lunedì 2 settembre 2013

Queensland - Terza Parte

Koala
L'isolamento del continente australiano ha prodotto specie di animali che vivono solo qui, come il canguro, l'ornitorinco e il koala. Il canguro è piuttosto facile da vedere in libertà, basta allontanarsi dalle città. L'ornitorinco è sicuramente più difficile, si muove di notte ed è molto timido. Perfino allo zoo non siamo riusciti a vederlo perchè si nascondeva! Però qualche giorno fa ce l'abbiamo fatta appostandoci davanti ad uno stagno al tramonto. Assomiglia ad una lontra col becco da papera.
Il koala è diffuso nelle foreste di eucalipto ma non è così facile da trovare. E' decisamente un dormiglione, rimane sveglio lo stretto necessario per cibarsi di foglie: 2 ore al giorno.
E' stato vicino all'estinzione 60 anni fa quando veniva cacciato per la pelle (e secondo me anche a causa di tutto quel dormire che non agevola di certo la riproduzione) ma ora si sta ripopolando. E' docile ma non è addomesticabile ed è proibito averne uno come animale domestico (che peccato!). Ci sono inoltre altre leggi che variano da stato a stato, ad esempio nel New South Wales, dove abito, solo gli addetti professionali possono tenere in braccio un koala, ai turisti è consentito solo toccarlo. Al contrario in Queensland non ci sono questi vincoli e non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di coccolarne uno. Ha proprio un bel pelo morbido!




































questo invece è un wallaby, la versione ridotta del canguro



La vacanza prosegue, ci spingiamo in posti un po' meno accessibili. La copertura del cellulare non si vede da giorni ma incredibilmente ovunque andiamo troviamo degli italiani. Già, perchè non me ne sono reso conto ma siamo ad agosto.
E con gli italiani arrivano le figuracce... sì perchè ammettiamolo: uno dei piaceri di essere all'estero è fare commenti ad alta voce sapendo che non ti capiscono. Quindi un giorno eravamo in piscina, solo noi 4, ad un certo punto arriva un uomo con indosso la muta ed entra in acqua. D'accordo, l'acqua non è che fosse proprio calda, ma usare la muta in piscina mi sembrava fuori luogo. Quindi mi tuffo al grido di "I veri uomini non usano la muta!", e siccome la frase divertiva le mie bambine l'ho pure ripetuta tre volte.

Passa qualche minuto e arriva una signora che si mette a parlare col tizio... non vi dico l'imbarazzo...

Una delle sistemazioni, quella della piscina di cui sopra 


qui invece una capanna sulla spiaggia


Le spiagge in questo periodo sono fruibili perchè la pericolosa cubomedusa è presente da novembre a maggio, in quei mesi bisogna nuotare all'interno delle reti nelle principali spiagge e meglio ancora indossare la muta in lycra. Come avevo già scritto precedentemente, questa medusa è molto pericolosa e in alcuni casi letale. Di qui i cartelli lungo la costa. Per quanto riguarda i coccodrilli il pericolo lungo le spiagge è praticamente nullo, se si esclude l'immediata vicinanza con l'estuario di un fiume.
Questo il cartello sulla popolare spiaggia di Palm Cove:
ammoniaca lungo le spiagge per il primo soccorso in caso di puntura di medusa

 
 


questo iguana l'abbiamo disturbato mentre era sulla spiaggia e si è rifugiato su una palma.


Ragni
Nei boschi abbiamo notato grandi ragnatele, che si stendevano da un albero all'altro, e ci siamo chiesti come fosse possibile che un ragno potesse tirare un filo tra i rami di alberi lontani tra di loro e a diversi metri dal suolo.
Qualche idea? Secondo mia moglie i ragni sparano i fili come Spiderman.. mah!
La verità è un'altra: questi furbetti sfruttano il vento lasciando penzolare un filo finchè non si attacca ad un'altro albero. Qui una simpatica animazione http://static.howstuffworks.com/flash/spider-web.swf 



Farfalle
Qua e  là capita di vedere delle belle farfalle, ma per vederle bene bisogna andare in uno zoo per farfalle, o "butterfly sanctuary" come lo chiamano qui. Oltre a passeggiare in una voliera circondati da farfalle, interessante il laboratorio dove ne curano la riproduzione e si può assistere a tutte le fasi, da bruco a farfalla. Non potrebbero essere piu' diversi tra loro, eppure sono distanziati di soli pochi giorni.







Nei pochi paesi che si incontrano si respira un'aria di altri tempi, come in questo hotel-ristorante pressochè intatto dalla sua apertura negli anni 30 ad opera di un emigrante libanese che in Australia ha fatto successo nel pugilato ed è tuttora gestito dalla sua terza generazione. Sulle pareti decine di foto che narrano la vita dell'hotel e della famiglia

e gli Aborigeni che fine hanno fatto? se ne vedono molti pochi per strada, almeno a Sydney, andando nelle zone rurali se ne vedono un po' di piu'.
Nel corso del nostro giro abbiamo attraversato una riserva di aborigeni, una zona a loro uso esclusivo un po' come quelle degli indiani d'America. I "visi pallidi" sono visti come degli intrusi quindi meglio passare dalla strada che taglia il paese senza gironzolare per le vie della loro comunità, specialmente se si hanno a bordo alcolici: questo cartella avvisa i forestieri che farsi trovare con un alcolico in macchina al di fuori delle vie consentite può avere conseguenze serie.


il viaggio continua...

domenica 1 settembre 2013

Queensland - Seconda Parte

Il nostro viaggio prosegue, ogni notte dormiamo in un posto diverso e il panorama continua a cambiare, indeciso tra foresta tropicale e coltivazioni.

La canna da zucchero
Negli anni tra le due guerre da queste parti sono arrivati molti italiani per la coltivazione della canna da zucchero, ora sono alla seconda e terza generazione e non parlano piu' italiano ma per la popolazione locale restano "the italians".
Ci fermiamo in una delle innumerevoli coltivazioni di canna e con il coltello ne tagliamo una, all'interno una fibra dolciastra che non dispiace. Ce ne prendiamo un po' da tenere in macchina e da ciucciare di tanto in tanto.
Per la produzione di zucchero le canne mature vengono tagliate, sminuzzate, spremute fino a far uscire un liquido che viene bollito e poi fatto raffreddare producendo i cristali che poi vengono raffinati prima di arrivare sulla nostra tavola. L'altro modo di produrre zucchero è attravero la barbabietola. La produzione mondiale è circa metà e metà, con l'Australia al quinto posto per la canna.
 

Le noci di cocco
si trovano per terra sotto le palme. Bisogna scegliere quelle giuste: se il suolo è umido la scorza marcisce in fretta, entrano le formiche o mettono radici. Se invece il suolo è asciutto si seccano per il caldo e scuotendole non si sente il liquido. Bisogna sceglierne una che è caduta da poco e con un bello sciacquio quando le scuoti.
Leggevo che il guscio esterno del cocco, quello spesso e fibroso, può proteggere il cocco per 2 anni mentre galleggia nell'oceano in attesa di essere buttato su una spiaggia dalle onde e mettere radici a migliaia di chilometri di distanza. E meno male, altrimenti cosa sarebbe una spiaggia tropicale senza le palme?


Quindi facciamo la scorta di cocchi e li mettiamo in auto, con le bambine che ingannano l'attesa durante i lunghi trasferimenti dando dei nomi ai cocchi e dividendoseli come se fossero i loro bambini.
Bambini o non bambini quando ci viene fame ne apriamo una. Avendo a disposizione un coltellino svizzero non è proprio una operazione immediata. Prima bisogna fare dei tagli nel senso delle lunghezza, in modo da poter estrarre la scorza spicchio per spicchio, 20 minuti di lavoro, aiutandosi con le foglie di palma cadute al suolo che hanno una nervatura a forma di cuneo. Una volta che si arriva alla noce si può fare un foro in uno dei 3 occhietti che ci sono alla base e bere il latte che si trova all'interno.
Per romperla non è il caso di picchiarla contro un sasso tenendola in mano: il colpo si riflette sulla mano e fa molto male.




Parlando di spiaggia, ogni mattina quando la marea è bassa la spiaggia è interamente traforata da tane di granchi che nella notte hanno fatto delle belle composizioni con la sabbia estratta per fare la tana.


mi ero sempre chiesto come facessero i barbeque pubblici ad essere sempre puliti, ecco la risposta: vengono puliti di notte. Nulla da dire, parchi, bagni pubblici e barbeque sempre perfetti, non per magia ma perchè ogni cosa che viene messa a disposizione del pubblico viene seguita e curata da qualcuno come si farebbe in un contesto privato.

e tra tanti animali anche qualche "banale" rana scoperta nelle nostre esplorazioni notturne con la torcia elettrica. Non mi è mai capitato di usarla tanto come in Australia, nella foresta come nel giardino di casa a Sydney: a parte gli uccelli che di notte dormono, gli animali terrestri sono piu' attivi di notte.


Le banane
E come non parlare delle banane che sono ovunque? Questo il giardino di uno degli alberghi


Piantagione lungo la strada, i sacchetti di plastica non sono molto folkloristici ma aiutano a mantenere la coltivazione organica proteggendo le banane da uccelli e parassiti, una  volta si usavano le foglie secche. E poichè la banana non si vede, sacchi di diversi colori vengono utilizzati per identificare diversi gradi di maturazione.
 
Curioso scoprire che i banani non producono semi, la pianta nasce e muore in 9 mesi, ma dalle sue radici nascono altri germogli (tecnicamente si chiamano "polloni") che possono essere trasportati e piantati altrove.
Nei primi 6 mesi la pianta cresce e fiorisce, questo il fiore. Poi il fiore si trasforma in un casco di banane e dopo 3 mesi la pianta muore.


e chi l'avrebbe detto che i caschi di banane sono rivolti all'insù?




come ti giri trovi la natura nella sua forma più rigogliosa. Questo è chiamato "fico a tenda", è un caso particolare di fico strangolatore. Di solito il fico strangolatore nasce sui rami di una pianta-vittima (i semi sono portati dagli uccelli), poi si sviluppa raggiungendo il suolo con le radici e cingendo la pianta-vittima fino a uccidela. In questo caso la vittima una volta morta non ha retto il peso del suo ospite ed è caduta addosso ad un altro albero. Le radici del fico hanno quindi formato una impressionante "tendina"
 

Un'alba sul mare
E per finire in bellezza, un bel perizoma in pelle di canguro!

il viaggio continua...

Queensland - Prima Parte

ero rimasto indietro con la cronaca del viaggio che abbiamo fatto a metà agosto in Queensland, devo recuperare!
 
Abbiamo noleggiato un fuoristrada per esplorare la Daintree Forest, una foresta tropicale percorsa da fiumi infestati da coccodrilli. Si tratta del saltwater crocodile, chiamato così perchè lo si trova anche vicino all'estuario dove l'acqua è parzialmente salata, ed è noto per essere la variante di coccodrillo più pericolosa. Nonostante la difficile convivenza con l'uomo, i coccodrilli sono una specie protetta, 40 anni fa ne è stata vietata la caccia che li stava decimando e da allora hanno ripreso a popolare i fiumi dei territori più a nord. Decisione coraggiosa.


Per non correre rischi bisogna seguire delle semplici regole: stare lontani dalla riva del fiume e non fare il bagno dove i cartelli dicono di non farlo. Per intenderci non fare quello che ha fatto settimana scorsa questo ragazzo che si è tuffato in un fiume ed è stato portato via da un coccodrillo di 5 metri sotto gli occhi degli amici con cui stava festeggiando un compleanno.
Di storie simili se ne leggono tante, ne cito solo un'altra: che potete trovare qui
Una delle guide turistiche del Daintree River ha perso un figlio di 5 anni che è entrato nel fiume per inseguire il cane, a pochi metri dalla loro casa. Il coccodrillo è stato poi catturato, ma per volere dei genitori non è stato ucciso (di solito i coccodrilli sospetti vengono aperti).

Questi sono 3 coccodrilli che abbiamo visto lungo le sponde del Daintree River


 
e questo uno spiritoso che ho trovato su internet
 

























Con l'auto abbiamo fatto circa 200 km di strada sterrata, superando il Daintree river a bordo di una chiatta e facendo alcuni divertenti guadi nei torrenti.


A proposito della macchina, una guardiaparco mi ha chiesto se avessi l'autorizzazione da parte del noleggiatore a percorrere la pista nella foresta... in realtà mi sono ben guardato dal dirlo all'Avis altrimenti temevo che non me la avrebbero noleggiata e infatti ho poi letto una clausola del contratto che vietava esplicitamente di percorrere quel tratto di strada.
Quindi che cosa ho risposto?
"mah, veramente non si è parlato di questo argomento" ... che poi è la pura verità!


In un negozio abbiamo visto due coccodrillini, ero convinto che fossero di plastica tanto erano lucidi, finchè non ho visto che si muovevano.




Bagnetto rinfrescante in un fiume nella foresta:


sì lo so cosa state pensando: "... e i coccodrilli?!"
Tranquilli! Prima di fare il bagno avevo chiesto ad una guida di passaggio se quel punto fosse balneabile e mi aveva detto che il tratto del fiume considerato a rischio era più a valle....
E in effetti qualche metro più in giù c'era un bel cartello (che ho fatto vedere alle ragazze solo dopo il bagno, attirandomi le loro maledizioni)


La sosta al fiume è stata anche un'occasione per mangiarci la papaya che avevamo preso in prestito da una coltivazione lungo la strada

se state guardando i boxer stile ape maia, sappiate che li avevo comperati di corsa in un Gap di Miami che stava chiudendo quando eravamo rimasti senza bagaglio.

La zona è tutta un susseguirsi di cascate e laghetti:







e se sopravvivi ai coccodrilli, puoi sempre restare vittima della stinging tree capace di provocare dolore per alcuni mesi e uccidere una persona se il contatto è esteso.

sì, va bè, questi sono fissati con le precauzioni... figurati se è così facile trovarne una... 


e quella cos'è???!!!!


Basta con tutte queste creature maligne, finiamo in bellezza con il simpatico echidna


il viaggio continua nella prossima puntata