Sono giorni che ci si saluta con "Happy Australia Day!" ed ero curioso di vedere come lo avrebbero festeggiato.
Ho fatto un giro in centro, era una festa di bandiere australiane, sulle magliette, sui cappellini, dipinti sui volti. Molti concerti, navi storiche nella baia, sorvoli di aerei, picnic e barbeque ovunque, fuochi d'artificio.
Non smetto di stupirmi della vitalità di questa città, ogni mese c'è una scusa per celebrare qualcosa e per organizzare eventi per la gente e per le famiglie. Penso a Milano e non mi ricordo che avesse mai organizzato grandi cose, neanche negli anni d'oro della Milano da bere. Al confronto Milano mi pare un aggregato di persone, senza personalità, commissariata. Si manda avanti l'ordinaria amministrazione ed è merito dei privati se si anima due volte all'anno per la moda e i mobili, il che è ironico considerando che vestiti e mobili credo/spero che siano in coda ai pensieri degli italiani in questo momento.
Tra le celebrazioni oggi si assegna anche il premio di "Australiano dell'Anno", vinto da un certo Adam Goodes, un giocatore di rugby aborigeno che si è distinto per le sue battaglie a favore degli aborigeni. Qualche mese fa è stato protagonista di una vicenda, quando una ragazzina di 13 anni gli ha urlato "ape" (scimmia) durante una partita. Lui l'ha fatta espellere dallo stadio e successivamente la ragazzina ha dovuto chiedere scusa.
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| il Primo Ministro consegna il premio a Adam Goodes |
Una cosa che mi piace degli Australiani è che alle volte non paiono avere il senso dell'opportunità, ma fanno quello che pensano sia giusto. E così nel giorno in cui si festeggia la colonizzazione dell'Australia hanno nominato Australiano dell'Anno un aborigeno che ovviamente ha approfittato dei media per accusare i colonizzatori e la loro festa.
E si potrebbero fare altri esempi, come il deterioramento delle relazioni con l'Indonesia a causa di una storia di spie. Il premier Indonesiano ha scoperto che i servizi australiani stavano cercando di intercettare il suo cellulare e ha chiesto pubbliche scuse al governo australiano. Gli australiani hanno risposto che non intendono scusarsi visto che qualche anno prima è successo un caso analogo a danno loro e non hanno mai ricevuto scuse dagli indonesiani. Ora per ritorsione gli Indonesiani hanno interrotto la collaborazione sull'immigrazione e lasciano partire i barconi diretti in Australia. Come se non bastasse qualche giorno fa gli indonesiani hanno dichiarato che i loro aerei militari sono in grado di raggiungere il suolo australiano in caso di conflitto.
Mentre con i cinesi, i rapporti sono peggiorati da quando un paio di mesi fa il ministro degli esteri australiano ha preso posizione contro la Cina su alcune isole che la Cina rivendica come sue. Tenete presente che la Cina è di gran lunga il primo partner commerciale dell'Australia, assorbendo il 35% delle esportazioni australiane.
E non parliamo della loro politica nei confronti del fumo, la piu' repressiva del mondo: i produttori di sigarette sono obbligati a mettere foto raccapriccianti sui pacchetti (malati terminali, parti del corpo deformi, etc) per mostrare gli effetti del loro prodotto, alla faccia degli interessi della lobby del tabacco e degli intrioti erariali.
Insomma... sono tosti questi Australiani!
Qualche foto (le prime 3 mie e le altre da internet)
| per oggi era possibile fare un giro turistico a bordo di vecchi bus dismessi |
| questo decisamente londinese, perfino nel capolinea |
















