venerdì 30 agosto 2013

la cortesia

nulla da eccepire, qui la cortesia ha standard molto alti, sebbene alcune forme saranno sicuramente rituali e poco sentite, come quando ti chiedono:
"Hi, how are you today?" 
"I'm good thanks, and yourself?" 
"Quite good thanks"
e questo dialogo può capitare quando incroci un collega in corridoio, vieni salutato da un commesso in un negozio o telefoni per chiedere una informazione. In Italia non ci sogneremmo di chiedere ad un operatore di call center come sta quando telefoniamo per un problema, come minimo penserebbe che lo stiamo prendendo in giro.
Probabilmente anche qui non c'è alcun reale interesse a come sta passando la giornata il nostro interlocutore, ma resta il fatto che qui si prendono il tempo per questi convenevoli. Da italiano frenetico che vuole arrivare al punto ogni volta devo sforzarmi di rallentare e ripetermi che quei pochi secondi che perdo non mi rovineranno di certo la giornata.

Capita anche
che si facciano in 4 per aiutarti a salire e trovare posto sull'autobus quando vedono una famiglia con bambini o che ringrazino sistematicamente l'autista del bus quando scendono. E poi c'è tutto il modo di guidare, collaborativo e non antagonistico.

L'elenco delle situazioni è lungo.

Ma può anche capitare di incontrare persone scortesi, sebbene siano rare, ma quando succede la cosa è particolarmente deprecabile perchè tu sai come avrebbero dovuto comportarsi secondo le usanze locali.
 Ci è capitato durante la vacanza in Queensland qualche settimana fa, un negozio lungo la strada non ci ha dato la chiave per usare il bagno dicendo di averla persa e la cosa non era credibile, sensazione corroborata dal tono e dall'assenza delle scuse che qui sarebbero d'obbligo.
Poco male, ci siamo alleggeriti nel parcheggio del negozio.


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