Questo fine settimana finalmente siamo riusciti ad andare alle Blue Mountains, le montagne a 1 ora di auto da Sydney. Avevamo dovuto rinviare per via dell'auto, che ha passato più tempo col meccanico che con me...
Diciamo subito che non è nulla di paragonabile alle Alpi, io non le definirei neanche montagne: è un altipiano con delle fratture, a me ricorda il Grand Canyon, che non si può certo definire una montagna.
Il paesaggio ricorda anche la campagna toscana, se non fosse per gli alberi che qui sono diversi, e per la quasi totale assenza di terreno coltivato: è un alternarsi di prati da pascolo e foreste.
Comunque i paesaggi
sono molto belli, si fanno chilometri e chilometri senza vedere anima
viva, spesso su sterrati, con carcasse di animali lungo i bordi,
un'immensità di spazio e pochissime persone, l'Australia che mi sono
sempre immaginato! E per fortuna l'auto ha retto, altrimenti rimanere a
piedi in certi posti, col freddo della notte, un cellulare senza campo e
una famiglia in macchina...
Il nome Blue deriva dal colore dell'atmosfera, resa azzurra dal vapore dell'olio di Eucalipto.
Dal 1770, anno della "scoperta" dell'Australia, fino al 1813 le Blue Mountains erano considerate invalicabili, finchè una spedizione riuscì a trovare un passaggio verso Ovest. Da notare che da quel punto in poi non ci sono piu' montagne fino alla cost Ovest dell'Australia a 3500 km di distanza. E' un continente veramente piatto.
La prima meta è il più antico ponte in Australia: il Lennox Bridge, datato 1833 e costruito dai carcerati con blocchi di pietra scolpiti a colpi di scalpello. Per 90 anni e' stato l'unico punto di passaggio per le Blue Mountains (prima che venisse costruito un viadotto che ha cambiato il corso della Great Western Highway), ora e' un ponticello in una stradina fuori mano. Come valore storico e' piuttosto risibile per chi come noi è abituato ai ruderi sparsi in ogni angolo d'Italia, ma per un Australiano ha la sua importanza. Ne approfittiamo per due passi nel bosco.




Più avanti un negozio di pelouches che vanta il maggior assortimento dell'emisfero meridionale. Questi record "dell'emisfero meridionale" sono piuttosto frequenti da queste parti, anche perchè la concorrenza è sicuramente inferiore rispetto all'emisfero settentrionale.
Siamo entrati solo per vedere e ovviamente siamo usciti con 3 pupazzi. Ce n'erano di simpatici dedicati ai papi.. non mi è chiaro a che tipo di clientela siano indirizzati.
proseguendo eccoci a Katoomba, un paese a 1000 metri di altezza famoso per tre colonne di roccia chiamate "le 3 Sisters".
La leggenda aborigena vuole che 3 sorelle della tribu' di Katoomba 'Meehni', 'Wimlah' e Gunnedoo', si fossero innamorate di 3 ragazzi, ma le leggi tribali vietavano loro di sposarli essendo membri di una tribu' diversa. I tre ragazzi non si diedero per vinti e vollero prendere le ragazze con la forza, questo provocò una guerra tra le due tribù.
Visto che l'incolumità delle tre ragazze era in pericolo, uno stregone della stessa tribù fece un incantesimo per trasformarle in pietre. Una volta finita la guerra le avrebbe riportate al loro stato naturale, ma lo stregone morì nel corso della guerra e nessuno fu mai in grado di rompere l'incantesimo.
A Giulia e Vittoria la leggenda è piaciuta molto e ho dovuto raccontarla più volte nel corso del viaggio, però una volta arrivati a destinazione hanno fatto notare che la somiglianza con la sagoma di tre ragazze è decisamente scarsa.
Facciamo alcune passeggiate e ci fermiamo 1 ora in un negozio di cappelli dove finalmente Giulia trova un cappello da cowboy della sua taglia. In realtà ero io che mi ero fissato che dovesse averne uno uguale al mio, ma ora che ce l'ha ne va molto fiera.
Nella cittadina di Katoomba troviamo ancora tracce della ricerca di un disperso di cui conosco bene la vicenda trattandosi di un collega.
E' Gary, un collega dell'ufficio di Sydney che non conosco personalmente. 3 settimane fa era lì per un evento aziendale, dopo una cena e qualche bicchire di troppo, a mezzanotte è uscito in strada a piedi, si è perso, ha telefonato ai colleghi rimasti in albergo ma dopo alcuni minuti il cellulare si è scaricato.
Lo hanno cercato per 10 giorni battendo tutta la zona con centinaia di volontari, molti dei quali miei colleghi, ma da allora nessuna traccia. Ne hanno parlato i giornali, l'hotel dove soggiornava è diventato la base per le ricerche e per i genitori giunti dalla Gran Bretagna.
La zona è impervia, foreste e precipizi ovunque, per di più la temperatura di notte è vicina allo zero. Dopo 10 giorni l'operazione di salvataggio è stata declassata a operazione di recupero, e ora coinvolge molte meno persone. Certo la storia ha dell'incredibile, perdersi nel bel mezzo di un paesino e non venir più ritrovati.
Torniamo alla gita. Prima del tramonto ci spostiamo verso la sommità delle Blue Mountains, Mount Victoria, 1000 metri di quota. Di nuovo fa un po' strano chiamare quel paesello su una collinetta col nome di un monte, ma questo è quello che offre la zona.
il bosco ha sempre una grande attrattiva sulle bambine, decisamente più della spiaggia
non so perchè ma mi sono fatto l'idea che con Vittoria il mestiere di padre sarà particolarmente impegnativo...
Alla sera dormiamo in un albergo in quel paesino fantasma che è Mount Victoria. L'albergo è uno spettacolo, sembra di fare un tuffo nel passato, è del 1914 e non è cambiato molto da allora. Non è uno di quei posti ricercati e costosi che vogliono far rivivere l'atmosfera di una volta acquistando antiquariato, è semplicemente vecchio!
e al risveglio una degna colazione!
Domenica ci dirigiamo alle grotte Jenolan Caves a 1 ora di auto. Belle anche se non così maestose come altre che avevo visto in passato
Poi via di corsa per fare altra strada prima del tramonto.
poco dopo questo cartello, andando a 70 km/h su una strada sterrata, rischiamo la collisione con un wallaby (piu' piccolo del canguro) che stava attraversando la strada.
I cartelli disseminati ovunque per informare sul grado di rischio incendio. Volevo metterlo su "Catastrophic" ma ho scoperto che la lancetta è bloccata da un lucchetto sul retro
Arriviamo fino al bordo dell'altipiano, pochi metri piu avanti una parete verticale di centinaia di metri.
A fine gita totalizziamo 500km, di cui 50 su sterrati