lunedì 5 agosto 2013

Blue Mountains

Questo fine settimana finalmente siamo riusciti ad andare alle Blue Mountains, le montagne a 1 ora di auto da Sydney.  Avevamo dovuto rinviare per via dell'auto, che ha passato più tempo col meccanico che con me...
Diciamo subito che non è nulla di paragonabile alle Alpi, io non le definirei neanche montagne: è un altipiano con delle fratture, a me ricorda il Grand Canyon, che non si può certo definire una montagna.

Il paesaggio ricorda anche la campagna toscana, se non fosse per gli alberi che qui sono diversi, e per la quasi totale assenza di terreno coltivato: è un alternarsi di prati da pascolo e foreste.
Comunque i paesaggi sono molto belli, si fanno chilometri e chilometri senza vedere anima viva, spesso su sterrati, con carcasse di animali lungo i bordi, un'immensità di spazio e pochissime persone, l'Australia che mi sono sempre immaginato! E per fortuna l'auto ha retto, altrimenti rimanere a piedi in certi posti, col freddo della notte, un cellulare senza campo e una famiglia in macchina...

Il nome Blue deriva dal colore dell'atmosfera, resa azzurra dal vapore dell'olio di Eucalipto.
Dal 1770, anno della "scoperta" dell'Australia, fino al 1813 le Blue Mountains erano considerate invalicabili, finchè una spedizione riuscì a trovare un passaggio verso Ovest. Da notare che da quel punto in poi non ci sono piu' montagne fino alla cost Ovest dell'Australia a 3500 km di distanza. E' un continente veramente piatto.

La prima meta è il più antico ponte in Australia: il Lennox Bridge, datato 1833 e costruito dai carcerati con blocchi di pietra scolpiti a colpi di scalpello. Per 90 anni e' stato l'unico punto di passaggio per le Blue Mountains (prima che venisse costruito un viadotto che ha cambiato il corso della Great Western Highway), ora e' un ponticello in una stradina fuori mano. Come valore storico e' piuttosto risibile per chi come noi è abituato ai ruderi sparsi in ogni angolo d'Italia, ma per un Australiano ha la sua importanza. Ne approfittiamo per due passi nel bosco.







Più avanti un negozio di pelouches che vanta il maggior assortimento dell'emisfero meridionale. Questi record "dell'emisfero meridionale" sono piuttosto frequenti da queste parti, anche perchè la concorrenza è sicuramente inferiore rispetto all'emisfero settentrionale.
Siamo entrati solo per vedere e ovviamente siamo usciti con 3 pupazzi. Ce n'erano di simpatici dedicati ai papi.. non mi è chiaro a che tipo di clientela siano indirizzati.

  


proseguendo eccoci a Katoomba, un paese a 1000 metri di altezza famoso per tre colonne di roccia chiamate "le 3 Sisters". 

La leggenda aborigena vuole che 3 sorelle della tribu' di Katoomba  'Meehni', 'Wimlah' e Gunnedoo', si fossero innamorate di 3 ragazzi, ma le leggi tribali vietavano loro di sposarli essendo membri di una tribu' diversa. I tre ragazzi non si diedero per vinti e vollero prendere le ragazze con la forza, questo provocò una guerra tra le due tribù.
Visto che l'incolumità delle tre ragazze era in pericolo, uno stregone della stessa tribù fece un incantesimo per trasformarle in pietre. Una volta finita la guerra le avrebbe riportate al loro stato naturale, ma lo stregone morì nel corso della guerra e nessuno fu mai in grado di rompere l'incantesimo.
A Giulia e Vittoria la leggenda è piaciuta molto e ho dovuto raccontarla più volte nel corso del viaggio, però una volta arrivati a destinazione hanno fatto notare che la somiglianza con la sagoma di tre ragazze è decisamente scarsa.
Facciamo alcune passeggiate e ci fermiamo 1 ora in un negozio di cappelli dove finalmente Giulia trova un cappello da cowboy della sua taglia. In realtà ero io che mi ero fissato che dovesse averne uno uguale al mio, ma ora che ce l'ha ne va molto fiera.



Nella cittadina di Katoomba troviamo ancora tracce della ricerca di un disperso di cui conosco bene la vicenda trattandosi di un collega.

E' Gary, un collega dell'ufficio di Sydney che non conosco personalmente. 3 settimane fa era lì per un evento aziendale, dopo una cena e qualche bicchire di troppo, a mezzanotte è uscito in strada a piedi, si è perso, ha telefonato ai colleghi rimasti in albergo ma dopo alcuni minuti il cellulare si è scaricato.
Lo hanno cercato per 10 giorni battendo tutta la zona con centinaia di volontari, molti dei quali miei colleghi, ma da allora nessuna traccia. Ne hanno parlato i giornali, l'hotel dove soggiornava è diventato la base per le ricerche e per i genitori giunti dalla Gran Bretagna.
La zona è impervia, foreste e precipizi ovunque, per di più la temperatura di notte è vicina allo zero. Dopo 10 giorni l'operazione di salvataggio è stata declassata a operazione di recupero, e ora coinvolge molte meno persone. Certo la storia ha dell'incredibile, perdersi nel bel mezzo di un paesino e non venir più ritrovati.


Torniamo alla gita. Prima del tramonto ci spostiamo verso la sommità delle Blue Mountains, Mount Victoria, 1000 metri di quota. Di nuovo fa un po' strano chiamare quel paesello su una collinetta col nome di un monte, ma questo è quello che offre la zona.

 il bosco ha sempre una grande attrattiva sulle bambine, decisamente più della spiaggia

 
non so perchè ma mi sono fatto l'idea che con Vittoria il mestiere di padre sarà particolarmente impegnativo...


Alla sera dormiamo in un albergo in quel paesino fantasma che è Mount Victoria. L'albergo è uno spettacolo, sembra di fare un tuffo nel passato, è del 1914 e non è cambiato molto da allora. Non è uno di quei posti ricercati e costosi che vogliono far rivivere l'atmosfera di una volta acquistando antiquariato, è semplicemente vecchio!



 e al risveglio una degna colazione!

 Domenica ci dirigiamo alle grotte Jenolan Caves a 1 ora di auto. Belle anche se non così maestose come altre che avevo visto in passato
 



 Poi via di corsa per fare altra strada prima del tramonto.

poco dopo questo cartello, andando a 70 km/h su una strada sterrata, rischiamo la collisione con un wallaby (piu' piccolo del canguro) che stava attraversando la strada.



 I cartelli disseminati ovunque per informare sul grado di rischio incendio. Volevo metterlo su "Catastrophic" ma ho scoperto che la lancetta è bloccata da un lucchetto sul retro

Arriviamo fino al bordo dell'altipiano, pochi metri piu avanti una parete verticale di centinaia di metri.

A fine gita totalizziamo 500km, di cui 50 su sterrati





venerdì 2 agosto 2013

Corrupt!

Diciamolo, l'Australia ha tanti pregi ma non è il paese perfetto di cui ogni tanto si sente parlare.  Ci sono tanti lati positivi e alcuni negativi, che ho cercato di elencare in questo post che di tanto in tanto rivedo e correggo man mano che accumulo esperienze.
Però una cosa mi incuriosisce: come mai quando un italiano parla dell'Australia emergono solo gli aspetti positivi? Ho provato a darmi una spiegazione plausibile e ho individuato 3 categorie di entusiasti:
  1. chi si è trasferito qui e vuole far sentire sfigati quelli che sono rimasti a casa
  2. chi è passato di qui in vacanza per qualche settimana e ha immaginato che vivere qui sia come una perenne vacanza
  3. chi non c'è mai stato ma ascoltando 1 e 2 trova plausibile che in qualche parte del mondo, realisticamente molto ma molto lontano, esista una sorta di Eden dove tutto è finalizzato alla propria felicità. 
Sull'1 c'è poco da dire se non che spero di non farne parte. Cerco di dare risalto alle cose diverse dall'Italia perchè sono quelle che rendono questo paese così esotico per un italiano, e ragionando per differenza spesso il bilancio è a favore dell'Australia, ma sono sicuro di aver fatto anche qualche critica.

Punto 2: mettiamoci nei panni di uno straniero che per qualche giorno visita le parti più belle d'Italia e mangia piatti di una delle cucine piu' rinomate al mondo... che esposizione può avere ai grandi mali del nostro paese? Corruzione, disoccupazione, tasse, inquinamento, criminalità organizzata e microcriminalità tanto per citarne alcuni?

Punto 3: beh... illudersi che esistano mondi migliori dove tutti i conti vengono saldati è una tendenza vecchia quanto l'uomo

Questo discorso voleva essere la premessa ad un articolo che ho letto oggi sul giornale, riguarda un certo numero di politici che sono risultati colpevoli di corruzione in base ad una indagine svolta dalla ICAC (INDIPENDENT COMMISSION AGAINST CORRUPTION) una task force per la persecuzione dei reati compiuti da pubblici ufficiali. Ministri e politici vari hanno approfittato della propria posizione di potere per acquistare terreni a basso prezzo, poi diventati miniere di carbone, e usufruire di prestazioni gratuite (tipo i famosi massaggi per Bertolaso presso il centro "convenzionato" con la Protezione Civile).
Insomma... magari non c'è uno scandalo al giorno come in Italia, ma neanche qui i politici hanno sempre le mani pulite.

La prima cosa che ho pensato è che sarebbe una gran bella cosa se ci fosse una commissione dedicata alla corruzione anche in Italia. Una commissione con ampi poteri investigativi e aperta al cittadino per le segnalazioni grandi e piccole, anche in forma anonima. Basta compilare un questionario on line, circostanziando il piu' possibile l'accaduto e possibilmente indicando le proprie generalità per poter essere contattato per eventuali conferme. Nelle FAQ si chiarisce che in nessun caso si rischia il reato di diffamazione e che la propria identità resterà segreta.
Averlo avuto anni fa, quando da ragazzo mi affacciavo sul mercato sotto casa e vedevo i vigili della polizia annonaria che si infilavano in tasca le mazzette degli ambulanti...


La seconda cosa che mi ha stupito è vedere gli articoli decisamente forcaioli, come questo del principale quotidiano di Sydney, solo in base alle risultanze della commissione e quindi prima ancora che venga celebrato un processo. E la cosa mi dà un certo piacere, sarà che in Italia ne abbiamo visti troppi che la facevano franca...




A proposito di corruzione, c'è una interessante mappa della percezione della corruzione nel mondo, in realtà i dati sono ricavati da sondaggi sulla percezione dei cittadini riguardo la corruzione del proprio paese, quindi vanno presi per quello che sono:


martedì 30 luglio 2013

Bondi Beach

Domenica decidiamo di fare un programma tranquillo, e anche al risparmio visto quello che abbiamo speso il giorno prima tra ingresso al Luna Park, multa per tassametro scaduto, parcheggio serale a Darling Harbour e cena all'Hard Rock Cafè. 

Si va in spiaggia, che almeno quella è gratis!
(se non consideriamo il parcheggio a 7$ l'ora)


Surfisti, vari stili: bodyboard

"noseride" su una longboard

stile sedentario






Il bar della spiaggia, se questo è l'inverno chissà cosa dev'essere in estate



Vittoria sembra un po' perplessa...




Tramonto a Watson Bay

e in serata proviamo un ristorante consigliato dal mio capo australiano, Il Bolognese. Beh... non so se è all'altezza del nome ma non è stato male.