martedì 9 settembre 2014

San Francisco

Ed eccomi a San Francisco per una settimana di lavoro e qualche giorno da turista.

La United Arlines
San Francisco dista da Sydney quanto da Milano, 13 ore di volo. Ho volato con United Airlines e mi sono trovato male. A parte la bruttezza del personale di bordo, che sembrava reclutato in qualche bar di periferia, mi sono sorpreso che gli alcolici fossero a pagamento come in qualsiasi low cost, e questo nonostante i 2100$ di biglietto. Non e' che uno si debba ubriacare, ma avrebbe alleviato il disagio di passare 13 ore incastrato nel sedile minuscolo della classe economy.
Mi sono lamentato pubblicamente sulla loro pagina Facebook e questi mi hanno risposto mandandomi il link all'elenco delle bevande analcoliche disponibili a bordo.... mi sa che non ci siamo capiti!
Ho risposto che erano fuori tema e mi hanno risposto ancora per dirmi che l'informazione sul costo degli alcolici era disponibile sul giornale che danno a bordo, disponibile anche online, lasciando intendere che avrei potuto leggermi la loro rivista prima di acquistare il biglietto. Gia', perche' tutti prima di comperare un biglietto si leggono le riviste di bordo... ma andate a ...!
Poi ho scoperto che la United gode di pessima fama tra gli amici che l'hanno usata, e' finita pure al centro di un caso mediatico quando un cantante ha scritto un pezzo su una chitarra che la United gli ha rotto nel trasporto e che non gli hanno rimborsato. Qui un approfondimento e questo il video che e' stato visto da 14 milioni di persone, diventando un caso di studio sul potere dei social media. Basti dire che nei giorni successivi alla pubblicazione del video il titolo della United ha perso 10% in borsa (180 milioni di $), cosi' imparano 'sti marcioni!





I colleghi
A San Francisco non venivo da 15 anni, molti grattacieli nuovi, un nuovo Bay Bridge antisismico, molti senzatetto e molti straricchi. Per girarla ho noleggiato un'auto in compagnia di 2 colleghi, un cinese e un inglese trasferiti in Australia. Il cinese non era mai stato qui e abbiamo fatto il giro delle principali attrazioni turistiche, Golden Gate, Lombard St, Pier 39, Chinatown, etc.
Simpatici, niente da dire, ma avrei preferito essere da solo per sfruttare meglio questa opportunita' di rivedere San Francisco, cosi' ricca di cose interessanti. In gruppo manca la possibilita' di gironzolare a caso, fermarsi a vedere un negozio o scattare una fotografia, e' il motivo per cui sono sempre stato alla larga dai viaggi organizzati. E' come stare su un tappeto mobile, vedere cose interessanti e non potersi fermare perche'  ognuno ha i sui interessi e per quieto vivere si finisce per sopprimerli. Una lezione per la prossima volta.



ecco i due compagni di viaggio


La mancia e le altre cattive abitudini
Una sera siamo andati in una rinomata steakhouse che mi era stata consigliata da amici. La carne e' stata ottima, il posto raffinato ma al momento di pagare c'e' stata una discussione col cameriere insoddisfatto della mancia.
Il conto era di 277$ in tre e nel darmi lo scontrino il cameriere mi ha fatto vedere che c'era lo spazio per indicare la sua mancia. Ho lasciato 33$ di mancia, equivalenti all'11% del totale. Il cameriere mi ha chiesto se fossi insoddisfatto del servizio, gli ho risposto di no, e mi ha fatto notare che gli ho dato una mancia piu' bassa di quella che si aspettava ("da 15 a 20%"). Gli ho detto che i 33$ per me erano piu' che sufficienti, a maggior ragione nel momento in cui viene meno la sua cortesia con certe discussioni.
Ora capisco che i camerieri vivano di mance qui in America, ma io non capisco perche' ci debba essere una proporzione tra il valore dei piatti scelti e la remunerazione dei camerieri. Hai portato e sparecchiato 3 piatti, ti devo dare 50$?!

E a questa odiosa pratica se ne aggiungono altre due:
  1. a tutti i prezzi indicati si deve aggiungere il 10% di tasse
  2. da quando Obama ha introdotto la polizza sanitaria obbligatoria, i ristoratori hanno aggiunto una scritta in piccolo in fondo al menu': "aggiunta di 4% per employer mandate". In pratica, poiche' l'onere di fornire la polizza ai dipendenti grava sul datore di lavoro, il ristoratore lo scarica sui clienti aggiungendo il 4% in fondo al conto. La morale e' "avete votato Obama? E allora pagate voi l'Obamacare ai miei dipendenti".
Quindi su un conto di 100$, aggiungendo in sequenza le tasse, la polizza sanitaria e la mancia, si arriva a 132$.
All'estremo opposto si collocano i ristoranti australiani: niente mancia, niente coperto, tutti i prezzi comprensivi di tasse. Vedi un piatto che costa 20$, lo ordini, ti fai portare della acqua di rubinetto e sei sicuro di dover pagare solo 20$.
Per qualche motivo ero portato a pensare che in America i consumatori avessero molto potere, forse per via delle cause milionarie vinte contro le multinazionali del tabacco, ma mi rendo conto che a parte questi casi limite il loro potere passa in secondo piano di fronte alle esigenze del business.  Ad esempio qui non e’ necessaria l’autorizzazione del consumatore all’uso commerciale dei propri dati. E’ il far west dello spam per la gioia delle aziende.

 
C'e' qualcosa che non mi convince in questa societa' americana, per molti versi li stimo, ma e' tutto troppo incentrato sul denaro e sulle furberie di chi ha interessi economici. Tempo fa un negozio nel piu' grande centro commerciale della Florida ha fatto una sceneggiata da mercante di bazaar per cercare di vendermi un vecchio modello di Gopro spacciandolo per nuovo. Faccio pochi metri e trovo un altro negozio di elettronica, non esponeva i prezzi e chiedo. Mi viene dato un prezzo superiore a quello di listino, chiedo come mai e scocciato mi risponde "se sai quanto costa cosa me lo chiedi a fare?!".
Ecco, scene del genere in Italia, o in Australia, non le ho mai viste. 



Lombard Street


una barca che ha partecipato all'America's Cup nel 2003


Chinatown in festa per il Moon Festival

pranzo in un ottimo ristorante frequentato solo da cinesi, con servizio da carrello (Dim Sum), New Asia in 772 Pacific Av

una 500 elettrica mentre fa il pieno

tanga vietati a Pier 39, a parte nel significato di infradito

leone marino annoiato al Pier 39


Alcatraz



il Bay Bridge restaurato dopo il terremoto del 1989


Golden Gate Park
il parco ospita un club di modellismo velico

le barche che si sfidano sul laghetto

prima dell'avvento dei telecomandi la direzione veniva mantenuta dal pilota automatico a vento


Al Golden Gate Park c'e' anche un recinto per i bisonti (animale di cui il collega cinese non aveva mai sentito parlare)
la biblioteca della University of California a Berkley




la biblioteca ospita una esposizione sul tema del corpo umano






 

domenica 31 agosto 2014

A proposito di Rugby

Questo weekend si è svolto il più grande evento sportivo internazionale in Australia nel 2014.
Quale?
Ma sì che lo sapete, è la Bingham Cup, il Campionato Mondiale di Rugby gay

32 squadre, provenienti da Australia, USA, Olanda, Inghilterra e Nuova Zelanda. I nomi delle squadre: Armata, i Destrieri, gli Spartani, i Minotauri, I Cavalieri di Gotham, i Guerrieri Smeraldi, I Cavalli Scuri, Le Valchirie (che poi sono uomini), gli Orsi, gli Scandali.
Il torneo prende il nome da Mark Bingham, il fondatore dei club gay San Francisco Fog e Gotham Knights. Morì l'11 Settembre a bordo dell'aereo che si schianto' al suolo mentre era in rotta per Washington, dopo che lui e altri passeggeri tentarono di fare irruzione nella cabina di pilotaggio avendo sentito tramite i cellulari che altri aerei erano stati fatti schiantare contro le torri gemelle.

Il video ufficiale della manifestazione

 Il primo ministro australiano annuncia che Sydney ospiterà il campionato

Tra i giocatori, un carpentiere barbuto che fino a 10 anni fa era una donna:


E chi ha vinto il campionato mondiale? La squadra di casa, i Sydney Convicts, ALEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!


I Sydney Convics in posizione "da mischia"


domenica 24 agosto 2014

L'Australia in foto

Qualche foto da internet
 
Gold Coast

piccolo koala

fotografando il Great Barrier Reef

piccolo di echidna

Nude Solstice Swim, Hobart Tasmania
in elicottero in cima al Edgar Ranges

Tasmania


Cape Raul, Tasmania

Yuraygir National Park, NSW

a Port Lincoln, South Australia


un vicolo di Melbourne, la piu' europea tra le città australiane
balena a Fraser Island
 
l'outback nei Northern Territories



Kangaroo Island

Pellicani in attesa del pesce a Southport QLD

Brays Beach, NSW

Ornitorinco a Eungella National Park, QLD


canguro degli alberi


Lorikeet, questi li vediamo anche in giardino

Jervis Bay, NSW

Tartaruga a Bare Sand Island per deporre le uova, NT

acqua salata alla Hutt Lagoon
West Australia



Sunshine Coast, QLD

12 Apostles, Victoria
Mt Field National Park, TAS


martedì 19 agosto 2014

La scuola per i clandestini

In questo periodo che sono caldo sul tema "scuola" mi sono letto un articolo sulla scuola italiana.  Mi incuriosiva capire se c'erano differenze nei confronti dei clandestini e ho scoperto quanto segue.

In Italia
Dal 1998 Il Testo Unico sull'Immigrazione (Legge Turco-Napolitano) stabilisce che "i minori stranieri presenti sul territorio nazionale abbiano diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani."
Traduco: una persona che vive illegalmente in Italia ha diritto a mandare i figli a scuola. E questo con buonapace di tutti i governi succedutosi dal '98 ad oggi, compresa la Legge Bossi-Fini che non ha modificato questo principio.

Dal gennaio 2013 le iscrizioni alle scuole italiane avvengono via internet. Come in tutti i sistemi informatici, ci sono alcuni campi obbligatori, tra cui il codice fiscale che identifica i cittadini italiani e gli stranieri domiciliati in Italia. 
Questo però costituiva un problema per i clandestini, che non avendo diritto a soggiornare in Italia non hanno un domicilio ufficiale e quindi un codice fiscale. Per aggirare il problema è stato quindi consentito a chi è irregolare di presentare la domanda di iscrizione in formato cartaceo, lasciando in bianco il codice fiscale.
Nel gennaio 2014 una modifica al sistema informatico ha eliminato quella che veniva denunciata come una discriminazione dalle organizzazioni per i diritti degli immigrati: ora anche i clandestini possono iscrivere i figli via internet indicando un codice fiscale fittizio.

L'altro giorno ne ho parlato con un collega australiano, ma faticava a capire che un clandestino senza il diritto a rimanere in Italia avesse quello di iscrivere i figli a scuola previa autodenuncia sul modulo di iscrizione.

In Australia
Uno straniero senza un permesso di soggiorno per lavoro, vacanza o studio (quindi un clandestino) non può neanche presentare domanda di iscrizione perchè senza un permesso valido non supera il primo step Candidatura alla Richiesta di Iscrizione

giovedì 14 agosto 2014

La scuola (vista da Giulia)

Dopo il post sulla scuola, alcuni mi hanno chiesto cosa ne pensa la diretta interessata, mia figlia Giulia.
Ci si potrebbe aspettare che l'Australia sia il sogno di ogni bambino: natura, animali, vita all'aria aperta, parchi giochi, spiagge, gente meno stressata, scuola più divertente, ... in realtà il discorso è piu' complesso e non ha molto a che vedere con l'Australia di per sé.

L'Australia è quella cosa che ha portato via il papà per un anno, che ha sradicato la famiglia dalle abitudini e dagli affetti, che ti fa sentire ignorante perchè perfino un bambino di 4 anni parla l'inglese meglio di te, che rende il futuro imprevedibile.
Non ci si può aspettare che a quella età si apprezzino le differenze in termini di opportunità di lavoro, di qualità della vita, di livello di civiltà, di sicurezza per sè e le proprie cose, i vantaggi di conoscere il mondo quando il paesello in cui si abita sembra già grande a sufficienza, il valore di entrare in contatto con altre culture quando tutto sembra semplicemente strano ed estraneo, il piacere di vedere un film con le vere voci degli attori.
Quindi, tornando alla scuola, per il momento è vissuta al pari di ogni altra esperienza che facciamo qui in Australia: negativamente.
  • La scuola non ha la mensa e i bambini devono portarsi il pasto da casa, mangiando seduti sul muretto in cortile anche nelle giornate invernali.
  • Il maestro, un ragazzo simpatico sempre sorridente, fa continuamente battute che fanno ridere tutti, cioè tutti quelli che parlano inglese.
  • Le lezioni sono blande, non ci sono nozioni da studiare a memoria, i compiti quasi inesistenti, molto tempo passato all'aperto. Dovrebbe essere il paradiso per un bambino, e invece c'è solo la preoccupazione che tornando in Italia non sarà allo stesso livello dei compagni.
  • Le piccole gare e i giochi di squadra sono visti con sospetto per il rischio di fallire e fare brutta figura, le gite sono una occasione per sentirsi fuori luogo.

Le esperienze della vita ci hanno donato una visione più chiara delle cose, a discapito della pazienza nei confronti di chi non vede ciò che a noi pare lampante. Vorremmo che non perdessero mai la loro innocenza, come quando nel classico scarabocchio osceno sul marciapiede hanno visto la proboscide di un elefante, ma ci piacerebbe che ragionassero da adulti quando cerchiamo di spiegare cosa sia bene per loro. 
Comunque sia sono fiducioso (in realtà so) che a tempo debito saranno riconoscenti al loro papà, così come è stato per me.