Che più bianco non si può
Con lo spirito di chi non sa quanto durerà la pacchia, ogni fine settimana cerchiamo di esplorare posti nuovi. Questa volta siamo andati a sud, a 3 ore di auto da Sydney c'è Jervis Bay, una baia famosa per ospitare la spiaggia piu' bianca del mondo, secondo quanto riportato dal Guinness dei Primati.
Voi vi starete chiedendo "più bianca del carbonato di calcio scaricato dalla Solvay sulle spiaggia di Rosignano?!" Questo non lo so.
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| Australia è anche passare la giornata con addosso una maglietta assurda e non farci caso finchè non vedi la foto, cioè senza che i passanti ti guardino come un disadattato (o daltonico) |
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| Uno dei canguri che girano per il campeggio vicino alle spiagge |
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| Honeymoon Bay, una baietta quasi chiusa |
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| Honeymoon Bay dall'alto |
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| clicca qui per un breve video fatto durante lo snorkeling a Honeymoon Bay |
Il lato nord della baia è costituito dalla penisola di Beecroft, che durante la settimana viene utilizzata come poligono di tiro dalle navi militari. Per accedere alle spiagge di quella zona è necessario registarsi presso una guardiola che verifica che a fine weekend chi è entrato sia anche uscito. Curioso che sia vietato "interferire" con la fauna del posto, principalmente canguri a cui è vietato dare da mangiare e poi li prendano a cannonate dal lunedi al venerdi.

Per via della forma della baia, i pesci pelagici entrano ed escono e non è raro che un pescatore appostato sugli scogli catturi pesci che normalmente sono appannaggio della pesca d'alto mare: marlin e squali.
Il faro maledetto
Sulla sommità della baia ci sono le rovine di un faro (Cape St. George Lighthouse) dalla storia singolare. Venne costruito nel 1860 per aiutare le navi a individuare l'ingresso della baia. Il costruttore propose di farlo dove gli era piu' comodo, cioè vicino ad una cava dove ricavare i blocchi di roccia, e il committente approvo' senza fare un sopralluogo, fidandosi delle mappe dell'epoca che riportavano una altimetria imprecisa.
Il risultato fu un faro parzialmente oscurato dalle colline circostanti che provocò una trentina di naufragi negli anni che seguirono, fino a quando si decise di rimpiazzarlo con un altro costruito in un punto piu' visibile sull'altro lato dell'imboccatura della baia. Anche da spento alla luce del giorno il vecchio faro continuava a creare disguidi finchè nel 1920 lo tolsero di mezzo usandolo come bersaglio per le esercitazioni navali.
| quello che resta oggi |
Ma non è tutto, le sventure colpirono anche le famiglie dei guardiani che si avvicendarono al faro. Ve ne cito solo alcune: un bambino scivolo' mentre per gioco spingeva giu' i massi da una scogliera a picco sull'oceano, sotto gli occhi del figlio un guardiano cadde in mare dallo scoglio da cui stava pescando squali (finendo come potete immaginare), la figlia sedicenne del guardiano accidentalmente sparò alla figlia diciannovenne del secondo guardiano, Harriet Parker, mentre stava giocando con la pistola del padre nel 1887. Harriet venne sepolta in un prato della zona dove oggi c'è un campeggio.
Dopo aver letto la storia decidiamo di andare a vedere la tomba, ma il campeggio è molto grande e non c'è nessuno a cui chiedere, a parte villeggianti poco informati e un po' straniti dalle mie domande sulla tomba. Non ci resta che vedere la foto su internet una volta tornati a casa.
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| la tomba di Harriet Parker in mezzo al campeggio |
La campagna di Babe
Nell'entroterra di Jervis Bay c'è un altipiano che si chiama Southern Highlands. Non ci aspettavamo niente visto che non ne avevo mai sentito parlare, ed è stata una piacevole sorpresa.
Il paesaggio è quanto di piu' simile alla campagna inglese si possa trovare in questo continente arso dal sole. Colline, boschi, fattorie e gente del posto, così diversa da Sydney che al confronto sembra la Chinatown di Blade Runner.
Strada facendo vediamo un cartello e ci fermiamo a curiosare scoprendo le splendide Fitzroy Falls.
Consentitemi uno sfogo: ci sono posti assolutamente insulsi, come le Three Sisters alle Blue Mountains, eppure essendo all'interno della trappola turistica vengono visitate da orde di persone di passaggio per Sydney. E poi ci sono luogi incantevoli come questo, che giustamente non sono sui depliant turistici ma che almeno ti aspetteresti di scoprire grazie alla Lonely Planet, ma non è così, nemmeno una citazione per le Fritzroy Falls e solo due righe per tutta la regione. Ma forse è meglio così, che resti un piccolo segreto tra di noi.
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| la piattaforma sopra le Fitzroy Falls |
Si diceva che il paesaggio ricorda la campagna inglese, e per puro caso scopriamo che qui hanno girato il film Babe
Del set dell'epoca (1995) non è rimasto nulla, se non il prato dove hanno girato la scena finale in cui il maialino vince la gara contro i cani pastori.
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| nei panni del maiale |
A proposito di film... cercando informazioni su Babe ho scoperto che Matrix fu girato nel centro di Sydney. Prossima missione: servizio fotografico dei luoghi del film.
Piu' avanti passiamo da Kangaroo Valley, un paesino rurale. E' l'ora di pranzo e ci fermiamo nel pub principale, sul retro un grande prato con tavoli, ombrelloni e due strane gare: corsa dei maialini e gara con i trattori.
L'alcool (ancora una volta)
In serata ci rechiamo a Ulladulla, un paesino sul mare dove ho prenotato un bungalow. All'arrivo vedo che nel bungalow di fianco c'è una compagnia di ragazzi e una montagna di bottiglie vuote sul tavolo, gli ingredienti perfetti per l'ennesimo sabato notte in bianco
Già perchè quasi tutte le volte che abbiamo passato il sabato sera in qualche motel mi sono ritrovato a dover discutere con qualche ragazzo ubriaco che faceva rumore.
Questa volta non c'è stata eccezione, sono dovuto andare due volte per dire di fare silenzio finchè alle 5 non sono andati a dormire. Stessa cosa simile mi era accaduta in altri due posti e una volta da casa mia ho dovuto chiamare la polizia perchè la villetta di fianco alle 2 di notte teneva la musica alta dagli altoparlanti in giardino.
D'accordo ho avuto 20 anni anch'io, ma qui la sbronza del sabato sera è una istituzione nazionale.
Ne parlavo con una mia collega che ha 25 anni, sposata, vita tranquilla. Si sbronza quasi ogni sabato sera, spesso cominciando il sabato pomeriggio a casa di amici (chiamato "pre-loading") in modo da arrivare alla festa già carica e spendere meno in alcolici.
Mi spiegava che se inizia a bere non si ferma fino a quando è sbronza, ragione per cui si organizza con i mezzi pubblici (che qui puoi prendere fino a notte fonda senza temere assalti).
La domenica di solito è dedicata al recupero e quindi sgombra da impegni.
Un altro collega si lamentava che quando è ubriaco la fidanzata continua a parlargli e trova la cosa irritante. La mia collega invece è più fortunata: quando si sbronza il marito la lascia in pace in camera da sola, comparendo solo di tanto in tanto con un bicchiere d'acqua per assicurarsi che sia idratata... altro che giovani questi mi sembrano malati cronici.
Oramai ho capito che quando un australiano, inglese o irlandese ti propone di andare a bere una birra intende dire 3-4-5 birre. In realtà ho sperimentato sulla mia pelle che c'è una soglia piuttosto evidente tra la prima birra che bevi per sete, che a stomaco vuoto potrebbe bastarmi, e le successive 4. Il momento decisivo è quando gli altri vanno per la seconda, se declini li perdi e passi la serata ad annoiarti non vedendo l'ora di andare a mangiare o semplicemente uscire dal locale mentre questi continuano a ordinare altre birre all'infinito. Se invece accetti, o come capita il piu delle volte ti ritrovi la seconda birra in mano senza chiederla, diventi un trasformatore birra->urina e a quel punto la sete non gioca piu' alcun ruolo.

















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