considerare Rudd una presenza ingombrante.

E Rudd cosa ha fatto?
Ha dato le dimissioni da deputato, se n'è andato, ha cambiato lavoro, farà qualcos'altro da semplice cittadino, basta, via dai piedi! Non si e' trincerato dietro al solito "non me ne vado perche' sono stato eletto dal popolo e quindi "devo" rimanere"...

Questo il discorso commosso:

Un articolo australiano dove si consiglia alla Gillard di imparare un paio di cose da Berlusconi. Chiaramente qui Berlusconi è considerato un personaggio carnevalesco, ma nell'articolo gli riconoscono un solo pregio: la spontaneità che manca alla Gillard, considerata troppo fredda perfino per una nazione anglosassone.


E a proposito di Berlusconi, eccolo mentre prende le misure alla Gillard

mercoledì 13 novembre 2013

L'avanzata dei tappi a vite



Appena arrivato in Australia mi ero stupito di trovare solo bottiglie di vino con il tappo a vite e avevo fatto un post al riguardo.
Siamo tutti d'accordo nella bruttezza del tappo a vite, ma non sapevo che in Italia il tappo di sughero fosse stato obbligatorio per legge fino al mese scorso, almeno per i vini DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).
Non voglio entrare nel merito della querelle, mi limito ad osservare come sia caduto, anche in Italia, il dogma tappo a vite = vino scadente. E francamente mi chiedo su quali basi il legislatore rendesse il tappo di sughero obbligatorio e non facoltativo, dal momento che non c'è di mezzo un degrado del prodotto o un pericolo alla salute.
Il che non vuol dire che in Italia non si continuerà ad apprezzare il tappo in sughero e la relativa cerimonia di stappatura, io per primo, ma almeno i nostri vini per l'export saranno più competitivi sui mercati esteri, dove è ritenuto poco accettabile il rischio di comperare una bottiglia e scoprire che "sa di tappo" (per effetto di un fungo del sughero).
Inoltre senza il sughero si possono aggiungere meno sulfiti perchè non c'è l'esigenza di stabilizzare il vino durante la conservazione. Un'altra differenza è che senza il tappo di sughero i vini devono essere imbottigliati già maturi non subendo evoluzioni dovute alla chiusura imperfetta di un tappo di sughero.
Chi è interessato trova una descrizione qui.


martedì 12 novembre 2013

Al cinema

Oramai il cinema una volta alla settimana è diventata una piacevole abitudine, anche se non sono rimasti molti film da vedere avendo appena passato 42 ore di aereo per andare e tornare dall'Italia.
Questo weekend è stata la volta di "Captain Phillips", il film sull'attacco dei pirati Somali ad un cargo americano. Un bel film, anche se avendo visto i promo il 90% della trama era già stata svelata e non restava gustarsi i dettagli.

Cerco di non peggiorare la situazione svelando altro, ma la storia è realmente successa nel 2009, anche se il comandante pare che non fosse stato così lungimirante come viene dipinto nel film, a cominciare dalla decisione di navigare a ridosso della costa nonostante  il rischio di incontrare pirati. Se state pensando a Schettino siete fuori strada, la storia sarà anche un po' romanzata ma siamo lontani dalle prodezze del nostro.
Poi ho letto che la stessa nave ha subito altri 4 tentativi di abbordaggio dal 2009 in poi, di certo i pirati non sono superstiziosi!

Insomma... a fine proiezione sono rimasto così colpito da questo film che non riuscivo a muovermi dalla poltrona... e mi è toccato fermarmi a vedere il film successivo: Rush, l'ennesimo bel film del Richie Cunningham di Happy Days, Ron Howard. 



Bello, e due cose sono incredibili: che si tratti di una storia vera e la somiglianza degli attori, guardate questo confronto.

Parlando del cinema, anche qui ci sono i ruminanti che arrivano in sala con i viveri, come se non potessero resistere 2 ore senza mangiare (e senza disturbare gli altri). Sì lo so che lo fate anche voi, ma non ho mai gareggiato per l'oscar della simpatia.
Per gli ingordi che necessitano di una tavola imbandita ci sono perfino delle sale apposta, massimo 40 posti, poltrona reclinabile, 40$ a biglietto più quello che si ordina e che viene portato dai camerieri durante la proiezione. Si può perfino decidere la sequenza delle pietanze, ad esempio i salatini all'inizio, il gelato a metà film e il caffè a 20 minuti dalla fine, insomma per veri amanti del cinema! :-)
Poi leggo sui forum che la gente si lamenta dell'andirivieni di camerieri per tutto il film... e allora andate al ristorante se non volete scocciature!


come viene presentato
 
 
 com'è in realtà:


lunedì 11 novembre 2013

Movember - aggiornamento

le donazioni per l'iniziativa benefica Movember proseguono di pari passo con la crescita dei baffi, ora siamo a:
  • donazioni: 45$
  • proventi pubblicitari: 25$
TOTALE: 70$

11-11-11


Nei paesi del Commonwealth l'11 Novembre si celebra il Remembrance Day (noto anche come Poppy Day) per commemorare le vittime delle guerre. La data coincide con la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1918, esattamente all'undicesimo minuto dell'undicesima ora dell'undicesimo mese, momento in cui vengono osservati due minuti di silenzio.
Il papavero rosso (poppy) è il simbolo di questa ricorrenza perchè cresceva numeroso nei campi in cui si combattè la Prima Guerra Mondiale e ai soldati ricordava il sangue versato nei combattimenti.
 In giro per Sydney già da una settimana si incontrano militari con degli espositori al collo. Incuriosito ne ho fermati due e mi sono fatto spiegare che cosa stessero facendo: sono della Marina Australiana e facevano i venditori ambulanti per raccogliere fondi per le famiglie dei militari in difficoltà vendendo spille e fiori di carta. 



Ho commentato che in Italia i militari stanno nelle caserme e il contatto con i cittadini avviene solo in caso di calamità o ordine pubblico, come se impegnarsi nel sociale fosse uno svilimento del loro prestigio bellico. Ma poi mi chiedo, i nostri militari cosa fanno tutto il giorno chiusi in caserma? Di esercitazioni ne fanno poche, tolti gli addetti ai servizi, tipo i cuochi etc, tutti gli altri come ammazzano il tempo?!
Qui invece li vedo spesso coinvolti nelle manifestazioni pubbliche, dando una mano o facendosi pubblicità per arruolare volontari. Un modo per mantenere il contatto con i cittadini che pagano loro lo stipendio e che si aspettano un ritorno anche in assenza di guerre da combattere.


 
Ho comperato una spilla per fare la mia parte.  Nel 2003 ero a Londra e quel giorno quasi tutti portavano un papavero di carta nell'occhiello della giacca.





L'11 Novembre alle 11 sarò in ufficio, ma ho letto che in diversi angoli del centro città ci saranno trombettieri che intoneranno "Last Post" mentre i passanti si fermeranno in silenzio fino alla conclusione. La ricorrenza viene osservata anche nelle scuole con un duplice significato: ricordare ai ragazzi che la loro libertà è frutto delle sofferenze di chi ha preceduti combattendo e seguirne l'esempio non lasciandosi demoralizzare dalle difficoltà della vita.

sabato 9 novembre 2013

Chi è che mi aveva chiesto se c'erano squali?

Oggi Manly beach, per la precisione Shelly Beach che è una spiaggetta separata dalla grande spiaggia di Manly. Shelly è una bella spiaggia di conchiglie (di qui il nome) incastonata in un bosco, con servizi, docce, acqua potabile, BBQ a disposizione e un ristorantino. Spiaggia pubblica come tutte quelle australiane.



L'unico problema è il parcheggio, di vicino c'è solo il parcheggio a disco orario di 2 ore.
A proposito, questa ve la racconto: arrivato in Australia ho preso un'auto a nolo all'aeroporto e sono andato in albergo. Sopravvissuto alla guida a sinistra e alle indicazioni del navigatore ("keep right and keep left") mi rimaneva il problema del parcheggio, trovavo solo parcheggi a tempo e sull'auto non c'era traccia del disco orario.
Allora scrivevo foglietti di carta che poi esponevo sul parabrezza, ma poi mi sono fatto spiegare come funziona:  i vigili passano, fanno dei segni col gesso sui pneumatici di tutte le auto parcheggiate e prendono nota dell'ora. Poi ripassano, ad esempio dopo 3 ore, e se trovano un'auto con i segni del gesso danno la multa. A me pare una cosa assurda, così il vigile è costretto a stare in giro per ore, ma contenti loro...

I baffetti di Movember cominciano a farsi vedere, ma hanno pochi fan: mia figlia Giulia mi ha chiesto di mettermi la mano davanti alla bocca quando ci vediamo su Skype...


 

E' l'ora del bagnetto, come sempre mi sono portato l'attrezzatura per lo snorkeling: maschera, telecamera, ... ma no mi sono dimenticato le pinne, che nervi!!!
Non è molto comodo fare apnea a piedi scalzi e con una mano impegnata dalla telecamera, ma tutto sommato nè è uscito un bel filmino:



Si tratta di uno squalo tappeto maculato, leggo da Wikipedia:

Interazioni con l'uomo
Gli Orectolobidae non sono affatto pericolosi se non sono provocati. A volte hanno morso dei sommozzatori o snorkeler che li hanno accidentalmente calpestati, li hanno toccati o hanno impedito loro la via di fuga. Essendo molto flessibili riescono facilmente a mordere una cosa che stia trattenendo la loro coda. Hanno numerosi e piccoli, ma allo stesso tempo appuntiti, denti ed il loro morso può essere molto efficace, anche attraverso una muta da sub. Dopo che hanno morso, tendono a trattenere la preda ed è estremamente difficile levarseli di dosso. Un modo per evitare i morsi, è evitare qualsiasi forma di contatto anche accidentale.

Ma come?! Mi pareva un pacioccone con quei baffetti tipo i miei...

Rugby: Italia - Australia

Sull'aereo per venire in Italia due settimane fa il comandante ha annunciato con orgoglio la presenza dei Wallabies, la squadra nazionale di rugby che si stava recando in Europa per iniziare il torneo con Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda e Italia (Wallaby è il nome di un tipo di canguri di taglia ridotta).
La prima partita, con l'Inghilterra, si è svolta una settimana dopo, ma posso capire che si siano presi qualche giorno per adattarsi al fuso orario, mica come me che sono dovuto andare in ufficio a 3 ore dall'atterraggio... del resto fanno un lavoro un pochino più impegnativo del mio.

Sabato 9/11 (ore 15 in Italia) ci sarà la storica sfida Italia - Australia allo Stadio Olimpico di Torino. Nei precedenti 15 incontri ha sempre vinto l'Australia, ma l'anno scorso gli azzurri per la prima volta sono arrivati vicini alla vittoria (19-22)...


Purtroppo ancora una volta Sky ha scippato la diretta dell'evento in Italia, mentre qui sarà trasmesso dalla tv pubblica quando qui sarà l'1 di notte, non posso perdermelo.
Prometto di fare il tifo per gli Azzurri, gli "underdog", termine con cui si definiscono gli sfavoriti dai pronostici.


Eccomi qua, la loro divisa ha i colori dell'Australia: verde e oro

 
 

Aggiornamento: la partita è stata vinta dagli Australiani 50 a 20...