giovedì 27 marzo 2014

Un anno dopo



Delle volte il tempo sembra dilatarsi, come quando si fa una vacanza intensa e partenza e ritorno vengono separati da migliaia di stimoli dando l'impressione di essere stati in giro una vita. Così è stato questo anno passato a Sydney, più o meno raccontato in 254 post.

Per fare il punto devo rileggere i primi post per ricordarmi le sensazioni che col tempo sono entrate a far parte della quotidianità.
Il cielo è sempre spettacolare, blu con nuvole dalle mille sfumature, ma non ci faccio più molto caso, del resto ho passato una vita senza mai notare il grigiume di Milano...

I tramonti sì, quelli quando mi capita di vederli sono sempre memorabili, nuvole rosa come nei cartoni animati. Probabilmente anche le albe, con i riflessi sull'oceano a Est, ma non ne vedo da mesi... forse mi sto impigrendo.
L'aria è sempre pulita e profumata, specialmente nella zona residenziale in cui abito, c'è profumo di fiori e piante tutto l'anno perchè la natura qui non va mai in letargo.

In questi 12 mesi avrei voluto esplorare di piu', ma è difficile allontanarsi da Sydney avendo in un anno solo 4 settimane di ferie in cui 2 passate in Italia... e 4 di questi 14 giorni passati in volo... eppure la si apprezza anche nelle piccole differenze di tutti i giorni:
Alle 9 esco di casa per andare al lavoro. Di solito c'è il sole, l'aria tersa rende i colori vibranti e da febbraio a giugno trovo i pappagalli colorati che mangiano i fiori del mio albero.  Salgo sull'auto parcheggiata in giardino e percorro i 2 chilometri che mi separano dall'ufficio, incrociando i bambini con l'uniforme e il cappello blu che vanno alla scuola elementare. Passo anche da un incrocio piuttosto complicato, con varie canalizzazioni e coda cronica nelle ore di punta, eppure l'attesa non mi pesa perchè vedo il rispetto tra le persone: c'è la consapevolezza che il benessere collettivo dipende dalle proprie azioni, tipo non impegnare un incrocio se piu' avanti c'è coda o favorire la confluenza di altre auto nella propria strada facendole passare davanti.
Alle volte prendo il bus per andare in centro, salendo a bordo saluto l'autista e lui mi chiede come va.  Arrivo a destinazione, scendendo lo ringrazio e lui risponde con un "grazie a te, buona giornata".
Tra le persone cortesi potrei citare anche il macellaio che mi chiama "Champ" (campione), ma so che si tratta solo di adulazione commerciale :-)

Il clima. In pratica c'è una estate che dura 6 mesi, seguita da un autunno/primavera. Avevo portato un cappotto e non l'ho mai messo, l'abito da lavoro mi è bastato anche nei giorni più freddi.
Certo può capitare la giornata con 40 gradi, o il nubifragio che non vedi a 10 metri di distanza, ma sono eventi così  saltuari che vengono vissuti con sportività e difficilmente la gente si lamenta. E poi la natura estrema fa parte del "pacchetto Australia", così come nessuno propone la caccia ai coccodrilli o agli squali quando qualcuno finisce sbranato, nemmeno i parenti piu' stretti.

Una cosa non mi è però ancora passata: la frenesia del milanese. Lo dico con disappunto, vorrei averla lasciata in Italia, ma vedo che mi perseguita. Faccio ancora fatica a perdere tempo con i convenevoli quando mi rivolgo a qualche sconosciuto: qui al posto del "buongiorno" ti chiedono come stai e anche se non obbligatorio devi dare una risposta e chiedere la stessa cosa per restituire la cortesia. E poi mi rendo conto che per strada corro sempre, non riesco mai a farmi una camminata a passo lento, anche quando non ho alcuna fretta. E potrei giurare che tutte le persone che trovo davanti a me allo sportello bancomat sono notevolmente piu' lente di me nell'eseguire il prelievo. 
Stamattina ero in un centro commerciale, per entrare nel parcheggio si preme un pulsante, si ritira il biglietto e la sbarra si alza. Ecco, mi sono ritrovato a dire alla macchina davanti: "allora, sto cavolo di biglietto, lo prendi o no??!!"
Passerà?!

Da bambini tutti abbiamo avuto sogni, pochi hanno la fortuna di realizzarli. A proposito, se c'è ancora qualcuno che non ha visto l'Ultima Lezione di Randy Pausch, lo consiglio vivamente. Qui la versione integrale di 75 minuti in inglese, oppure qui una versione ridotta di 10 minuti tradotta in Italiano. Chi parla era una persona intelligente, colta, divertente e malata di tumore, se gli dedicate qualche minuto non ve ne pentirete.

Dei miei sogni d'infanzia se ne è realizzato solo uno visto che astronauti e supereroi erano già al completo: vivere in un paese lontano.
Ogni giorno che passa scopro qualche aspetto diverso di questa terra remota e della gente che lo abita, proveniente da ogni parte del mondo. Oggi una collega cinese mi ha spiegato gli ideogrammi cinesi e ne ha disegnati alcuni. Spettacolare la velocità con cui li tracciava e soprattutto che quegli scarabocchi avessero un significato. Ce ne sono 3000... ma vi immaginate la fatica che deve fare un bambino quando impara a leggere e a scrivere?!
E anche nei giorni in cui non succede niente di memorabile c'è comunque qualcosa che dà un senso alla giornata, può essere riuscire a godermi un film senza doppiaggio, aver preso l'auto per un fare giro dopo cena senza una meta precisa oppure aver insegnato ad una collega australiana una parola che non conosceva: premeditated, oppure correggere un irlandese che scrive "visa versa" o che mette il punto di domanda alla fine della frase "I want to know how much it costs?" (errore che fa il 90% delle persone).

L'Italia. Un po' mi manca, gli affetti, gli amici, i sapori. Il mondo è tanto grande e vario, avere la possibilità di vederne un altro pezzetto e non sfruttarla sarebbe stato un errore che non mi sarei perdonato. Meglio o peggio che sia, alle volte tutto quello di cui hai bisogno è di trovare qualcosa di diverso, che ti stupisca.
E comunque per il cibo italiano oramai ho i miei riferimenti: il ristorante Bolognese per la pasta e le lasagne (12€, niente coperto, niente mancia obbligatoria, si può portare la bottiglia di vino da casa e se avanzi qualcosa te lo porti via). Mentre per la pizza vado da Stromboli dove oramai sanno che il mio calzone dev'essere con il prosciutto cotto al posto del salame che mettono qui per accontentare i gusti degli Australiani.

Un Viaggio è sempre una scoperta, prima di luoghi nuovi è la scoperta di cio’ che i luoghi nuovi fanno alla tua mente e al tuo cuore. Viaggiare è sempre, in qualche forma, esplorare se stessi. Stephen Littleword

e per chi ha avuto la pazienza di arrivare fino a qui ecco un bel filmato di Sydney in timelapse





2 commenti:

  1. Tutto bello e perfetto, quasi surreale ...
    Per dirla con parole tue "sei ancora nella fase dell'innamoramento" ...
    Candy

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  2. ...in effetti qs australia sembra un po' un "eldorado" e un po' di sana invidia me la fai venire! ...e lo scrive una che preferisce le piazze, i palazzi, i musei, le chiese alla natura selvaggia e che ha pessini rapporti anche con le formiche!
    ciao! liliana

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