mercoledì 15 gennaio 2014

Delfini e dune

A Natale siamo stati a Port Stephens, a 2 ore di auto verso Nord, una grande baia famosa per i delfini, le spiagge e le dune di sabbia.


gita in barca per vedere i delfini, avvistamento garantito al 99% dice la pubblicità, eccone uno!

per vederli da vicino si può scendere in una rete a pelo d'acqua

delfino bottlenose (naso a bottiglia)

qui qualcuno fa finta di avere freddo! :-)
da internet

slittino da discesa

Via!




"mi tocca farvi vedere come si fa..."
:-)
alla faccia della mosca!






martedì 14 gennaio 2014

Snorkeling by night

Si sa che di notte i pesci sono più socievoli, oltre a poterne incontrare alcuni che di giorno non si fanno vedere, quindi ho voluto provare a fare snorkeling dopo il tramonto.

Ieri sera sono andato alla spiaggia di Shelly, un po' isolata e molto in voga tra gli hippies che si accampano coi loro furgoni Volkswagen nelle vicinanze. Arrivo alle 21, muta, pinne e maschera e mi dirigo verso l'acqua passando in mezzo a gruppi di giovani intenti ad ascoltare i bonghi e a far roteare palle di fuoco, chiaramente mezzi ubriachi. Ad un certo punto sento uno che fa: "Look at that motherfucker, he must be drunk!"
Questa è bella: sono l'unico della spiaggia ad essere sobrio e mi prendo dell'ubriaco!

Nuotare con la sola luce della torcia fa uno strano effetto: il fascio di luce della torcia è molto stretto, devi muoverlo di continuo per avere un'idea di quello che ti circonda e mentre lo muovi tutt'attorno si creano delle ombre e degli aloni sinistri. E poi è pieno di alghe che ondeggiano col moto ondoso, quindi attorno si muove tutto e non è facile capire se quello che vedi con la coda dell'occhio è un pesce enorme o cosa. Per non contare i branchi di pesci così fitti che ti fanno spaventare quando vedi una massa così grande che ti serpeggia davanti.
Mi faccio un bel due ore di bagno, il mare è calmo e mi spingo fuori dalla baia, lungo la costa che si affaccia sull'Oceano Pacifico. Solo in mezzo al mare, a centinaia di metri dall'essere umano piu' vicino, calato nelle tenebre, una torcia in una mano e una videocamera nell'altra... mi chiedo se gli squali siano attirati o spaventati dalla luce. Se venissi mangiato da uno squalo la mia scomparsa sarebbe un rebus per gli investigatori che non potrebbero mai immaginare che ad una persona sensata potesse venire in mente di uscire in mare aperto a nuoto, di notte e da solo, verrebbe sicuramente archiviato come suicidio.
Rientro nella baia, le luci delle case mi danno un maggior senso di sicurezza. 
Rimango in acqua fino alle 23 affascinato dalla vita marina notturna, poi doccia sulla spiaggia e mi metto in macchina. Sorrido all'idea che mi fermi la polizia per un controllo: uno che se va in giro per la città a mezzanotte, nudo con addosso l'accappatoio del bagno.

Ed ecco il video



A proposito di pesci, sabato ero andato a fare snorkeling in un posto raggiungibile solo tramite un sentiero. In acqua con me un gruppo di persone di origine filippina che pescavano col fucile subacqueo. Esco dall’acqua e mi sto asciugando quando uno di loro si mette a urlare per chiamarmi. Era stato colpito da una razza, benchè piccola gli aveva fatto un bel buco nel braccio da cui usciva sangue e gli faceva molto male. Chiamiamo l’ambulanza, i paramedici spiegano che il veleno del pungiglione non e’ pericoloso per l’uomo ma è molto doloroso, infatti il tizio non riusciva neanche a camminare pur essendo stato ferito al braccio. Era andato vicino per giocarci… sara' meglio essere un po' piu' cauti la prossima volta che incontro una grossa razza come questa qua
Del resto Steve Irving, sopravvissuto a molti incontri ravvicinati con serpenti e coccodrilli, è morto colpito da una razza che gli ha perforato il cuore mentre ci giocava insieme nella registrazione di un documentario sulle creature più pericolose.

venerdì 10 gennaio 2014

Alcol - una barriera culturale

Premesso che in Australia si vive bene per una serie di motivi, è un po' di tempo che volevo fare un post su una delle principali barriere culturali: il bere. Fatene tesoro perchè raramente chi viene in Australia parla delle difficoltà che incontra, ancor meno di quelle insuperabili.

L'Australia è stata fino a qualche decennio fa un territorio dell'Impero Britannico e ne ha ereditato molte caratteristiche sociali, tipo la dipendenza dall'alcol.
Premetto che non ho nulla contro gli Inglesi, è un popolo che ho sempre guardato con rispetto: confinati su un'isola, un clima orrido, tagliati fuori dagli scambi via terra con il resto dell'Europa, hanno saputo conquistare terre lontane e imporre la loro lingua come standard mondiale, e questo a fronte di una popolazione paragonabile a quella italiana.

Non ho la pretesa di fare una analisi sociologica, ma posso raccontare qualche episodio di questi 10 mesi.
Qualcuno ha coniato il termine "impatto culturale a scoppio ritardato" per descrivere quella situazione in cui arrivi in un paese nuovo, ti ambienti velocemente perchè hai la stessa matrice culturale (non sei nè cinese nè arabo), salvo poi renderti conto delle differenze col passare del tempo.

Se credi nel paese in cui sei arrivato vorresti azzerare tutto quello che ti rende estraneo, perdere l'accento, mangiare lo stesso cibo e vestirti allo stesso modo, ma nel caso del bere mi dissocio, non mi ubriacherò ogni sabato per arrivare al punto in cui mi sembra una buona idea, e pazienza se non sarò di compagnia agli eventi sociali.



L'Alcol
La prima banale considerazione è che mentre per un italiano il bere fa parte della tradizione culinaria (pizza-birra, carne-rosso, pesce-bianco), per un Australiano bere (molto) alcool è un modo per divertirsi e non richiede necessariamente che si mangi.
Inizialmente pensavo che la cosa non mi riguardasse, ma col tempo mi sono reso conto che gli eccessi producono contromisure che colpiscono tutti:
  1. un giorno mi sono trovato con gli amici alla spiaggia di Bondi, la piu' famosa dell'Australia. Mi sono portato il pranzo al sacco e qualche birra da offrire sarebbe stata perfetta... NO! Gli alcolici sono vietati in quella spiaggia e ho dovuto ripiegare sul succo di frutta. Già perchè se non fosse vietato chissà quante se ne vedrebbero in quella spiaggia frequentata da migliaia di giovani. Giuro che volevo solo bermi una birra, pazienza.
  2. Sono in un grande ristorante, la sala piena di famiglie con bambini, ad un banco si ordina da mangiare e ad un altro le bevande. Vado a prendere da bere con mia figlia che mi accompagna in modo da aiutarmi coi bicchieri e il barista mi fa notare che lei deve allontanarsi dal bancone. il bancone del bar è all'interno del salone pieno di bambini, ma bisogna sapere che c'è una linea immaginaria ad un metro dal bancone che solo i maggiorenni possono valicare. E' la legge.
  3. Giorni fa eravamo al mare, di ritorno da una escursione sulle dune di sabbia, sete a 1000 e desiderio di una birra...  troviamo dei bar ma non vendono alcolici... entriamo in un caffè/ristorante ma ci dicono che la loro licenza consente di dare alcolici solo a chi si ferma a mangiare, infine trovo un pub con la licenza ma vietato ai minori... e che palle!!!
    Poi ho scoperto che c'era la possibilità di accedere alla sala "bistrot" del pub e lì finalmente avremmo avuto bere una birra e una cocacola tutti insieme, ma poco prima avevo comperato per disperazione un pacco di birre in un negozio di alcolici e con le birre sottobraccio al pub non mi avrebbero fatto entrare. E probabilmente non avrei neanche potuto berle per strada in mezzo alle famiglie che passavano, quindi l'unica soluzione è stata andare a berle di nascosto in albergo...
    In sintesi se sei in giro con dei minorenni e vuoi farti una cavolo di birra la vita diventa piuttosto complicata, non sai mai dove puoi entrare e dove no.
  4. Vai in una pescheria/friggitoria del porto e scopri che per accompagnare il pesce c'è solo acqua o cocacola perchè molti ristoranti, specialmente quelli piu' economici, non hanno la licenza per gli alcolici 
  5. Gli alcolici non li trovi al supermercato, ma sono venduti solo nei liquor store, dove viene chiesto un documento se la maggiore età non è ovvia.

E poi c'è dell'altro. In Australia la criminalità è molto piu' bassa che in Italia, non ci sono sacche di disperati senza lavoro nè dimora che vivono stuprando, rubando e investendo pedoni mentre guidano ubriachi. Non è il paradiso ma sicuramente ci sono meno tensioni sociali, meno delinquenza comune e organizzata. Però non c'è weekend senza che nei pub del centro qualcuno finisca in ospedale per un un pugno tirato da un ubriaco alle 3 del mattino. Il più delle volte si tratta di attacchi pretestuosi, aggressività potenziata dall'alcol (alcohol fuelled violence).
C'è di buono che lo stato reagisce in fretta, grazie al federalismo ogni stato dell'Australia è agile nel promulgare leggi ad hoc per le necessità locali, come quella che inasprisce l'omicidio determinato da un pugno ("king hit" in slang Australiano), da preterintenzionale a volontario, fino a 20 anni di prigione, che tu abbia bevuto o meno.

Al di là di questi eccessi, il bere molto negli eventi sociali è comunque considerato normale. Quando chiedo ai miei colleghi come hanno trascorso il weekend la risposta tipo è: "sabato a bere con gli amici e domenica a riprendermi dalla storta".
Per contro c'è piu' attenzione a non guidare dopo aver bevuto, molti tornano a casa in taxi o con i mezzi pubblici, che a differenza di quelli di Milano sono frequentabili anche all'una di notte e anche da donne sole.
E poi c'è anche l'amico irlandese che ieri per un lutto in famiglia (zia) si è scolato 3 bottiglie di vino. Questa mattina è arrivato in ufficio con la faccia di chi era appena uscito dalla sbronza.

Sempre a proposito di tradizioni inglesi... il Cricket. Qualche giorno fa si giocava la finale Australia-Inghilterra nel torneo chiamato Ashes ("le ceneri", il cui trofeo è rappresentato da una piccola urna contenente le ceneri di una pallina).  Il cricket è così intriso di formalismi che perfino il pubblico deve attenersi a regole per poter accedere allo stadio. Qualche giorno fa ad una avvocata è stato vietato l'accesso alla tribuna perchè indossava una gonna sopra al ginocchio. Le regole stabiliscono che "la gonna deve avere una lunghezza rispettabile".
La donna ha fatto notare che sopra la gonna indossava un cappotto più lungo, ma le è stato obiettato che "non è accettabile perchè si potrebbe togliere l'impermeabile in qualsiasi momento senza preavviso". Oddio!

Giudicate voi.


A proposito di inglesi... ieri ero all'ufficio postale a comperare dei francobolli per le cartoline, ho chiesto se ne avessero di carini, mi risponde "sì, sono appena arrivati quelli del battesimo del principino".
E io "ma non c'è qualcosa di meglio? Che so, gli animali australiani?", risposta secca "No!".






I delfini davanti a Sydney

Ogni mattina un centinaio di nuotatori (i "Bold and Beautiful") si dà appuntamento alla spiaggia di Manly alle 7 per farsi una nuotata di 1500 metri nell'Oceano Pacifico, 365 giorni all'anno.
Una mattina avevo provato ad unirmi a loro con risultati disastrosi e poi non sono piu' andato, però seguo il loro blog dove pubblicano le foto di ogni nuotata.
Ogni tanto capita che vengano accompagnati dai delfini, come questa mattina, peccato non eccerci stati!
Le foto dal loro blog:













mercoledì 8 gennaio 2014

Le avventure di Capitan Canotta

Allarme Rosso - Missili nordcoreani stanno per colpire l'Australia!
L'unica speranza è Capitan Canotta
... sempre che le due assistenti si decidano ad aprire la porta dell'hangar...

"ALLORA... STA PORTAAAAAAAAAAAAAAA!!!!"
il nemico non aspetta e Capitan Canotta esce dall'hangar alla sua maniera
MISSIONE COMPIUTA, rientrato alla base. I missili sono stati dirottati sulla Nuova Zelanda, l'Australia è salva!

nei combattimenti l'aereo ha riportato qualche graffio,  ma quel gran manico di Capitan Canotta è ritornato alla base senza problemi
Le figlie di Capitan Canotta vorrebbero fare un voletto anche loro, ma hanno dimenticato il rialzino in macchina

uno dei 90 MB326 prodotti in Australia su licenza della Macchi di Varese


Il museo dell'aviazione Fighter World


L'unico aereo sviluppato dall'Australia: un piccolo drone senza pilota, utilizzato come bersaglio per testare i missili antiaereo. Che scarsi!





lunedì 6 gennaio 2014

I canguri

Le ragazze ieri sono ripartite per l'Italia dopo 2 settimane qui in Australia e la casa è tornata ad essere inanimata e silenziosa. Fa sempre un effetto strano, specialmente nelle stanze delle bambine dove fino a ieri andavo a spiarle mentre dormivano...
Comunque abbiamo sfruttato bene il tempo a disposizione, mettendo la spunta a molte icone australiane: l'Opera House, la Sydney Tower, il campeggio nelle Blue Mountains, la spiaggia, i delfini, le dune di sabbia, i fuochi d'artificio a capodanno e i canguri allo stato libero. Parto da quest'ultimi, il resto nei prossimi post.

A parte gli zoo, per trovare i canguri liberi bisogna allontanarsi dalla città. Siamo andati a un'ora di auto da Sydney, Morisett, dove i canguri vivono in una riserva.

 
mi sa che siamo capitati nella stagione degli amori
questo ha cercato perfino di baciarmi, per fortuna il mio naso lo ha tenuto a distanza
  




e dai e dai alla fine Vittoria si è presa una zampata sul petto da un canguro impaziente di mangiare il pane

ma con me te lo devi guadagnare il pane!

forza con quelle gambette!

ma come fa a non cadere?!


 


mercoledì 1 gennaio 2014

Capodanno 2014 sulla baia

L'attesa è stata lunga, ma ne è valsa la pena.
Siamo arrivati sul posto alle 15 ritrovando la coperta che avevo steso alle 7 del mattino. 2 milioni di spettatori, con i punti di accesso che venivano chiusi una volta raggiunta la capienza.

 Vi dicevo che l'attesa è stata lunga e non sapevamo piu' come ammazzare il tempo...

qualcuno è crollato prima della mezzanotte...


Sfilata di barche luminose

L'Opera House fa 40 anni


E finalmente il 2014!

da Internet

il video

AUGURI A TUTTI!!!!