lunedì 19 maggio 2014

Great Ocean Road (2/2)

Proseguendo verso Ovest si incontrano i 12 Apostoli, una serie di faraglioni a un centinaio di metri dalla costa.  In verità sono 8 e non 12, al massimo in passato sono stati 9 poi uno è crollato nel 2005. Nel dubbio meglio affrettarsi a vederli!
Spettacolari, alti 40 metri, e la vista accompagnata dal fragore delle onde dell'oceano che si frangono per centinaia di metri prima di arrivare sulla spiaggia.
Come si sono formati: la costa si erode di 2 cm all'anno e retrocede, ma alcuni terreni piu' duri resistono alle onde e formano una penisola. Poi l'azione delle onde scava un ponte che poi crolla e crea un'isola, alta come la costa, che poi col tempo subirà anch'essa l'erosione del mare e scomparirà. Quindi è vero che altri faraglioni crolleranno, ma altri col tempo si formeranno.





una foto del London Bridge nel 1990, prima che l'arco naturale crollasse isolando due turisti che erano appena passati sopra per raggiungere la punta. Vennero salvati dall'isola con un elicottero.

l'isola come si presenta oggi

considerando l'erosione di 2 cm all'anno, quei faraglioni segnano il punto in cui arrivava la scogliera 10.000 anni fa



un Wallaby lungo la strada

parco con barbeque e emu


proseguendo verso ovest sono arrivato fino a Cape Bridgewater, l'idea era quella di vedere una colonia di foche che vive sulla scogliera, ma mi sono reso conto che per arrivarci è necessario fare 3 ore di escursione a piedi e non le avevo dovendo rientrare a Melbourne. Questa una foto presa da internet:

per non essere disturbate, le foche hanno scelto di fissare la dimora in uno dei punti piu' inaccessibili della costa

So invece che nei dintorni di Melbourne si possono vedere i pinguini, me li tengo per la prossima visita.

Ancora 50 km e sarei entrato nello stato del South Australia. 
Una curiosità: tutti i 5 stati di cui è costituita l'Australia hanno adottato delle restrizioni alla circolazione di prodotti biologici (Domestic Quarantine) per mantenere la biodiversità ed evitare la contaminazione tra allevamenti e piantagioni. Questo comporta che ad ogni passaggio di stato bisogna disfarsi di materiale proibito, ad esempio per andare in South Australia bisogna buttare via frutta e verdura eventualmente presente a bordo dell'auto. Qui l'elenco di generi vietati.


giovedì 15 maggio 2014

Great Ocean Road (1/2)

Piano piano scopro un altro pezzetto di questo continente. Lo scorso fine settimana è stata la volta della Great Ocean Road, una strada costiera che ho raggiunto con 1 ora di volo fino a Melbourne e 4 ore di auto a nolo.

in giallo le zone che ho visto in questi 14 mesi
 
un bar italiano all'aeroporto di Sydney


Strada facendo si attraversano una infinità di prati e allevamenti di bovini. Queste mucche sono decisamente fortunate: erba verdissima e un sacco di spazio per pascolare, mentre sulla costa si vedono delle gran belle spiagge, sabbia dorata e acqua color smeraldo, peccato che il cielo nuvoloso non renda giustizia. 


un cane tiene d'occhio il padrone mentre fa "stand up paddle surfing"


Prima tappa: Golf Club
Sosta all'Anglesea Golf Club. No, no, non gioco a golf, anche se in Australia il golf è un gioco per tutte le tasche e non è riservato agli arricchiti come in Italia. Ci sono venuto per vedere i canguri che convivono pacificamente con i golfisti condividendosi il manto erboso.

li vedo male....


Mi fermo per pranzare in un ristorante sulla strada in uno dei pochi paesini che si incontrano. Gente del posto che si conosce, tutti vestiti con jeans, maglietta, felpa e cappellino. Le infradito che si vedono a Sydney hanno lasciato il posto agli scarponcini infangati, del resto qui c'è qualche grado in meno e poi si lavora nei campi.


Squalo con beer battered chips. Lo squalo è piuttosto insipido e gommoso, ma le patatine impanate con la pastella fatta con la birra sono sempre deliziose



L'ingresso della Great Ocean Road

Il cielo si apre e il paesaggio assume tutto un altro aspetto



Prossima tappa: koala
Questi simpatici animaletti pelosi vivono solo in Australia, non posso perdermi l'occasione di vederli fuori da uno zoo.

Si trovano facilmente allo stato libero in due punti lungo la strada: sugli alberi di un'area di sosta della Great Ocean Road (a Kenneth River) e nella riserva  Tower Hill.

Ma quanto dormono questi koala??? 
Circa 20 ore al giorno, ogni tanto si svegliano per mangiare qualche foglia di eucalipto che trovano davanti al proprio naso dal momento che vivono tutta la vita su quegli alberi.
Leggevo che il loro comportamento indolente è dovuto all'assenza di grassi e proteine nelle foglie di eucalipto, pur mangiandone mezzo chilo al giorno assimilano giusto le calorie per sopravvivere dormendo gran parte del tempo.
In effetti sono sempre immobili e incuranti dei rumori che li circondano, ogni tanto aprono gli occhi, si guardano attorno con una espressione poco vivace, mangiano qualche foglia, appoggiano la testa e in 10 secondi riprendono a dormire.
e uno...
... e due....
... e tre

Pochi sapranno che sono marsupiali, con l'apertura rivolta verso il basso a differenza dei canguri. Il piccolo trascorre i primi 6 mesi nel marsupio, nutrendosi di latte e facendosi portare in giro dalla madre. Alla fine dello svezzamento si nutre delle feci della madre per sviluppare la flora batterica necessaria a neutralizzare il veleno contenuto nelle foglie di eucalipto.

i koala si siedono sempre tra due rami a V, come facciano a non cadere nel sonno...


pasto con foglie di eucalipto

 

avranno mai male al sedere a passare tutto quel tempo seduti sui rami?!



non so se si capisce, ma qui c'è un piccolo a cavalcioni sulla madre, che lo tiene con le braccia (le mani che si vedono sono della madre e cingono il piccolo)

 Continua...


martedì 13 maggio 2014

Fracking

il blog ha sempre più seguito... dopo che ho parlato del Fracking in due post (qui e qui), Report ne ha fatto un servizio in onda questa sera, copioni! :-)
E poi non dite che su questo blog non si impara niente di utile...

negli Stati Uniti il fracking è sospettato di essere la causa di terremoti


Appena rientrato da un fine settimana lungo la costa piu' meridionale dell'Australia, nei prossimi giorni un post (e poi magari una puntata di Report)



giovedì 8 maggio 2014

Qualche giorno in Italia

Il ponte di Pasqua è stata l'occasione per fare il secondo rientro in Italia da quando sono partito 13 mesi fa.
Una manciata di giorni, tra due voli di 24 ore, ma sufficienti a respirare l'aria di sempre e a inquadrare questa esperienza australiana.

E' bello rivedere gli affetti, gli amici, passare dall'ufficio e venir festeggiato come una star, tornare all'osteria da quattro soldi tra le colline brianzole, correre domenica mattina con gli amici al Parco di Monza.

E' brutto rendersi conto che i motivi per cui me ne sono andato via sono ancora tutti lì. Disordine, maleducazione, ingiustizia, comportamenti ignobili, ... girando per i dintorni di casa mia o su grande scala ascoltando il telegionale.
No, non vivo a Secondigliano, non ho bisogno di incontrare Gennaro o'carogna per sentirmi a disagio.  Mi basta trovarmi alla guida ad un semaforo di Viale Palmanova (Milano), è verde ma oltre l'incrocio le auto sono bloccate dal traffico e aspetto ad attraversare cosi come farebbe l'automobilista medio di Sydney. Ma non sono a Sydney e l'auto di dietro dopo 5 secondi comincia a suonare e smoccolare. Inutili le mie spiegazioni a gesti, ad un certo punto preferisce scartarmi tirandomi dietro chissà quanti accidenti.  

L'altro giorno parlavo con una mia amica che vive qui a Sydney, anche a lei è capitato di tornare in Italia per brevi periodi. Ha fatto una considerazione che ho trovato perfettamente calzante e gliela rubo:
"Forse più che il luogo (io di Sydney non mi sono ancora innamorata), e' che quando si torna in Italia si viaggia nel tempo, indietro a un periodo di noia e insoddisfazione che ci ha fatto venire la voglia di partire. Io appena rientro ritrovo la vecchia me stessa e mi viene l'ansia."
Grazie Sara, non avrei saputo esprimerlo meglio.




  aeroporto di Abu Dhabi, camera a gas per fumatori

vi ricordate il post sul Fracking? Pare che oltre che inquinare le falde acquifere possa anche provocare terremoti
 
Abu Dhabi: letto a ore per passeggeri in attesa di una coincidenza


all'osteria brianzola: prosciutto, salame, cotechino, michetta e rosso della casa. Vivendo in Australia comincio a capire il fascino esotico di queste cose semplici

qui invece siamo chiaramente in Australia

puntatina sulle Blue Mountains, dove l'Autunno arriva in anticipo rispetto a Sydney


 e con l'Autunno le castagne

in Europa sarebbe vietato http://www.smh.com.au/articles/2002/06/26/1023864608049.html

giovedì 17 aprile 2014

Una bottiglia costata cara

Notizia di oggi: il premier dello stato del New South Wales (di cui Sydney è la capitale) ha rassegnato le dimissioni a seguito di uno scandalo legato ad una bottiglia di vino.

Facciamo un passo indietro. In Australia dal 1988 c'è una commissione, chiamata ICAC (INDIPENDENT COMMISSION AGAINST CORRUPTION) una task force per la persecuzione dei reati compiuti da pubblici ufficiali.
La prima cosa che ho pensato è che sarebbe una gran bella cosa se ci fosse una commissione dedicata alla corruzione anche in Italia. Una commissione con ampi poteri investigativi e aperta al cittadino per le segnalazioni grandi e piccole, anche in forma anonima. Basta compilare un questionario on line, circostanziando il piu' possibile l'accaduto e possibilmente indicando le proprie generalità per poter essere contattato per eventuali conferme. Nelle FAQ si chiarisce che in nessun caso si rischia il reato di diffamazione e che la propria identità resterà segreta.
E invece cosa abbiamo in Italia?  Un organismo fantoccio creato nel 2013 (25 anni dopo) e privo dei poteri che sarebbero necessari. Si chiama ANAC, costa 4.5 milioni all'anno e ha il compito di far adottare agli enti pubblici (dai ministeri fini agli enti locali) un piano anticorruzione. Peccato che non possa comminare sanzioni, quindi gli enti pubblici semplicemente se ne sbattono e il sistema clientelare italiano può dormire sonni tranquilli.
E quindi cosa ottengono i contribuenti italiani da quei 4.5 milioni che spendono?
Un bel rapporto annuale pieno di lagne
Ma ora c'è Fonzie al governo e un mese fa:
Quando Matteo Renzi ha parlato con Raffaele Cantone per comunicargli l’intenzione di affidargli la guida dell’Authority anticorruzione, il magistrato ha spiegato al neopresidente del Consiglio che per ottenere qualche risultato bisognava mettere l’organismo in condizione di lavorare seriamente. «Quello è scontato — gli ha risposto il premier —, per noi è un fattore d’immagine molto importante».

 Mi raccomando, conto su di voi per dare un occhio se alle promesse seguono i fatti.

Ma torniamo alla bottiglia di vino.
Dalle indagini dell'ICAC è risultato che il premier Barry O'Farrell ha ricevuto da Nick di Girolamo ( il capo della società privata che costruisce infrastrutture idriche per conto dello stato) una bottiglia di vino da 3000$ che ha "dimenticato" di dichiarare sul registro delle donazioni come da policy anticorruzione.

Ieri davanti alle telecamere il premier ha negato categoricamente di averla mai ricevuta (qui il video) , questa mattina l'ICAC ha diffuso un biglietto di rignraziamento che il premier aveva mandato a Di Girolamo per ringraziarlo e un'ora dopo il premier è tornato davanti alle telecamere per scusarsi e dare le dimissioni.

Ecco, credo di questo avrebbe bisogno l'Italia: 
  1. un organismo indipendente per combattere la corruzione a tutto campo
  2. corruttori così naif da mettere in nota spese un regalo per un politico
  3. politici così naif da mandare biglietti di rigraziamento
  4. politici che danno le dimissioni nel giro di un giorno per una bottiglia di vino, senza fare sceneggiate, urlare al complotto e attaccarsi alla poltrona.
 
una faccia per bene: Nick Di Girolamo


Il premier dimissionario O'Farrell

La nota spese di Di Girolamo

la bottiglia, Penfold Grange 1959, anno di nascita del premier


il biglietto di ringraziamento