mercoledì 21 agosto 2013

Green Island

Nella settimana di vacanza su al Nord abbiamo fatto 2 giorni a Green Island. L'isola è all'interno dei 2000 km di Great Barrier Reef al largo della costa australiana, 45 minuti di battello. Alta 4 metri, è completamente formata da corallo, niente roccia e niente sassi, come le Maldive.



520$ a stanza, pasti esclusi, ma il servizio è di buon livello


di notte, dal molo, ci siamo sbizzarriti a fare light painting: illuminare il mare con la torcia durante i 30 secondi di posa

 

l'assenza di inquinamento luminoso rende le stelle brillantissime e la luna accecante. Ci credereste che questa foto è stata fatta con la sola luce della luna?

Attorno all'isola c'è la barriera corallina, non molto colorata a dire il vero, potremmo dire "50 sfumature di grigio", ma abbastanza vivace quanto a pesci. Numerose tartarughe e vari pesciotti.
La temperatura dell'acqua è al minimo dell'anno in questo periodo, 24 gradi, ma sufficiente a fare il bagno senza muta. A proposito, ho fatto anche una immersione con le bombole, non ho voluto mettere la muta non sentendone bisogno ma mi hanno comunque fatto indossare una calzamaglia in lycra integrale come protezione dalle meduse. La loro presenza è concentrata nei mesi da novembre a maggio quando l'acqua è piu' calda, ma per precauzione i diving fanno indossare la muta tutto l'anno (e non stiamo parlando della piccola irritazione provocata delle meduse che si trovano in mediterraneo).
Ci sarebbe da scrivere un libro sui pericoli di questa natura australiana, e mi chiedo come sia possibile che gran parte delle creature ostili (e potenzialmente fatali) si siano date appuntamento in questo angolo di mondo.
Qui un elenco dei 9 principali pericoli quando si fa il bagno. Il risultato è che bisogna adottare delle precauzioni che vanno decisamente a limitare la fruibilità di questo paradiso marino:

  1. non fare il bagno nei fiumi o in mare se vicino ad un estuario (coccodrilli)
  2. fare il bagno con la calzamaglia integrale da novembre a maggio e nelle zone protette da reti e vigilate da bagnini (meduse)
  3. in acqua non toccare nulla (blue ring octopus, conchiglie a cono, pesce scorpione, serpente di mare,razze, pesce pietra)
E come se non bastasse pare che le noci di cocco cadute dagli alberi, quelle intere con la scorza, facciano piu' vittime degli squali!

Chiudiamo la parentesi e torniamo alla vacanza che è meglio.

Un filmatino e qualche foto:



















lunedì 19 agosto 2013

Una domenica all' Olympic Park

Dopo mesi a osservare i locali, questa domenica abbiamo deciso di fare come loro: BBQ al parco approfittando di un bel sole e 23 gradi. Tra i tantisimi parchi abbiamo scelto l'Olympic Park, quello costruito attorno al villaggio olimpico del 2000, che conosco bene avendoci corso in lungo e in largo per preparare la maratona di luglio (dal momento che è uno dei rari posti della città senza continue salite e discese).
La prima cosa che ho capito è che nonostante i BBQ elettrici disseminati in ogni parco, non si può pensare di arrivare alle 11 e trovarli liberi. Tavoli e BBQ erano già occupati da gruppi di mediorientali, 20-30 persone alla volta che cucinavano ogni sorta di piatti.
Per fortuna avevo il piano B, un mini BBQ a carbonella, che ha salvato il programma.


E poi abbiamo collaudato il mio ultimo acquisto da crisi di mezza età: lo skateboard. L'ultima volta che ne avevo usato uno era uhmmmm... ti distrai un attimo e ti rendi conto che sono passati 35 anni!
Giulia ha provato per la prima volta, sostenuta dal tifo della sorellina.




e superata la prova con lo skateboard era ora di passare a qualcosa di meno infantile...



Se l'è cavata bene nonostante non vedesse i marciapiedi a causa del sedile troppo basso :-)


domenica 18 agosto 2013

7 giorni a Latitudine 16

tornati ora dal Nord Queensland, la zona tropicale dell'Australia dove in pieno inverno c'è una temperatura appena inferiore a quella dell'estate italiana.
Sui miei appunti di viaggio trovo foreste, fiumi, spiagge, cascate, coccodrilli, pesci tropicali, noci di cocco e canne da zucchero. Non sarà facile sintetizzare nei prossimi post, nè scegliere tra le 2300 foto. Per il momento vado a dormire con una scottatura da snorkeling e i ricordi di questa tartaruga con cui ho nuotato poche ore fa



 

venerdì 9 agosto 2013

Sù al Nord

Oggi cinema a vedere "Desplicable Me 2" (Cattivissimo Me 2), bello!
Magari si perde qualche battuta per via dell'inglese ma non sentire il doppiaggio effettuato dai bambini di borgata è un sollievo per chi come me li trova insopportabili.


Poi ultima sera passata a programmare la vacanza di settimana prossima. Mi sono studiato tutti i libri sul Queensland che ho trovato in biblioteca e prenotato tutte le sistemazioni via internet. Partenza sabato, in 3 ore di volo saremo a Cairns, una città più a nord. La temperatura sarà un po piu' calda, 28 gradi, mare 24 gradi, finalmente un po' di estate anche per noi!

Lì noleggeremo un 4x4 e andremo più a Nord arrivando fino a Cooktown, dove approdò il Capitano Cook quando scoprì l'Australia nel 1770. Vi si fermò 7 settimane per riparare i danni alla propria nave causati dalla barriera corallina. Il posto evidentemente gli piacque visto che gli diede il proprio nome, anzi, già che c'era decise di prendere possesso di tutta la costa est dell'Australia in nome del Re. Non sapeva neanche di cosa stava parlando visto che era appena approdato, ma nel dubbio meglio stare larghi.

Il nostro programma, meno ambizioso, prevede 7 tappe in 7 giorni, un pizzico di avventura australiana su strade sterrate, fiumi con coccodrilli, bungalow sulla spiaggia, capanne nella foresta e una notte a Green Island.
Un commento riguardo il decantato Great Barrier Reef (il più grande del mondo, lungo 2600 km): sarà anche bello ma è scarsamente accessibile essendo a 20-50 km dalla costa, per arrivarci bisogna prendere parte a delle lunghe escursioni in barca che costano 150$ per uno snorkeling in giornata, decisamente più scomodo di quello del Mar Rosso che è davanti la costa. Oppure soggiornare su un'isola nella barriera corallina, ma sono poche e spesso gestite da alberghi di lusso con camere a 1000-2000$ a notte, al confronto le Maldive sono regalate! Green Island è una delle poche a prezzo ragionevole (500$ a notte incluso trasporto in catamarano veloce). Oppure altre isole disabitate dove è consentito il campeggio ma sono prime di servizi e bisogna portarsi tutto il necessario a cominciare dall'acqua da bere.
Da appassionato di immersioni mi aspettavo qualcosa di più fruibile, mi sembrava giusto dirlo.

mercoledì 7 agosto 2013

Cacciato il malocchio

oggi sono venuti gli indiani a casa per la cerimonia Indu' di cui al precedente post. I progetti di sabotaggio sono rimasti tali, al contrario siamo usciti di casa per consentire la celebrazione del rito senza miscredenti intorno. A dirla tutta con Giulia avevo studiato se c'era modo di nascondere la telecamerina in sala ma non avevamo trovato un posto sicuro dove lasciarla senza rischiare l'incidente diplomatico.
Si sono presentati i padroni di casa con delle borse, poi è arrivato il sacerdote con altre borse, si sono fermati due ore e poi se ne sono andati lasciandomi una lettera e un odore di incenso indiano (tipo i bastoncini da accendere, decisamente più gradevole di quello delle nostre chiese).


la buona notizia è che pare che i benefici ricadano anche sull'inquilino!

lunedì 5 agosto 2013

Instant Karma

Oggi mi telefona l'agente che gestisce la casa per conto del proprietario e mi dice:

"in 14 anni di attività questa è la prima volta che devo fare una richiesta del genere..."
uhmmm, guai in vista...


"il proprietario è un indiano, è Indù.... e ha le sue usanze..."
sempre peggio... ora mi dirà che ha scoperto che diamo da mangiare agli opossum e che questa cosa è inaccettabile per la sua religione...


"ha comperato casa un anno fa e non ha ancora fatto in tempo a farla purificare..."
confermo, una pulizia decisamente sommaria!


"avrebbe quindi necessità di venire un paio di ore per fare una cerimonia indù, ci saranno un po' di parenti, un sacerdote con l'incenso, etc. deve farla in salotto perchè gli serve una stanza esposta a Nord Est. Se volete potete stare in casa, magari un un'altra stanza..."
Ah, ok. Gli dico che non c'è problema. 


Il tempo di mettere giù il telefono e vengo assalito dalle idee più perverse: 

- fargli trovare la casa invasa dalle Zecche di Geova
- macellare una vacca in giardino e cremarla nel BBQ
- posizionare una croce in salotto, a grandezza naturale
- chiedere in cambio la liberazione dei due marò. A proposito, che fine hanno fatto, sono ancora in India?!





Blue Mountains

Questo fine settimana finalmente siamo riusciti ad andare alle Blue Mountains, le montagne a 1 ora di auto da Sydney.  Avevamo dovuto rinviare per via dell'auto, che ha passato più tempo col meccanico che con me...
Diciamo subito che non è nulla di paragonabile alle Alpi, io non le definirei neanche montagne: è un altipiano con delle fratture, a me ricorda il Grand Canyon, che non si può certo definire una montagna.

Il paesaggio ricorda anche la campagna toscana, se non fosse per gli alberi che qui sono diversi, e per la quasi totale assenza di terreno coltivato: è un alternarsi di prati da pascolo e foreste.
Comunque i paesaggi sono molto belli, si fanno chilometri e chilometri senza vedere anima viva, spesso su sterrati, con carcasse di animali lungo i bordi, un'immensità di spazio e pochissime persone, l'Australia che mi sono sempre immaginato! E per fortuna l'auto ha retto, altrimenti rimanere a piedi in certi posti, col freddo della notte, un cellulare senza campo e una famiglia in macchina...

Il nome Blue deriva dal colore dell'atmosfera, resa azzurra dal vapore dell'olio di Eucalipto.
Dal 1770, anno della "scoperta" dell'Australia, fino al 1813 le Blue Mountains erano considerate invalicabili, finchè una spedizione riuscì a trovare un passaggio verso Ovest. Da notare che da quel punto in poi non ci sono piu' montagne fino alla cost Ovest dell'Australia a 3500 km di distanza. E' un continente veramente piatto.

La prima meta è il più antico ponte in Australia: il Lennox Bridge, datato 1833 e costruito dai carcerati con blocchi di pietra scolpiti a colpi di scalpello. Per 90 anni e' stato l'unico punto di passaggio per le Blue Mountains (prima che venisse costruito un viadotto che ha cambiato il corso della Great Western Highway), ora e' un ponticello in una stradina fuori mano. Come valore storico e' piuttosto risibile per chi come noi è abituato ai ruderi sparsi in ogni angolo d'Italia, ma per un Australiano ha la sua importanza. Ne approfittiamo per due passi nel bosco.







Più avanti un negozio di pelouches che vanta il maggior assortimento dell'emisfero meridionale. Questi record "dell'emisfero meridionale" sono piuttosto frequenti da queste parti, anche perchè la concorrenza è sicuramente inferiore rispetto all'emisfero settentrionale.
Siamo entrati solo per vedere e ovviamente siamo usciti con 3 pupazzi. Ce n'erano di simpatici dedicati ai papi.. non mi è chiaro a che tipo di clientela siano indirizzati.

  


proseguendo eccoci a Katoomba, un paese a 1000 metri di altezza famoso per tre colonne di roccia chiamate "le 3 Sisters". 

La leggenda aborigena vuole che 3 sorelle della tribu' di Katoomba  'Meehni', 'Wimlah' e Gunnedoo', si fossero innamorate di 3 ragazzi, ma le leggi tribali vietavano loro di sposarli essendo membri di una tribu' diversa. I tre ragazzi non si diedero per vinti e vollero prendere le ragazze con la forza, questo provocò una guerra tra le due tribù.
Visto che l'incolumità delle tre ragazze era in pericolo, uno stregone della stessa tribù fece un incantesimo per trasformarle in pietre. Una volta finita la guerra le avrebbe riportate al loro stato naturale, ma lo stregone morì nel corso della guerra e nessuno fu mai in grado di rompere l'incantesimo.
A Giulia e Vittoria la leggenda è piaciuta molto e ho dovuto raccontarla più volte nel corso del viaggio, però una volta arrivati a destinazione hanno fatto notare che la somiglianza con la sagoma di tre ragazze è decisamente scarsa.
Facciamo alcune passeggiate e ci fermiamo 1 ora in un negozio di cappelli dove finalmente Giulia trova un cappello da cowboy della sua taglia. In realtà ero io che mi ero fissato che dovesse averne uno uguale al mio, ma ora che ce l'ha ne va molto fiera.



Nella cittadina di Katoomba troviamo ancora tracce della ricerca di un disperso di cui conosco bene la vicenda trattandosi di un collega.

E' Gary, un collega dell'ufficio di Sydney che non conosco personalmente. 3 settimane fa era lì per un evento aziendale, dopo una cena e qualche bicchire di troppo, a mezzanotte è uscito in strada a piedi, si è perso, ha telefonato ai colleghi rimasti in albergo ma dopo alcuni minuti il cellulare si è scaricato.
Lo hanno cercato per 10 giorni battendo tutta la zona con centinaia di volontari, molti dei quali miei colleghi, ma da allora nessuna traccia. Ne hanno parlato i giornali, l'hotel dove soggiornava è diventato la base per le ricerche e per i genitori giunti dalla Gran Bretagna.
La zona è impervia, foreste e precipizi ovunque, per di più la temperatura di notte è vicina allo zero. Dopo 10 giorni l'operazione di salvataggio è stata declassata a operazione di recupero, e ora coinvolge molte meno persone. Certo la storia ha dell'incredibile, perdersi nel bel mezzo di un paesino e non venir più ritrovati.


Torniamo alla gita. Prima del tramonto ci spostiamo verso la sommità delle Blue Mountains, Mount Victoria, 1000 metri di quota. Di nuovo fa un po' strano chiamare quel paesello su una collinetta col nome di un monte, ma questo è quello che offre la zona.

 il bosco ha sempre una grande attrattiva sulle bambine, decisamente più della spiaggia

 
non so perchè ma mi sono fatto l'idea che con Vittoria il mestiere di padre sarà particolarmente impegnativo...


Alla sera dormiamo in un albergo in quel paesino fantasma che è Mount Victoria. L'albergo è uno spettacolo, sembra di fare un tuffo nel passato, è del 1914 e non è cambiato molto da allora. Non è uno di quei posti ricercati e costosi che vogliono far rivivere l'atmosfera di una volta acquistando antiquariato, è semplicemente vecchio!



 e al risveglio una degna colazione!

 Domenica ci dirigiamo alle grotte Jenolan Caves a 1 ora di auto. Belle anche se non così maestose come altre che avevo visto in passato
 



 Poi via di corsa per fare altra strada prima del tramonto.

poco dopo questo cartello, andando a 70 km/h su una strada sterrata, rischiamo la collisione con un wallaby (piu' piccolo del canguro) che stava attraversando la strada.



 I cartelli disseminati ovunque per informare sul grado di rischio incendio. Volevo metterlo su "Catastrophic" ma ho scoperto che la lancetta è bloccata da un lucchetto sul retro

Arriviamo fino al bordo dell'altipiano, pochi metri piu avanti una parete verticale di centinaia di metri.

A fine gita totalizziamo 500km, di cui 50 su sterrati